Schermata 2014-11-06 alle 14.27.09SSL Nucleus integra una superficie di controllo in standard HUI, MCU e MIDI, con un’interfaccia audio USB dotata di due preamp e di sezione di monitoring su tecnologia SuperAnalogue. Sul fronte controller, Nucleus offre due banchi da otto fader motorizzati e sensibili al tocco, due banchi da otto encoder e otto switch programmabili (V-Pot/V-Sel), sezione di trasporto con jog wheel e pulsanti di Cut, Solo e Select per ciascuna channel strip.

L’interfaccia audio ha l’obiettivo di fornire due ingressi con preamp di qualità, circuito di insert e monitoring a latenza zero. Nucleus può integrare segnali audio esterni sfruttando le connessioni digitali S/PDIF e i due preamplificatori. Si connette usando Ethernet per il funzionamento della superficie di controllo, e USB per l’invio di comandi da tastiera e l’utilizzo dell’interfaccia audio integrata. Può controllare un massimo di tre computer contemporaneamente, attraverso hub USB e router Ethernet. I plug-in Duende Channel EQ & Dynamics e Stereo Bus Compressor, in formato VST/AU/RTAS, sono forniti di serie.

Apertura 1

Installazione e configurazione

Le impostazioni della superficie di controllo e dell’interfaccia avvengono attraverso le applicazioni Java USB Control Panel e Nucleus Remote: l’ultima lavora attraverso la connessione Ethernet sfruttando il protocollo ipMIDI (sei porte) su UDP anziché TCP/IP. L’utilizzo di più Nucleus connessi allo stesso computer richiede l’utilizzo di un firewall per la gestione dei pacchetti UDP, mentre la creazione di un network tra più computer necessita di router Ethernet professionali.

Interfaccia audio

L’interfaccia audio USB dispone di due I/O analogici e due I/O digitali su S/PDIF (Fig. 1), con una risoluzione massima di 192 kHz/24 bit. La sezione analogica prevede una coppia di Input line/mic/instrument su XLR combo bilanciati. L’ingresso microfonico sfrutta preamp proprietari SuperAnalogue, mentre l’ingresso Hi-Z è attivabile singolarmente da due switch posti nella sezione audio della superficie. Gli altri controlli includono Gain In (encoder +12 dB/+75 dB) e switch per l’attivazione di pad di attenuazione (-20 dB), filtro HP a 80 Hz, alimentazione Phantom (+48 V) e circuito di Insert. Ciascun ingresso dispone di un Insert (Send/Return) posizionato in post mic pre e pre A/D e associato a una connessione jack da 1/4” bilanciata. La modalità Mixdown modifica l’origine del segnale di Insert: il segnale di playback della DAW diventa la sorgente per i Send.

Fig. 1 – Il pannello posteriore di Nucleus, con gli I/O dell’interfaccia audio
Fig. 1 – Il pannello posteriore di Nucleus, con gli I/O dell’interfaccia audio

I due Pre Out su XLR funzionano in parallelo con gli Insert Send e possono essere utilizzati per inviare il segnale preamplificato ad altre destinazioni esterne. Il circuito di monitoring è basato su una coppia di Monitor Out su XLR (SuperAnalogue), due uscite cuffia e una coppia di Monitor Out phono sbilanciati (-10 dB). In condizioni normali, il segnale in uscita è un mix di quello in arrivo dalla DAW e l’ingresso degli Input 1/2. Il controllo Blend (Wet/Dry) consente di bilanciare il livello delle due sorgenti. Gli ingressi 1 e 2 sono normalmente considerati come una coppia stereo, ma possono essere impostati come sorgenti mono (Mono L, Mono R) e inviati a entrambe le uscite. L’attivazione della modalità monofonica su un canale esclude automaticamente l’altro dal monitoring (Fig. 2).

Fig. 2 – I controlli dell’interfaccia audio
Fig. 2 – I controlli dell’interfaccia audio

Le coppie di ingressi External L/R (XLR bilanciato) e iJack (3,5 mm) possono sostituire il normale segnale di monitoring o essere aggiunte a esso. In entrambi i casi, il mix tra External e iJack è gestito internamente da Nucleus. Le connessioni digitali prevedono l’I/O su S/PDIF ottico stereo, la cui uscita può essere collegata al Pre Out.

Metering e Scribble Strip

Il metering dei livelli dei canali a dieci segmenti è posto sopra le singole channel strip e sopra la sezione analogica. Per ogni canale è disponibile un ulteriore LED che indica la registrazione. I V-Sel dispongono di un anello di LED a 11 segmenti. La superficie di controllo sfrutta inoltre due display Scribble Strip che mostrano i valori numerici dei parametri (compreso il livello in dB) e i menu o le funzioni richiamate da switch e V-Pot.

Superficie di controllo

Nucleus è in grado di inviare comandi con i protocolli HUI, MCU e Control Change MIDI utilizzando tre profili DAW richiamabili tramite switch. I profili di default non sono modificabili (ma possono essere duplicati per creare profili personalizzati) e offrono setup per Pro Tools (HUI), Logic (MCU), Nuendo/Cubase (MCU) e MIDI. Il passaggio da un protocollo all’altro richiede il riavvio dell’unità. Funzioni e parametri software gestiti dall’interfaccia sono quelli consentiti dai rispettivi standard e sono suddivisi su tre sezioni di controlli: i fader sono associati al controllo dei livelli delle channel strip, gli switch e i V-Pot/Sel (encoder/switch) interagiscono per richiamare e controllare funzioni software e menu. Per ciascun profilo DAW richiamato è possibile impostare un protocollo differente e sfruttare tre set di controlli associati a pulsanti ed encoder, uno di default (Mode Switch) e due User (User 1 e 2). Per default, i Mode Switch sono assegnati solo al primo banco di switch e selezionano la modalità di funzionamento dei V-Pot, riportata anche dalle etichette stampate sulla superficie di controllo (Fig. 3). User 1 e 2 richiamano le mappature personalizzate di switch ed encoder. Alla pressione dei pulsanti User 1 e 2, i Mode Switch e i V-Sel dei canali 9-16 diventano Soft Key richiamando le mappature personalizzate. Gli switch possono essere associati a singole funzioni o menu, in grado di richiamare set di V-Pot specifici.

Fig. 3 – I LED Meter, il primo banco di pulsanti ed encoder con riportate le funzioni Mode Switch; al centro, il display Scribble Strip
Fig. 3 – I LED Meter, il primo banco di pulsanti ed encoder con riportate le funzioni Mode Switch; al centro, il display Scribble Strip

I quattro Arrow Switch (Mode) permettono di navigare in maniera diretta tra le pagine di funzioni associate a Mode Switch e Soft Key. Le funzioni mappate sui Mode Switch per il profilo di default di Logic sono Instrument (apre l’instrument editor), Plug (plug-in editor), EQ, Pan (assegna il Pan ai V-Sel), Send (apre il Send editor) e Track (assegna i parametri traccia ai V-Sel). Per Pro Tools i Mode Switch richiamano Default (inizializza il parametro selezionato), Mute (inserisce e disinserisce il mute dei Send e consente di impostarne il percorso), Send A-E (richiama i Send sui V-Pot) e Pan. I Soft Key possono richiamare singole funzioni o menu, navigabili poi utilizzando i V-Pot/Sel. I soft key possono infine essere associati a shortcut e stringhe di testo QWERTY, ad esempio per l’inserimento dei nomi delle tracce. Oltre alle funzioni DAW, Nucleus consente il controllo dei parametri dei plug-in. Richiamando un Plug-in Editor, i parametri sono mappati su switch, encoder e soft key. Il controllo di V-Pot e Fader può essere invertito tramite Flip per lavorare in maniera agevole con le automazioni. A questo proposito, su protocollo HUI è possibile attivare l’Automation Display, che mostra l’iniziale della modalità di automazione accanto al nome di ogni channel strip. La navigazione all’interno di sessioni con oltre 16 channel strip è possibile utilizzando gli switch Bank (scorre 16 canali) e Channel (scorre di un canale). Oltre a Cut e Solo, ciascun canale dispone di switch Sel, che consente di selezionare la traccia, armare per la registrazione (in combinazione con lo switch Rec), attivare le automazioni (Auto) e assegnare plug-in al Plug-in Editor (Plug-in).

MIDI

Richiamando il profilo CC, switch, encoder e fader di Nucleus inviano Control Change MIDI sul canale MIDI 1 della prima porta assegnata al Layer selezionato. I fader da 1 a 16 sono associati a CC da 0 a 15, i V-Pot ai CC 16-31, gli switch ai CC 64-79 e i V-Sel ai CC 80-95. In questo modo è possibile sfruttare le funzioni di Learn dei virtual instrument per mappare il proprio profilo, o controllare con dispositivi MIDI esterni.

Remote e Jog Wheel

La modifica dei profili DAW e l’impostazione delle preferenze Network (IP) è compito di Nucleus Remote (Fig. 4).

Fig. 4 – Nucleus Remote
Fig. 4 – Nucleus Remote

La tab DAW contiene tutti i controlli operativi: consente di associare un profilo a ciascun Layer DAW, impostare l’eventuale layer Master per i comandi di trasporto (None implica che i comandi facciano sempre riferimento al layer selezionato correntemente), modificare le mappature dei soft key e jog wheel. In modalità Wheel, FF/RW e +/-, la jog wheel controlla lo scorrimento sulla timeline secondo diverse risoluzioni, mentre Tracks imposta lo scorrimento della selezione del canale. I profili creati e modificati tramite Nucleus Remote sono salvati sulla SD card in dotazione.

In prova

Nucleus richiama più i mixer analogici che le superfici di controllo: nessun touch screen, pulsanti, fader e jog wheel di grandi dimensioni, ampio spazio operativo, metering e sezione analogica ben visibili. La struttura è solida, la plastica dei pulsanti è morbida e trasmette una sensazione di robustezza, mentre i fader (100 mm) sono leggeri al tocco ma precisi. Per il test abbiamo utilizzato un driver beta a 64 bit. Le impostazioni di network e ipMIDI sono semplici ma l’integrazione nelle DAW richiede maggiore attenzione.

Il modo in cui Nucleus si inserisce nel workflow è particolare: i display Scribble Strip sono un elemento quasi anacronistico in una superficie di controllo moderna, e conducono a un’operatività più complessa rispetto a superfici con ampi display. L’accessibilità ai controlli delle channel strip, il controllo dei livelli e la gestione degli equalizzatori e compressori software sono ottimali e consentono di riportare il mix a una dimensione fisica.

La mappatura dei plug-in copre anche software esterni alla DAW, oltre a quelli inclusi nelle DAW: la limitazione è sempre dovuta allo Scribble Strip. I plug-in con molti parametri sono più difficili da gestire senza un display grafico al passo con i tempi. Particolarmente efficace risulta il controllo di plug-in di emulazione hardware (UAD). La sensazione è che SSL abbia voluto per Nucleus la stessa operatività dei mixer analogici, lasciando in secondo piano la necessità di controllare direttamente tutte le funzioni software.

Gestire i send, le automazioni, il pan e i livelli è assai più agevole rispetto a quanto avviene usando superfici di controllo di dimensioni inferiori. L’assenza del touch screen, però, si fa sentire per tutte le operazioni di selezione e per richiamare funzioni della DAW: scorrere singolarmente tutti i plug-in della libreria per selezionare quello desiderato è un’impresa snervante, così come ci è capitato spesso di dover scorrere tre menu di soft key per richiamare la funzione desiderata. Per ottenere il massimo da SSL Nucleus è necessario spendere tempo per capire la disposizione dei controlli e configurare i layer delle DAW. Nucleus ha migliorato sostanzialmente il nostro approccio operativo al mix nella DAW: siamo usciti dalla virtualità e, per la prima volta nel nostro project studio, ci siamo dimenticati di avere a che fare con una superficie di controllo collegata al mixer della DAW. Il mouse rimane però il mezzo più pratico e veloce per navigare i menu della DAW.

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Logic vede Nucleus come superficie Mackie Control o Mackie Control Extender, rispettivamente con porte ipMIDI 1 (In e Out) e 2. Se Logic riconosce solo i valori minimi e massimi dei parametri o ci sono problemi con i Soft Key, occorre cancellare le preferenze della DAW e impostare l’assegnazione dell’IP su DHCP invece che IP statico, con Network Setup da Nucleus Remote.

Ci sono poi i limiti della programmazione dei soft key imposti dai protocolli HUI e MCU. La configurazione dei profili attraverso Remote è intuitiva, considerando l’affidabilità dell’applicazione. L’altra metà dell’universo Remote è rappresentata dalla possibilità di gestire tre profili DAW direttamente da pannello: quanto di più semplice si possa immaginare quando si ha necessità di passare da una DAW all’altra (anche lavorando in ReWire!). Altro punto di forza del progetto SSL è, senza dubbio alcuno, la qualità dell’interfaccia audio.

La definizione è ottima su tutte le frequenze dello spettro, tanto da portare in studio un nuovo livello di riferimento rispetto alle più diffuse interfacce USB/Firewire: il design dei suoni nel mix diventa più semplice soprattutto ai limiti dello spettro, dove altre interfacce possono mancare di precisione. Criticare Nucleus per l’assenza di un maggior numero di I/O significa non comprendere la filosofia del progetto: SSL porta in studio una superficie di controllo con un’interfaccia per monitoring di qualità, aggiungendo due pre dal suono SSL con circuito di Insert. A completamento di questa filosofia ci sono i meter LED delle channel strip e dei V-Spot capaci di semplificare il lavoro in fase di mix e rifinitura.

Conclusioni

SSL Nucleus è la scelta ideale per chi desidera una superficie di controllo capace di riproporre un approccio fisico al mix. Chi desidera ritrovare il feeling tattile (quasi) analogico delle classiche console, mantenendo plug-in e channel strip sotto controllo, avrà molti motivi per puntare su Nucleus che, grazie all’ottima interfaccia audio, acquista le funzioni di monitoring e di ingresso analogico stereo di alta qualità, con Insert flessibile.

La storia delle console SSL è presente nell’intero progetto e, per questa ragione, troverà i maggiori estimatori tra coloro che sono stati abituati a lavorare su mixer di ampie dimensioni. Messo sotto le mani di chi ha percorso chilometri di fader, Nucleus è un’elegante soluzione per integrare fisicità del mixer e superficie di controllo, con una maggiore attitudine alla fase di mix, anche grazie al bundle dei plug-in Duende.

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