La trasformata di Fourier l’avranno sentita pronunciare, letta o ascoltata più o meno tutti i professionisti che operano nel campo dell’audio o del video. È una delle basi dell’elaborazione digitale dei segnali, anche detta DSP (Digital Signal Processing). La trasformata di Fourier è un metodo molto pratico per rappresentare un segnale irregolare come una combinazione di frequenze pure. Non solo segnali però, è usato anche per comprimere immagini e file audio o per risolvere equazioni differenziali .

La ragione per la quale la trasformata di Fourier è così famosa è per la sua consorella ’Trasformata Rapida di Fourier’ (FFT), un algoritmo nato negli anni ’60 che ha reso pratico calcolare le trasformate di Fourier nei calcolatori elettronici. Da quando la trasformata  FFT è stata proposta, i ricercatori si sono chiesti se fosse stato possibile trovare un algoritmo ancora più veloce.

Al Simposio sugli Algoritmi Discreti dell’Association for Computing Machinery, tenutosi in questi giorni, un gruppo di ricercatori del MIT ha presentato un nuovo algoritmo, chiamato SFT (Sparse Fourier Trasform) che, in una vasta gamma di casi pratici importanti, migliora la trasformata rapida di Fourier, tramite alcune approssimazioni. In alcune circostanze, il miglioramento può essere molto rilevante, persino un aumento di dieci volte nella velocità. Pensate ai radiomicrofoni, che potranno trasmettere una qualità maggiore e batterie che dureranno più a lungo solo con la modifica di un algoritmo.

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