di Stefano Bonagura

Per celebrare 30 anni di attività Radio Italia, che ha fatto della musica italiana la sua ragione di vita, ha organizzato in Piazza Duomo a Milano un concerto-evento gratuito, circa tre ore e mezzo di spettacolo per un pubblico strabordante.

Questo slideshow richiede JavaScript.

C’erano Biagio Antonacci, Gigi D’Alessio, Pino Daniele, Tiziano Ferro, J-Ax, Modà, Gianni Morandi, Negrita, Laura Pausini, Max Pezzali, Anna Tatangelo, accompagnati dalla Sanremo Festival Orchestra diretta dal M° Bruno Santori. Conduzione affidata a Enrico Ruggeri, in compagnia di Belén. Per rappresentare a tutto tondo la musica italiana forse mancava una presenza della vecchia guardia di cantautori e almeno un artista indipendente, diciamo di tendenza, ma considerata la missione di Radio Italia, con i suoi oltre 12 milioni di ascoltatori radiofonici settimanali, 847.000 spettatori tv, 650.000 utenti che interagiscono con la radio attraverso social network, un pubblico abbastanza generalista, ci si può stare. Per l’occasione, diretta su Radio Italia solomusicaitaliana, Video Italia (Sky, canale 712), Radio Italia Tv (digitale terrestre, canale 70), streaming su Internet, tempo reale sulle pagine ufficiali della radio sui social network e app gratuite per iPhone e iPad. Risultato: oltre 100.000 spettatori in Piazza Duomo, 1,2 milioni di contatti stimati attraverso tutti i media coinvolti. Un botto!
Produzione dell’evento decisamente consistente: palco coperto, con presenza di schermi video (4 strisce orizzontali sul soffitto di LED passo 6 mm, lunghezza 7 m cad., a semiraggiera, 3 colonne verticali per lato di LED passo 12 mm, altezza variabile da 7 a 3,5 m cad., come fossero delle quinte video), cui aggiungere i grandi schermi sulle torri laterali (Pixled trasparente passo 25 mm, posizionati
dopo le torri P.A.), un maxi schermo (50 mq di LED passo 6 mm) sul fondale del palco e un altro schermo di 20 mq di Pixled trasparente passo 25 mm posizionato alle spalle della regia F.O.H..
Grafica e luci, al calar del sole, girano bene; in piazza ottimo suono. Nella regia F.O.H. ci sono due DiGiCo D5 Live, una per l’orchestra, una per le band. Per il monitoraggio, due SD7, più una piccola regia pre-show. P.A. L-Acoustics V-DOSC (16 main per lato) + 8 side per lato + 8 delay per lato; dV-DOSC a terra, coi sub, non avendo potuto sospendere un frontale. La regia grafica segue la gestione di tutti i segnali live (provenienti dalla regia televisiva) e di controllo con sistema Spyder; due Catalyst (main e back) per emissione grafiche, controllati da console Hog iPC, segnali su fibra ottica. Dodici camere in tutto per le riprese in HD, agli ordini del regista Lele Biscussi. Per attivare una “macchina” così grande e complessa, si deve lavorare parecchio. “Motore” di questa “macchina” è stato Gaetano Notaro (Direttore Eventi Speciali-Responsabile Sviluppo & Rapporti Internazionali di Radio Italia), che ci ha raccontato i retroscena tecnici della produzione.

Un anniversario in musica

Gaetano Notaro    La prima cosa che è stata ipotizzata è un progetto artistico: come creare l’evento, chi coinvolgere e soprattutto in che periodo dell’anno svilupparlo; una sinergia totale, in grado di consentire uno spettacolo degno del trentennale. Dopo l’esperienza del 25°, ci tenevamo a ripercorrere l’idea di offrire un evento gratuito completamente dedicato alla musica italiana. Allora avevamo sperimentato l’utilizzo dell’orchestra dal vivo (era la Omnia Symphony Orchestra), consolidando la collaborazione col Maestro Bruno Santori, con un cast molto allargato (più di 20 artisti, alcuni duettavano fra loro), un progetto artistico abbastanza innovativo. Il rapporto con Santori negli anni si è arricchito: da quando è diventato direttore stabile e artistico dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo (con lo pseudonimo di Sanremo Festival Orchestra, suona da anni al Festival) questa collaborazione è diventata più stretta. L’anno scorso abbiamo realizzato insieme una serie di concerti a Sanremo, coinvolgendo cinque artisti (Stadio, Marco Masini, Nek, Nomadi, Modà), portando la sinfonica a sperimentare certi percorsi. Una cosa è suonare al Festival, un’altra è affrontare le problematiche di un concerto pop dal vivo.

Quest’anno niente duetti, a parte l’omaggio di Morandi-Ruggeri a Lucio Dalla.

GN    Il 14 maggio non è una data scelta a caso: tutto è stato costruito considerando gli impegni dei protagonisti della serata. La maggior parte erano in tour, per cui non ci sarebbero stati i tempi tecnici per realizzare i duetti. Per il 25° chiedemmo a ogni artista di cantare una canzone, mentre per il 30° abbiamo pensato di dargli più spazio, tre brani, per ripercorrere alcune tappe della carriera. Devo essere sincero: tutto è partito dalla disponibilità di Laura Pausini, la sua presenza era fondamentale, perché 5 anni fa non poté partecipare; attorno a lei abbiamo costruito il resto. Lo spettacolo doveva svolgersi al coperto: l’idea era ritornare al Forum di Assago, poi siccome ci piace misurarci con noi stessi e vedere fino a che punto possiamo spingerci, quando abbiamo presentato il progetto all’Assessorato alla Cultura, Moda e Design del Comune di Milano ci è stata offerta l’occasione di disporre di Piazza Duomo. Disponibilità non vuol dire avere vita facile: bisogna seguire percorsi obbligati, legati alla burocrazia del luogo, ecc., orario limite per la fine del concerto 23.30, pena denuncia se l’avessimo oltrepassato. Da quel momento (a un mese e mezzo dall’evento), abbiamo dirottato il concerto. Ci sono state delle difficoltà per spostare un pacchetto, già concepito, dal chiuso a Piazza Duomo, a partire dalla necessità di un palco coperto, problemi che abbiamo deciso di affrontare, perché ci sentivamo in grado di risolverli. E così è stato. In corso d’opera gli imprevisti ci sono stati, ma eravamo pronti e attrezzati. Avendo scelto partner affidabili, nel momento in cui ho comunicato il cambio di location ci siamo impegnati tutti per farlo al meglio, in tempi stretti non era facile. Con Agorà, Xenon, Stage System, Event Management, per fare solo qualche nome, la garanzia di portare a casa il risultato ce l’hai. Se devi fare modifiche in corsa (ne abbiamo fatte in fase di allestimento) la risposta è immediata: problema affrontato e risolto nei tempi giusti. Grande spirito di adattamento, che un po’ mi ha sorpreso, soprattutto sotto il profilo umano, perché in questa produzione, durata in loco otto giorni (abbiamo iniziato a lavorare in piazza alle 5.30 del mattino di martedì 8 maggio e ne siamo usciti alle 15 di mercoledì 16 maggio; prime prove – solo orchestra, sezione ritmica, per fare i suoni – la mattina di sabato 12 maggio, nel pomeriggio lettura con tutta l’orchestra al completo, poi la domenica 13 pomeriggio sound check con gli artisti, ripresi il lunedì pomeriggio, successivamente pre-show, seguito dal concerto vero e proprio, con tutte le pause fisiologiche per la piazza, legate alle funzioni in Duomo), non ho assistito a screzi, tensioni, tipici in queste situazioni. Gli avvenimenti recenti hanno portato a una maggiore attenzione verso i cantieri temporanei: era nostra intenzione rispettare la normativa che ci accompagna da anni, comunque abbiamo subito un controllo in allestimento, con esiti più che positivi, anche da questo punto di vista le cose sono state fatte bene, secondo normativa e coscienza. Per il disallestimento avevamo previsto una notte e un giorno intero di lavoro, però strada facendo, vista la mole di lavoro sviluppata in allestimento, ci siamo resi conto che era meglio aggiungere un giorno in più; ha comportato costi aggiuntivi non indifferenti, però per la sicurezza e la qualità del lavoro abbiamo preferito farlo. L’editore e presidente di Radio Italia sposa appieno questa filosofia, legata alla sicurezza sul luogo di lavoro.

La scelta del repertorio è stata lasciata agli artisti, oppure Radio Italia ha dato qualche suggerimento?

GN    Abbiamo lasciato liberi gli artisti; in alcuni casi ci siamo permessi di dare un consiglio. Creato il cast, abbiamo messo in contatto l’equipe di Santori con l’artista o chi per lui, per sviluppare gli arrangiamenti. Non avendo a disposizione mesi di prove, come avviene nel caso del Festival di Sanremo, bisognava arrivare all’appuntamento già pronti. A chi ce lo ha richiesto abbiamo fornito un pronto ascolto (una simulazione) dell’arrangiamento; ci siamo affidati alla capacità dell’orchestra, abbiamo fatto scelte artistiche importanti per la sezione ritmica, fondando tutto sulla professionalità dei singoli. Il set e le riprese televisive

Com’è stato disegnato il set del trentennale?

GN    Il riferimento era il nostro Auditorium live. Nel progetto originale la scenografia aveva una continuità che purtroppo all’aperto non era attuabile. Abbiamo giocato su simmetrie e asimmetrie, cercando di riportare nella nuova location l’immagine dell’Auditorium, facendo scelte utili alla piazza, per esempio coi due schermi LED laterali, semicircolari, per permettere una visione migliore anche lateralmente. È stato un lavoro corale: avremmo potuto affidarci a un unico soggetto, raccogliere tutte le idee e farle sviluppare, come hanno fatto altri, invece abbiamo preferito confrontarci internamente (Enrico Noto, Giancarlo Toscani, Matteo Celentano, io stesso, coinvolgendo anche i service) e mettere in pratica le nostre idee, mettendo insieme diverse esigenze, tecniche e pratiche.

Con questo concerto avete alimentato in diretta tutti i canali sui quali siete presenti (radio, tv, web). Segnale video HD, attraverso un mezzo per le riprese a noleggio.

GN    Quella dell’HD è stata una scelta meditata e voluta, perché la qualità del cast la meritava. In generale stiamo sviluppando al nostro interno l’alta definizione, che richiede tempi e investimenti, ma questa era un’occasione da non perdere. Non avendo in casa la tecnologia per acquisire in HD, abbiamo optato per il noleggio. Enrico Noto, nostro responsabile per la produzione televisiva, ha consultato più soggetti, poi la scelta è stata fatta tenendo presenti diverse esigenze. All’azienda che ci ha fornito l’OB Van abbiamo affidato anche i collegamenti satellitari, un pacchetto unico, restringendo numero di fornitori, burocrazia, carte.

Per la catena audio c’era un sistema di connessioni complesso, diverse regie, per garantire la qualità del prodotto.

GN    Gli artisti sono stati tutelati da questo punto di vista. Per l’audio on-air inizialmente era nostra intenzione portare un Van dedicato, quello di Amek, che poi ha avuto un impegno irrinunciabile, per cui abbiamo fatto una scelta diversa, collocando la regia audio on-air in un container dietro al palco.

La prima parte dello spettacolo l’abbiamo seguita in tv, su digitale terrestre. Soprattutto nel set di Tiziano Ferro, un po’ meno su Pausini e Negrita, risultava una compressione del suono che pompava continuamente su e giù, decisamente fastidiosa.

GN  Quella sera non ho proprio avuto la possibilità di ascoltare un ritorno audio dopo la nostra control room di Cologno, ho solo ascoltato parzialmente il suono che veniva prodotto in loco; dopo ho visto un DVD col program, ma non ho avuto modo di fare attenzione al fenomeno. Quanto descritto potrebbe essere accaduto perché loro sono stati i primi tre ad esibirsi, certi accorgimenti sono stati presi dopo; può anche darsi che l’attacco della fase di compressione poi sia stato tarato meglio. C’è da tenere conto di diversi fattori: a prescindere dal lavoro che viene fatto in loco, il trasporto del segnale verso la nostra master control room avviene con un’ulteriore codifica, che mette in gioco degli algoritmi; lo standard per i collegamenti satellitari era il DVB-S2, l’audio era embeddato, seguiva l’algoritmo di codifica, e tutti questi passaggi comportano qualche stress al segnale, che una volta ricevuto a Cologno veniva riaperto e riconsegnato con una codifica ulteriore. Se aveste confrontato i due segnali (quello di Video Italia su Sky e quello di Radio Italia Tv sul digitale terrestre) probabilmente avreste riscontrato ulteriori differenze. Anche perché il processore utilizzato è diverso (comunque Orban, nda). Sono talmente tanti i fattori in gioco, che è difficile proporre un risultato finale identico a quello prodotto in loco. In questa occasione c’era pure un’altra variabile: la diretta!

Dal tuo punto di vista, qual è il bilancio di questa impresa?

GN    Ottimo bilancio: ritorni positivi, alcuni direi anche oltre le aspettative. Secondo me abbiamo stimolato un cambiamento, quello che la gente pensa delle nostre capacità, soprattutto un certo mondo, che ci apprezzava ma non ci conosceva sino in fondo. Avendo avuto tanti ospiti e invitati in piazza, abbiamo dimostrato chiaramente a tutti quali sono le nostre potenzialità quando sviluppiamo un progetto di questo genere, e lo sviluppiamo in casa, senza affidarlo all’esterno.

 

LE PERSONE

Produttore: Gaetano Notaro

Direttore di produzione: Werner Ficher

Delegato di produzione: Alfredo Mastroianni

Logistica e permessi: Barbara Bertolo (CSC Media Group)

Regia televisiva: Lele Biscussi

Direttore della fotografia e light designer: Giancarlo Toscani

Responsabile produzione televisiva: Enrico Noto

Responsabile produzione audio: Matteo Celentano

Direttore di palco: Dario De Vido

Sound engineer FOH: Daniele Tramontani, Alberto Butturini

Sound Engineer diretta: Maurizio Nicotra

Arrangiamenti e direzione d’orchestra: M° Bruno Santori Orchestra: Sanremo Festival Orchestra

Palco: Stage System

Luci: Xenon

Audio: Agorà

Strumenti musicali: Mokke’s Backline Rent

Schermi e grafiche: Event Management

Riprese video e collegamenti satellitari: Videe

Riprese video speciali: Cinenane

Gruppi elettrogeni: OGR Italia

Impianti elettrici: Besio Sound & Light

Riggeraggio: Crew Room

Facchinaggio: Pro Events

Gestione accoglienza e sicurezza: Elledue Milano

Gestione soccorso sanitario: Croce Blu

Allestimenti area ospitalità: Free Consulting

Camerini mobili: Rent Truck & Driver

Valutazione impatto acustico: Studio Majandi

Coordinatore per la progettazione e l’esecuzione dei lavori: Marco Pochintesta (SAE)