L’ex assessore di Milano Stefano Boeri ha proposto una petizione che include una lettera al ministro Bray per la creazione di una nuova legge sulla musica dal vivo. Ricorderete anche la lettera aperta al presidente Letta del presidente di Assomusica, Vincenzo Spera, di qualche giorno fa. Si fa un gran parlare del Live Music Act inglese.

Live Music Act

In Inghilterra non servono più permessi speciali per organizzare concerti, grazie al Live Music Act. Si tratta in pratica di una de-regolamentazione nel campo dei piccoli eventi (l’ultima norma restrittiva era del 2003): se il tuo locale ha una capienza inferiore alle 200 persone, non avrai più bisogno di mostrare una specifica licenza per organizzare eventi live. Il ministro di stato inglese del Business & Enterprise Michael Fallon, spiega: “Da oggi questo tipo di imprese sono libere dal red tape (la complessa burocrazia, ndr) che le teneva legate”. Pensiamo ai nostri Empals, SIAE e consorelle. Aggiunge poi che le nuove leggi aiuteranno a tagliare “la burocrazia che reprime l’attività delle comunità e dei pub”, abolendo le limitazioni del Licensing Act, promulgato nel 2003 dal liberal Don Foster.

I contrari: un portavoce del Noise Abatement Society, associazione attiva nel controllo sui livelli del suono, lamenta quello che sarà un “drammatico aumento” delle proteste da parte dei cittadini.
13000 i locali investiti dalla riforma secondo la BBC, pronti a gettarsi nella musica live, senza dover incorrere in lungaggini d’ufficio e al pagamento di particolari imposte. Le norme per il controllo del rumore comunque restano attive e sarà compito dei locali adeguarsi.

I gestori hanno ricevuto un “Live music kit”, con tutti i consigli pratici su cosa fare e come muoversi. Secondo un’indagine svolta dalla PRS for Music, i locali notturni senza musica live tendono a chiudere i battenti tre volte più spesso di quelli che propongono concerti. Ricordiamo il Boardwalk di Sheffield, culla del primo live dei Clash – chiuso perché non possedevano il permesso per ospitare i live. In Italia di esempi ne abbiamo a decine.

Naturalmente questo farà la felicità delle numerose piccole e grandi band inglesi, che torneranno presto sui palchi, soprattutto per i set acustici.

Anarchia musicale? Non proprio, il regolamento è molto chiaro: alle 23 in punto la musica deve finire. Trovi tutto il testo della legge qui.

 Bray Risponde a Boeri

“Condivido la petizione di Stefano Boeri e ciascuno degli appelli che mi sono arrivati dal settore musicale italiano. Sono convinto che il Paese abbia bisogno di una legge che regoli non solo lo spettacolo dal vivo, ma l’intero sistema.
Per questo stiamo predisponendo gli strumenti di conoscenza, condivisione e lavoro necessari per raggiungere questo obiettivo, che voglio realizzare insieme a tutti i soggetti che compongono la filiera musicale.”