Apertura 6300_front-1

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PRO

Processori eccellenti

Controllo della dinamica

Risultati nuovi

CONTRO

Catena fissa

Programmazione

Display poco leggibile

Lavorare con un processore digitale Orban richiede da sempre approfondite conoscenze e può rappresentare un salto nel futuro o una scelta innovativa nella produzione audio e nel mastering. Nel catalogo Orban c’è il processore 6300, la cui versatilità è tale da non limitarsi al solo broadcast. Lasceremo perdere gli aspetti specifici del broadcast (come la pre-enfasi a 50 e 75 µsec o le impostazioni per broadcast DAB, DTV e Dolby) per concentrarci sulle funzioni che possono essere un nuovo mondo per lo studio di registrazione e il mastering.

Il concetto

Il 6300 appartiene alla famiglia Optimod ed è un processore digitale modulare, che permette di modificare gli algoritmi usati nella struttura di lavoro. Il flusso del segnale passa da algoritmi di sample converter (6300 lavora a 48 kHz fissi), filtro HPF a 18 dB/Oct con frequenza selezionabile e rotatore di fase per la voce, per entrare nel modulo di stereo enhancer. Da qui prosegue nell’Automatic Gain Control (AGC, con riduzione del gain fino a 25 dB) a due bande con funzione di Gate, seguito dall’equalizzatore con funzioni di miglioramento delle alte frequenze.

Il segnale così processato entra nel compressore a due o cinque bande secondo la struttura scelta, ed è poi processato dal Loudness Control. I crossover delle bande possono essere impostati con risposta a fase lineare, ideale per il jazz e la musica acustica. Chiude la catena il limiter con funzione di look ahead. La pre-enfasi a 50 o 75 µsec può essere inserita nell’AGC e nei processori multibanda. 6300 può lavorare in dual mono o in stereo con una risposta in frequenza selezionabile che va da 10 kHz a 20 kHz. Gli algoritmi a cinque bande sono utilizzati per il controllo e la consistenza del loudness, quelli a due bande per preservare il bilanciamento e l’equalizzazione originale.

Fig. 1 - Connessioni posteriori
Fig. 1 – Connessioni posteriori

La struttura a due bande include il CBS Loudness Control, adatto al broadcast televisivo. La programmazione di base avviene da pannello, coadiuvato da nove meter a led di cui alcuni assegnabili come VU, PPM o peak assoluto, oppure da un PC con Windows 2000 o XP e il software di controllo fornito di serie, che sfrutta una connessione TCP/IP con connessione modem, seriale o Ethernet. Per facilitare l’uso, Optimod 6300 nasce con diversi preset e ha fino a 100 memorie user. Per chi conosce il broadcast, l’algoritmo di ACG è identico ai processori 2300, 8300, 8400, 8500, 9300 e 9400, mentre gli algortimi multibanda sono ripresi dall’8500 per cui la soglia di intervento dei processori di dinamica è stabilita dal livello d’ingresso.

Hardware

Oltre all’alimentatore switching, è presente una scheda Intervalzero dedicata alla gestione e alle comunicazioni, basata su AMD Elan SC520-100D e Altera Max. Il cuore di 6300 è la terza scheda, dove trovano posto i convertitori ADC AKM AK5383VS a 96 kHz/24 bit, che lavorano con operazionali BB OPA 2134PA (montati su zoccolo) per gli ingressi analogici, seguiti da un AD G442BR e un altro OPA 2134. I DSP 56367 sono quattro. Equalizzatori e crossover lavorano a 48 bit. Il DAC è un AKM AK4393VF seguito da un OPA 2134 e un BB DRV134 su zoccolo con trimmer. Ogni ingresso e uscita è schermato da disturbi RF.

La gestione degli I/O digitali è affidata a un sample converter AD1895 e a Cirrus Logic CS 8406CZZ. L’ingresso sync su BNC ha un jumper per selezionare un’impedenza superiore a 75 Ω. Gli ingressi analogi hanno impedenza di 10 KΩ con livello massimo di +27 dBu, le uscite lavorano a 50 Ω con livello d’uscita massimo modificabile da -6 dBu a +24 dBu. Il livello nominale operativo va da -14 dBu a + 8 dBu. Il pannello frontale è occupato da un display incassato.

La navigazione e la programmazione dei parametri è compito dei quattro pulsanti funzione e dell’encoder, assieme a pulsanti per il richiamo delle funzioni principali. Sono presenti ingressi e uscite stereo analogiche e digitali AES, attive contemporaneamente, porta seriale RS232, Ethernet, Sync In WC o AES11id su BNC non terminato internamente, e Remote Interface su DB25 per gestire in remoto l’unità. 6300 può lavorare con segnali digitali da 32 kHz a 96 kHz.

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ProCode

Tra le funzioni di 6300, c’è anche la preparazione del materiale audio per la compressione audio digitale in formati lossy. L’obiettivo è il controllo e la manipolazione dell’audio per minimizzare gli artefatti dei codec, lavorando sull’energia e sullo spettro del segnale originale.

La struttura

Alla base della catena di 6300 è sempre presento uno stereo enhancer, un equalizzatore e l’Automatic Gain Control. Da qui è possibile variare la catena: AGC con peak limiting con look ahead, AGC con compressione multibanda a due o cinque bande senza peak limiting, e infine AGC con compressione multibanda a due o cinque bande con peak limiting e look ahead. Poiché si può disabilitare l’AGC, è possibile usare il 6300 come processore dinamico puro con le tutte le funzioni fin qui citate. Le uscite analogiche e digitali possono utilizzare catene differenti nello stesso tempo. I preset interni sono un ottimo punto di partenza per cominciare a programmare il 6300.

Stereo Enhancer

Sono disponibili due algoritmi differenti. Il primo (L-R Delay) è basato su Orban 222, e incrementa l’energia nel segnale derivato dalla differenza tra i due canali (L-R) ogniqualvolta è presente un transiente nella somma dei due canali L e R, con un parametro di Width Limit per limitarne l’effetto. Il secondo algoritmo è Max, derivato dallo Stereomaxx di Modulation Sciences, dove alla differenza tra i due canali (L-R) è applicato un delay e sommato al segnale originale, con controllo di Diffusion e Depth.

Fig. 2 - Le schede interne
Fig. 2 – Le schede interne

AGC

Il controllo di gain agisce su due bande (Master e Bass) e con soglia di Gate programmabile per bloccare la riduzione del gain, con rapporto di compressione da 2:1 a infinito. Oltre al Drive, che controlla livello in ingresso e di conseguenza la quantità di riduzione del gain, è possibile agire sul tempo di rilascio Master, sull’accoppiamento della riduzione del gain in dB tra Master e Bass con possibilità di visualizzare la differenza di riduzione del gain anche nel meter su pannello. Usando il software di controllo, si può intervenire sul rapporto di compressione, sulla soglia per Bass, sui tempi di attacco per le due bande e il rilascio per Bass in dB/sec, sul modello di crossover e sull’uso dell’AGC sui segnali di somma e differenza invece che Left e Right, con impostazione del valore massimo di riduzione del gain tra i due segnali.

Bass Clipper

Il clipper è il circuito che impedisce il passaggio del segnale a un livello superiore a quello della soglia. Introduce un certo grado di distorsione sul segnale che può essere controllato scegliendo la curva e al soglia di intervento, assieme a parametri per l’interazione con l’AGC e il compressore multibanda. Il clipper è integrato nel crossover per proteggere la prima e seconda banda del compressore multibanda dagli overshoot dei transienti, con controllo di Shape.

Equalizzatore

Un filtro shelving per i bassi, a 6, 12 o 18 dB/Oct con frequenze da 80 a 500 Hz, lavora in congiunzione con un equalizzatore parametrico a tre bande, con Q programmabile (da 0,8 a 4 ottave) e gain di +/- 10 dB, modellato sull’eq analogico 622B con Q costante, seguito da un High Frequency Enhancer, il quale è da considerarsi come un eq dinamico con filtro shelving a 4 kHz e 6 dB/Oct con modifica del gain secondo l’analisi del segnale intero che interagisce con il compressore multibanda. Sono presenti anche un controllo di Brilliance delegato alla quinta banda del compressore, un boost per le basse frequenze della voce (DJ Bass fino a +10 dB) usato in congiunzione con la prima banda del compressore, un filtro HPF a 18 dB/Oct fino a 200 Hz e un filtro LPF da 10 a 20 kHz a passi di 1 kHz. Nell’eq è possibile attivare il rotatore di fase.

Metering

Il metering su pannello è ricco: si parte dall’Input che visualizza il livello d’ingresso analogico o digitale (con led rosso per clip analogico), seguito dal meter ACG che mostra la riduzione del gain dell’AGC a due bande che precede il compressore multibanda, o può essere impostato per monitorare la riduzione del gain al di sopra e al di sotto di 200 Hz o la differenza di gain tra le due bande AGC. Il led Gate segnala l’intervento della funzione Gate, sotto la cui soglia il processo dinamico non interviene non incrementare il rumore di fondo. Le cinque barre led per Gain Reduction segnalano la riduzione del gain per il compressore multibanda, a due o cinque bande, oppure la riduzione del gain tra i due canali mono quando 6300 lavora in Dual Mono. Gli ultimi due meter sono assegnabili alla riduzione del gain dei limiter look-ahead per AGC, al compressore multibanda oppure all’azione di High Frequency Enhancer o Stereo Enhancer.

Compressore multibanda

Il compressore a due bande Master e Bass, separate a 200 Hz, dispone di controlli separati per knee, ratio, tempo di attacco e soglia. Il comportamento dinamico di Bass può essere proporzionato con il rimanente segnale collegandolo, in percentuale, alla riduzione del gain dell’altra banda. È presente una funzione Loudness che lavora come processore dinamico sul segnale tra 1 e 7 kHz usando come sidechain il segnale in uscita dal limiter, con soglia. È possibile indicare il Drive, la soglia di Gate e la curva di rilascio. La funzione Breakpoint stabilisce la quantità di riduzione del gain sotto la quale la curva di rilascio rallenta rispetto alla prima parte. Il compressore a cinque bande ha controlli generali (Drive, Gate Threshold, differenze di compressione tra le bande, e frequenze di incrocio a 100 o 200 Hz per la banda 1 e 2) o singoli per ogni banda (soglia, attacco, ratio, knee, tempo di attacco del limiter e enhancer per transienti e livello d’uscita da usare anche come equalizzatore grafico). Per la quinta banda, sopra i 6,2 kHz, Orban ha implementato il controllo diretto dell’expander per il rumore (vedi sotto). Ogni singola banda può avere la riduzione del gain proporzionale alla banda successiva. Essendo presente anche un processore per la voce, il compressore a cinque bande include parametri per la banda cosiddetta Speech.

Riduttore di rumore

Nel compressore a cinque bande è presente un riduttore di rumore single-ended che combina un expander downward con un filtro passa basso con frequenza dipendente dal programma, di cui stabilire la soglia.

Fig. 3 - Lo schema a blocchi
Fig. 3 – Lo schema a blocchi

Loudness Control

La terza generazione del CBS Loudness Control è studiato per ridurre il livello della pubblicità rispetto al programma originale o per gestire suoni e rumori nei film, analizzando il sidechain prodotto dalla funzione look ahead del limiter per valutare il loudness soggettivo, lavorando su due bande con punto di divisione a 200 Hz. Oltre alla soglia di loudness che fa scattare l’algoritmo, è possibile impostare il tempo di attacco.

Limiter

La funzione di look ahead analizza il segnale in anticipo di qualche millisecondo, così da minimizzare l’effetto di distorsione del limiter. Il limiter si programma nel compressore multibanda, decidendo la quantità di azione rispetto al compressore con il parametro Final Limit. Il tempo di rilascio e di attacco non sono programmabili. Il limiter di 6300 è in realtà un algoritmo di clipper con processi psicoacustici per eliminare l’intermodulazione e gli artefatti.

Programmazione

La complessità dei processori Orban è tale che già da tempo il produttore ha optato per due modalità di programmazione. La più semplice (Basic) prevede il controllo di tre elementi in tutto: stereo enhancer, equalizzatore e sezione dinamica, dove per quest’ultima il parametro Less-More

richiama 19 differenti setup programmati secondo anni di ricerca psicoacustica su loudness, densità e distorsione. Less-More si comporta diversamente sui preset radiofonici rispetto a quelli per film/TV. Mentre il loudness rimane costante, spostandosi verso More appaiono più evidenti gli elementi sonori in secondo piano o di basso livello. La modalità Advance include l’accesso a tutti i parametri, oltre a quelli di Basic, esclusivamente via PC con il software di controllo, ed è adatto a chi userà il 6300 in mastering o in studio. Creando un preset in Advance, si perde però il controllo di Less-More. Lavorare con il 6300 significa prima di tutto conoscere la terminologia radiofonica (in particolare il Gate e il suo funzionamento) e adottare un metodo di lavoro molto metodico, dove bisogna avere una visione globale di cosa si sta facendo.

Esempi audio Realizzati usando esclusivamente i preset senza programmazione

Esempi audio Realizzati usando esclusivamente i preset senza programmazione

0110O601 File audio originale

0110O602 Preset Jazz senza AGC

0110O603 Loud Compressed, senza AGC

0110O604 Rock Dense, senza AGC

0110O605 Soft Knee 2 Band

In prova

L’interdipendenza delle sezioni dinamiche, anche tra bande collaterali, obbliga a fare i conti con minute regolazioni ma permette di ottenere risultati che oggi non sono possibili con i classici compressori hardware multibanda e, men che meno, con i plug-in. La calibrazione è un passo obbligatorio e la programmazione da PC è necessaria a priori. Il 6300 è un processore che non ha un suono specifico, perché è talmente camaleontico da poter creare sottili modifiche come incredibili incrementi di densità e loudness, per non parlare di equalizzazione. Non è un processore facile da domare, per chi arriva dallo studio recording o dal mastering tradizionale, ma le sue funzioni sono molto probabilmente quelle che vedremo svilupparsi nei prossimi anni. Si può essere gentili e caldi o scellerati nelle decisioni sonore, tutto dipende da chi programma. Lo abbiamo trovato molto interessante come processore all in one per il mastering veloce, anche solo modificando le proporzioni di riduzione del gain tra le bande, e ottimo sul bus stereo, sebbene l’assenza di evidente colorazione lo destini più al mastering che non al mix finale. Il compressore multibanda è la chiave per colorare il timbro e modificare l’equilibrio del mix.

Conclusioni

Ci sarebbero pagine da scrivere sui concetti inseriti nel 6300, quasi tutti applicabili al mastering e con ottime idee che non si usano in produzione, ma ci premeva esprimere le differenze tra un processore di questa portata e i parametri che usualmente troviamo nei prodotti usati in studio. Il 6300 è una macchina su cui puntare per offrire una catena di elaborazione non standard e con possibilità di risultati migliori o diversi da quelli classici in mastering. La sua adozione è una scelta che deve essere consapevole: pensare di programmarlo come un normale compressore porterebbe a inevitabili errori. Ci vuole tempo per esplorare tutte le interazioni tra i parametri ma, conosciuta la strada, si apre un panorama che richiederebbe molto hardware e software (costoso) in mastering per ottenere un simile risultato. È il punto di incontro ideale tra l’elaborazione del suono radiofonico, che ha fatto del bel suono e del loudness una missione, e lo studio di produzione e di mastering alla ricerca di una soluzione inusuale e molto efficace.

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