L’entrata principale dell’Auditorium. Si notano benissimo le doghe in legno colorate.

Fra tutti gli spazi visitati fino ad oggi, l’Auditorium del Parco di L’Aquila ha la storia più singolare: struttura interamente costruita in legno, il celebre “abete rosso di risonanza” del Trentino, materiale con ottime qualità acustiche e antisismiche, che ha permesso un elevato grado di prefabbricazione, per una costruzione veloce e poco invasiva sul territorio dell’Aquila devastato dal terremoto nel 2009.

L’interno della sala, con il M° Claudio Abbado durante la prova generale del concerto del 7 ottobre 2012 con l’Orchestra Mozart che ha inaugurato l’Auditorium. Si vedono i grandi riflettori acustici sospesi e quelli alti poco più di 2 m che delimitano lateralmente il podio destinato all’orchestra, alto 40 cm. (© Marco Caselli Nirmal, per gentile concessione del RPBW)

L’Auditorium del Parco è stato inaugurato il 7 ottobre 2012 ed è sorto vicino al Castello cinquecentesco, luogo della città tradizionalmente destinato alla musica: è costituito da tre cubi di legno di dimensioni differenti, dislocati uno accanto all’altro in modo irregolare. Il cubo centrale corrisponde alla sala, che può ospitare circa 250 spettatori e un’orchestra di 40 musicisti. La sua realizzazione ha segnato l’intervento conclusivo della “Missione Abruzzo”, la più impegnativa tra le missioni di solidarietà mai promosse dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla sua Protezione Civile, realizzata con il sostegno della popolazione trentina e di tutte le sue componenti istituzionali, sociali ed economiche, che hanno messo a disposizione poco meno di 7 milioni di euro (costo zero per il Comune de L’Aquila).
Questo spazio è nato per sopperire alla sala da concerto che precedentemente ospitava l’attività sinfonica della Società Aquilana dei Concerti e che si trova all’interno del Castello, lesionato dal sisma. La prima idea di realizzare un auditorium temporaneo fu di Claudio Abbado, dopo essere stato a L’Aquila per un concerto con l’Orchestra Mozart nel giugno 2009. In seguito lo stesso Abbado e l’architetto Renzo Piano decisero di avviare il processo di progettazione e quindi realizzazione nel mese di settembre 2009, per sostituire la sala temporaneamente inagibile. L’edificio in legno, nei pressi del centro storico, è stato pensato come un vero e proprio strumento musicale, una sorta di grande Stradivari appoggiato nel parco accanto al Castello, che attende d’essere restaurato. Abbado ha definito l’Auditorium del Parco “un’opera di grande valenza simbolica. In brevissimo tempo è stato realizzato uno spazio che aiuterà la ripresa delle attività non solo musicali, ma culturali e sociali in genere. Questo nel rispetto dell’ambiente e della situazione architettonica circostante”.

Vicino al Castello è sorto la L’Aquila L’Auditorium del Parco (indicato nei tre quadrati verdi), progettato da Renzo Piano Building Workshop
Pianta del piano terra: si possono notare bene i due cubi dei servizi, posti ai lati e collegati al cubo principale.

I tre volumi di legno, in maniera casuale, rotolando idealmente sul terreno, si sono fermati  in una posizione che li vede accostati; il volume centrale si è fermato in una posizione leggermente obliqua, che allude quasi all’instabilità. In realtà la sua inclinazione ha una ragione precisa, poichè uno dei due lati inferiori, corrisponde all’inclinazione dei gradoni della platea interna. Gli altri due cubi, collegati col primo attraverso passerelle in ferro, vetro e legno, contengono rispettivamente le attività di servizi al pubblico (foyer, toilette), i locali degli impianti tecnologici e le attività di servizio agli artisti (camerini). Il legno di abete utilizzato per la costruzione delle strutture e per il rivestimento in doghe richiama la tradizione del legno di risonanza proveniente dalla Val di Fiemme, luogo da cui proveniva il pregiatissimo legno utilizzato dai liutai cremonesi. La struttura dell’edificio è realizzata in legno lamellare ed è composta da un graticcio di travi cui sono collegati pannelli sia sul lato esterno sia su quello interno, in modo da formare elementi strutturali tipo “sandwich”. I pannelli sono costituiti da strati di legno lamellare, sovrapposti, incrociati e collegati mediante resina; questa tecnologia costruttiva prende il nome di “cross-laminated timber panels” (abbreviato in cross-lam o X-lam). Oltre agli strati necessari ad assicurare la sicurezza strutturale, il pannello di cross-lam interno ha due strati aggiuntivi, fresati per realizzare un’orditura con funzione sia estetica sia acustica. Questa struttura in legno lamellare è connessa a una soletta in cemento armato che distribuisce il carico verticale su 16 isolatori elastomerici, che svolgono la funzione di limitare le forze sismiche che agiscono sul fabbricato. Alcuni lavori accessori (camerini, in uno dei cubi laterali) sono in via di ultimazione.

Un’opera di grande valenza simbolica. In brevissimo tempo è stato realizzato uno spazio che aiuterà la ripresa delle attività non solo musicali, ma culturali e sociali in genere. Questo nel rispetto dell’ambiente e della situazione architettonica circostante (C.Abbado)

Uno schizzo di Renzo Piano. (per gentile concessione del RPBW)

La sala da concerto

Il cubo centrale, inclinato di 30°, ospita la sala: all’interno, caratterizzata dal grande calore del legno, la gradonata che ospita il pubblico è posizionata  sulla faccia inclinata, permettendo così di avere una curva della visibilità ottimale. I lati obliqui del cubo, all’esterno, misurano 18,93 e 17,94 m (rispettivamente le pareti nord e sud), mentre il lato orizzontale misura 18,85 m. La sala può accogliere 238 spettatori e circa 40 orchestrali: la gradonata più ampia, posta di fronte al palco, accoglie 190 spettatori, mentre quella più piccola, dietro al palco, 48 (se necessario, questi posti possono essere destinati ai coristi). La pianta dell’Auditorium si articola in una zona centrale piana e due zone contrapposte inclinate con andamento a gradoni. La zona centrale piana è occupata dal podio dell’orchestra, rialzato di 40 cm.  Ai lati ci sono gli accessi alla sala: da un lato l’accesso del pubblico proveniente dal foyer ubicato nel cubo 2 e, dall’altro, l’accesso degli orchestrali provenienti dai camerini ubicati nel cubo 3. Le due gradonate sono occupate dalle sedute degli spettatori: 8 file da 24 posti sul lato frontale del palco e 2 file da 24 posti sul lato posteriore.

La sezione longitudinale della sala dell’Auditorium del Parco, rivestito con 6.000 doghe in legno di larice termotrattato e colorato con pigmenti naturali e olio impregnante, poggiato su un basamento di distribuzione in cemento armato, a sua volta poggiato su pilastri in cemento armato tramite isolatori sismici costituiti da dischi alternati di acciaio e di elastomero collegati tramite vulcanizzazione. In sala si possono notare i quattro riflettori acustici in abete rosso della Val di Fiemme e l’indicazione della parete in legno di abete con fresature “acustiche”. (Atelier Traldi, per gentile concessione del RPBW)

I gradoni che ospitano le sedute hanno un’altezza di 40 cm e una profondità di 90 cm e ospitano sedute (delle semplici poltroncine in tela rossa) larghe 52 cm tra l’interasse dei braccioli. Le scale d’accesso ai vari livelli della gradonata sono tre per ognuna: una centrale e due sui lati, a contatto con le pareti della sala. Sul lato posteriore della gradonata più ampia c’è un’uscita di sicurezza, servita all’esterno da una scala metallica, attraverso la quale si raggiunge la quota della piazza esterna. Come già accaduto in altri casi simili, una volta consegnata l’opera, inaugurato lo spazio, il problema rimane la gestione: molto probabilmente l’Auditorium del Parco dovrebbe essere affidato a breve  alla Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”, la stessa che gestiva la sala e la stagione concertistica all’interno del Castello.

Sezione Trasversale (Atelier Traldi, per gentile concessione del RPBW)

La parola a chi ha seguito i lavori

Com’è nata per la Provincia Autonoma di Trento l’idea di realizzare questo progetto?
Ing. Gianfranco Cesarini Sforza (dirigente del Servizio Prevenzione rischi della Provincia Autonoma di Trento)    Bisogna fare una premessa: la Protezione Civile della Provincia di Trento è intervenuta per aiutare la popolazione abruzzese subito dopo la scossa del  6 aprile 2009, impegnandosi in una serie di opere di ricostruzione. Abbiamo costruito circa 380 unità abitative, tre chiese, un asilo, una scuola, ecc. Alla fine del 2009 c’è stato l’incontro fra l’architetto Renzo Piano, il Maestro Claudio Abbado e il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, che hanno detto: completiamo l’intervento con un’opera che riguardi l’aggregazione  sociale e le attività culturali della città. Verificato che le sale per la musica della città non erano più utilizzabili e che avrebbero necessitato di tempi di riparazione lunghi, utilizzando la tecnologia già messa in campo per  la ricostruzione delle case, che prevedeva sostanzialmente il prefabbricato in legno, si è deciso di estendere questa modalità costruttiva alla realizzazione dell’Auditorium. Così l’intervento si poteva realizzare presto e bene: peso ridotto, velocità di costruzione, caratteristiche antisismiche, qualità che per fare un intervento veloce e provvisorio sono risultate vincenti. L’arch. Piano ha dato la forma all’Auditorium.
Al di là dei tempi di progettazione e di quelli che ci sono voluti per ottenere tutte le autorizzazioni, per fare le gare d’appalto, i tempi di realizzazione sono stati brevissimi.
GCS    I lavori si sono svolti tra il 6 marzo e il 7 ottobre 2012, data dell’inaugurazione ufficiale, considerato anche che nel primissimo periodo è stato soltanto messo a punto il progetto: nel momento in cui l’impresa di prefabbricazione doveva mettere in produzione tutti gli elementi necessari, circa un mese e mezzo è andato via solo per stabilire come tagliare il materiale. Fatto questo, in 7 mesi l’edificio è stato inaugurato.
Difficoltà incontrate durante i lavori?
GCS    Benché alla gara d’appalto abbiano partecipato 14 imprese, che provenivano da tutto il territorio nazionale, l’offerta migliore (dal punto di vista tecnico ed economico) è stata prodotta da un’associazione d’imprese trentine (Collini Lavori, Gostner, Ediltione). Esclusi gli scavi, per i quali sono stati utilizzati degli appaltatori locali, si è fatto ricorso  quasi nella totalità a subappaltatori trentini. Abbiamo incontrato delle difficoltà per chiarire con le imprese la necessità di cura artistica che l’opera richiedeva: è un progetto che ha una valenza estetica importante, l’idea dell’arch. Piano doveva portare a una cura del dettaglio abbastanza spinta e questo genere di attenzione non è comune nelle imprese. Ai lavori hanno partecipato degli studenti della facoltà d’Ingegneria dell’Università dell’Aquila, che hanno dato ancora più significato all’intervento: il terremoto ha danneggiato diversi locali dell’Università, diventati inagibili, così si è pensato di dare una possibilità a una parte degli studenti di poter vedere da vicino lo sviluppo di un cantiere, dalla messa a punto di un progetto, alla definizione della prefabbricazione, fino ad arrivare alla costruzione finale, un processo che di solito nelle aule dell’Università non si riesce a seguire.
Come Protezione Civile è facile immaginare che il vostro specifico sia più l’intervento che a L’Aquila avevate fatto immediatamente dopo il terremoto piuttosto che costruire un Auditorium.
GCS    Infatti il progetto è stato commissionato all’esterno: non eravamo certo in grado di seguire lo sviluppo di un progetto esecutivo di questo genere. Anche per la realizzazione, il direttore dei lavori è stato scelto all’interno del personale della Provincia ma è una persona dell’I.T.E.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa), l’arch. Paolo Bandera, che ha competenze specifiche nella direzione lavori di edifici, cosa che come Protezione Civile non avevamo.
C’è stata qualche polemica sulla provvisorietà dell’Auditorium del Parco: non è ancora utilizzabile la sala del Castello, ma quando saranno terminati i lavori la sede tornerà ad essere quella e l’Auditorium del Parco potrebbe anche cessare l’attività. Su questo c’è una parola chiara? Comunque sono stati spesi circa 7 milioni di euro, per un’opera provvisoria…
GCS    La discussione su questo argomento probabilmente richiederebbe del tempo… Di considerazioni ne sono state fatte molte, polemiche anche, sulla provvisorietà del manufatto, che è più formale che sostanziale. Si tratta di un auditorium provvisorio, che assolve temporaneamente le funzioni di quello nel Castello; nel momento in cui le altre strutture torneranno alla piena disponibilità (quando è un bel punto di domanda, perché la velocità di ricostruzione di ciò che è stato danneggiato all’Aquila non è delle più spedite…), cesserà la sua funzione. In quel momento il Comune de L’Aquila potrà decidere se utilizzare ancora l’Auditorium del Parco con le stesse funzioni, oppure attribuirgliene altre. Sostanzialmente è una sala che, anche se non dovesse più essere utilizzata per la musica, può essere destinata a convegni, congressi, proiezioni, altro. Se si concludesse che l’Auditorium non è più compatibile con l’utilizzo urbanistico della zona del parco, può essere sostanzialmente smontato ed eventualmente rilocalizzato altrove, anche se lo smontaggio e la ricostruzione non è una regola, non si può fare senza sostenere spese, danni. Teoricamente è spostabile, ma non è un’operazione semplice, anche perché le fondazioni sono in calcestruzzo, una certa parte non è spostabile, lo è solo tutto ciò che è fuori terra. Comunque sono già passati più di quattro anni e sull’Auditorium del Castello hanno fatto qualcosina, ma i lavori di ricostruzione non sono ancora partiti… La provvisorietà dell’opera va quindi letta nell’insieme dei dati che abbiamo a disposizione.
Come Prov. Aut. di Trento siete ancora attivi sul fronte aquilano?
GCS    Questa è l’ultima cosa che abbiamo fatto: non ci sono altri programmi. L’Auditorium adesso è attivo, stiamo completando le pratiche amministrative per il passaggio di proprietà al Comune de L’Aquila, una procedura burocratica piuttosto complicata. Il lavori sono finiti, le carte ancora no!

Caratteristiche dell’Auditorium del Parco

Capienza
238 spettatori

Spazi
n. 1 foyer
n. 1 bar
n. 1 bookshop

Podio orchestra
h. 40 cm da piano sala
distanza della prima fila di platea dal podio: circa 1 m 
carico/scarico: a lato del palco

Crediti
Cliente: Provincia Autonoma di Trento 
Progetto: Renzo Piano Building Workshop, architetti
in collaborazione con Atelier Traldi, Milano
Design Team: P. Colonna (associate in charge); C. Colson, Y. Kyrkos (models)

Consulenti
Favaro & Milan (strutture e servizi)
Müller BBM (acustica)
Franco Giorgetta (paesaggio)
GAE Engineering  (anticendio)
New Engineering (sicurezza)
I.T.E.A. (supervisione del sito)

Utilizzo
polifunzionale: concerti sinfonici, conferenze, convegni, proiezioni

Indirizzo
AUDITORIUM DEL PARCO
Viale delle Medaglie d’Oro, snc
L’Aquila