Apertura sE_G5

Schermata 2014-07-09 alle 11.50.07sE Electronic ha recentemente festeggiato i dieci anni di attività e vanta la collaborazione con Rupert Neve. Da sempre si propone con una vasta gamma di microfoni caratterizzati dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Gemini 5 è un condensatore a diaframma largo cardioide, derivato dal Gemini II, con una caratteristica intrigante: possiamo scegliere se utilizzare l’uscita valvolare o l’uscita FET, anche in contemporanea.

Hardware

Una volta aperta la confezione, il microfono si presenta di dimensioni generose, alto più di 20 cm e dal peso non indifferente. Alla base è presente una doppia filettatura, quella superiore per l’attacco allo shock mount, e quella inferiore per l’attacco del cavo a otto pin. All’interno della confezione troviamo il cavo a otto pin, uno shock mount con elastici di ricambio, e l’alimentatore in uno chassis di alluminio che presenta due uscite XLR, una marchiata Tube e l’altra FET. Il Gemini 5 è direttamente derivato dal Gemini II, in cui però sono presenti due valvole. Nel modello che abbiamo in prova, invece, c’è solo una valvola, una 12AX7, allo stadio di amplificazione. La capsula è la stessa, con un diaframma di 27 mm, a diagramma cardioide. Non sono presenti né pad, né filtri passa alto, né selettori di polarità. Le specifiche dichiarano una risposta in frequenza di 30-20.000 Hz, mentre SPL e rumore equivalente cambiano in base alla modalità che si utilizza: il rumore equivalente, in pesatura A, è di 18 dB per la modalità Tube, e 16 dB per la modalità FET. Cambia anche la massima pressione sonora, rispettivamente 130 dB per Tube, e 128 dB per FET (per una THD dello 0,5% a 1.000 Hz).

Transistor
Il transistor è un dispositivo che, tramite una tensione, controlla il flusso di corrente che lo attraversa, permettendo così al segnale in ingresso di venire amplificato. Ci sono due grandi famiglie di transistor: BJT (transistor a giunzione bipolare) e FET (transistor a effetto di campo), e quest’ultima categoria si divide in JFET (transistor a effetto di campo a giunzione), MESFET (transistor metallo semiconduttore a effetto di campo) e MOSFET (transistor metallo-ossido-semiconduttore a effetto di campo), molto usati nel campo audio anche consumer.

 In prova

Il primo approccio con Gemini 5 è una voce maschile per uno speakering, e abbiamo deciso fin da subito di sfruttare la grande comodità offerta dalla doppia uscita valvolare e FET, così da poter effettuare la comparazione direttamente dalla regia. In questo caso abbiamo preferito la valvola, in grado di dare calore, soprattutto sulle frequenze basse. Questa semplice prova ha messo in evidenza un suono definito, ricco, mai troppo sibilante né tagliente, nonostante la curva della risposta in frequenza dichiarata faccia notare un incremento di 3/4 dB tra i 5 e i 10 kHz. Il microfono è stato in grado di riprendere i movimenti più sottili della bocca del nostro speaker. La seconda prova è stata su un room mic per una batteria, posto a circa un metro e mezzo di distanza dalla cassa all’altezza del cerchio superiore della cassa stessa. La differenza, seppur sottile, si sente nella pulizia dei transienti (molto più accurati in modalità FET) e nella timbrica (ci risulta leggermente più ricca sulle basse la valvola). Anche in questo esempio risulta chiara la comodità delle due uscite separate in contemporanea. Siamo quindi passati alla chitarra acustica, con il microfono a circa 30 cm dall’intersezione tra il manico e la cassa armonica. La differenza in questo caso è veramente minima, forse risulta solo leggermente più brillante l’uscita FET. La prova che però ci ha stupiti di più è stata su un violoncello. Essendo suonato in pizzicato, i preamplificatori del banco Cadac erano a valori piuttosto alti. In questo caso abbiamo potuto effettuare la comparazione con un altro microfono, un prototipo di Luca Bignardi, che stavamo già utilizzando per le riprese del cello. Abbiamo posizionato il Gemini 5 in array up/down, con le due capsule il più vicino possibile tra loro. Contrariamente a quanto ci saremmo aspettati, l’uscita FET era più rumorosa rispetto alla valvola, e il suono risultava decisamente migliore utilizzando quest’ultima uscita, più gonfio ma non impastato o poco definito. L’unico particolare che ci ha lasciati perplessi è la qualità dello shock mount. Ogni volta che lo si maneggiava gli elastici rischiavano di sfilarsi, causando perdite di tempo per assemblarlo di nuovo. Anche l’attacco al microfono, spesso, non è risultato semplice: la filettatura non faceva presa perfettamente, soprattutto quando lo si è montato con la capsula verso l’alto.

Fig. 1 – Alimentatore e attacchi
Fig. 1 – Alimentatore e attacchi

Conclusioni

sE Electronics si conferma una casa produttrice di prodotti di qualità, con un buon rapporto qualità prezzo, e Gemini 5 è un microfono valido, versatile, con la grande comodità delle due uscite separate. Ciò permette di scegliere il carattere dei due circuiti, per la verità non troppo differente o così evidente come ci si potrebbe attendere, in base alle nostre esigenze: valvolare se si vuole un pizzico in più di calore, oppure FET se si desiderano precisione nei transienti più rapidi e brillantezza. Un buon prodotto che segue le tendenze a offrire circuiti differenti con la stessa capsula.

Schermata 2014-07-09 alle 11.50.34

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