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PRO

Livello qualitativo

Ottime opzioni

Espressività e realismo

Fornita su hard disk

CONTRO

Richiede risorse di sistema elevate

Hollywood Strings rappresenta la più vasta libreria di campioni mai realizzata: 312 GB di dati, 800.000 sample campionati a 44.1 kHz 24 bit forniti direttamente su hard disk da 3.5“ interno da montare nel computer, un Western Digital Caviar Blue da 500 GB con velocità di rotazione di 7200 RPM SATA. Consiglio di effettuare una copia di backup dell’intera libreria su un altro hard disk o in alternativa, come consiglia East West, comprare un hard disk SSD per lo streaming, in grado di offrire dei tempi di accesso molto più veloci. Per sfruttare in modo adeguato un plug-in di tale importanza, East West consiglia almeno un processore Quad Core abbinato a 8 GB di RAM. L’autorizzazione del software utilizza iLok, non in dotazione.

Dietro le quinte

Hollywood Strings è stata creata da un team di professionisti d’indiscusso valore. Doug Rogers, la mente di East West, produce da decenni librerie di campioni e rappresenta uno degli imprenditori più importanti del panorama dei Virtual Instrument mondiali. Nick Phoenix, compositore con anni di esperienza nel campo delle colonne sonore, è invece la mente di Quantum Leap, ideatore di decine di plug-in di successo come Stormdrum, Symphonic Orchestra, Symphonic Choirs, Ministry Of Rock e molti altri. Doug Rogers e Nick Phoenix hanno un know-how decennale, ottenuto con la produzione di decine di virtual instrument. Tra i loro successi non possiamo non menzionare la East West Quantum Leap Symphonic Orchestra, che ha avuto un ruolo importante per l’ideazione e la realizzazione di Hollywood Strings.

Fig. 1 – Play: il motore  della Hollywood Strings
Fig. 1 – Play: il motore della Hollywood Strings

Per realizzare Hollywood Strings, East West ha utilizzato un’orchestra con un organico di 16 primi violini, 14 secondi violini, 10 viole, 10 violoncelli e sette contrabbassi: un ensemble di ottimi musicisti convocati normalmente per la registrazione di colonne sonore.

Questo dettaglio ha un’importanza rilevante: il sound di un’orchestra è dato dall’affiatamento e dall’esperienza del collettivo. Aver convocato un’orchestra realmente esistente e collaudata è stata una scelta vincente. Lo studio scelto per le sessioni di registrazione è l’East West Recording Studios, una pietra miliare della musica mondiale. Il fuori classe di questo progetto è Shawn Murphy, ingegnere del suono, che è un’istituzione: ha registrato e mixato più di 300 colonne sonore di film made in Hollywood, tra le quali c’è Star Wars!

Chi scrive per gli archi e compone colonne sonore, ha delle esigenze ben precise: deve poter contare su strumenti che oltre ad avere un ottimo livello qualitativo devono essere versatili, esattamente come lo è una sezione d’archi.

Alcune delle caratteristiche di Hollywood Strings, come la possibilità di decidere la corda dello strumento e la posizione delle dita dell’esecutore, le molteplici funzioni di legato e l’ulteriore suddivisione delle sezioni divisi, sono state sicuramente suggerite da un orchestratore. L’apporto di un compositore di talento come Thomas Bergersen ha influito moltissimo sulla realizzazione del motore e dell’interfaccia di gestione dei samples.

Legato e Portamento

Play è il motore di gestione della library di Hollywood Strings: interfaccia grafica ordinata e molto intuitiva, dalla quale si può accedere a diverse funzioni. Il pannello Performance contiene due importanti caratteristiche: Legato e Portamento. Il legato è l’esecuzione di due o più note in un’unica arcata senza interruzione, l’arco non deve subire nessuna variazione, come se si eseguisse un’unica nota. Per ottenere un legato con Hollywood Strings possiamo intervenire in due modi: utilizzare uno dei preset di Legato contenuti nella cartella Legato oppure usare il pulsante Legato col quale si accede agli appositi script. Esistono molti preset di legato ottenuti mediante la registrazione dei vari strumenti in tutti gli intervalli ascendenti e discendenti.

Questo enorme quantitativo di dati registrati spiega facilmente quanto sia stato facile raggiungere oltre 300 GB di campionamenti. Hollywood Strings presenta tre tipi di legato: Slur, classico legato tra una o più note ottenuto senza alzare l’archetto e senza cambiare arcata; Portamento, ovvero glissato; Bow Change, legato con cambio di arcata senza lasciare la corda con l’archetto. Tramite il CC11 e il CC1 possiamo controllare rispettivamente la dinamica e l’intesità del vibrato delle linee melodiche; con la velocity possiamo invece gestire il tempo necessario a passare da un intervallo a un altro, incluso il portamento (velocity alte o basse per transizioni rispettivamente veloci o lente). Il legato è tipicamente monofonico ma con il CC22 (valori da 0 a 63) possiamo modificare questa impostazione rendendolo polifonico. Il pulsante legato ci permette di forzare l’uso del legato con altre articolazioni come ad esempio i trilli e il marcato.

La struttura dell’orchestra

Con il termine Divisi in partitura abbreviato div. si intende la possibilità di fare suddividere ulteriormente una sezione di un orchestra, in modo che i violini ad esempio possano eseguire due distinte linee. In ambito classico non è raro utilizzare questa opzione (nella Sagra di Stravisky, la sezione dei violoncelli è stata divisa addirittura in sei parti). Hollywood Strings ha un’apposita cartella chiamata Divisi dove si possono trovare i Violini Primi A, Violini Primi B, Violini Secondi A, Violini Secondi B, Viole A, Viole B, Celli A, Celli B, Bassi A, Bassi B.

Fig. 2 – Schema del posizionamento  dei microfoni
Fig. 2 – Schema del posizionamento
dei microfoni

Questa caratteristica è fondamentale dal punto di vista compositivo: grazie a questa opzione Hollywood Strings può disporre effettivamente di tre orchestre: una più grande da 57 elementi (16-14-10-10-7), e due più piccole con sonorità differenti, anche se globalmente più cameristiche.

Utilizzando la sezione divisi A o B possiamo disporre di un orchestra di 32 elementi (9-8-8-6-4) o una più piccola di 24 elementi (7-6-4-4-3). Gli strumenti divisi sono stati registrati contemporaneamente ai campioni regolari e di conseguenza dispongono solo di microfonazione Close.

Non hanno altre limitazioni: nessun problema legato alla fase, dispongono di tutte le articolazioni delle patch principali (legato, sordino ecc) e sono posizionate nel panorama stereofonico occupando esattamente la disposizione tenuta in orchestra.

L’esecuzione

Gli archi, come la maggior parte degli strumenti a corda, hanno la possibilità di suonare una nota in diverse posizioni o, più specificatamente, su più di una corda. Suonando una corda alla sua metà, si produce un suono al quale mancano tutti gli armonici pari, suonando al ponticello si hanno tutti i primi undici armonici e la presenza di quelli acuti conferisce al suono un timbro aspro e stridulo nel forte e nel fortissimo, mentre lontano e misterioso nel pianissimo.

Suonando sulla tastiera, mancherà il quarto e l’ottavo armonico e il suono risulterà più debole.

Questo è un piccolo esempio necessario a introdurre la caratteristica di Hollywood Strings chiamata Finger Position, che ci permette di decidere (solo sui preset nominati KFSP) in quale posizione della tastiera eseguire il fraseggio. Il potenziometro Finger Position ha quattro possibili posizioni che possono essere controllate mediante CC70 o tramite Key Switch.

Stanza e tipologia di ripresa

Come per East West Quantum Leap Symphonic Orchestra, anche Hollywood Strings dispone della possibilità di caricare i campioni registrati da microfoni posizionati in diversi punti. Play ha quattro controlli che gestiscono i livelli e il pan dei campioni registrati con le varie micro fonazioni: Main pickup (Decca Tree); Mid (posizione del direttore d’orchestra); Close (davanti ogni sezione); Surround (con microfoni posizionati in fondo alla sala di ripresa in modo da catturare molto ambiente).

Ogni controllo può essere gestito in modo da controllarne il livello, il Pan e l’assegnazione di un uscita fisica. Oltre a questa possibilità, in Play possiamo disporre di un riverbero a convoluzione fornito di moltissimi preset, inclusi quelli dell’East West Studio One.

In prova

Se parlate con un orchestratore, un programmatore MIDI o un arrangiatore e gli chiedete quale sia lo strumento virtuale che preferisce per simulare una sezione di archi, riceverete con molta probabilità la stessa risposta: ne uso diversi. Per ottenere un risultato eccellente, in grado di simulare con veridicità il suono di una sezione di archi, si prende il meglio da tutte le librerie. Studiandole a fondo si capisce quali siano gli strumenti e le articolazioni migliori di ogni libreria e si possono utilizzare diverse librerie assieme. Questa esigenza fa chiaramente perdere del tempo soprattutto nelle situazioni, dov’è necessario passare da un’articolazione a un’altra (cosa che succede praticamente sempre).

Chi lavora nel settore delle colonne sonor, sa di cosa ha bisogno e si organizza con preset, template e tutto quello che il software host è in grado di offrire in termini di organizzazione (in questo Cubase con i suoi Preset Track aiuta molto). La soluzione di vendere Hollywood Strings Diamand su hard disk interno, è geniale, perchè non è consigliabile installare la libreria in un hard disk usato per lo streaming di altri Virtual Instrument. Inoltre, installare 312 GB di Samples da formato DVD significherebbe perdere probabilmente una giornata; in questo modo invece si è operativi in 10 minuti. Hollywood Strings ha bisogno di un computer potente. Utilizzando Cubase a 64 bit, su un processore i7 con Windows 7 a 64 bit e 24 GB di RAM, siamo riusciti a utilizzare questa libreria in modo soddisfacente, anche lavorando con due microfonazioni contemporaneamente.

Fig. 3 – Play: finestra di caricamento dei preset
Fig. 3 – Play: finestra di caricamento dei preset

I tempi di caricamento non sono velocissimi, ma data la mole di dati presenti in ogni preset non potrebbe essere diversamente. Per questo motivo credo possa essere una scelta interessante l’acquisto di un Hard Disk SSD, che velocizzerebbe non poco i tempi di attesa che, comunque, anche nel caso peggiore sono nell’ordine di qualche decina di secondi.

Per quanto riguarda il giudizio qualitativo su questa library, non posso essere più che soddisfatto: gli archi di Hollywood Strings hanno un timbro semplicemente favoloso, a mio avviso di gran lunga superiore alle altre librerie in commercio; anche solo usando la microfonazione Mid, si ottengono dei risultati ottimi. La possibilità di passare da un vibrato a un non vibrato e viceversa rende le composizioni molto realistiche. Il problema di altre librerie non è tanto il suono, ma soprattutto il fatto che gli archi sono statici, in quanto possono cambiare la dinamica, l’attacco ma non l’intensità del vibrato. Hollywood Strings dispone di un gran numero di articolazioni ed è difficile trovare un difetto; gli spiccati, gli staccati, i marcati hanno tutti un realismo timbrico eccellente. Il legato e il portamento conferiscono una grande possibilità espressiva e maggiore veridicità. Occorre, come sempre, studiare molto bene i preset.

Se intendete realizzare composizioni complesse bisogna impadronirsi di tutte le funzionalità del software. Esistono molte combinazioni di articolazioni (Fig. 3): è possibile ad esempio passare da un marcato a uno staccato, o da uno spiccato al marcato e viceversa semplicemente con la modulation wheel.

Nella cartella Effect potrete trovare una serie di preset con i campionamenti di scale ascendenti e discendenti, maggiori e minori e in tutte le tonalità: i cosidetti Run, molto utili in moltissimi frangenti. I preset Repetition rendono possibile la ripetizione di una nota senza sentire l’effetto finto tipico del campionamento ripetuto. Il manuale in PDF è ben scritto, ricco di dettagli, esaustivo e da consultare con attenzione.

Conclusioni

Sul sito ufficiale di East West potete sentire o scaricare demo e video che rendono bene l’idea delle possibilità espressive di questo gioiello software. Hollywood Strings è una libreria indispensabile per chi ha la necessità di realizzare mockup realistici e professionali.

Non spaventatevi: non è una library complicata, o per lo meno lo è molto meno di tante altre. Per sfruttarla al 100%, bisognerà entrare nell’ottica di dedicare qualche nottata allo studio delle possibilità offerte.

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Corso Enrico De Nicola, 8 – Torino

Tel. 011 3185602

info@midimusic.it

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Prezzo: € 1250,00 + IVA