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PRO

Suono fantastico

Facilità di utilizzo

Trasparenza

CONTRO

Controlli sul pannello posteriore

LA-3A Classic Audio Leveler è un compressore ottico a stato solido derivato direttamente dall’LA-2A, ma in questo caso le valvole sono state sostituite dai trasformatori e da altri componenti a stato solido. I progetti ricalcano fedelmente gli originali di ormai cinquant’anni fa, ed entrambi questi compressori condividono la cella ottica T4, che caratterizza in maniera inequivocabile il suono di queste macchine. Solo poche e mirate aggiunte lo distinguono dal modello originale.

Hardware

LA-3A si presenta molto compatto e maneggevole, con i suoi 9 cm in altezza e 24 cm sia in larghezza sia in profondità, ed è pesante poco meno di 3 kg. Il pannello frontale è essenziale: un potenziometro per il gain, un VU meter illuminato con il selettore Output o GR, un potenziometro per Peak Reduction, il tasto per l’accensione, e un trimmer per tarare il VU meter. Non sono presenti settaggi né per l’attacco né per il rilascio, la quantità di compressione è dipendente dal programma audio. La scala dei cursori è indicativa e questi non utilizzano, infatti, unità di misura, andando genericamente da 0 a 10. Sul pannello posteriore troviamo sia le connessioni sia i pochi settaggi disponibili. Partendo da destra vi sono l’ingresso e l’uscita XLR (che costituiscono una delle aggiunte di cui si parlava nell’introduzione), e una barrier strip di vecchia memoria, che offre diverse possibilità di cablaggio. Troviamo gli switch relativi al livello e alla modalità di azione del compressore.

Fig. 1 - Il pannello posteriore
Fig. 1 – Il pannello posteriore

Il primo è un pad di 20 dB che riduce il livello in ingresso al primo trasformatore affinché non saturi. In seguito troviamo il selettore Gain Mod o Normal. Inserendo la modalità Mod (Modification) l’uscita dell’amplificatore è ridotta di 24 dB. Lasciando il primo selettore su 50 dB, il guadagno della macchina è così di +26 dB. Inoltre, la modalità Mod permette un maggiore apporto di compressione, in quanto la soglia è abbassata rispetto alla modalità Normal. Troviamo poi due trimmer, per regolare i livelli del compressore, nel caso di un utilizzo stereo, e l’HF Contour che gestisce un incremento delle alte frequenze che vanno ad alimentare il circuito di compressione. In seguito troviamo l’attacco per l’alimentazione e il selettore per il voltaggio.

Aprendo la macchina abbiamo conferma che LA-3A usa solo componenti discreti. Non c’è un integrato, e l’assemblaggio ricalca fedelmente i vecchi schemi. Sono presenti quattro trasformatori, di cui due custom e un Cinemag, e al centro risalta la cella ottica T4, marchiata UA.

Il trasformatore

Nel campo audio, i trasformatori possono avere diversi scopi: aumentare o diminuire il voltaggio di un segnale, adattare l’impedenza di un circuito, bloccare la corrente continua e lasciar passare la corrente alternata, isolare elettricamente i dispositivi e, infine, possono bilanciare (o sbilanciare) un circuito. Ogni trasformatore è costituito da spire di filo avvolte attorno ad un nucleo metallico. Grazie all’induzione elettromagnetica, il segnale che si presenta sulla spira A, si viene a trovare anche sulla spira B, e i cambiamenti di livello e di impedenza sono in rapporto proporzionale al numero di spire. Nel caso di trasformatori Step-up, come possono essere quelli presenti all’interno di alcuni microfoni, il trasformatore aumenta il livello prima che il segnale lasci il microfono. I trasformatori non sono immuni da disturbi elettromagnetici, né tantomeno dalle distorsioni.

Operatività

La quantità e la soglia di compressione sono regolate dal potenziometro Peak Reduction. Nonostante sembri essere posizionato a monte, il potenziometro del gain è a tutti gli effetti un guadagno in uscita dal compressore, così da poter compensare il livello del segnale che si è compresso. Per quanto riguarda il meter sono possibili le due classiche visualizzazioni: il livello di uscita (si tenga conto che lo 0 dB indicato sul meter corrisponde a +4 dBm) e la quantità di riduzione del gain. Il fondo scala va da -20 a +3 dB, ma con compressioni estreme è possibile raggiungere anche i -40 dB. I tempi di attacco e di rilascio sono dipendenti dal programma, e la presenza della cella ottica offre una release cosiddetta a due stadi, i cui tempi sono per la prima fase (il 50% della release) 60 ms, e per la seconda da 0,5 a 5 secondi. L’attacco, invece, è al massimo di 1,5 ms. Un attacco così rapido è da attribuire a uno dei primi utilizzi di questo compressore, cioè il broadcast radiofonico. Nella barrier strip sono disponibili Input e Output bilanciate, Chassis e Stereo. Per utilizzare connessioni sbilanciate è sufficiente collegare il polo caldo all’ingresso +/-, e la schermatura al Com. Per i segnali bilanciati, invece, a Com va collegato il polo neutro. Qualora si volessero utilizzare due LA-3A in modalità stereo, la barrier strip è l’unica via: bisogna collegare, utilizzando un cavo schermato, la schermatura al terminale Chassis, e il caldo al terminale Stereo.

Analisi

Abbiamo effettuato le misurazioni dopo aver utilizzato l’LA-3A, così da tenere la macchina settata nel modo che più ci convinceva: modalità Limit, HF Contour su Flat, Gain su 50 dB e Mod. Il livello di gain per cui l’LA-3A ha un guadagno unitario, ovviamente senza Peak Reduction è a circa 3,5. Abbiamo poi analizzato la distorsione armonica con una sinusoide a 1 kHz, impostando di volta in volta diversi settaggi sia di compressione, sia di gain. Con guadagno unitario, LA-3A produce distorsione armonica a bassissimi livelli che, naturalmente, tendono a guadagnare livello non appena spingiamo sia il compressore sia il gain in uscita.

A proposito dell’HF Contour, le specifiche dichiarano che a 15 kHz, spostando la vite posteriore in posizione opposta rispetto a Flat (qui il manuale contiene un errore: bisogna ruotarla in senso antiorario), il compressore comprime di 10 dB tale frequenza. Abbiamo misurato che la compressione è leggermente superiore, nell’ambito di 0,5 dB di differenza. Lo scopo dell’HF Contour deriva dai limiti impostati dalla trasmissione radiofonica.

Per quanto riguarda le connessioni posteriori, è possibile usare contemporaneamente l’output XLR e quello sulla barrier strip: abbiamo misurato i livelli in questa condizione, e sono identici.

Esempi Audio Universal Audio LA-3A Classic Audio Leveler

password: la3acms

Abbiamo provato LA-3A su diverse sorgenti: un microfono mono di una batteria, un Røde NTK posto a 30 cm dalla cassa, con anti-pop, inclinato di 30° verso la cassa; un basso Fender Jazz in un Trace Elliot 4×8, microfonato con un AKG D12 posto a circa 10 cm dal centro di un cono; una chitarra acustica microfonata con un AKG C 451 E vintage, posto a circa 15 cm, direzionato verso l’intersezione del manico e della cassa armonica; una voce femminile, microfonata con un prototipo di Luca Bignardi, un condensatore a diaframma largo valvolare.
Solo la voce è già stata compressa in presa con LA-3A e in comparativa con un dbx 165A, tutte le altre compressioni sono state effettuate o per esperimento o in fase di mix.
I preamplificatori usati sono quelli del banco Cadac Vintage, e la conversione in digitale è stata effettuata con ADAT HD24-XR, a 48 kHz e 24 bit. Di fianco a ogni file audio sono riportati i settaggi del compressore. Tutti i file sono stati normalizzati a -3 dB.

0911UL01 Traccia di batteria non trattata

0911UL02 Traccia con LA-3A settato: Normal, Limit, Flat, Gain 4, PR 8, GR -5/6

0911UL03 Normal, Limit, HF Contour 1/2 giro, Gain 4, PR 8, GR -5/6

0911UL04 Normal, Compress, Flat, Gain 4, PR 8, GR -5/6

0911UL05 Normal, Compress, HF Contour 1/2 giro, Gain 4, PR 8, GR -5/6

0911UL06 Mod, Limit, Flat, Gain 8, PR 8, GR -7/8

0911UL07 Mod, Limit, HF Contour 1/2 giro, Gain 8, PR 8, GR -7/8

0911UL08 Mod, Compress, Flat, Gain 8, PR 8, GR -7/8

0911UL09 Mod, Compress, HF Contour 1/2 giro, Gain 8, PR 8, GR -7/8

0910SD10 Chitarra acustica non processata dall’LA-3A

0911UL11 Mod, Limit, Flat, Gain 7, PR 6, GR -3/4d

0911UL12 Mod, Compress, Flat, Gain 7, PR 6, GR -3/4

0911UL13 Traccia di basso non trattata

0911UL14 Mod, Limit, Flat, Gain 6, PR 5, GR -3/4

0911UL15 Mod, Comp, Flat, Gain 6, PR 5, GR -3/4

0911UL16 Normal, Limit, Flat, Gain 2, PR 5, GR -3/4

0911UL17 Normal, Comp, Flat, Gain 2, PR 5, GR -3/4

0911UL18 Voce femminile senza compressione

0911UL19 Traccia compressa con dbx 165A

0911UL20 Traccia trattata con LA-3A, Gain 5, PR 5

Si ringraziano Leonardo Martera, Lamberto Piccini e Giulia Ottonello per gli esempi audio.

In prova

Settare l’LA-3A si rivela subito semplice ed immediato: abbiamo deciso di tenere la macchina impostata su Limit, Mod, 50 dB, e HF Contour aperto. Al momento del suo arrivo in studio, eravamo alle prese con un mix di un gruppo rock italiano, e abbiamo deciso di provare l’LA-3A sulla voce. In ripresa, come facciamo solitamente, l’avevamo compressa delicatamente con un dbx 165A.

Appena trovati i valori ottimali, siamo rimasti stupiti dalla presenza che LA-3A riusciva a donare alla voce, facendola emergere anche in un mix molto complesso, con chitarre, batterie e synth. Spesso abbiamo lavorato aumentando il gain in uscita e abbassando il fader del nostro Cadac, e le armoniche risultanti dal compressore offrivano un impatto e uno spunto notevole, che permetteva alla voce di spiccare sopra tutta la band. In fase di mix abbiamo provato anche con chitarre acustiche, leggermente compresse già in ripresa, e anche lì il colore e il timbro che andavano ad acquistare ci hanno subito convinti. Abbiamo però in questo caso lavorato in modalità Compress, così che la compressione fosse più gentile e il suono risultasse allo stesso tempo più caldo e più presente. Non ci siamo lasciati sfuggire la prova con un microfono mono di una batteria, un Røde NTK, posizionato fuori dalla cassa, con anti-pop, inclinato di 30° verso la cassa stessa e distante circa 30 cm, che riprendesse un buon panorama di tutta la batteria.

Anche qui il risultato è stato molto soddisfacente, nonostante il suono fosse compresso in maniera pesante. Non bisogna ricercare l’effetto Dynamite, in quanto la tipologia di compressione è totalmente differente. Provandolo a utilizzare sulla cassa di un basso, microfonata con un AKG D12, abbiamo costatato come la differenza, su un suono come questo, tra la modalità Limit e Compress sia davvero minima. In tutte le situazioni in cui lo abbiamo provato non siamo mai arrivati a sentire l’effetto pumping tipico di alcuni compressori: nonostante lavorasse in maniera cospicua, le release risultavano sempre molto naturali.

Fig. 2 - L’interno di LA-3A
Fig. 2 – L’interno di LA-3A

La cosa che ci ha stupito di più è stata l’utilizzo in ripresa. Abbiamo provato su una voce femminile, registrata con un microfono a condensatore a diaframma largo, valvolare, prototipo di Luca Bignardi, nei preamplificatori del nostro Cadac Vintage. La differenza con LA-3A è davvero notevole: corpo, presenza sulle alte, profondità di dettaglio, e nonostante la compressione a volte arrivasse a -10 dB, un risultato senza dubbio fantastico. Nei file audio potete trovare un bel ventaglio di esempi, ciascuno con la descrizione dei settaggi che hanno portato a ottenere quel suono, tenendo conto che alcuni sono stati realizzati solo a titolo di esperimento. In generale comunque, a meno che si lavori con compressioni estreme, la differenza tra le modalità Limit e Compress è da ricercare nelle più piccole sottigliezze.

L’unico inconveniente in cui siamo caduti è l’uso di HF Contour con gain al massimo e valori di Peak Reduction molto alti: in questo contesto, difficilmente utile in studio, LA-3A ha avuto comportamenti imprevisti con produzione di click o silenzi, risolti riportando HF Contour in posizione Flat. Probabilmente è una reminiscenza del broadcast radiofonico, dove è necessario non superare mai i livelli e la risposta in frequenza stabilita.

Conclusioni

L’LA-3A è un compressore eccellente, e straordinariamente efficace. Universal Audio si riconferma al top delle riproposte di macchine vintage, e crediamo ne abbia tutti i meriti. Una pasta sonora che porta indietro nel tempo, ai grandi classici del rock e del pop, e che non smette mai di piacere e di stupire. Lo si può utilizzare su tutte le fonti, donando a qualsiasi suono la presenza necessaria per spiccare in un mix, oltre ad un suono unico. Una volta provata questa piccola scatola nera, sarà molto difficile separarsene. È un gioiello di cui si parla poco ma che invece meriterebbe molta più attenzione per la qualità eccellente dei risultati.

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EKO MUSIC GROUP

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