Helios Type69 apertura

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PRO

Un classico del rock

Equalizzatore musicale

Doppia modalità eq

CONTRO

Headroom ridotta

Parlare di questo preamplificatore significa riferirsi alla storia del rock e della registrazione, passando dagli Olympic Studios. Eddie Kramer, ancora oggi, ritiene che le console Helios siano state la punta di diamante per il suono e le considera tra le più musicali in assoluto.

Non si fa fatica a crederlo, dopo aver montato il modulo Type 69 nel rack API. La novità non è solo nel formato, che consente una diffusione maggiore di Helios negli studi, ma anche nell’elettronica che è stata migliorata e, soprattutto, è più aderente al progetto originale grazie all’impiego di trasformatori e induttori custom.

I controlli

Type 69 è un preamplificatore microfonico o di linea, a componenti discreti, con gain a step di 5 dB fino a +70 dB, alimentazione Phantom e inversione di polarità. Il selettore di ingresso consente di scegliere tra Line, Mic e Mic con attenuazione di 20 dB, sopra il quale è presente il led che segnala l’overload dei circuiti. L’equalizzatore passivo consente il controllo del filtro shelving con pendenza di 6 dB/Oct e range di +/-10 dB a 10 kHz. I controlli per la banda Mid prevedono la selezione delle frequenza (0.7, 1, 1.4, 2, 2.8, 3.5, 4.5, 6 e 16 kHz) e il controllo di gain di +/- 15 dB.

Il filtro per i medi lavora in modo tale che il Q è proporzionale al valore di dB. Più si applicano dB, più il Q diventa elevato, mantenendo però costante la forma della campana per valori positivi o negativi. Il filtro Bass è uno shelving sempre a 6 dB/Oct con controllo di gain (+/- 15 dB) e frequenze selezionabili tra 400, 240, 120, 80, 30 Hz. Il controllo di gain per Bass ha uno switch alla fine della sua corsa per escludere completamente l’equalizzatore e rendere la risposta completamente flat. La ragione di questo switch risiede nel comportamento del modello originale, il quale aveva il difetto che anche quando l’eq era bypassato produceva comunque un incremento nelle basse frequenze secondo la velocità del transiente. Per salvaguardare questa caratteristica è sufficiente non attivare lo switch. Per chi desiderasse invece escludere completamente l’eq dal circuito, è necessario usare lo switch EQ Cut/On.

Il selettore della frequenza per Bass ha anche la funzione di controllare il valore di gain del filtro a 70 Hz, escludendo automaticamente il filtro shelving, con valori di attenuazione pari a -3, -6, -9, -12 e -15 dB. L’ultimo switch è dedicato al filtro HPF a 12 dB/Oct con selettore a 80 o 40 Hz, oltre al valore 0 che lo esclude. I due controlli di gain sono potenziometri a corsa continua, tutti gli altri controlli sono switch o selettori, il che rende facile il recall delle impostazioni.

Hardware

Rispetto alla versione precedente, il nuovo Type 69 evidenzia un miglioramento generale del progetto e dei suoi componenti. Il trasformatore è un Sowter custom LUS01, per emulare il trasformatore originale Lustraphone, e i due induttori custom sono di qualità migliore rispetto ai modelli precedenti. Anche la componentistica è di prima qualità e la costruzione, non facile date le ridotte dimensioni, è ben ingegnerizzata. Non c’è ovviamente il trasformatore in uscita, perché da sempre il progetto Helios non lo prevede.

Fig. 1 - La scheda con i componenti discreti
Fig. 1 – La scheda con i componenti discreti

La connessione tra i controlli di pannello e la scheda avviene tramite un cavo ribbon. All’interno è presente un jumper per impostare il livello di amplificazione. La particolarità di Type 69, che ne decreta anche i limiti, è l’uso di una sola linea di alimentazione, a differenza delle classiche due piste di alimentazione usate da tutti gli altri preamp per API.

In prova

Non ci sono più scuse. Il formato 500 è l’arma vincente per tornare a parlare del suono Helios. Abbiamo avuto qualche difficoltà nell’alloggiare il modulo in prova, perché sembra leggermente più grande dello standard. Un millimetro in meno sarebbe stato meglio. La concentrazione di controlli e di serigrafie è alta e richiede una maggiore attenzione, tuttavia preferiamo avere tutti i controlli piuttosto che una versione 500 con funzioni in meno. La costruzione è migliorata sotto tutti i punti di vista. In pochi minuti d’uso si arriva subito a comprendere quanto Helios sia un suono assente da gran parte della produzione moderna del rock. Contemporaneamente si scopre un universo sonoro piacevolissimo, cattivo ma mai confuso, con una facilità di risultati e una cremosità che è qualcosa di incredibile. Passateci un mix stereo, riprendeteci una chitarra o un rullante, gridate anche in uno Shure SM57: Type 69 restituisce quel suono colorato, vivo e rock che ben conosciamo dalle produzioni più classiche degli anni ‘70. L’equalizzatore passivo è magicamente musicale e non lascia mai a piedi. Non lo si usa quasi per correggere, perché fornisce una tavolozza di colori per esaltare caratteri, timbri e presenza dove occorre.

Esempi audio Convertitore Prism

Sound ADA8XR, 44.1 khz, 16 bit,

Motu Digital Performer

1011HT01 Helios Type 69 con DPA 4006 TL, in ripresa di chitarra distorta

1011HT02 Come sopra, ma con Royer R 122

1011HT03 Un’altra ripresa con DPA 4006 TL come mic ambientale

1011HT04 Stessa ripresa con Royer R 122 vicino al cono

1011HT05 Mix dei due esempi precedenti

1011HT06 Una ripresa con Neumann U87

Il preamplificatore non è per tutti: sarà odiato da chi cerca la trasparenza nella musica classica, sarà adorato da chi è stanco di perdere per strada il sudore dei musicisti, le emozioni più forti e quei timbri vintage e rock che ancora oggi sono un obiettivo fondamentale per molti. Sono passati alcuni anni da quando abbiamo provato il primo Type 69, qualche mese da quando abbiamo analizzato il plug-in per UAD, eppure il nuovo Type 69 non smette di stupire. Se amate il rock, è questo uno dei tre preamp ed eq da avere, assieme al classico Neve 1073 e alla combinazione API 512c e 550A.

Fig. 2 - I controlli sul pannello frontale
Fig. 2 – I controlli sul pannello frontale

Non c’è niente che suoni come un Type 69, neanche lontanamente. Difetti? Sì: l’headroom interna si esaurisce velocemente e richiede particolare attenzione usando l’equalizzatore. Spesso ci siamo trovati nelle condizioni di agire sul livello d’ingresso per mantenere un segnale pulito ed equalizzato, oppure abbiamo ridotto il livello in dBu relativo allo 0 dBFS sul convertitore, per non strozzare i circuiti di Type 69. In alcuni casi estremi si potrebbe pensare all’utilizzo di un preamplificatore di linea trasparente da mettere sull’uscita dell’Helios, così da innalzare ancora un po’ il livello in uscita prima del convertitore.

Conclusioni

Il mondo dell’audio pro è imbottito di miti, leggende e suoni. L’esperienza o la possibilità di provare i prodotti portano a crearsi una lista di ciò che è più interessante e unico. Helios Type 69 è compreso nella nostra lista. Type 69 è uno dei tre suoni classici del rock, assieme a Neve e API, ed è da ritenere indispensabile per chi del rock fa la sua vita. Il formato 500 è il benvenuto e apre finalmente le porte a tutti gli studio, evitando costosi rack di alimentazione o customizzazioni.

Il suono è identico al passato e, proprio per questo, è anche una novità nel panorama del terzo millennio. Chiunque sappia ascoltare, capirà immediatamente la portata di Type 69. Provatelo e controllate di avere almeno uno slot libero sul vostro API 500V da occupare, perché difficilmente sarà restituito dopo la prova. Un classico.

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