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PRO

Qualità dei campioni

Facilità di utilizzo

Disponibile come plug-in

CONTRO

Limitate funzioni di iDrum

Bpm non controllato dall’Engine

Il bundle T-Pain Effect è composto dall’applicazione standalone The T-Pain Engine, con sequencer e registratore interno, effetto T-Pain integrato e richiamo per l’applicazione standalone iDrum, fornita nel bundle. Oltre all’Engine, iZotope include nel bundle il plug-in del solo effetto T-Pain, in formato RTAS/AS, VST, MAS, AU e DirectX, e iDrum da caricare come virtual instrument nella DAW. Sempre iDrum può essere richiamato per l’editing dei groove T-Pain e la gestione del Tempo in bpm. Il bundle è disponibile per Mac e PC ed è compatibile con Windows (XP, x64, Vista, 7) e Mac OS X (10.5.8 o superiori).

The T-Pain Engine

L’applicazione principale del pacchetto T-Pain è un sequencer a tre tracce. La prima è sempre dedicata alla song (beat) strumentale, mentre la seconda e la terza sono tracce audio dedicate alle voci (Fig. 1). La libreria inclusa in T-Pain è composta da oltre 50 song, ciascuna organizzata in diversi pattern per le diverse sezioni (Intro, Verse, Chorus, ecc.). I beat di T-Pain corrispondono, di fatto, a song create all’interno della drum machine iDrum. L’interfaccia di Engine è composta da un display centrale dedicato al sequencer, una sezione master, il browser di navigazione e una sezione FX che richiama i controlli di T-Pain Effect. Selezionando una song, l’Engine carica sulla timeline i pattern sotto forma di regioni colorate disposte nella sequenza prevista. Singole regioni possono essere aggiunte ed eliminate, mentre per la modifica dei pattern è necessario richiamare la drum machine attraverso il pulsante Edit in iDrum, con la sincronizzazione automatica del Tempo per Engine e iDrum.

Fig. 1 – L’interfaccia  di T-Pain Engine
Fig. 1 – L’interfaccia di T-Pain Engine

L’Engine consente anche di registrare un’automazione per il mute della parte strumentale, attivando il playback e tenendo premuto il pulsante Drop Beat quando necessario. I pattern che possono essere inseriti manualmente nel sequencer sono esclusivamente quelli appartenenti alla song caricata. Richiamando un’altra song dal browser, infatti, l’Engine elimina il contenuto del sequencer (comprese le tracce vocali). Le tracce audio possono essere registrate direttamente o importate da file in formato WAV, AIFF e MP3 con punto di inserimento dato dal marcatore Left.

Non è possibile spostare le tracce nel tempo, ma sono presenti funzioni di selezione, copia e incolla. Importando audio su una traccia contenente segnale, T-Pain crea automaticamente un mix. Selezionando una sezione audio è possibile utilizzare la tecnica del punch-in per sovrascrivere solo una parte della take. Oltre al T-Pain Effect, per le due tracce vocali sono disponibili un meter (con tanto d’indicazione Lo-Good-Hi per verificare che il livello sia adeguato) e un riverbero non programmabile, per il quale è possibile impostare la room (small, medium e large). Le song create nell’Engine possono essere esportate in formato WAV o caricate come MP3 su SoundCloud (pulsante Share).

Fig. 2 – L’effetto T-Pain in formato plug-in
Fig. 2 – L’effetto T-Pain in formato plug-in

Effetto e plug-in

La voce dei pezzi di T-Pain è divenuta un marchio di fabbrica: l’effetto quasi robotico che la caratterizza è ormai tanto riconoscibile da essere semplicemente definito con il nome dell’artista, e si ottiene eliminando le modulazioni di pitch. I passaggi tra una nota e l’altra diventano repentini e innaturali, robotici appunto. Il plug-in realizzato da iZotope (Fig. 2) agisce solo su materiale monofonico e si occupa di rendere automatico questo processo, lavorando in realtime e lasciando all’utente il solo compito di impostare la scala di riferimento e la quantità di effetto applicato (slider Soft/Hard). Il plug-in lavora quantizzando le note del segnale originale al più vicino tono disponibile secondo la scala impostata. Le scale disponibili sono maggiore, minore, cromatica, pentatonica maggiore/minore e custom. Con le scale customizzate è possibile modificare la melodia originale, escludendo dalla scala alcune note utilizzate nella parte e forzando quindi il plug-in a ritrasporle. Le note attive e quelle riprodotte durante il playback sono evidenziate in tempo reale sulla tastiera virtuale dell’interfaccia. Al caricamento di una song nell’Engine, T-Pain Effect è impostato automaticamente sulla tonalità del brano.

T-Pain iDrum

La versione di iDrum standalone inclusa in T-Pain ha le stesse funzionalità del software originale realizzato da iZotope, con un’interfaccia grafica customizzata (Fig. 3). Nell’utilizzo all’interno di Engine, alcune funzioni (come la modifica del bpm e della struttura della song) non sono accessibili perché legate alla song. La selezione del pattern usato in Engine è automatico quando si richiama l’editing di iDrum, grazie al quale è anche possibile caricare un pattern vuoto per la programmazione.

Fig. 3 – iDrum versione T-Pain
Fig. 3 – iDrum versione T-Pain

All’interno di iDrum, la composizione è basata su un sistema multi-traccia in cui ciascuna traccia (parte) corrisponde a un campione del kit caricato e dispone di uno step sequencer con risoluzione massima di 1/64. Non sono presenti lane interne per l’automazione, esclusa quella per la velocity, che può essere impostata sui singoli step. Un preset di iDrum e T-Pain corrisponde al groove creato e comprende tutte le tracce utilizzate, con un limite di lunghezza che si ferma a una battuta. Le funzioni di quantizzazione includono griglie su ottavi, sedicesimi, trentaduesimi, sessantaquattresimi e Swing (in percentuale) con controllo di umanizzazione (Groove).

Per ciascuna traccia è possibile impostare output, gruppo di choke, canale MIDI, nota di triggering e bit (4, 8, 16, 32), mentre per i campioni sono disponibili time stretching, filtri HP, LP e regolazione del tempo di decay. Attivando il Record, iDrum registra nel pattern corrente i messaggi MIDI inviati da controller o tastiera QWERTY. I pattern creati possono essere esportati in formato MIDI e il metronomo e bpm possono essere linkati all’host. Oltre alle funzioni di salvataggio in formato iDrum o audio/MIDI, la drum machine di iZotope consente di esportare i kit via Wi-Fi verso l’omonima app per iPhone/iPad.

In prova

Avviando The T-Pain Engine si dà inizio a una procedura guidata per la configurazione audio. Al termine, il software è già pronto per l’uso e non abbiamo paura di essere smentiti se diciamo che anche gli utenti che non hanno alcuna cognizione di registrazione e sequencer possono riuscire a far suonare T-Pain in pochi istanti. Dall’altro lato, l’utente esperto apprezza da subito la qualità sonora dei groove, dei bassi e dei synth.

La libreria di T-Pain offre una qualità difficile da trovare su prodotti simili. I sub-bass sono di quelli in grado di stupire e sono il meglio cui si possa aspirare lavorando su un software come T-Pain. Le song sono ben strutturate e con un sound in puro stile hip hop e rap: molto spesso, esportando una song senza alcuna modifica, si ha già per le mani una parte strumentale ben fatta e pronta per inserire la voce. Per gli utenti più smaliziati, però, è quasi impossibile resistere alla tentazione di richiamare iDrum e lavorare alla modifica dei pattern. Le possibilità della drum machine sono ridotte rispetto ai software attualmente sul mercato, ma a pesare è soprattutto l’impossibilità di creare pattern più lunghi di una sola battuta.

Fig. 4 – Il sequencer dell’engine, l’effetto T-Pain visualizzato sulla destra
Fig. 4 – Il sequencer dell’engine, l’effetto T-Pain visualizzato sulla destra

Come risolvere il problema? Per ciascuna sezione divertitevi a creare pattern con la stessa struttura ma con alcune piccole variazioni! Un’ulteriore sorpresa arriva quando accediamo all’editing dei campioni e andiamo a modificare la risoluzione dei campioni, scendendo a 8 o 4 bit. Creare pattern Lo-Fi può essere una soluzione ideale per special e stacchi. L’effetto T-Pain è semplice da usare e funziona come dovrebbe. Per tutta la durata del test, l’algoritmo di pitch-shifting utilizzato da T-Pain si è rivelato preciso e capace di lavorare senza introdurre artefatti.

Esempi audio izotope The T-Pain effect

password: tpaincms

1011IT01 Una song realizzata con due tracce vocali che usano campioni

1011IT02 La demo video della song realizzata con i parametri cambiati in tempo reale

È importante ricordare che, nascosto sotto una grafica estremamente intuitiva, c’è un vero e proprio algoritmo per l’editing del pitch: la qualità del risultato dipende dal materiale originale e dalla variazione applicata. L’unico rammarico rimane quello di non poter gestire la sensibilità dell’algoritmo, perché alcuni vibrato particolarmente marcati sono interpretati da T-Pain come passaggi su diverse note ed è quindi applicata la quantizzazione, e il valore di bpm da iDrum richiamato nell’Engine. In quest’ultimo caso, occorre aprire iDrum standalone, caricare il preset, modificare il tempo, salvarlo e ricaricarlo dall’Engine. Detto questo, però, The T-Pain Effect ci ha regalato ore di divertimento (anche per le orecchie), facendoci dimenticare tutte le complicazioni che, di solito, costellano l’universo software (Fig. 4) per realizzare beat, effetti e quantizzazioni vocali.

Conclusioni

Il bundle The T-Pain Effect è una produzione d’autore con la qualità audio di iZotope. Dopo aver lavorato con T-Pain, ciò che si ricorda tornando dallo studio è il piacere di ascoltare un suono di qualità e non una qualsiasi complicata procedura software. Tolte le limitazioni insite in iDrum, T-Pain si dimostra all’altezza delle più comuni esigenze di programmazione, anche considerando la possibilità di lavorare interamente dentro o fuori la DAW. The T-Pain Effect è un ottimo punto di partenza per lo studio che si occupa di produzioni hip hop, rap e freestyle per ottenere risultati veloce e sicuri.

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iZotope

www.izotope.com

Prezzo: € 73,03 + IVA