Apertura_10mba_fam_frontIl primo MacBook Air, diciamola tutta, assomigliava un po’ al Cube in quanto a caratteristiche. Ve lo ricordate? Uno dei computer più belli in assoluto della storia di Apple, ma talmente striminzito e sacrificato come hardware che durò solo due anni, poi venne dismesso e collocato in musei come il MOMA. Così è per il primo Air: una sola USB, processore ridottissimo, storage insufficiente, memoria limitata ai 2 GB e dei costi esorbitanti per l’SSD. Difficile usarlo per la musica, sino a ora.

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PRO

Ultraleggero

Schermo

Durata della batteria

Disco velocissimo

Connettività

CONTRO

Ethernet e Firewire assenti

Assente Target Disc Mode

Tastiera senza retro  illuminazione

Apple ha rivisitato questo hardware offrendo due modelli completamente nuovi: uno piccolino con schermo da 11” sempre con processori e memorie più limitati anche se ultraportabile, e un modello da 13” decisamente più interessante sul quale ci siamo concentrati per testarlo su applicazioni musicali di base. Certo: questo computer non sarà mai il cuore centrale di uno studio audio, se non di piccolissime dimensioni e progetti, tuttavia le novità introdotte e la rapidità del disco interno possono rivelarsi degli ottimi alleati se abbiamo necessità di portabilità estrema o se, sul palco, un iPad non ci basta.

Fig. 1 – Comparazione Xbench
Fig. 1 – Comparazione Xbench

Visto da fuori

Il look esterno della macchina è fenomenale e ineccepibile, con linee sobrie e funzionali. La tastiera è identica a quella di un MacBook normale e il comfort di scrittura e lavoro è ottimo. Niente retroilluminazione però sui tasti, non c’era evidentemente posto: per me, abituato a scrivere in ogni condizione, spesso in penombra, questa è una piccola grave mancanza, ma sono conscio che non vi sia spazio per questa chicca. Naturalmente uno dei punti chiave è il peso: questo Air è talmente leggero che bisogna stare attenti a quando ci si muove perché si sposta come un oggettino piuma. È silenziosissimo, anche se (solo in un caso estremo, va notato) la ventola c’è e quando parte si sente un poco. Questa revisione include il nuovo trackpad multitouch con capacità di gesture avanzate di Apple, ereditato dai fratelli maggiori. Anche se sembra una cosa ovvia, questo particolare, qui, fa la differenza: il vecchio Air non era così usabile con il trackpad a pulsante fisico. Lo schermo ha una visualizzazione ottima, anche se mi è parso ancora più glossy se messo a confronto con il mio MacBook Pro unibody da 15”.

Fig. 2 – Comparazione tracce/plug-in con Musicmac Test Song Logic 9.1
Fig. 2 – Comparazione tracce/plug-in con Musicmac Test Song Logic 9.1

La dotazione hardware

La novità più importante è che finalmente anche queste sottilette possono montare memoria fino a 4 GB, in opzione. Questa quantità è, a parer mio, ormai irrinunciabile per qualunque compito musicale anche entry level. Il processore utilizzato è Intel Core 2 a 1,86 GHz con ben 6 MB di cache, con opzione sino a 2 GHz. So bene che in molti penseranno sia un processore vecchio. Io non sono d’accordo, dato che questa CPU era in uso sui Pro fino a pochissimi mesi fa (ad esempio nel precedente MacBook Pro da 13”), quindi niente affatto male. Il mio attuale unibody usa lo stesso processore, e lo utilizzo con soddisfazione per registrare anche situazioni impegnative dal vivo con 16 e più canali audio.

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Lo schermo è un altro punto a favore di Air: invece dei classici 1.280 punti, il nuovo pannello LED sfoggia una lussuosa matrice da 1.440×900 pixel, che lo rende equivalente ai MacBook Pro. La qualità del monitor è ottima e anche riposante per la vista, inoltre i pixel in più possono essere fondamentali in situazioni come la timeline di Logic o altri software audio. Il glossy in alcuni momenti mi pare un po’ troppo riflettente, ma alla fine è una questione di gusti ed esperienza personale.

Uno degli aspetti che più colpisce di questa macchina sottile è sicuramente lo storage. In questo caso Apple monta di serie dei dischi SSD di ottima qualità: si tratta dei Toshiba X-Gale che rappresentano una delle migliori scelte sul mercato. Le prestazioni sono quelle da sogno per ogni macchina portatile, visto che sfiorano tranquillamente i picchi di blasonati RAID, con un data rate vicino ai 200 MB per secondo.

La fase di boot della macchina si conclude in soli 11 secondi. Per quanto riguarda le registrazioni audio questa velocità garantisce lettura e scrittura sufficienti a superare le 255 tracce massime di Logic! È quindi ampiamente sufficiente sia per registrare ma anche per effettuare uno streaming dei campioni da disco senza avere reali colli di bottiglia. Il lato oscuro della tecnologia SSD è la relativa scarsità di spazio: di base vi sono solamente 128 GB, anche se in opzione è possibile acquistare un modello con 256 GB. È un problema legato alla giovinezza della tecnologia SSD, che verrà risolto nel giro di uno o due anni rispetto alle tradizionali memorie con piatto magnetico fisico.

La dotazione hardware della macchina è stata potenziata notevolmente: sono presenti finalmente due connettori USB 2 e a questi si aggiungono anche un lettore di SD Card (interessante) e la displayport che ha anche capacità audio attraverso il protocollo HDMI-Audio. Da non sottovalutare il connettore per scheda SD, visto che ormai sono reperibili anche tagli da 32 GB, e sono a tutti gli effetti dei dispositivi flash, dunque veloci: 16 o 32 GB possono anche essere sufficienti per registrare una intera sessione o farne un backup. Non solo un uso fotografico/video, dunque.

Il connettore audio continua a essere singolo ed è di tipo combo, cioè come quello del MBP 13” o di iPad: con uscita stereo e ingresso mono contemporaneo usando un minijack apposito a tre anelli. Una mancanza ovvia è quella delle porte Ethernet e Firewire: in questo non vedo nessun problema particolare operativo se non fosse per la totale mancanza della funzione Target Disc Mode, essenziale per una diagnostica in molti casi. Per rimediare è necessario realizzare un disco boot su porta USB (fattibile), così anche come per una eventuale migrazione utente. La porta Ethernet se proprio fosse necessaria è disponibile con un adattatore USB-Eth di Apple. Tutte le comunicazioni esterne e di rete sono affidate alla coppia Airport 802.11n e Bluetooth 2.1EDR. Con network a 5 GHz si può lavorare anche solo via Wi-Fi: con questa infrastruttura di rete si viaggia a 100 Mbit e dunque si possono trasferire file a una velocità rassicurante per l’audio, circa 9 MB al secondo.

Fig. 3 – Comparazione lettura/scrittura tra dischi SSD e SATA 5400RPM MacBook Pro 15”/MacBook Air
Fig. 3 – Comparazione lettura/scrittura tra dischi SSD e SATA 5400RPM MacBook Pro 15”/MacBook Air

Il MacBook Air non è dotato di unità ottica. Anche qui non una grave mancanza, ma va certamente sopperita in qualche modo secondo i casi: se è necessario produrre master CD o DVD bisogna dotarsi di una unità esterna non sempre velocissima o, semplicemente, per installare Logic è necessario farlo con le immagini disco dei DVD realizzate tramite utility disco o similari (cosa che consiglio sempre di fare). Un punto interessante è il software restore di Apple finalmente fornito su supporto flash USB, supporto ovviamente bootable esattamente come i dischi di emergenza che possiamo realizzarci in casa con delle pen drive da almeno 16 GB. Questo è un piccolo punto di svolta per Apple che finalmente esce dall’ottica di fornire software solo su CD/DVD, un supporto che evidenzia la sua età proprio con i software più pesanti nei contenuti come Logic o Final Cut.

La qualità dell’interfaccia audio è quella di sempre, basata sul chip Intel audio ad alta definizione: non male per compiti di base, ma insufficiente per qualcosa al di là dell’ascolto casalingo. La presenza di due USB permette oggi in questo modello di Mac l’uso di interfacce ben più interessanti senza particolari problemi. Ho avuto modo di testare il modello in prova con una M-Audio, oltre che con una pedaliera Zoom dotata di interfaccia audio USB: CoreAudio ha sempre risposto ottimamente, proprio come in tutti i Mac. La velocità del disco SSD, come già accennato, non pone problemi particolari nell’uso in registrazione o in lettura di tracce audio e campioni anche impegnativi.

In prova

L’uso di MacBook Air è fluido e senza incertezze, e non ho rilevato alcuna problematica nell’impiego di Logic né dei suoi strumenti software di base. Nel test, come sempre, ho utilizzato la Musimac Test Song che gira rigorosamente sulla scheda audio interna, con buffer a 256 campioni e tracce strumento/audio con quattro insert progressivi in aumento. L’Air ha esibito prestazioni allineate agli altri portatili, raggiungendo tranquillamente le 19/20 tracce simultanee.

Confrontando un MacBook Pro con l’Air usando il fidato Xbench ottengo, senza grosse sorprese, un punteggio parecchio superiore sull’Air rispetto al cugino. È presto detta la ragione: le prestazioni del disco sono pazzesche rispetto al suo corrispettivo a piatto, 150 MB/s contro 47 MB/s in scrittura sequenziale, e 96 MB/s contro 20 MB/s in lettura random senza cache. Appare evidente come i dischi SSD cambieranno la nostra vita in termini pratici. Un altro fattore determinante nella prova di MacBook Air è la durata della batteria: Jobs nel presentarlo ha affermato trattarsi di un incrocio tra MacBook e iPad, e ha ragione! La batteria, con il disco SSD e senza il drive ottico ha una durata fenomenale, fino a sette ore reali di utilizzo e uno standby di un mese. Se questa è la nuova generazione di MacBook, applaudo con piacere.

Conclusioni

L’Air è la macchina che fa per voi? Personalmente lo ritengo un ottimo hardware con delle prestazioni di tutto rispetto. Il punto è: cosa cercate in un portatile? Se la leggerezza e l’essenzialità sono la chiave per voi, questa è la vostra macchina: a differenza del suo predecessore, il nuovo Air si comporta bene con l’audio e ha un disco da sogno, quanto a prestazioni. Può essere affiancato a ottime interfacce audio USB. Ha uno schermo eccellente e un trackpad multiuso al pari dei fratelli Pro. Il lato negativo è probabilmente il costo: avere un MacBook Air full optional, quindi con 4 GB di RAM e 256 GB di disco, fa lievitare il prezzo ben oltre il costo del MacBook Pro da 15” che ovviamente offre prestazioni molto superiori, scheda grafica superiore, molte porte esterne in più e qualche kilogrammo in più. A voi la scelta.

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