aperturaPT9Schermata 2014-03-13 a 11.06.45L’ultimo anno di Avid e di Pro Tools è stato tribolato, anche a causa di una versione crackata di Pro Tools LE che ha aperto all’uso di interfacce audio di qualsiasi genere tramite un emulatore. Contemporaneamente lo sviluppo di plug-in TDM si è fortemente ridotto a favore dei plug-in RTAS, che sfruttano la CPU del computer ora più potente dei sistemi TDM.
Era tempo di dare un forte segnale e la versione 9 è quel segnale. Se fino a ieri c’era chi usava Pro Tools HD e c’erano tutti gli altri, da oggi questa distinzione è destinata a cadere, lasciando alla versione HD alcune funzioni accessorie e l’uso di plug-in TDM. Ora Pro Tools 9 diventa accessibile a tutti, indipendente dall’hardware e con la compensazione automatica della latenza presente di serie. E il prezzo, per chi non usufruisce di upgrade, è allineato con altre DAW.

Cosa cambia

Pro Tools 9 è un software le cui funzionalità sono in gran parte indipendenti dall’hardware utilizzato: l’installer è unico per tutti gli utenti, sia HD, PCI Native o nativi. Per tutti i sistemi non HD, il limite di voci in registrazione simultanea è 32. Per piattaforme Mac che utilizzano Core Audio è possibile gestire I/O aggregati, anche con le porte audio integrate.
Gli hardware proprietari supportati sono i sistemi HD, HD Native, e quelli basati sulle interfacce delle serie Digidesign 003, Digi 002, Eleven Rack, Mbox, Mbox 2 e M-Audio (il crossgrade è possibile anche da M-Powered). Inoltre, Pro Tools 9 supporta qualsiasi interfaccia Core Audio (su Mac) o ASIO compatibile (su Windows) e introduce la piena compatibilità con il protocollo EuCON. Per l’autorizzazione e il funzionamento del software è necessario l’utilizzo di un iLok. Da qui in avanti vediamo le novità di Pro Tools 9, identiche per tutte le piattaforme.

Nuovo Routing

Fig. 1 – La creazione di nuove tracce può avvenire anche dal mixer
Fig. 1 – La creazione di nuove tracce può avvenire anche dal mixer

I bus interni sono affiancati da Output Bus (mono, stereo, surround 5.1), creati all’apertura di ciascun percorso di out e gestiti dalla pagina I/O Setup. Un Output Bus può essere assegnato a qualsiasi output path dello stesso formato.

Pro Tools 9 consente di creare overlapping path, cioè di utilizzare lo stesso output fisico per più flussi di segnale. Migliorata la funzionalità del mixer per il routing: è ora possibile creare nuove tracce Aux, Audio o Instrument direttamente dall’output delle channel strip (Fig. 1). Questa procedura assegna automaticamente la traccia originaria a un bus interno, inviato all’input della nuova traccia. Inoltre, il mixer consente di impostare il routing della traccia direttamente dal suo output, selezionando il canale di destinazione.

Da Session Setup, infine, è possibile impostare il livello di attenuazione del segnale applicato quando una traccia con pan centrale è inviata a un output stereo.

Da Pro Tools LE a Pro Tools 9
Per chi proviene dai vecchi sistemi LE, la novità principale è l’introduzione della compensazione automatica della latenza. Le funzioni di Beat Detective sono disponibili separatamente su più tracce, con la possibilità di utilizzare la modalità Collection. Importanti novità riguardano il numero di tracce disponibili: per il playback si passa da 48 a 96 tracce attivabili simultaneamente e da 18 a 32 per la registrazione. Il numero totale di tracce instrument passa da 32 a 64, quelle MIDI arrivano a 512, mentre gli Aux sono 160.
I bus interni sono 256, esattamente come nei sistemi HD. Da notare che il numero di tracce Instrument e di tracce disponibili simultaneamente per il playback può elevarsi ai livelli dei sistemi HD con l’installazione di Complete Production Toolkit 2. Un grande passo in avanti è stato compiuto per quanto riguarda il routing, con bus interni e output, e con la possibilità di importare I/O Settings. Queste impostazioni, come quelle di sistema, sono gestite in maniera identica a quanto avviene per HD.
A ciò si aggiungono le nuove funzionalità per il Time Code e la sincronizzazione, come la possibilità di utilizzare Subframe per il comando Go To, i nuovi Timebase Ruler (Time Code, Secondary Time Code, Feet+Frames), i comandi Pull Up/Down per Audio e Video Rate. Per quanto riguarda Time Code e Rulers, le opzioni disponibili sono quelle accessibili con DV Toolkit 2, Complete Production Toolkit o su sistemi HD. Infine, Pro Tools 9 supporta la gestione di periferiche Avid PRE (Mic Pre I/O Setup, finestra Preamp, ecc) anche su sistemi non HD. Per i preamp installati è possibile impostare i percorsi di routing (I/O Setup) e gestire filtri, pad di attenuazione, alimentazione Phantom e altre impostazioni dalla Mic Preamp Window.
 

Audio Engine e System Settings

Fig. 2 – System Settings: impostazione dell’audio engine

Il supporto per interfacce di terze parti e l’utilizzo di un software unico implicano una capacità del software di gestire le impostazioni di sistema e del motore audio per ottimizzare la compatibilità dei progetti e l’affidabilità del setup di lavoro. Di ciò si occupano Session/System Settings e l’Audio Engine, che tengono traccia delle impostazioni di performance, latenza, routing e dell’interfaccia audio utilizzata.

Pro Tools 9 crea un Audio Engine per ciascuna periferica audio connessa (o integrata): dalle impostazioni di Playback Engine è possibile visualizzare i motori audio disponibili e switchare da un sistema all’altro.
Le impostazioni di routing, clocking e sample rate dell’interfaccia audio sono accessibili dal pannello Hardware (per periferiche HD e Pro Tools) oppure richiamando i driver esterni specifici (interfacce di terze parti) con il comando Launch Setup Application.
Impostazioni di sistema e I/O Settings sono memorizzati contemporaneamente nel computer e nei progetti, e possono essere importati all’apertura per progetti creati su sistemi differenti (Fig. 2). Inoltre, Pro Tools 9 consente di importare I/O Settings per singole pagine di routing (ad esempio solo sugli Input).

Editing

Fig. 3 – La finestra Edit
Fig. 4 – La funzione Beat Detective
Fig. 4 – La funzione Beat Detective

Le finestre Edit (Fig. 3) e Mix consentono l’auto scrolling delle tracce, anche utilizzando un sistema di etichette numeriche (Track Number View). Dal punto di vista dell’editing, Pro Tools 9 dispone di funzioni avanzate per Beat Detective: è ora possibile utilizzare i trigger di una regione per creare Beat Marker su un intero gruppo di tracce. La modalità Collection, inoltre, consente di unire set di trigger provenienti da differenti tracce (con differenti impostazioni di Detection) per creare un’unica griglia di Beat Marker o un template DigiGroove (Fig. 4).

Automatic Delay Compensation

Le tradizionali funzioni di compensazione automatica del delay riservata ai sistemi HD, come detto, sono disponibili su qualsiasi sistema Pro Tools e per qualsiasi tipologia di traccia (audio, MIDI, instrument, ecc). La gestione di Delay Compensation Engine, H/W Insert Delay, Delay Compensation Limit (in campioni), Time Mode e System Delay avviene secondo le modalità prima disponibili per sistemi HD. La compensazione è disattivata automaticamente in registrazione, per consentire il monitoring a bassa latenza, e può essere messa in bypass per gli Aux Input.

Import ed Export

Pro Tools 9 integra funzionalità avanzate per l’importazione e l’esportazione di file e Session Data: alcune di queste erano in precedenza disponibili solo su sistemi HD o via DigiTranslator. Le opzioni avanzate per l’importazione di Session Data consentono di selezionare le tracce e le informazioni da importare. Sequenze AAF (anche stereo) e OMF possono essere importate utilizzando le funzioni DigiTranslator, ora incluse nel software. Per OMF e AAF, le Translation Options includono Ignore Auto-Gain, Pan Odd Tracks Left/Even Tracks Right, Locators To Import (anche selettivo). Inoltre, Pro Tools è in grado di leggere e applicare le impostazioni dei plug-in RTAS utilizzati per la creazione di AAF.

Tra le funzioni di esportazione troviamo ora integrate Export Session Info As Text e il formato MP3. Avid, infine, ha esteso il supporto per Interplay anche alla piattaforma Mac: Pro Tools 9 supporta l’Interplay Access Browser, che espande le funzionalità di preview, ricerca e selezione.

Interfacce Audio e Driver

L’upgrade a Pro Tools 9 richiede un aggiornamento dei driver (già disponibili nel sito Avid) per le interfacce Digidesign dei vecchi sistemi HD, LE, M-Powered e per altre periferiche come Command 8. Lo stesso procedimento è necessario anche per molte delle interfacce di terze parti: in questo caso è necessario fare riferimento ai singoli produttori.

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La versione 9 garantisce il supporto di tutto il precedente hardware HD, cioè le schede TDM e le interfacce compatibili HD. La versione nativa supporta i plug-in RTAS e AU, quella HD i plug-in TDM e RTAS, ma non AU, e ha un maggior numero di I/O utilizzabili. Pro Tools HD9 dispone di 512 tracce, 256 bus interni, 64 tracce instrument e 160 tracce aux. Le voci simultanee in playback sono 192 (a partire da HD 2 a 44,1/48 kHz e scalando proporzionalmente all’aumentare della frequenza di campionamento) e si arriva a 160 tracce in registrazione, sempre secondo la disponibilità di schede HD. Con l’installazione del Complete Production Toolkit 2, Pro Tools HD9 supporta anche i formati HD e SDDS per surround 7.0 e 7.1. Il numero massimo di I/O varia secondo le schede HD installate: 32 canali per HD 1, 64 per HD 2, 96 per HD 3, e fino a 160 su HD 5. È questa la maggiore differenza rispetto a Pro Tools nativo, che si ferma a 32 canali.
La nuova scheda PCI HD Native arriva a 64 canali di I/O e a 192 voci. Chi usa un sistema HD9 ha a disposizione anche Pro Tools nativo con Complete Production Toolkit 2 incluso nell’upgrade. Naturalmente, usando PT nativo, non saranno disponibili i plug-in TDM ma si accederà ai plug-in AU e a qualsiasi interfaccia audio. Anche i numeri di canali di I/O scende a 32 ma rimangono le 192 voci a 44,1/48 kHz, grazie al Toolkit fornito di serie.

Pro Tools HD9 disattiva le schede HD quando si passa a un Audio Engine che usa una interfaccia con driver ASIO o Core Audio, e richiede il riavvio dell’applicazione per passare da HD a nativo. Se in fase di avviamento dopo il cambio di engine si opta per un’uscita forzata, il successivo riavvio riconosce la condizione iniziale come engine.

Da notare che passando da HD a nativo non sarà più possibile usare l’interfaccia audio collegata al sistema HD: Pro Tools non la riconosce malgrado esista il driver per Core Audio. Vedrà invece tutti gli I/O del computer e le interfacce con Core Audio o ASIO collegate al computer. Inoltre, se l’interfaccia audio legata ad HD viene usata dal computer, al momento della selezione dell’engine, Pro Tools HD non la vedrà e non permetterà il cambio a HD.

 
In prova

Fin dalla notizia dell’uscita di Pro Tools 9 siamo stati impazienti di provare il nuovo software e capire se l’ampliata compatibilità hardware avesse compromesso la stabilità della DAW. Per il test abbiamo deciso di mettere sotto pressione il nuovo arrivato su setup differenti per la versione nativa: un Mac Pro 8 Intel Xeon 8-Core e un MacBook Pro Intel Core 2 Duo. Nel primo caso abbiamo effettuato un upgrade da Pro Tools 8 LE, mentre per il secondo abbiamo scelto una nuova installazione di Pro Tools 9.
In entrambi i casi, la procedura non ha causato problemi: per la compatibilità con l’interfaccia Digidesign (003 Rack+) è stato sufficiente scaricare i driver aggiornati dal sito Avid, e lo stesso è stato fatto anche per il Factory Plug-in Bundle. Questo ci ha consentito di essere immediatamente operativi sul nostro setup aggiornato, con una piena compatibilità con i vecchi progetti. Abbiamo anche provato la versione 9 su un sistema HD2 e tutto è filato liscio.
Un amico ci ha anche confermato che la versione 9 funziona su bridge da PCI a PCIe per sistemi HD con schede PCI. La versione 9 è risultata più stabile su sistemi HD, mentre usata come nativa ha provocato un paio di crash inaspettati. Il consiglio, per chi produce, è di aspettare il prossimo upgrade, anche se la stabilità già da ora è notevole.

Inutile dire che, passando al laptop, la nostra prima curiosità è stata quella di vedere Pro Tools all’opera senza interfaccia esterna connessa al computer. Finita l’installazione, è bastato connettere la chiave iLok per poter lavorare su Pro Tools, per la prima volta, senza vincoli hardware: ci siamo trovati ad aprire e ascoltare i nostri progetti in viaggio, spostandoci da uno studio all’altro e a casa, semplicemente collegando le cuffie all’uscita del MacBook Pro.
Passiamo all’audio engine: il passaggio tra diversi motori audio può avvenire in tempo reale e, nel nostro caso, non ha generato problemi anche passando da 003 Rack+ a interfacce Core Audio (esterne o integrate). Al momento della selezione del nuovo motore, la DAW mostra una richiesta di conferma, poiché in questo caso è necessario chiudere e riaprire il progetto: procedendo il software provvede automaticamente a salvare il progetto e a riavviarlo.

In un cambiamento così radicale nella compatibilità del software verso hardware e setup differenti, un punto critico potrebbe essere rappresentato dalla capacità del soft-ware di rimapparsi all’apertura di progetti diversi. Abbiamo così deciso di fare un test limite: aprire nel nostro laptop, utilizzando l’interfaccia integrata, una sessione creata con la versione HD 8. Il progetto era composto di oltre 50 fra tracce audio e instrument, e sfruttava output path non disponibili nel nuovo setup.

Fig. 5 – All’apertura di un progetto realizzato con un motore audio differente, Pro Tools 9 chiede conferma per il cambio delle impostazioni
Fig. 5 – All’apertura di un progetto realizzato con un motore audio differente, Pro Tools 9 chiede conferma per il cambio delle impostazioni

All’apertura, la DAW ci ha chiesto conferma del cambio di audio engine (Fig. 5) e segnalato la disattivazione dell’outputh path e di alcuni bus, che abbiamo dovuto rimappare manualmente dal mixer.
A questo punto, la riproduzione della song non ha creato problemi. In un solo caso, lavorando con interfaccia integrata abbiamo registrato un crash del software all’apertura di un progetto realizzato su HD: al secondo avvio e nei successivi, però, il problema non si è mai ripetuto.
Da notare che, adesso, l’interfaccia utilizzata da Pro Tools rimane disponibile per l’utilizzo contemporaneo da parte di altri software, comprese le interfacce dedicate ai sistemi HD.

Per esempio su Motu Digital Perfomer si può usare contemporaneamente una 192 e interfacce FireWire o USB a piacere. Il motore per la compensazione automatica della latenza agisce calcolando il ritardo dei singoli canali e allineando tutte le tracce rispetto a quella con maggiore ritardo: il sistema ha funzionato perfettamente sia con i plug-in sia per insert. In particolare, grazie ad ADC siamo finalmente riusciti a lavorare senza latenza con il soft-ware Universal Audio UAD-2 su Digidesign 003 Rack+.

Fig. 6 – L’utilizzo contemporaneo  di una Digidesign 192 e di un Prism ADA-8XR su Motu Digital Performer
Fig. 6 – L’utilizzo contemporaneo
di una Digidesign 192 e di un Prism ADA-8XR su Motu Digital Performer

Una nota per quanto riguarda la possibilità di selezionare differenti audio engine: lavorando nel Mac Pro, abbiamo potuto impostare un progetto che sfruttasse gli I/O integrati e che fosse quindi compatibile in partenza con il nostro MacBook.Ciò consente di lavorare su un sistema prevedendo in anticipo la compatibilità verso un altro studio, o verso il nostro portatile. Dal punto di vista del workflow, un plauso va fatto alle nuove funzionalità del mixer: gestire il routing dei bus e la creazione di nuove tracce direttamente dalle channel strip è quanto di più comodo si possa immaginare.

Requisiti di sistema
I sistemi operativi supportati (al momento della scrittura dell’articolo) sono Mac OS X 10.6.2-10.6.4 e Windows 7 Home Premium, Professional e Ultimate, sia a 32 che a 64 bit, 2 GB RAM, 4 GB RAM consigliata. La lista dei modelli Mac e PC testati con Pro Tools 9 è disponibile nel sito Avid.
Conclusioni

Avid ha spiazzato tutti. Gli utenti HD mantengono la compatibilità con il passato e hanno il vantaggio di avere Pro Tools da usare anche come nativo e con il Complete Production Toolkit 2 incluso.

Chiunque arrivi dalle versioni LE o M-Powered vede aprirsi le porte alle stesse funzioni e qualità di lavoro dei sistemi HD, con un prezzo di upgrade molto competitivo. Se Pro Tools è diventato uno standard negli ambienti professionali, ora si avvia a essere lo standard assoluto in qualsiasi ambiente di produzione, indipendentemente dall’hardware, grazie al fatto che le sessioni di Pro Tools sono da anni lo standard per il trasferimento dei progetti da uno studio all’altro.

Pro Tools 9 inciderà pochissimo sul lavoro per chi usa sistemi HD, mentre gli utenti LE avranno dischiuse le porte delle funzioni professionali dei sistemi HD. Per i nuovi utenti, la compatibilità con driver ASIO e Core Audio aumenta esponenzialmente la libertà di scelta per l’abbinamento software/hardware.

Avid ha mosso un passo molto intelligente verso la musica, assicurandosi nel futuro una base che è destinata, con la versione 9, a espandersi vertiginosamente grazie a un costo accessibile a chiunque aspiri a entrare nello standard professionale degli ultimi anni.

DISTRIBUTORE
Avid
Palazzo T2 – Milanofiori
Rozzano (MI)
Tel. 02 5778971
www.avid.com
Prezzo Pro Tools 9: € 612,00 IVA inclusa