Wave Field Synthesis (WFS) è una tecnica capace di creare fisicamente un campo sonoro all’interno del quale gli spettatori possono localizzare i suoni individuando la loro provenienza e distanza.

L’effetto è quello di un suono tridimensionale e le applicazioni future sono molteplici tra teatro, musica, arte contemporanea e non solo…La prima occasione per assistere dal vivo ad uno spettacolo che sfrutta la WFS è stata al Piccolo Teatro di Milano in occasione della prima di “Panico”, il nuovo spettacolo di Luca Ronconi.
Gli spettatori hanno vissuto un’esperienza sonora unica e affascinante dove l’alta tecnologia era in sostanza invisibile agli occhi e parte stessa dello spazio circostante. L’idea è quella di dare allo spettatore la sensazione di un ascolto naturale ma amplificato e nonostante tutto può percepire spazio, profondità e volumi in relazione agli spostamenti degli attori sul palco e alla loro posizione in platea.La WFS arriva in Italia dopo tre anni di sperimentazione del sound designer Hubert Westkemper e grazie al supporto di una giovane azienda napoletana, la 3D Sound Image, che è l’importatrice italiana della tecnologia prodotta dalla Sonic Emotion di Zurigo. Per lo spettacolo di Luca Ronconi,  Hubert Westkemper ha ideato un sistema di Sound Reinforcement che combina la Wave Field Synthesis  (Il processore Wave della è della Sonic Emotion)  con l’acustica virtuale generata dal software SPAT sviluppato all’I.R.C.A.M. (Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique) di Parigi con un sistema di tracking  o RTLS=Real time location System, che funziona come un piccolo sistema GPS locale.Nelle parole dello stesso Westkemper: “Sono convinto che il suono, generalmente confinato negli ambiti della semplice tecnica, abbia molte potenzialità ancora da scoprire. Attraverso la WFS è possibile arricchire l’apporto sonoro di inventiva e tridimensionalità in modo da conferire alla tecnologia uno spessore più denso di significati e una sua valenza anche drammaturgica.”

Abbiamo ascoltato una prima presentazione del sistema in sede AGON (centro di produzione, ricerca e sperimentazione musicale a Milano).

WAVE FIELD SYNTHESIS

La WFS riproduce sorgenti sonore e spazi virtuali attraverso un vero e proprio “rendering audio”, generando un campo sonoro fruibile per un’ampia zona di ascolto.

Una rivoluzione sostanziale rispetto alle attuali modalità di diffusione del suono: la nuova tecnica genera fisicamente un campo sonoro indipendente dalle caratteristiche fisiche dello spazio reale in cui ciò avviene e permette agli ascoltatori di muoversi liberamente al suo interno, di localizzare voci, strumenti e altri suoni a varie distanze, e anche in movimento, come se fossero reali.

Per generare queste sorgenti virtuali, la WFS sostituisce le onde sonore – che nella realtà si propagano concentricamente – con “fronti sonori” curvati in maniera identica e diretti verso chi ascolta. I segnali audio sono generati da un sofisticato sistema di calcolo e inviati a decine di diffusori, i quali agiscono come fossero un diffusore unico.