Apertura

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PRO

Definizione nel mix

Effetto sui bassi

Transienti su tutto lo spettro

CONTRO

Se si eccede è aggressivo sulle alte

Vitalizer è la ricetta di SPL per l’enhancing: si tratta di una serie di processori hardware che sfruttano principi di psicoaustica per aumentare brillantezza e profondità nel mix. A differenza degli enhancer tradizionali, Vitalizer agisce sull’intero spettro di frequenze con filtri separati e opera inviando il segnale in ingresso a un circuito di sidechain. La genealogia del progetto SPL parte da Vitalizer Classic e prosegue con il modello stereo, quello con connessioni su jack da 1/4”, Vitalizer Mk II e il modello valvolare (Tube Vitalizer) basato su tre ECC83s. Vitalizer Mk II-T è la versione stereo, che sfrutta due valvole a doppio triodo, una dedicata al filtro per le medio alte e l’altra per il circuito expander. Infine, Mk II-T integra uno stadio di compressione che agisce sulle basse frequenze processando solo il segnale trattato.

Plug-in

I controlli del plug-in Universal Audio corrispondono a quelli dell’hardware originale e del relativo software realizzato da SPL. Il plug-in per UAD-2 è disponibile in formato stereo, mono e mono to stereo: negli ultimi due casi lo Stereo Expander non è accessibile. Fino a quattro set d’impostazioni possono essere memorizzati e richiamati direttamente dagli switch Settings. Drive imposta il livello operativo da -20 a +6 dB. Vitalizer lavora in maniera indipendente su medio-basse e alte. Nel primo caso, la quantità di segnale processato, utilizzato e inviato in output è determinato dal parametro Process. Il controllo sul suono è dato dal parametro Bass, che consente di ammorbidire l’attacco sulle basse frequenze (Soft) o accentuarlo (Tight) aumentando l’effetto percussivo.

Il controllo Mid-Hi Tune regola il punto di cutoff (1.1 kHz-22 kHz) del filtro, determinando la brillantezza del sound: le frequenze sopra la soglia sono amplificate, mentre quelle sotto alla soglia risultano attenuate. Il filtro LC-EQ che lavora sulle alte frequenze può operare da 2 kHz a 20 kHz: in questo caso, la quantità di segnale processato è controllata dal parametro Intensity. Lo Stereo Expander lavora duplicando il segnale dei due canali stereo, invertendone la fase e sommandolo al segnale originale. Lo stadio di compressione agisce esclusivamente sulle basse frequenze del segnale processato, applicando una curva Soft Knee per compensare eventuali fluttuazioni dovute all’effetto di Vitalizer. L’unico controllo è Compression: aumentando il valore del parametro aumenta conseguentemente il rapporto di compressione e diminuisce il livello di soglia.

Analisi

Per la natura stessa del plug-in, analizzare nel dettaglio il comportamento e l’effetto dei singoli parametri di Vitalizer sarebbe un’impresa assai ardua, dato che non si tratta di filtri statici che agiscono come un equalizzatore tradizionale. Se dovessimo affidarci agli occhi, ad esempio, diremmo che il processore LC agisce come uno shelving che parte da 1 kHz – 2 kHz (Fig. 1) e arriva a un boost di oltre 12 dBFS dai 6 kHz. In realtà, l’effetto sul suono è assai diverso da quanto accadrebbe applicando un equalizzatore.

Fig. 1 – Il solo filtro LC applicato su Low con Intensity sul valore massimo
Fig. 1 – Il solo filtro LC applicato su Low con Intensity sul valore massimo

Lo stesso controllo Mid-Hi Tune è associato a una rete di filtri connessi tra loro: muovere il controllo della frequenza equivale a creare una risposta differente nel processore, che è influenzato anche dal valore impostato su Process. L’analisi ci conferma anche che UAD Vitalizer, come l’hardware, non introduce armoniche. Il plug-in agisce aggiungendo dichiaratamente ritardi su alcune componenti del suono, per riuscire a fare emergere dettagli senza introdurre artefatti: da tale principio deriva l’inevitabile introduzione di una modifica di fase che può anche essere evidente, ma non porta mai all’inversione.

In prova

Se volete capire come funziona Vitalizer dovete affidarvi alle orecchie: dopo aver letto il manuale e capito l’azione dei singoli parametri, mettetevi in ascolto e iniziate a sperimentare. Inserite il plug-in e iniziate ad aumentare il valore di Process. In questo modo il processore inizia a farsi sentire, portando avanti le medie frequenze senza togliere aria o intubare eccessivamente il suono. Il parametro Mid-Hi consente di trovare lo spot giusto cui applicare l’effetto del processore, con un procedimento piuttosto semplice, quando le correzioni sono operate ascoltando il suono già all’interno del mix. Il primo test sul campo arriva su chitarre elettriche registrate in DI e trattate con emulazioni software. Ci rendiamo subito conto dell’enorme differenza rispetto a un normale equalizzatore: con Mid-Hi tone riusciamo a dare presenza al nostro suono, mentre dosiamo con cura il parametro LC per non perdere brillantezza. Ci spostiamo poi sulle voci e i risultati arrivano con la stessa semplicità. In questo caso, però, è neccario far lavorare il processore con molta moderazione per non snaturare il timbro e non modificare la componente di sustain.

Fig. 2 – Una delle curve ottenute con Mid-Hi Tune, Process impostato al massimo
Fig. 2 – Una delle curve ottenute con Mid-Hi Tune, Process impostato al massimo

Tale accortezza deve essere mantenuta sempre quando si lavora con il plug-in sul mix o sui suoni acustici: il rischio è di sfibrare i timbri, rendendoli troppo percussivi, portando i filtri a creare risonanze eccessive o a diventare troppo aggressivi sulle alte e sulle medie frequenze (Fig. 2). Attiviamo il processore per i bassi e scopriamo il fiore all’occhiello di Vitalizer. L’effetto del controllo Bass sulla cassa della batteria è quasi incredibile: potete ottenere un suono estremamente percussivo o, al contrario, pieno e rotondo, ma sempre definito e mai privo della componente armonica. L’azione è ottimale anche sui bassi, per cui è possibile aumentare la profondità del suono senza gonfiare il mix. Il compressore deve essere usato per stabilizzare i bassi o aumentare l’energia sul low-end, senza aumentare i valori di picco del segnale. Lo Stereo Expander può essere la soluzione per alcuni synth e soundscape: è necessario, però, mantenersi su valori medi affinché il livello della componente centrale del suono non scenda drasticamente, facendo perdere la percezione dello strumento. Nel mix, Vitalizer è il partner ideale quando volete modellare l’intero spettro delle frequenze, con un controllo più preciso rispetto agli enhancer tradizionali.

Conclusioni

Universal Audio Vitalizer Mk II-T ha una doppia anima: può essere usato per piccoli ritocchi sul master, sul bus di batteria e sui suoni acustici, oppure operare in maniera più aggressiva per far emergere transienti e brillantezza a riprese troppo asettiche. UAD Vitalizer è uno strumento da usare con le orecchie ben aperte, per non rischiare di spingersi oltre il limite, sfibrando il suono e ottenendo risultati innaturali. Mk II-T è il partner ideale di Transient Designer per lo studio che ha spesso a che fare con riprese in DI o con i virtual instrument. Per lo studio di livello superiore, può essere l’asso nella manica per i piccoli ritocchi sul mix.

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