AperturaFluxSchermata 2014-03-13 a 12.49.58Il parco software di Flux conta in totale nove plug-in, tra cui un equalizzatore e ben otto processori di dinamica. Tra questi ultimi troviamo processori più classici (come compressore, limiter ed expander), processori progettati per finalità particolari (de-compressore e de-expander) e altri espressamente dedicati a mastering e remastering, come Solera II e Alchemist.

Da ultimo troviamo Syrah, un processore che consente la gestione della dinamica attraverso un’interfaccia utente che presenta parametri completamente differenti rispetto a quanto disponibile sui plug-in tradizionali.

 La tecnologia

Tutti i plug-in di Flux sfruttano una serie di tecnologie comuni che ne rendono possibile l’utilizzo in mix e mastering anche su progetti in surround. Prima fra queste tecnologie è il sistema a due preset: i processori Flux, infatti, sono in grado di gestire contemporaneamente due preset (A e B) per ciascuna linea di processamento interno.

Fig. 1 – La gestione dei flussi audio surround all’interno di Syrah
Fig. 1 – La gestione dei flussi audio surround all’interno di Syrah

Questi preset possono essere attivati in maniera esclusiva oppure, grazie alla funzione di morphing, possono essere mescolati tra loro creando soluzioni ibride. C’è di più, perché l’eventuale transizione (immediata o graduale) tra un preset e l’altro è gestita tramite slider, la cui azione può essere registrata e riprodotta tramite automazione. Tutti i plug-in di Flux sono in grado di lavorare in surround con un massimo di otto canali contemporaneamente. La gestione dei segnali audio avviene in maniera differente secondo il plug-in: nel compressore, ad esempio, i canali sono bypassabili singolarmente ma sono processati tutti dal preset attivo al momento, mentre Syrah consente di scegliere quale processore assegnare a ciascun canale (Fig. 1). I plug-in sono in formato AU, RTAS e VST.

Epure II

Il primo plug-in del nostro test è Epure II (Fig. 2): un equalizzatore paragrafico a cinque bande. Ciascuna banda di equalizzazione è dotata di filtri Low/High Cut da 12 dB/ottava, Low/High Shelving e Peak selezionabili. La frequenza centrale è impostabile tra 5 Hz e 20 kHz, mentre il range di Gain è di +/-24 dB (step da 0,01 dB). Il valore di gain impostato sul filtro può essere raddoppiato, dimezzato o invertito automaticamente utilizzando gli appositi switch. Il Q-Factor per il filtro Peak varia da 0,1 a 100 con step di 0,22: il valore di Q realmente applicato dipende dal Gain impostato, mentre quello mostrato nell’interfaccia corrisponde al valore rapportato a un ipotetico Gain di 24 dB.
Nella pratica, allo stesso valore di Q corrisponde, ad esempio, una campana che è tanto più larga quanto minore è la variazione di gain.

Fig. 2 – L’interfaccia di Epure II: l’equalizzatore paragrafico a cinque bande realizzato da Flux
Fig. 2 – L’interfaccia di Epure II: l’equalizzatore paragrafico a cinque bande realizzato da Flux

Oltre l’apparenza tradizionale di Epure II è nascosto in realtà un plug-in assai più complesso e con funzioni studiate per l’utilizzo in mastering. Iniziamo dalla struttura principale: ogni istanza del plug-in comprende otto gruppi, che gestiscono ciascuno fino a otto I/O. Ciascun gruppo, inoltre, dispone di due curve di equalizzazione indipendenti (Preset A e B) tra le quali è possibile applicare il morphing.

Fig. 3 – La pagina del routing: le matrici consentono la gestione dei flussi e l’eventuale attivazione dell’opzione MS
Fig. 3 – La pagina del routing: le matrici consentono la gestione dei flussi e l’eventuale attivazione dell’opzione MS

Il routing degli ingressi e delle uscite e l’assegnazione dei canali ai gruppi avviene tramite matrici (Fig. 3). Su ogni coppia di ingressi è inoltre possibile lavorare in modalità Mid Side, associando le due componenti a differenti gruppi e differenti uscite. Per quanto riguarda il display, tra le opzioni troviamo la possibilità di definire il limite inferiore dell’ascissa (5 Hz o 20 Hz) e di impostare la visualizzazione del livello (ordinata) a step di 6, 12 o 24 dB. Sempre per il livello, inoltre, è possibile attivare il re-scaling automatico della visualizzazione in base al massimo valore di gain della curva di equalizzazione. Tramite host, Epure II consente l’automazione contemporanea di tutti i parametri eccetto il morphing. L’automazione per quest’ultima funzione, infatti, esclude la lettura/scrittura di tutte le altre e si attiva dal tasto Automation del plug-in.

In prova

Epure II ha un suono molto moderno, appena percettibile quando si rimane entro i 2 dB di boost o cut ma comunque efficace nella sua azione. All’aumentare del gain applicato, l’azione dei filtri rimane precisa e trasparente: la curva creata è rispondente ai valori impostati sui singoli filtri, con un range di gain effettivo corrispondente a boost e cut di 24 dB.
Utilizzando un segnale di test e applicando, ad esempio, un filtro Peak a 1 kHz con un boost di 6 dBFS, ciò che otteniamo nell’analizzatore di spettro è esattamente un boost di 6 dBFS a 1 kHz (da -42,6 dBFS a -36,6 dBFS). Anche l’eventuale morphing operato è immediatamente applicato nel segnale, che è modificato istantaneamente seguendo le transizioni create. Certo, non è sempre semplice prevedere le modifiche apportate dal morphing durante la transizione tra preset complessi: è allora utile partire osservando l’azione del morphing su curve di equalizzazione più semplici, per poi arrivare ai risultati desiderati. Non ci si dimentichi, comunque, che il morphing consente anche lo switch immediato tra preset A e B: questa funzione, automatizzata, può essere utile qualora il contenuto armonico del brano cambi repentinamente. Per quanto riguarda la fase, il solo inserimento del plug-in non introduce alcuna distorsione mentre, tra i filtri, i Low e High Cut introducono una maggiore modifica di fase. Migliore il comportamento dei filtri shelving, con un’ancor minore distorsione introdotta dai filtri Peak. Ciò, tra l’altro, è rimasto vero anche per curve particolarmente complesse. Le funzioni di routing offrono un ottimo strumento per equalizzare con precisione anche le componenti Mid Side e, come prevedibile, lo stesso avviene anche lavorando in surround. La possibilità di assegnare differenti ingressi a differenti gruppi e uscite consente una grande precisione di ascolto sia su progetti stereo sia in surround.

Conclusioni Epure II è un equalizzatore dal suono adatto a produzioni dal sound moderno, anche beat ed elettroniche. La trasparenza e la precisione dei filtri, le opzioni di routing e la possibilità di lavorare in surround ne fanno uno strumento ideale per applicazioni mastering tanto quanto per l’equalizzazione dei singoli strumenti o per il mix più rispettoso del timbro.

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