Apertura Sonar X1

Schermata 2014-07-08 alle 15.04.49Cakewalk spazza via la vecchia interfaccia utente di Sonar proponendo una variante totalmente rivista nel nuovo X1 e definita Skylight: in essa sono previsti cinque menu organizzabili a piacere dall’utente, grazie alla presenza della nuova modalità Screenset. Attraverso il Browser, oltre ai pattern per il modulo Matrix, è possibile trasferire nelle tracce file audio e loop tramite un semplice drag and drop. Nella nuova Control Bar personalizzabile sono stati condensati tutti i controlli, tra cui l’inedita sezione Smart Tools per l’editing e il nuovo display, in cui Cakewalk concentra tutte le informazioni e gli avvisi in precedenza sparsi in altre zone della finestra. Il nuovo menu Inspector consente di gestire sia parametri legati alle tracce audio/MIDI, sia le Clip previste nel progetto. Non solo, per ogni traccia audio selezionata nell’Inspector compare la channel strip e, a fianco, quella del bus assegnato; inoltre, nella versione Producer, attraverso questo menu, si accede ai parametri del nuovo ProChannel. Il Multidock ricorda un Browser per navigare su internet: tutte le finestre aperte per l’editing o il semplice monitoring in Sonar X1 (vista Console, Piano Roll, Event List, VST Rack, ecc) compaiono nel Multidock, peraltro sganciabile dallo Skylight per essere ingrandito e visualizzato anche su un secondo monitor. Il nuovo ProChannel offre un compressore disponibile in due varianti (PC76 FET e PC4K Bus Compressor), un equalizzatore a sei bande (quattro parametriche, più due shelving) e un’emulazione di saturazione valvolare. Da rimarcare che ogni ProChannel è configurabile nel routing. La nuova modalità FX Chain consente di allestire una serie di configurazioni personalizzate dei plug-in preferiti. Nuova è anche l’offerta in termini di pacchetti: alle due versioni Studio e Producer si affianca l’apripista Essential, dotato di un buon parco di funzionalità e un prezzo di attacco.

Fig. 2 – La Control Bar: il primo a sinistra è il nuovo menu Smart Tools
Fig. 2 – La Control Bar: il primo a sinistra è il nuovo menu Smart Tools

In prova

L’interfaccia Skylight di primo acchito può spiazzare l’utente fidelizzato con le ultime versioni di Sonar. Alcune scelte strizzano l’occhio a concorrenti quali Cubase o Logic, tra cui la finestra delle preferenze in cui sono racchiusi un buon numero di opzioni un tempo fornite in menu separati, lo Smart Tools con cui operare l’editing in tutti i menu, oppure l’Inspector, in cui accanto alla channel strip della traccia selezionata appare quella del bus a essa assegnato. Questa piccola rivoluzione nella gestione costringe necessariamente a un piccolo periodo di apprendistato. In Skylight ho ritrovato l’essenzialità delle prime DAW del marchio americano, e un esempio a riguardo è l’ottima vista Console, in cui i parametri sono individuabili con un semplice colpo d’occhio: ben fatto. Il Multidock mette ordine nell’organizzazione delle finestre, e la modalità X-Ray, strategica nelle precedenti versioni, ora si tramuta in supporto per gli irriducibili dello schermo affollato di istanze di svariati plug-in in un progetto. La traccia video finalmente dispone di un’area dedicata. Nell’Inspector, oltre a quanto già descritto e alla canalizzazione in esso della gestione di funzioni quali l’arpeggiatore per il MIDI, o le Clip e l’Audiosnap per l’audio, segnalo una piccola chicca: nelle proprietà di ogni traccia è inserita un’area per annotare delle informazioni. La Control Bar è facilmente personalizzabile, inoltre dispone di un nuovo display multifunzione piuttosto immediato: l’unica accortezza riguarda l’impiego se sganciata dallo Skylight, perché lasciando inseriti dei menu aggiuntivi si allunga uscendo dallo schermo. Altre novità da rimarcare riguardano il drag and drop di file direttamente dal Browser, oppure la creazione di un database di preset riguardo alla concatenazione dei plug-in attraverso l’FX Chain, una funzione che desideravo da tempo. L’opzione Screenset consente di configurare la superficie di lavoro secondo i propri gusti o esigenze sulla base del progetto. Il giudizio sul restyling estetico operato da Cakewalk è positivo, perché le novità introdotte velocizzano effettivamente il processo creativo.

Fig. 3 – L’equalizzatore disponibile nel ProChannel
Fig. 3 – L’equalizzatore disponibile nel ProChannel

Per quanto riguarda il motore di Sonar X1, ho rilevato alcuni piccoli miglioramenti nell’editing MIDI: nella Event List, scompare il fastidioso scroll intervenendo sui singoli eventi. Anche Sonar X1 non è immune da piccoli bug di gioventù ancora irrisolti e prontamente segnalati: il metronomo audio rimane attivo anche dopo essere stato disattivato sia dal menu preferenze, che cliccando sulla cella dedicata nella barra trasporto. Recentemente è comparso un update (X1a) per risolvere dei problemi riscontrati con alcune schede audio, e dei problemi di stabilità su Windows XP a 32 bit. Il nuovo ProChannel previsto nella versione Producer cela delle piacevoli sorprese. Il compressore fornisce una coppia di emulazioni di Urei 1176 (PC76) e del bus compressor SSL4000 (PC4K), quest’ultimo selezionabile per impieghi in modalità sidechain. Nel PC4K sono previsti i controlli Threshold e MakeUp al posto degli Input/Output previsti nel PC76, inoltre il Ratio è impostabile su tre posizioni, mentre l’area Sidechain comprende lo switch per l’attivazione e un filtro HPF. Il carattere espresso in sede di prova dal PC76 mi ha spinto all’impiego, con ottimi risultati, anche su tracce vocali o percussive dove, in precedenza, mi sono affidato alle channel strip dedicate fornite nel bundle di Sonar Producer (VX-64 e PX-64), inoltre l’Attack e il Release di questo compressore lavorano molto bene. Anche il compressore PC4K emula con buona approssimazione l’SSL serie G da cui deriva, e incolla piuttosto bene le varie tracce di un bus. La resa dell’equalizzatore a sei bande è gradevole e molto musicale: delle tre curve disponibili, oltre alla neutra Pure, mi piace la leggera enfasi in gamma medio alta regalata dalla variante Modern.

Fig. 4 – Il compressore PC76 emulazione Urei
Fig. 4 – Il compressore PC76 emulazione Urei
Fig. 5 - Cliccando sullo switch in alto è possibile selezionare il PC4K Bus Compressor
Fig. 5 – Cliccando sullo switch in alto è possibile selezionare il PC4K Bus Compressor

Il filtro Gloss aggiunge ulteriore aria e un pizzico di piacevole presenza in più al suono: nel Rock e nel Pop è l’arma in più per far emergere una chitarra, per esempio. L’unico contro dell’equalizzatore, a mio parere, è nell’assenza di controlli In/Out. Il Tube Saturator è il tassello meno caratterizzante della suite, perché a livelli intermedi fornisce una buona risposta, mentre incrementando il Drive compare una patina digitale che mi piace poco. Il routing a supporto del ProChannel è comodo, ma tenete a mente le variazioni compiute in ogni traccia, perché l’ordine dei moduli nella channel strip non cambia. Per quanto riguarda i plug-in in bundle, oltre all’ottimo Guitar Rig 4 LE, in tutte le versioni di Sonar X1 sono stati inclusi anche i quattro VST Studio Instrument 1.0, in cui spiccano il modulo Drums, valido per stendere una parte ritmica credibile in pochi istanti, sia la variante Strings, che brilla per semplicità di uso e al contempo per la bontà del singolo preset proposto, soprattutto nell’impiego quale pad in contesti pop. L’utility Publisher è sempre disponibile in tutti i pacchetti e fornisce un supporto completo e gratuito per la diffusione dei propri brani musicali attraverso i social network. L’incremento dei requisiti di sistema presumo sia dovuto alla presenza del ProChannel in ciascuna traccia, perché Sonar X1 con la precedente versione 8.5 ha girato senza problemi anche su DAW non propriamente recenti.

Conclusioni

L’interfaccia Skylight mi ha convinto, perché la nuova organizzazione snellisce ulteriormente il workflow: un bel passo in avanti. Nel nuovo catalogo Cakewalk, la versione Essential propone molto più di quanto indichi la sua denominazione per il musicista a corto di budget, mentre l’odierna versione Studio può essere la scelta per chi non necessita del surround e si è costruito nel tempo una channel strip personalizzata con plug-in in bundle o di terze parti. La versione Producer resta la punta di diamante della gamma per il ricco bundle fornito a corredo, e il nuovo ProChannel merita una prova per le buone prestazioni riscontrate in sede di test.

Requisiti di sistema

Sonar X1 richiede un sistema operativo a scelta tra Windows XP Service Pack 3 (32 bit), Vista Service Pack 2 (32/64 bit), oppure Windows 7 (32/64 bit), una CPU Intel Core 2 Duo E8200 2,67 GHz o AMD Phenom Quad Core 9750 2,4 GHz, 2 GB di RAM, una risoluzione video di 1280×800, 4,5 GB di spazio nell’hard disk per l’installazione minima, 15 GB per quella completa, un lettore DVD-ROM, DVD+/-R o DVD+/-RW, una connessione a internet per l’impiego dell’utility Publisher.

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