Schermata 2014-11-06 alle 10.21.52Deckadance 1.8 è un software per djing compatibile con Windows (XP, Vista e 7) e Mac OS X 10.4 o superiore. È disponibile nelle versioni Club Edition e House Edition (che non possiede la sezione DVS, Vinyl/CD Timecode). Supporta file MP3, FLAC, M4A, WMA, WAV, aiff e ogg e registra in wav mediante il live recorder. Supporta plug-in VST, sia virtual instrument che effetti. Al momento del test non sono supportati altri formati per i plug-in.

La finestra principale

A prima vista Deckadance appare con la classica interfaccia grafica dei software per djing (Fig. 1). Due Deck, un mixer, pulsanti di Play, Cue, Loop, Sync, fader di Pitch e di Volume, X-Fader, ecc. Nel dettaglio si scoprono alcune particolarità: una sezione dedicata agli effetti controllabili mediante un Pad X/Y e nella zona centrale posta tra i due deck, otto pulsanti dedicati allo switch tra le varie sezioni del software: Playlist, VST Host, Sampler, MIDI, Vinyl/Control, Relooper, iTunes e Setup. La zona centrale è occupata infine da un comodo Peakscope che può essere commutato in uno spettroscopio (Fig. 2).

ClubEditionBoxMirrored

Il Setup audio e MIDI

Mediante il pulsante Audio si accede alle impostazioni dei driver audio, frequenza di campionamento da 44,1 kHz a 96 kHz e buffer audio a step di, 32 sample da 14 a 4.608 sample, con relativa indicazione della latenza in millisecondi. Sono supportati sia il DirectSound che l’ASIO. La sezione del routing audio permette di selezionare il tipo di Input e Output (mixer interno o esterno) evidenziando i collegamenti mediante una comoda interfaccia grafica filare (Fig. 3).

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La mappatura MIDI avviene premendo il pulsante MIDI che apre una finestra dedicata dove è possibile programmare i vari parametri del soft-ware con funzioni MIDI Learn e Forget. Le mappature sono importabili ed esportabili con file proprietari (estensione .dms). Il pulsante Setup apre invece la finestra dedicata alle impostazioni delle allocazioni delle cartelle e altri parametri di impostazione generale del software come l’estensione della variazione del Pitch, il valore di Threshold per la rilevazione dei BPM, la creazione di CD di timecode e altre opzioni relative alla visualizzazione del software.

VST Host

Sono presenti otto slot dove poter caricare VST e un file MIDI per ciascun VST (Fig. 4). I controlli sono identici per tutti gli slot: volume, indirizzamento del segnale sul deck A o B e preascolto, pulsante di Loop che mette in riproduzione ciclica il file MIDI caricato, e Beat Sync che sincronizza il file MIDI con la griglia del Deck a cui è inviato il segnale. Disattivando il Beat Sync la riproduzione del file MIDI avviene a ogni pressione del Play senza sincronizzazione con la griglia della traccia audio caricata nel Deck. Il file MIDI è in ogni caso sincronizzato automaticamente ai BPM del Deck cui è associato lo slot del VST Host. I plug-in possono essere editati o cancellati mediante appositi pulsanti (E e X). Le frecce orizzontali poste a fianco del Load MIDI permettono di scorrere tra i file MIDI, presenti nella cartella dove è posizionato il file MIDI caricato nello slot.

Il Sampler

Otto slot sono dedicati a caricare file audio (Fig. 5), con controlli di Volume, indirizzamento del suono sul deck A o B e preascolto, pulsanti di scorrimento dei sample, Beat Sync e pulsanti che variano temporaneamente il pitch del sample. Questi pulsanti sono inattivi nel caso si usi il Beat Sync. Un ultimo pulsante Rec Loop permette di campionare il suono emesso dal deck di riferimento per una lunghezza pari alle battute impostate nel Loop/Leap. Nel caso si stia suonando un Virtual Instrument, il Rec Loop campionerà anche il suono di quest’ultimo.

Vinyl/External Control

Deckadance nella versione Club Edition è anche un DVS (Fig. 6). Absolute e Relative mode sono disponibili per i vinili e CD timecode msPinky, PCDJ Reflex, Torq e Deckadance. Mixvibes, Virtual DJ, Stanton FinalScratch e Serato Scratch Live funzionano solo in modo Relative, anche se le compatibilità sono costantemente aggiornate.

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Mediante la funzione Learn Timecode è possibile acquisire il timecode di altri vinili e CD presenti sul mercato, ma non ne viene garantito il funzionamento. È possibile creare un CD di timecode chiamato Deckadance CD. Il software genera un file wav di 26 minuti masterizzabile su un CD e utilizzabile nei CD Player.

Relooper

Si tratta di un effetto programmabile (Fig. 7). Un loop di quattro misure è suddiviso in 16 battute e mediante una matrice è possibile selezionare battuta dopo battuta la porzione di loop (slice) da riprodurre. Ogni battuta può essere a sua volta suddivisa in due o quattro ripetizioni oppure messa in mute. Esistono tre pattern programmabili e attivabili in modo momentaneo o permanente. Il pulsante Beat Align, se attivo, sincronizza l’inizio del loop con la battuta della griglia. Il segnale riprodotto dal Reloop può essere infine miscelato a quello originale mediante il pulsante Mixed Mode o essere riprodotto escludendo il segnale originale.

Fig. 8 – Deckadance come VSTi
Fig. 8 – Deckadance come VSTi

Effetti Deck, Master e VST

Sotto a ciascun Deck troviamo una sezione dedicata agli effetti. Il controllo è assegnato a un pad X/Y e sono presenti filtro LP, HP, BP, Notch, Phaser, Delay e Bit Reducer. Questi effetti agiscono sul relativo Deck. Nella finestra Reloop troviamo invece quattro effetti che agiscono sul canale Master in funzionamento On/Off: Wah-Wah Filter, Panoramic Pan, Ring Modulator e Track Coder. È possibile inoltre caricare un qualsiasi effetto VST nel VST Host. In questo caso il segnale del Deck selezionato nello slot è automaticamente inviato in ingresso all’effetto e successivamente all’uscita Master con mix del segnale originale. L’attivazione del pulsante VST, posto nel deck, esclude il segnale originale lasciando udibile solo quello elaborato.

Oltre al software standalone, Deckadance è installabile anche come VST e utilizzabile quindi in una qualsiasi DAW compatibile VST o all’interno di Deckadance stesso (Fig. 8).

SONG MANAGER

La versione 1.8 introduce una nuova applicazione chiamata Song Manager. Si tratta di un browser avanzato in finestra separata che permette una fine catalogazione dei brani (Fig. 9).

Fig. 9 – Song Manager
Fig. 9 – Song Manager

È possibile importare in successione più cartelle. A ogni importazione i brani sono analizzati e suddivisi per album, artista e genere in base all’ID3 Tag contenuto nel file. Si possono inoltre creare Playlist semplici o Smart Playlist, ovvero playlist create in base ad alcune regole selezionabili nell’apposita finestra editabile mediante il comando Edit Smart Playlist. Una volta creata la Smart Playlist, il software scansiona automaticamente il database e aggiunge alla playlist le tracce che rispettano i filtri impostati. La sezione in basso a sinistra infine è dedicata alla visualizzazione delle cover. Il Song Manager può essere visualizzato mediante l’apposito comando posto nella parte superiore della finestra principale di Deckadance oppure avviato come applicazione standalone per poter lavorare anche indipendentemente da Deckadance.

In prova

Abbiamo testato Deckadance 1.8 su PC con Windows XP SP3 e MacBook Pro 13” entrambi con scheda audio M-Audio 410 Firewire. Il software si è rivelato pienamente compatibile con entrambi i sistemi. Non è presente la modalità fullscreen gradita ai DJ, ma la cosa è probabilmente voluta per il possibile utilizzo come VST. Durante il test sono emerse alcune piccole carenze che, se risolte, farebbero risparmiare tempo e lavoro. I campioni caricati o registrati nel Sampler sono salvabili in una qualsiasi cartella del computer. Chiudendo e riaprendo il software, però, i campioni saranno nuovamente presenti nel relativo slot solo se sono stati salvati nella cartella Samples di Deckadance (Samples/slot 1, Samples/slot 2, ecc). Se non fossero presenti le sottocartelle slot 1, 2, 3, ecc, occorrerà quindi crearle. Sarebbe utile che fosse ricordato il path dal quale abbiamo caricato il campione o nel quale lo abbiamo salvato. Sono invece mantenute le regolazioni del volume dei singoli slot apportate in fase di preparazione del set. I VST utilizzati e le loro patch non sono salvati, quindi dobbiamo caricarli e tararli prima del live.

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Il Timecode è un particolare segnale utilizzato per sincronizzare la riproduzione di vinili o CD (dotati di timecode) con le tracce digitali caricate in un soft-ware dedicato alla interpretazione e trasduzione di tale segnale, come ad esempio molti software per djing. Semplificando, è possibile immaginarlo come composto da due sinusoidi di ampiezza e frequenza specifiche. Una sinusoide per il canale destro e una per quello sinistro, oltre a particolari marcatori che definiscono la posizione temporale della traccia. Le due sinusoidi sono sfasate di 90 gradi. Questo permette al software di capire la direzione di riproduzione a seconda che il canale destro o sinistro siano in anticipo o ritardo di fase l’uno sull’altro.

In questo secondo caso non sono salvate le regolazioni dei volumi degli slot. Sarebbe comodo salvare un file di progetto di Deckadance che richiami tutte queste impostazioni con un solo comando. Visualizzare otto VST più Deckadance su singolo schermo è un’impresa ardua, quindi il lavoro maggiore è preventivo, cioè di programmazione delle patch dei synth per poi lasciarli non visualizzati. Il pulsante MIDI Thru presente nella finestra VST non è automatizzabile e poiché non esiste un indirizzamento dei canali MIDI, lo stesso controller MIDI piloterà tutti gli strumenti che hanno il MIDI Thru attivo, compreso il Sampler se è stato mappato sullo stesso controller. Occorre quindi lavorare con mouse o trackpad per attivare e disattivare i messaggi MIDI sui vari slot. Nel Sampler è presente lo slider di un filtro. Molto utile e apprezzabile da un punto di vista sonoro, ma non è mappabile. Comandare tale slider manualmente ne limita sicuramente la capacità espressiva. Il bello dei filtri risiede proprio nel poter variare il loro cut-off in tempo reale e operare con il mouse è poco espressivo. Gli equalizzatori sono poco aggressivi se regolati per mezzo dei fader, molto aggressivi se usiamo i comandi di Kill. Il Relooper è creativo e bizzarro, utile nel mix e fuori dall’ordinario.

In Mixed Mode si ha una vera e propria somma del segnale originale e del segnale proveniente dal Relooper con il conseguente aumento del volume in riproduzione. Anche gli effetti del Deck sono creativi e si sono rivelati tranquillamente utilizzabili anche con due potenziometri associati ai due assi del pad (Dry/Wet e Depth), seppure sia meglio usare un controller MIDI di tipo touch o dotato di pad X/Y. Ci è piaciuto in particolar modo il Delay. Generalmente gli effetti del deck Delay, Phaser e Bit Reducer rendono il timbro un po’ metallico, suono che può essere gradevole o sgradevole a seconda del tipo di sonorità ricercate. Abbiamo utilizzato Deckadance come VST all’interno di alcune DAW. Con FL Studio è possibile registrare le automazioni dei parametri di Deckadance, grazie alle funzioni di MIDI Learn. Lo abbiamo provato con Ableton Live Intro e l’intero set è stato registrato e riproposto in play, purché il tutto sia controllato via MIDI e non siano effettuate variazioni manuali, ad esempio con mouse.

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Deckadance può essere caricato come VST in Deckadance stesso, possibilità anomala e curiosa, ma di fatto utilizzabile solo mediante multi-schermo. Non è presente però un MIDI Clock, quindi le varie istanze di Deckadance non possono essere sincronizzate automaticamente. I VST sono controllabili in realtime via MIDI solo se dotati di funzione MIDI Learn. Gli effetti e i synth del VST Host aprono un mondo di possibilità sonore ed è possibile utilizzare VST trattati con Automap. Abbiamo testato Deckadance come DVS con i vinili di MixVibes. Il risultato è stato di una piena compatibilità grazie anche all’utilizzo della comoda funzione di Learn Timecode. Le mappature MIDI presenti di default per i controller sono moltissime. Ultimo argomento: la stabilità. Il consiglio è quello di testare a lungo VST di terze parti che vogliamo utilizzare durante il live. Non abbiamo riscontrato problemi con Sawer e Ogun di Image Line e Kore Player di Native Instruments, ma testare tutti i VST sarebbe impossibile, quindi l’unica soluzione è provare personalmente i VST.

Conclusioni

Deckadance è un software giovane. Ha poco più di tre anni, ma ha grandi potenzialità ed è in continua evoluzione. Offre la possibilità di fondere l’arte del mix alla creatività del musicista in un unico prodotto. Il tutto a un prezzo molto appetibile.

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MIDI MUSIC

Corso Enrico De Nicola, 8 – Torino

Tel. 011 3185602

info@midimusic.it

www.midimusic.it

Prezzo (online store)

Club Edition: € 126,30

Prezzo (online store)

House Edition: € 69,85