Apertura  SE-Electronics-The-Egg

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PRO

Estremo dettaglio sulle frequenze medie

Unità di controllo funzionale

Direttività

Assenza di risonanze  posteriori e laterali

CONTRO

Scarsa potenza sulle basse

Nel caso di Egg, il termine sistema non è usato a caso: le Egg sono casse passive a due vie fornite di un finale specifico, che è una vera e propria unità di controllo ben più completa di un semplice finale di potenza. L’amplificatore ha due diversi ingressi (Main e Aux), che possono essere selezionati dal pannello frontale, ognuno con una propria regolazione di livello. L’unità di controllo ha un’uscita cuffie (che disabilita i monitor) e un controllo per la risposta delle frequenze medie: flat (lineare), hard e soft che inseriscono un boost o un taglio a 2 kHz (+/- 1,5 dB). Sempre sul frontale troviamo l’interruttore di accensione retroilluminato in blu e il led rosso che segnala l’attivazione del limiting. Il pannello posteriore dell’unità di controllo offre gli ingressi XLR bilanciati con livello operativo regolabile da un interruttore tra -10 e +4 dB e due ingressi sbilanciati in formato RCA, relativi alla sorgente Aux (-10 dB).

Sotto gli ingressi trovano spazio quattro trim (due per canale) relativi alla taratura dei singoli monitor, che consentono di agire soltanto in negativo, sulle basse con un taglio shelving a 63 Hz (fino a -10 dB di roll-off) e a 10 kHz per le alte (+1/-5 dB). Troviamo l’interruttore dei led frontali delle casse, che hanno la funzione di segnalare l’alimentazione del sistema e, soprattutto, di posizionare correttamente i monitor rispetto all’ascoltatore. I led frontali infatti hanno un fuoco stretto, e solo quando l’ascoltatore li percepisce in modo intenso è nel posto ottimale per l’ascolto. Essendo così penetranti, una volta effettuata la taratura e trovata la posizione corretta, possono essere spenti per non recare fastidio. Sul pannello posteriore troviamo infine le uscite (connessioni Speakon) che consentono di collegare le casse all’unità di controllo mediante i due cavi da tre metri forniti in dotazione. I finali (Overture L4780TA) sono capaci di erogare 50W di potenza per driver, dunque 100 watt per canale che si traducono in 118 dB di pressione sonora a 1 metro  (1 kHz) e gestiscono una banda passante da 45 Hz a 20 kHz. La frequenza di taglio del crossover è centrata a 2,1 kHz.

Fig. 1 - L’unità di Amplificazione e Controllo
Fig. 1 – L’unità di Amplificazione e Controllo

Le casse sono realizzate in un materiale plastico che minimizza la diffrazione e la risonanza, montate su un supporto basculante che ne facilita l’inclinazione verticale.

Il foro del bass-reflex, tarato a 51 Hz, è situato sotto al woofer, in una posizione non facilmente individuabile alla prima occhiata. Il woofer da 165 mm è in polipropilene, mentre il tweeter a cupola è un classico 25 mm con magnete in neodimio. Il feeling al tatto è gommoso, e la costruzione in generale è robusta: ogni cassa pesa circa 5 kg per un volume di 14 litri.

In prova

Il sistema Egg ha come caratteristica principale una definizione incredibile sulle frequenze medie, che ricorda tanto le vecchie gloriose Yamaha NS10 a cui, chiaramente, Munro si è ispirato in termini di dettaglio. La differenza con le NS10 c’è: nelle Egg sembra che qualcuno abbia acceso finalmente il woofer e il tweeter. Lo spazio sonoro alle estremità è degno di una cassa più consona alle esigenze del mercato odierno e in linea con un progetto accurato. Il concetto alla base di questa linearità è il convogliamento del flusso d’aria interno in sciami a spirale, grazie all’assenza di spigoli e sporgenze, che consente di minimizzare l’espulsione di energia in eccesso che è invece assorbita all’interno della cassa. Il limite imposto da questa scelta è la ridotta pressione sonora in uscita, che si compensa con una maggiore precisione di ascolto, filosofia che è alla base delle teorie di Munro, il quale sa bene che è impossibile costruire stanze nelle quali non ci siano risonanze e riflessioni, e, dunque, il solo modo per migliorare l’ascolto in termini di qualità è scegliere monitor precisi con minor spinta e dispersione possibile. Negli studi della Sonic Distribution a Londra mi sono messo immediatamente dietro ai monitor per capire quanta retroattività sviluppassero le Egg e quanto suono facessero uscire lateralmente: devo riconoscere che l’assorbimento interno del sistema è eccellente e che il suono è riprodotto in modo totalmente frontale.

Fig. 2 – Circuiti interni dell’unità di controllo
Fig. 2 – Circuiti interni dell’unità di controllo

La profondità di ascolto tra i 500 Hz e i 20 kHz è totale e capita di avvertire particolari di un mix che non si erano mai sentiti prima, sebbene il primo impatto con un sistema di tale dettaglio possa essere frastornante per chi è abituato a monitor più generosi e meno impietosi. In generale lo spettro sonoro è riprodotto senza alcuna lacuna, lasciando trasparire i minimi dettagli (spesso i peggiori) sfuggiti a un ascolto meno preciso. Ha ragione Munro quando dice che i cattivi mix risulteranno imbarazzanti con le Egg, poiché è altrettanto vero che ottimi mix suoneranno da favola, palesando cura in dettagli che potranno essere apprezzati da chiunque. Le basse sono profonde e controllate, sebbene risentano di scarsità di potenza, portata in dote dai finali. È bene ricordare che i finali sono tarati in modo esclusivo per ogni sistema di monitor: in caso di malfunzionamento non basta riparare il sistema, ma tutto deve essere ritarato sui nuovi componenti, siano essi un driver o una parte elettronica. Consapevoli di questa apparente complicazione, sE ha pensato a un sistema di tutela del cliente: per i primi tre anni in caso di rottura tutto è coperto dalla garanzia e, mentre il vostro sistema è riparato e ritarato, sE vi lascia un sistema sostitutivo per non fermare il lavoro, gratuitamente.

Ogni difetto è coperto da cinque anni di garanzia. L’unità di controllo è eccellente sotto il profilo della praticità: con le due entrate è possibile lo switch tra diverse fonti sonore (tra un mix pre e post mastering) e, dato che tutti i trimmer di taratura sono sul controllo, è possibile portarsi i finali in posizione comoda per le regolazioni, ascoltando tutti gli interventi senza recarsi dietro alle casse.

Fig. 3 – Connessioni
Fig. 3 – Connessioni

C’è tuttavia qualche nota di cui tener conto. In primo luogo, bisogna sapere che il sistema Egg sviluppa meno pressione sonora, soprattutto se paragonato a prodotti di costo e potenza similari. Quando si usano le Egg viene sempre la tentazione di alzare il volume per ascoltare meglio, ma sappiamo già che questo è un errore potenziale che è meglio non commettere. In spazi medio-grandi, l’emissione delle Egg è insufficiente e d’altra parte non è questo il target del sistema. Le Egg sono casse per control room di dimensioni medio piccole nelle quali, tuttavia, la potenza sviluppata può trovare il limite. Un secondo aspetto è la tendenza a non sviluppare basse presenti e l’attitudine a contenere l’ascolto in zone critiche ma non sempre sufficienti a un controllo totale.

Sulle basse, in particolare, si tende ad avvertire una certa fatica del reparto elettronico, e già molto prima di quanto ci si aspetti la luce rossa inizia a lampeggiare per indicare che l’alimentazione non è in grado di erogare la potenza richiesta. Sebbene non si possa parlare di limiting (non esiste un circuito similare, ma solo una protezione termica) l’effetto clip è dato dal confine elettrico dei finali; non posso parlare d’insufficienza, ma per generi musicali densi di basse frequenze (musica elettronica o da film) l’uso di un sub, di prossima presentazione, è indispensabile.

Fig. 4 – Trimmer e risposta in frequenza
Fig. 4 – Trimmer e risposta in frequenza

L’ultima caratteristica è l’estrema direzionalità: spostandosi già di pochi gradi si perde gran parte del dettaglio e della profondità. Sebbene questo sia un pregio in termini assoluti (più direzionalità significa meno suono che vaga per lo studio in modo incontrollato), è difficile riuscire a tenere una posizione fissa durante un’intera sessione di mix. Parte dei vantaggi di un sistema così chirurgico possono essere sfruttati solo da chi riesce a stare immobile per ore, ma ne vale veramente la pena.

Conclusioni

Il sistema di monitor Egg unisce precisione, innovazione, cura nella costruzione e prezzo concorrenziale in un’unica soluzione per lo studio di piccole e medie proporzioni. L’orientamento del progetto di Munro è evidente: poca pressione ma buona e in questo riassunto ci sono tutti i pregi e i limiti del sistema, che è perfetto per qualsiasi situazione in cui la qualità debba preferirsi alla quantità. Le Egg sono i monitor definitivi per chi ha spazi adeguati e poche esigenze in termini di pressione pura (il più delle volte incontrollata). L’analisi sull’intera operazione Egg non può che essere un elogio senza condizioni, lasciando ai fortunati clienti sE un controllo totale sui particolari più nascosti dei loro mix.

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