Apertura PolyKB II

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PRO

Suono eccellente

Classici colori SSM

Musicale

Modulazioni e sequencer

CONTRO

Routing effetti fisso

Assente versione
standalone

Phaser

PolyKB II, nell’attuale versione, ha radici nel rarissimo synth polifonico francese RSF PolyKobol. Francese è anche il suo programmatore: Xavier Oudin da circa 20 anni è una delle menti più brillanti che si nasconde dietro a notissimi soft synth, ancora oggi in produzione e aggiornati sotto brand differenti. Se l’esperienza conta qualcosa, qui si può trovare un esempio indiscutibile di qualità sonora. PolyKB II è un synth in sintesi sottrattiva, con matrice di modulazione, arpeggiatore, sequencer polifonico, e due oscillatori realizzati senza difetti di aliasing, che permettono un morphing continuo, modulabile a piacere, tra le forme d’onda. Il plug-in è compatibile con i formati VST, AU e RTAS, con protezione iLok oppure eLicenser. Richiede un minino di 1 GB di RAM e un processore con almeno a 2 GHz di potenza. Di serie è fornito con 250 preset.

Fig. 1 - I controlli per la sezione  di sintesi
Fig. 1 – I controlli per la sezione di sintesi

Oscillatori

La caratteristica più interessante dei due oscillatori è il controllo di Waveform che genera una forma d’onda a partire da una pura triangolare per trasformarsi, con continuità, in dente di sega, doppio dente di sega, quadra e infine pulse. Muovendo la manopola Waveform, compare la percentuale di mix delle forme d’onda. Poiché il parametro Waveform è modulabile da diverse sorgenti, è sufficiente lavorare su di esso per ottenere nuovi suoni che cambiano in continuazione, senza fastidiosi fenomeni di aliasing. Chiamatelo morphing, se preferite. La sezione VCO è completata dal controllo di frequenza, dal volume e dal Detune del VCO 2, dall’impostazione del volume per VCO 1 pari a 1/3, 2/3, 1 o Mute, dal sync degli oscillatori, dal Key Off e Lower per il VCO 2 (così da utilizzarlo a frequenza fissa come fosse un LFO) e dall’attivazione del rumore bianco con valori di volume di 1/3, 2/3 o 1. È presente un filtro HF per limitare le alte frequenze del rumore bianco. Frequenze, Waveform e livelli sono modulabili anche dai segnali audio.

Fig. 2 - I controlli per la matrice di modulazione
Fig. 2 – I controlli per la matrice di modulazione

Filtro

Il filtro a quattro poli (24 dB/Oct), dotato di cutoff e risonanza con auto-oscillazione, include un controllo di Keyboard Follow e uno per la modulazione del cutoff con l’inviluppo relativo all’ADSR 2. È presente un controllo di Drive, che può essere posizionato prima o dopo il filtro, così da saturare il segnale per incrementare le basse frequenze o avere un suono più distorto.

Inviluppi

Al VCA è collegato all’ADSR 1 e al filtro dell’ADSR 2. Oltre a essere usati come sorgenti di modulazione, è possibile attivare il key tracking per abbinare la velocità di attacco alla nota suonata, il loop tra i segmenti di attacco e rilascio per l’ADSR 2, e la moltiplicazione dei tempi per un fattore di 2, 3 o 4 se occorrono tempi molto lunghi.

Fig. 3 - Arpeggiatore e step sequencer
Fig. 3 – Arpeggiatore e step sequencer

LFO

I due LFO, richiamabili alternativamente cliccando sulla scritta LFO, sono dotati di selezione della frequenza, del delay, del tempo di fade in, di sync al tempo della DAW e Sample and Hold. Le forme d’onda sono richiamate dai relativi pulsanti (sinusoide in alternativa a triangolare, quadra, dente di sega e dente di sega invertita) e possono essere combinate a piacere, per creare movimenti molto complessi.

Modulazioni

PolyKB II include una matrice di modulazione che permette di collegare una sorgente, della quale è impostabile l’intensità di modulazione, a più destinazioni nello stesso tempo. Cinque percorsi di modulazione (o matrici) hanno una sorgente fissa (LFO1, LFO2 o Noise, ADSR 2, VCO 2 e Velocity) e possono modulare il pitch e la forma d’onda dei due VCO indipendentemente, ma anche il cutoff del filtro con modulazioni a valore positivo (led verde) o negativo (led rosso). Per i due LFO è previsto il retrigger della forma d’onda, così da poter scegliere tra modalità monofonica o polifonica. Nel caso dell’uso della sorgente Noise, si può scegliere tra rumore bianco o rosa. Il VCO2 può modulare il VCO1 e la forma d’onda del VCO2. Tutte le sorgenti possono essere controllare dalla Modulation Wheel, con possibilità di usare l’aftertouch polifonico per controllare il valore della stessa.

Fig. 4 - Il menu per la scelta della sorgente di modulazione
Fig. 4 – Il menu per la scelta della sorgente di modulazione

La velocità controlla, con azione positiva o negativa secondo il led acceso, il tempo di attacco, tempi di rilascio o di decadimento, e il VCA con possibilità di moltiplicarne il valore. La velocity dipende dal valore globale impostato nella sezione Out. Oltre a queste connessioni prestabilite, PolyKB II mette a disposizione due matrici liberamente programmabili. Le due sorgenti a disposizione includono quelle già viste cui si aggiungono il Pitch e la Velocity desunte dalle note registrate nel sequencer, la modulation wheel e gli LFO 1 e 2 in modalità monofonica. Le quattro destinazioni includono i segmenti dei due inviluppi, il cutoff, la risonanza e il drive del filtro, il livello del VCA, i parametri dei VCO, inclusa la forma d’onda, il tempo di delay dei canali destro e sinistro, il rate del chorus e del phaser, il glide e l’intonazione generale. È possibile combinare le sorgenti con le destinazioni, anche con azione negativa come per le precedenti modulazioni.

Il pad XY

Al posto dell’alloggiamento per la cassetta, PolyKB II ospita un pad virtuale per creare alcuni effetti di modulazione per il panorama stereo (DynaMYX) e per la modulazione polifonica (PolyMYX). DynaMYX lavora creando un campo stereo catturato da due ipotetici microfoni cardioidi, dei quali è possibile modificare l’angolo e la distanza, con impostazioni di Width dell’effetto, modifica della posizione delle voci anche casuale con intensità controllata dalla velocity, modifica della fase su tre livelli, e disposizione delle voci.

Fig. 5 - Le destinazioni della matrice di modulazione
Fig. 5 – Le destinazioni della matrice di modulazione

PolyMYX è invece usato come pad virtuale a quattro angoli per generare impostazioni differenti per ogni nota, assegnando a ognuno dei quattro punti una destinazione di modulazione con relativa intensità. Ogni punto rappresenta una nota suonata, che corrisponde a sua volta a una voce del synth che sarà richiamata dalla modalità di Keyboard Mode. Poiché è possibile usarlo in contemporanea all’arpeggiatore e allo step sequencer, si è in grado di controllare per ogni singola nota fino a quattro destinazioni di modulazione, a scelta tra i controlli di VCO, filtro, inviluppi e LFO.

Gli effetti

Delay stereo, chorus, phaser ed EQ possono lavorare simultaneamente e sono programmabili nei loro controlli standard. Il tempo di delay può essere sincronizzato al clock, nel qual caso i tempi dei canali destro e sinistro saranno definiti non più in millisecondi ma in frazioni di bpm. Il chorus dispone di tre modelli mentre il phaser ha parametri di velocità, frequenza centrale, risonanza e stereofonia. L’EQ è formato da due filtri shelving indipendenti, divisi in range da 30 Hz a 3 kHz e da 3 kHz a 18 kHz, entrambi dotati di risonanza.

Fig. 6 - Le destinazioni  per PolyMYX
Fig. 6 – Le destinazioni
per PolyMYX

Arpeggiatore e sequencer

Oltre ai controlli standard (Up, Down, Up/Down e Ottava), l’arpeggiatore ha una modalità polifonica con programmazione della sequenza con un massimo di 32 accordi, swing e gate che lo rende un generatore di pattern ritmici.

Lo step sequencer polifonico mette a disposizione otto voci, da intendersi come tracce, ognuna di 128 step, con funzioni di editing generale (Voice Select, Voice Delete, Step Delete, Step/Run, Next, Previous), riproduzione della sequenza a tasto premuto (Triggered) e trasposizione automatica secondo la più bassa nota suonata (Tune). I display informano sul numero di step del sequencer e quanti di essi mancano prima della fine del loop. Le registrazioni possono essere salvate come preset. L’editing degli step si semplifica accedendo a tre modalità di Zoom che aprono un piano roll dedicato alla velocity delle note usata come modulatore, e alla disposizione delle note su quattro e due ottave, dove ogni sequenza ha un colore differente e si rende possibile modificare il singolo step.

SSM e CEM

Quasi tutti i sintetizzatori analogici vintage si dividono tra quelli che impiegano circuiti integrati SSM (Solid State Music), i primi ad apparire e progettati da Fave Rossum di Emu, e CEM (Curtis Electromusic Specialities), più diffusi e ancora oggi prodotti per i sintetizzatori di Dave Smith. I synth SSM hanno un suono particolare, grande e avvolgente, e sono il marchio di Sequential Prophet 5 rev 1 e rev 2, PPG Wave 2.2 e 2.3. I filtri SSM si trovano su Korg PolySix e MonoPoly. I chip CEM sono tipici della produzione Oberheim dall’OB-8 in poi, Akai AX, Crumar, Moog Memorymoog per VCO e VCA, Sequential Prophet 5 rev 3 e synth successivi, Waldorf Microwave prima versione. I CEM hanno un suono più tagliente e acido. Gran parte del timbro dipende dal progetto: anche Oberheim Matrix 12 impiega filtri CEM ma non suona come un Prophet 5 rev 3.

Controlli generali

La sezione Outputs controlla il livello d’uscita generale, il numero di voci del synth, l’attivazione della modalità stereo per il controllo della spazialità in DynMYX, la sensibilità alla velocity e all’aftertouch polifonico, e il drift dell’intonazione dei due oscillatori. L’Unison, fino a sei voci, e le modalità polifoniche e monofoniche hanno menu a tendina. PolyKB II dispone anche di una tastiera virtuale con pitch e modulation wheel.

MIDI e opzioni

Tutti i parametri di PolyKB II, compresi i livelli di modulazione, la posizione delle singole note nel DynMYX e PolyMYx, i parametri degli effetti, del sequencer e dell’arpeggiatore, possono essere assegnati a un Control Change MIDI a piacere, con funzioni di Learn automatico.

Fig. 7 - Un esempio di programmazione del PolyMYX
Fig. 7 – Un esempio di programmazione del PolyMYX

Arpeggiatore e sequencer condividono il clock solo quando sono sincronizzati al MIDI Clock o quando il sequencer è attivato dalla tastiera. Negli altri casi, i clock sono indipendenti. È possibile sincronizzare più istanze di PolyKB II al MIDI Clock. Per gli LFO e il VCO in Lower Mode è possibile visualizzare il valore in bpm anziché in Hertz

In prova

Due aspetti impressionano di PolyKB II nella versione 2: la facilità con cui ottenere suoni molto musicali e la complessità delle modulazioni, che faranno la gioia dei programmatori e di chiunque desideri avere in sync qualche parametro sonoro con il pezzo. La qualità timbrica surclassa quasi tutti i soft synth in commercio ed è superiore a molti prodotti hardware in commercio degli ultimi dieci anni. Da tempo cercavo un soft synth che ricordasse il suono SSM, un colore sempre rotondo, intimo, pieno e corposo, al contrario dei CEM che sono spesso, per me, troppo taglienti e più sottili, meno musicali. PolyKB II ha questa caratteristica sonora che lo identifica immediatamente, rendendolo subito appetibile per chi ama l’ambient, l’elettronica raffinata o i suoni sintetici dei primi anni ’80.

Fig. 8 - DynMYX
Fig. 8 – DynMYX

Oltre all’eccellente filtro, molto smooth e mai sottile, il punto di forza è la capacità degli oscillatori di cambiare la forma d’onda in continuo. È sufficiente una minima modulazione e si ottengono suoni interessantissimi, cangianti e che non annoiano mai! Da qui a inserire un po’ di rumore bianco, mai aspro o inutilizzabile, si arriva in un attimo in territori trance e hip hop più recenti, con colori simili a un Memorymoog o a un Prophet 5 rev. 2.

A differenza di altre realizzazioni, PolyKB II è un synth che suona sempre bene anche se non si è capaci di programmarlo, e lascia a disposizione una matrice di modulazione ideale per chi ama giochi di note e di parametri sincronizzati. Si adatta tanto al principiante, che troverà facile programmare il timbro con la parte destra del pannello o usare i preset, quanto all’esperto che si concentrerà sul sequencer e sul pad virtuale. Non c’è un genere timbrico in cui si trovi scoperto e in mix tende a occupare bene il campo stereo, ma non arriva a quella profondità dinamica tipica dell’hardware. Gli effetti sono essenziali con Phaser ed EQ che non sono del tutto efficaci o incisivi.

titolo del box

Esempi audio

1011XP01 Un arpeggio realizzato con un unico timbro

1011XP02 Arpeggio 2

1011XP03 Arpeggio 3

1011XP04 Pad

1011XP05 Pad 2

1011XP06 Basso synth

1011XP07 Basso Moog

Occorre un po’ di attenzione usandolo in tempo reale, perché talvolta compare qualche glitch di troppo, mentre in bounce non ci sono problemi. L’idea del DynaMYX è buona ma i risultati sono scarsi. Il manuale va letto da cima a fondo, per non perdersi nella ricerca del secondo LFO o in impostazioni essenziali come il Drive pre o post filtro, un’altra chiave per distorcere il suono.

Conclusioni

PolyKB II è un punto di riferimento per chi ama l’elettronica e bazzica in territori dance, pop, trance e hip hop, alla ricerca di quel timbro che attira l’orecchio per musicalità e calore, distante dalla rigidità e freddezza di molti synth virtuali o hardware. Se fosse un synth analogico, avrebbe eccellenti probabilità di diventare un classico, ma essendo un plug-in rischia di passare inosservato. Rispetto alla prima versione, molti bug sono stati risolti e la potenza di programmazione è cresciuta, amplificando i colori camaleontici.

This is box title

www.xils-lab.com

Prezzo: € 149,00 + IVA