Di Francesco Holden Trucchia

La conchiglia pronta ad ospitare il concerto.

La manifestazione di chiusura e la relativa inaugurazione della struttura  sono state accompagnate  dal primo concerto al quale hanno partecipato il pianista Michele Campanella, il Sestetto Stradivari, membri dell’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il progetto è stato presentato dal prof. Sergio Pone e dal team docente, con il supporto del prof. David Romano e del Light Designer Filippo Cannata, all’interno del progetto complessivo  Musica Architettura Teatro, di cui il Workshop Design to Build – Architettura temporanea per lo spettacolo ne è un segmento. Messa a punto da Cmmkm Architettura e Design con il supporto dell’ing. Serafino Di Rosario,  la scenografia acustica è stata assemblata dagli studenti e docenti durante i giorni del corso.

La struttura
“ReS (Resonant String Shell) è una macchina scenica per l’amplificazione e la diffusione della musica all’aperto prodotta artigianalmente con materiali economici e con tecniche elementari, smontabile, assemblata a secco e interamente realizzata con legno italiano proveniente da foreste certificate” – spiega il prof. Sergio Pone – “Profonda 4 metri  e con larghezza variabile da 7 metri, nella parte anteriore, a 4 metri in quella posteriore,  la forma del manufatto si ispira a quella del diffusore a tromba dei vecchi grammofoni, con una scena trapezia coperta con un semi-tronco di cono discretizzato aperto verso il pubblico e vuole essere una dotazione applicabile in condizioni spaziali differenti. La concezione strutturale discende proprio dalla volontà di “accordare” la scena, come se a sua volta fosse uno strumento musicale, attraverso la regolazione dell’inclinazione dei pannelli riflettenti. Da questa scelta deriva la necessità di separare la struttura portante, realizzata con aste di legno di abete a massello della sezione di cm 2 x 5,5 dai pannelli di truciolare di pioppo italiano, dello spessore di cm 4 e del peso di circa 20 kg/m2. Tutto il materiale utilizzato per la struttura portante pesa circa 150 kg mentre le pannellature a essa sospese sfiorano la tonnellata. L’apparente paradosso è risolto grazie all’effetto reticolare sul quale è basato il funzionamento strutturale dei quattro portali a forma di semi-decagono, a loro volta composti da cinque conci rettilinei e reticolari di misura decrescente. I quattro portali sono congiunti da altri elementi, a loro volta reticolari, che rendono la struttura rigida rispetto alle sollecitazioni provenienti da tutte le direzioni. I pannelli sono sospesi alla struttura con una componentistica nautica che ne consente la regolazione: ogni pannello, sostenuto da quattro corde poste negli spigoli, è indipendente dal vicino e libero di vibrare quando è investito dall’onda sonora.
In analogia con la scelta del materiale tradizionale usato per la struttura, l’illuminazione della scena è realizzata prevalentemente con le vecchie lampadine a incandescenza la cui potenza è regolata in modo da rendere visibile il filamento al tungsteno. La distribuzione delle sorgenti luminose valorizza la complessa geometria del manufatto e commenta in maniera flessibile quanto avviene sulla scena.”

ReS durante un concerto

Progettazione e misure
“La progettazione e’ avvenuta in due fasi”- prosegue il prof. Pone – “ nella prima, l’utilizzo di un software di calcolo per la modellazione della struttura basato sul progetto iniziale fornito da CMMKM Architettura e Design  e in seguito modificato per ottenere il miglior risultato possibile; il software è CATT-Acoustics e il modello tridimensionale è stato costruito prima in Rhino e poi importato in Sketch-up dove stati assegnati le proprietà acustiche dei materiali per poi essere alla fine importato in CATT. La seconda fase, invece, è stata la progettazione in sito con la correzione dell’inclinazione dei pannelli attraverso l’uso di una superficie riflettente (specchio) e di una luce direzionale per controllare l’area di copertura delle riflessioni speculari di ogni pannello. A questo si aggiungono i dati più semplici, dalla pavimentazione in basoli di pietra lavica, alla presenza dell’edificio storico a sinistra e del giardino sopraelevato a destra. Inoltre è stata considerata la distribuzione delle sedute, tra i parametri iniziali del progetto, data l’esigenza di avere il massimo numero di posti a sedere possibile. I calcoli e le verifiche in situ sono state fatte tenendo conto della necessità di portare il suono fino all’ultima fila.

particolare della struttura esterna, costruita grazie agli allievi del workshop

Il consulente acustico coinvolto, ing. Serafino di Rosario, di Buro Happold Londra , ha posto, nella fase di progetto, una gran quantità di vincoli; il calcolo iniziale è stato verificato quando abbiamo avuto le caratteristiche fisiche del materiale che lo sponsor (Teda Legnami) ci avrebbe messo a disposizione. Si è trattato di un lavoro continuo per arrivare alla soluzione finale e soddisfare le esigenze acustiche. Sono state effettuate misurazioni in situ, sia prima che dopo la messa in opera della struttura, in modo da poter comparare le differenze tra i due diversi scenari. La tecnica di misurazione utilizzata si basa sulla ESS (Exponential Sweep Sine techniques) e sono stati utilizzati 2 differenti microfoni: un microfono omnidirezionale Earthworks M-30 ed un microfono A-format per la rivelazione del campo sonoro tridimensionale (Core Sound Tetramic). Le rilevazioni sono state effettuate a una distanza crescente dal fronte della shell, da 1 m fino a 24 m di distanza raddoppiando a ogni misurazione successiva,  lungo l’asse centrale e i due assi laterali per la valutazione del decadimento sonoro in base alla distanza e per la valutazione delle prime riflessioni utili aggiunte dalla shell. In seguito differenti parametri acustici sono stati analizzati con il C80, EDT, G (il sistema è stato calibrato con una sorgente in campo libero a 10 m), e LF ( per valutare l’apporto delle riflessioni laterali date dell’edificio di Villa Pennisi e quelle aggiunte dalla shell). IL software utilizzato (EXPOCHIRP) è stato creato dal consulente di Acustica Serafino Di Rosario, di Buro Happold Londra, e da Katja Vetter, programmatore freelance, ed è stato sviluppato in ambiente open source, con l’intento di condividere la conoscenza nelle misurazioni di acustica architettonica con la comunità open source. Tutte le valutazioni si sono basate sull’analisi degli Impulse Response misurati sia con il microfono omnidirezionale che con il microfono A-format (il cui segnale è stato in seguito convertito in B-format) per valutare l’apporto benefico all’ascolto delle performance dato dalla shell in comparazione con le misure ante-operam e con il modello di calcolo tridimensionale. Le differenze tra il modello di calcolo e le misure in sito per i parametri descritti sono stati mediamente nell’ordine ± 5 % quindi il modello ha dimostrato di aver valutato in maniera accurata la performance della struttura.”

Credits:
Fotografie: Daniele Lancia
Design: Cmmkm Architettura e Design (http://www.cmmkm.com/) con arch. Bernardino D’Amico, arch. Andrea Fiore e arch. Daniele Lancia
Acoustic Consultant: ing. Serafino Di Rosario (Buro Happold Londra http://www.burohappold.com/)
Lighting Design: Filippo Cannata (Filippo Cannata & Partners - http://www.cannatalight.it/)