Apertura_Dual VandergraphSchermata 2014-03-28 alle 15.05.22Per avviare la nostra indagine sul caso Shadow Hills abbiamo messo sotto torchio il compressore stereo Dual Vandergraph, compatibile con il formato API. Dopo averlo installato nel nostro API 500V e dopo aver letto il manuale, che contiene ben poche informazioni utili, abbiamo deciso di dimenticare tutto quello che si dice su Shadow Hills e procedere a un’analisi minuziosa. C’è voluto poco tempo per scoprire ciò che non è mai stato detto.

Controlli e hardware

Occupando due unità nel rack API, Shadow Hills è riuscita ad avere più spazio oltre le connessioni stereo indispensabili. Il pannello si presenta con un VU Meter molto vintage che sovrasta il selettore di Compressione, deputato a definire la quantità di compressione modificando la soglia, e quello di Output Level, sempre a scatti. Sulla destra trova posto uno switch per attivare e selezionare il filtro HPF sul sidechain, le cui frequenze sono impostate a 90, 150, 250 Hz, o richiamare il filtro Bandpass, cioè un filtro passa banda centrato sulle medie, tutti dotati di LED verdi che si accendono quando selezionati.

Attivando il filtro sul segnale di controllo, accadrà che il compressore reagirà solo al segnale audio che si trova sopra la frequenza selezionata con l’HPF oppure sarà innescato dalle frequenze medie con il filtro Bandpass. Un classico trucco per evitare che la cassa e il basso, per esempio, inneschino il compressore con pessimi risultati in termini di naturalezza, oppure per far risaltare maggiormente la voce o le chitarre con il Bandpass. Sulla sinistra troviamo il selettore per il rapporto di compressione (con LED verde che si illumina quando attivo) che richiama anche i tempi di attacco e rilascio che sono diversi per ogni rapporto, e non a caso. Nel box abbiamo riportato i valori. Il compressore lavora sempre in stereo. L’utente ha poco da programmare e deve raddrizzare le orecchie per ascoltare i risultati.

Hardware

Malgrado l’aspetto vintage e anni ‘40, Dual Vandergraph è un prodotto moderno dal punto di vista ingegneristico. Il VU Meter è un Sifam e i due selettori a step per Level Output e Compression sono prodotti da Elma. Le due schede sono indipendenti e impiegano, ognuna, un trasformatore custom e un Jensen JT-11P-1HPC. Le schede sono collegate ai controlli tramite cavi ribbon e utilizzano anche componenti SMD.

Fig. 1 – Così si presenta un lato di Dualn Vandergraph, con i trasformatori gialli custom
Fig. 1 – Così si presenta un lato di Dualn Vandergraph, con i trasformatori gialli custom

I due stage di uscita sono custom mentre l’elemento di compressione è un classico THAT 2181B, un VCA con range dinamico di 120 dB. Le schede sono assemblate da VirTex negli USA. Shadow Hills dichiara che il compressore utilizza VCA in Classe A. Riassumendo, Dual Vandergraph ha uno stadio di compressione standard (THAT), ingressi e uscite che usano trasformatori, e uno stadio di amplificazione VCA custom. Da qui bisogna partire per descrivere il suo comportamento.

Analisi

Ciò che caratterizza il suono di un compressore analogico è, generalmente, il circuito di ingresso e di uscita. Di per sé, l’elemento che gestisce la compressione è neutro se non per tempi di attacco e rilascio così brevi da produrre distorsione armonica secondo la frequenza che viene compressa. Accade esattamente così anche per Dual Vandergraph. La fase, per esempio, è perfetta quando si esclude la compressione (c’è una posizione apposta sul selettore di Ratio) ed è indipendente dal filtro del sidechain, come ci si aspetta.
Come si attiva il compressore, la fase cambia, mostrando tutto l’effetto dei trasformatori e del VCA custom. Con Ratio 2:1 il segnale è in fase a 150 Hz e salendo fino a 19 kHz si arriva a 45° di scostamento. Modificando l’Output Level si modifica proporzionalmente anche la fase. Sopra i 7 kHz, l’Output Level controlla direttamente la fase con alcuni fenomeni che potrebbero far pensare ad auto-oscillazioni interne tanto che, in questi casi, è necessario escludere l’audio per qualche secondo per tornare a condizioni operative prevedibili.

Fig. 2 - Le due schede leggermente separate,  con i trasformatori Jensen
Fig. 2 – Le due schede leggermente separate,
con i trasformatori Jensen

La fase gioca un ruolo importante, con il compressore attivato e senza filtri sul sidechain, nella risposta in frequenza: a 20 kHz si ha una perdita di circa 1,2 dB rispetto al segnale originale. Nulla di grave, certamente determina un timbro più caldo. Sempre senza compressione attiva, il rumore è molto contenuto e si nota la seconda e terza armonica sotto i -120 dB. Come si attiva il compressore, anche senza che esso comprima, la seconda armonica balza a -60 dB e la terza a -66 dB, praticamente costanti come valori per tutti i rapporti di compressione. La quantità di armoniche aggiunte dipende però dalla scelta del rapporto di compressione: più è alto e più aumenta il grado di distorsione armonica e la quantità di armoniche superiori. I rapporti 4:1 e 8:1 sono ricchi di distorsione armonica, anche per bassi valori di riduzione del gain.
La spiegazione di questo fenomeno è molto semplice: se osservate i tempi di attacco e di rilascio, per i rapporti più alti l’attacco è molto veloce e di conseguenza è la compressione che produce distorsione sulle frequenze più basse. È una legge della compressione che vale per tutti. Da notare, infine che a parità di riduzione del gain per differenti rapporti, Dual Vandergraph compensa automaticamente il livello del segnale in uscita, come accade per esempio anche sul compressore API 527. È una funzione molto comoda che velocizza la scelta del rapporto di compressione più adeguato al materiale. Da rimarcare, infine, che i tempi scelti da Shadow Hills per i differenti rapporti sono quelli classici che si adottano per far suonare al meglio un compressore. I primi due valori sono adatti come bus compressor o per il mastering, quelli più alti si avvicinano al comportamento di un limiter.

Rapporto di compressione e tempi
1,2:1 attacco a 30 ms, rilascio a 0,1 secondi
2,5:1 attacco a 30 ms e rilascio a 0,5 secondi
4:1 attacco a 10 ms e rilascio a 0,5 secondi
8:1 attacco a 0,5 ms e rilascio a 0,25 secondi

In prova

Coloratissimo è l’aggettivo che ricorre per definire la produzione Shadow Hills e l’analisi dimostra il perché: i moduli di amplificazione sono dei veri e propri generatori di distorsione armonica che caratterizzano tutto il suono. Non è il compressore che produce questi colori pieni e gonfi, ma sono i circuiti di ingresso e uscita, oltre al VCA, che imprimono per sempre il colore. Per questa ragione, è possibile usare Dual Vandergraph come distorsore armonico semplicemente attivando la compressione ma senza comprimere il segnale.

Fig. 3 - Distorsione armonica con 10 dB di riduzione del gain e rapporto di compressione 8:1
Fig. 3 – Distorsione armonica con 10 dB di riduzione del gain e rapporto di compressione 8:1
Fig. 4 - Distorsione armonica con rapporto di compressione 1,2:1 ma senza compressione
Fig. 4 – Distorsione armonica con rapporto di compressione 1,2:1 ma senza compressione

In questo modo si usano solo i suoi circuiti di amplifiicazione. Il compressore, di per sé, non offre funzioni particolari ed è programmato ad arte per produrre i risultati migliori secondo il rapporto di compressione e i tempi. L’utilizzo dei filtri sul sidechain è un’altra caratteristica non nuova ma qui contribuisce alla velocità dei risultati. Di fatto non c’è alcunché di esoterico in questo compressore, ma c’è molto colore e una certa tenebrosità sulle alte frequenze, che disegna il sapore vintage.
I risultati della compressione sono prevedibili, ed è un bene, soprattutto da chi conosce da tempo il comportamento di un classico VCA. La somma della compressione e della distorsione armonica apre interessanti prospettive per dare spessore al suono e renderlo riconoscibile.
Dual Vandergraph ha un suono particolare, che può piacere tantissimo o non piacere affatto, ma che ha fatto la sua fortuna. Ricorda alcuni outboard vintage ricchi di valvole, per come distorce il suono e per la risposta in frequenza, ma senza perdere in definizione sulle medio basse e sui transienti. Usato come compressore parallelo, può provocare qualche problema a causa della distorsione di fase sulle alte frequenze: sarà necessario sperimentare di volta in volta. Potrà accadere che il campo stereo si apra come anche il contrario. Qui c’è molto da ascoltare e poco da programmare.

Fig. 5 - Attacco e fase di rilascio con rapporto 1,2:1
Fig. 5 – Attacco e fase di rilascio con rapporto 1,2:1
Fig. 6 - Attacco e rilascio con rapporto 8:1
Fig. 6 – Attacco e rilascio con rapporto 8:1

Essendo spiccato il suo colore, la valutazione sulla sua utilità sarà senz’altro personale e dipendente dal materiale da trattare. Si trova bene in tutti gli stili rock classici dove è richiesto un suono chiuso, e forse non lo utilizzeremmo su tutte le tracce per il rischio di avere un suono troppo pieno e pesante. Sul basso, sul rullante o sulla voce può diventare un’arma importante. Ne sanno qualcosa i Muse, il cui ultimo album è stato costruito anche intorno al suono dei prodotti Shadow Hills.

Schermata 2014-03-28 alle 15.32.30Conclusioni

Shadow Hills conosce bene il mercato dell’outboard analogico: mettere insieme un compressore VCA, con i giusti tempi di attacco e rilascio, e stadi di amplificazione molto colorati è una ricetta che funziona, soprattutto in questi tempi di ricerca affannosa di qualcosa di nuovo.
Non c’è nulla di esoterico o di misterioso in Dual Vandergraph e, una volta compreso il progetto, si può utilizzare con ottimi risultati sia come distorsore armonico sia come compressore VCA colorato. Mentre i risultati della compressione sono sempre prevedibili, meno lo è la distorsione armonica e di fase, il che costringe a sperimentare di volta in volta. Se è questo il colore che cercate, Dual Vandergraph vi darà anni di soddisfazione e non a caso: chi lo ha progettato aveva ben chiaro il risultato da ottenere e come arrivarci.

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