di Lorenzo Ortolani

La prima versione del SIM

Nel lontano 1984 nasce il primo prodotto per la misura indipendente dalla sorgente, il SIM. Tra i primi sviluppatori, Bob McCarthy e John Meyer, patron di Meyer Sound, famosa azienda produttrice di sistemi audio professionali.

SIM era basato su di un analizzatore Hewlett-Packard 3582A (con banda da 20 kHz), nato dalla Loveland Division. I perché della scelta del HP3582A erano probabilmente tre: la reperibilità – era il più venduto analizzatore del tempo – la relativa appetibilità economica (intorno ai 12000 dollari l’uno) e la possibilità, grazie ai processori SOS, di poter zoomare l’analisi. Rispetto a sistemi concorrenti era più lento e aveva un buffer molto piccolo (diversamente, ad esempio, al B&K), ma più vantaggioso.

La famosa sede R&D “Loveland Division” nata negli anni ’60 di proprietà Hewlett Packard. Era raffreddata ad acqua: l’hangar del reparto era in metallo e diventava rovente. Poteva essere rinfrescata solamente con degli irrigatori da giardino (chi cercasse un 3582 usato, potrebbe cercarlo anche con il marchio Agilent).

Il lato geniale del sistema SIM era il poter effettuare delle analisi con un segnale di eccitazione totalmente indipendente (né generato né determinato) dall’apparato di misurazione, ad esempio con un segnale musicale. Con un display da 4 pollici, poteva visualizzare due tracciati contemporaneamente, anche se vedere tutto lo spettro era abbastanza laborioso, infatti la visualizzazione avveniva tramite 7 intervalli di frequenze lineari (ora siamo abituati a vedere tutti i valori in maniera esponenziale). Il delay per l’allineamento delle due tracce era analogico e funzionava tramite un oscillatore e un frequenzimetro. Il sistema di misura era un B&K 2201 + Mic. Uno switch permetteva la scelta di misurare 3 sistemi diversi: Room, EQ e Result. John Meyer presentò anche un preprint per l’AES, intitolando: “Equalizzazione usando musica e voce come sorgente”. Non piacque molto questo approccio, considerato particolarmente offensivo dei dettami audio dell’epoca, tanto che fu respinto dalla pubblicazione. La AES riparò l’errore più avanti negli anni.

Passarono diversi mesi e si sentì la necessità di usare un computer per richiamare e visualizzare le funzioni di trasferimento, piuttosto che stamparle; si creò uno switcher microfonico e due switcher (in-out) per gli equalizzatori. Dimensioni complete del sistema: 15 unità rack e un pc portatile (è dura chiamarlo portatile, ma con un po’ di fatica lo era davvero). Stavolta però il delay divenne digitale e controllato tramite computer.

Il SIM2, del 1992

SIM II FFT

Dopo qualche anno – era il 1992 – e dopo le vane richieste verso HP per lo sviluppo di un nuovo analizzatore in grado di eseguire le funzioni necessarie al SIM (1) fu presentato il SIM II FFT, in grado di effettuare tre diverse funzioni di trasferimento simultanee e tutto l’intervallo esponenziale, con una analisi a 24 punti per ottava e in grado di memorizzare 128 gruppi di misurazioni su HD o floppy.

 

 

Il SIM3

SIM-3022

Passano altri 11 anni e vede la luce il nuovo Source Independent Measurement  SIM-3022. Formerly SIM3, direbbero gli americani. La potenza di calcolo permette ora di calcolare la FFT media dei segnali oltre 1 kHz (calcolata in 16 passi) in meno di un secondo e tra 250 Hz e 1 kHz in meno di tre. Completamente implementato su PCI embedded: PC104+ (molto affidabile: si usava come tecnologia missilistica!) misura due unità rack. I dati vengono memorizzati in un disco flash e a bordo c’è anche un CD-RW.

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