In Gran Bretagna a fine febbraio si è accesa una notevole polemica grazie a Morland Sanders, giornalista che si è infilato all’interno degli uffici di Seatwave e ViaGoGo, scoprendo che questi acquisterebbero direttamente grandi quantità di biglietti da piattaforme come Ticketmaster usando nominativi, indirizzi e carte di credito diverse per poi rivenderli BS_2012_002_COP@001-242x300
a fini speculativi, mentre a volte sarebbero gli stessi promoter ad usare il secondary ticketing per vendere pacchetti di biglietti a prezzi maggiori: un bagarinaggio di grandi dimensioni. Naturalmente le smentite sono apparse subito, ma la bolla è esplosa e l’Antitrust è al lavoro, mentre il governo inglese ha vietato la vendita dei biglietti per le Olimpiadi in canali diversi da quelli ufficiali.

Nel frattempo è nato anche un altro sistema di secondary ticketing: The Ticket Trust, che garantisce un servizio di rivendita etico, con non oltre il 10% di ricarico per la copertura dei costi di transazione, sulla scia di Sandbag (azienda che opera nel merchandise). I Radiohead hanno affidato l’esclusiva del secondary ticketing proprio a The Ticket Trust. Esiste, da qualche anno, un servizio di programmazione e vendita biglietti online per qualsiasi tipo di evento: è nato nel 2006 in Silicon Valley, si chiama Eventbrite. Il primo finanziatore è stato Kevin Hartz (tra i primi finanziatori di PayPal), sua moglie e Renaud Visage, attualmente CTO e responsabile della piattaforma. Dalla nascita, con 53 milioni di biglietti, venduti in 150 paesi, ha raccolto e distribuito oltre 100 milioni di dollari. L’Italia è il quarto maggiore utente in lingua non inglese di Eventbrite. Nel secondo trimestre 2012 Eventbrite sarà localizzato in italiano (ora è in inglese), pronto per il nostro mercato. È già su iOS e su Android (oltre che sul web). Permette agli organizzatori di un evento di controllare le presenze dei partecipanti, leggere i codici a barre nei biglietti, sincronizzando contemporaneamente i diversi apparecchi; si possono visualizzare in tempo reale le cifre su vendite e presenze, oltre ad analizzare, ad evento concluso, i dati sulla partecipazione. Naturalmente, c’è anche l’applicazione dal lato utente.

Riguardo la rivendita online in Italia abbiamo attive ViaGoGo, TicketOne, Seatwave, Vivaticket e Bookingshow, per citare le più importanti. Tra l’altro, per il mondo concertistico, TicketOne ha un simil-monopolio sul web (accordo con i promoter, che finirà nel 2016): la prima settimana di vendita è appannaggio esclusivo per il 30% dei biglietti totali, che possono anche aumentare in caso di esaurimento. Il ricarico di prevendita è pari al 15%, ovvero: un biglietto da 50,00 euro costerà 57,50 euro. Nel novembre scorso TicketOne è stata multata di 50 mila euro per condotta scorretta (non venivano dichiarate le spese di servizio, ora presenti chiaramente sul sito). Eventbrite, a differenza, trattiene il 2,5 % del costo del biglietto + 99 centesimi di dollaro per ogni biglietto emesso. In pratica, su un biglietto di 50 dollari, si pagano 52,24 dollari. Non è finita. Se un evento è gratuito ma si ha la necessità di controllarne i partecipanti, Eventbrite offre gratuitamente il servizio, senza alcun costo.

Sempre nei primi mesi 2012, Stubhub, tra le maggiori realtà USA di secondary ticketing (gruppo eBay), acquisisce Peekspy. Si tratta di un’azienda di Singapore che ha sviluppato una tecnologia di visualizzazione in 2D e in 3D in grado di consentire la precisa mappatura dei posti a sedere e di simulare online, in tempo reale, l’effettiva visibilità del palco dal posto selezionato. Nel frattempo LiveNation (con TicketMaster parte del gruppo Live Nation Entertainment) acquista Setlist.fm, wikipedia della musica dal vivo e la società Bigchampagne, società di rilevazione ed elaborazione dati.

Rivoluzioni in corso.

Questo Editoriale è presente in Backstage – La rivista dello show business – Aprile 2012