Apertura1_Casey-Fox-PercDal 1996 Casey, che al momento risiede in Inghilterra, lavora senza interruzione in progetti di alto profilo, tra i più recenti citiamo Valkyrie, Astroboy, Superman Returns, I fantastici quattro, collaborando soprattutto con compositori del calibro di John Ottman e Christophe Beck.
Ultimamente si è cimentato con Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, adattamento cinematografico del primo romanzo della serie letteraria scritta da Rick Riordan e diretto da Chris Columbus (già regista di Mamma ho perso l’aereo, Mrs. Doubtfire, Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti).

Matteo Milani: Casey, raccontaci le origini della tua vocazione.
Casey Stone: Da bambino amavo la tecnologia, i computer e la musica. Anni dopo ho cominciato a frequentare diversi studi di registrazione musicale, mondo al quale sono sempre stato molto interessato. Per diventare tecnico del suono e indirizzarmi verso l’aspetto cinematografico della registrazione musicale ho dovuto aspettare il periodo del college. Ho scelto questa attività perché apprezzo l’elemento incentivante extra che ti regala il lavoro con le immagini; inoltre ho sempre avvertito la possibilità di avere una carriera più longeva in questo ambiente. Il mio lavoro attuale è quello di registrare e missare la colonna sonora e farla suonare in modo ottimale per il cinema e la pubblicazione su CD. Lavoro con il compositore per raggiungere il suo suono ideale. Non sono normalmente coinvolto nella produzione di musiche classificate solitamente come canzoni.

 

Fig. 1 – Casey alle prese con il posizionamento di un microfono
Fig. 1 – Casey alle prese con il posizionamento di un microfono

MM: Puoi descriverci il tuo percorso in un progetto musicale cui sei particolarmente legato?
CS: Ho moltissimi favoriti. In cima alla classifica ci sono The Sentinel (regia di Clark Johnson, 2006), score eccezionale e stimolante, molto asciutto e dal suono pieno; The Pink Panther (regia di Shawn Levy, 2006) è stata una grande esperienza nel riproporre il famoso tema di Henry Mancini, e lo stesso vale per Superman Returns (regia di Bryan Singer, 2006).  Dal momento in cui sono coinvolto in un progetto, il compositore ha già scritto una buona parte della colonna sonora e sa esattamente il tipo di elementi di cui avrà bisogno: orchestra, piccolo ensemble, sezione ritmica, ecc, così come l’aggiunta di tracce di synth e sample. Se non è già stato definito in precedenza, posso suggerire lo stage, ossia il luogo dove avverranno le registrazioni (più precisamente a quale studio rivolgersi).
Quindi procedo con la definizione del setup, che include l’eventuale attrezzatura da noleggiare, i microfoni da utilizzare e il relativo posizionamento, oltre a numerosi altri argomenti per ottimizzare il flusso di lavoro in studio. Inoltre decido dove collocare i musicisti nello spazio adibito alla registrazione. Una volta terminate le registrazioni, per il missaggio solitamente ci si sposta in uno studio differente. Dopo che il music editor consegna il materiale per il mix finale con i dialoghi e gli effetti sonori, se richiesto, posso lavorare ulteriormente per produrre una versione dello score ottimizzata per la stampa in CD.

MM: A proposito di microfoni, quali sono le tue scelte in materia di attrezzatura analogica?
CS: Mi piacciono molto Sennheiser e Neumann, per me sono i migliori per le registrazioni orchestrali. Talvolta mi avvalgo di preamplificatori microfonici Millennia e Neve, soprattutto per fiati e percussioni. Non utilizzo molto equipment vintage, ad eccezione di alcuni microfoni come KM56, U67, M49.
Per la configurazione Decca Tree, uso tre Neumann M50 o M150 con l’aggiunta di microfoni frontali spaced wide come il Sennheiser MKH-800, più una coppia di trasduttori per catturare l’ambiente più lontano destinato ai canali posteriori. Considerando i microfoni di rinforzo per le diverse sezioni, per una grande orchestra posso arrivare a posizionare anche fino a 50 unità. Ovviamente la procedura di microfonazione si semplifica quando lavoro in uno studio dove conoscono già il mio setup.

MM: Le tue specialità sono le colonne sonore ibride, con l’orchestra combinata con parti elettroniche.
CS: Solitamente la composizione e l’orchestrazione ti restituiscono un giusto equilibrio tra i diversi strumenti, ma il bilanciamento finale fa parte del mio lavoro e ottenerlo al meglio è importante per l’impatto musicale complessivo. Molti dei compositori con i quali lavoro amano registrare insieme tutta l’orchestra, ma di tanto in tanto è necessario avere le percussioni separate, per un migliore controllo nel mix. Un’altra tecnica è quella di registrare prima l’intera orchestra e in un secondo passaggio solo la sezione degli archi, la quale soffre maggiormente del mascheramento quando l’orchestra esplode nelle parti di massima dinamica, forte (f) o fortissimo (ff). Una volta raddoppiata la parte degli archi, è possibile alzarla di volume, senza utilizzare i singoli microfoni di rinforzo che possono rovinare l’alchimia sonora e fare suonare tutto più piccolo.

 

Fig. 2 – Sessione di mixing per Valkyrie (regia di Bryan Singer, 2008), © fotografia: Larry Mah
Fig. 2 – Sessione di mixing per Valkyrie (regia di Bryan Singer, 2008), © fotografia: Larry Mah

MM: Utilizzi molta automazione oppure preferisci i processori di dinamica per aggiungere un po’ di presenza nei tuoi mix?
CS: Raramente trovo necessario usare della compressione sull’orchestra. Molte tracce non orchestrali (synth/virtual instrument) che ci vengono fornite dal compositore spesso sono già trattate durante la pre-produzione. Quello che faccio di frequente è una moderata automazione sui fader durante il missaggio, ma ciò varia moltissimo a seconda del progetto. Qualche volta score molto complessi non hanno bisogno di questo tipo di intervento (grazie alla eccellente combinazione di notazione musicale e ripresa microfonica, ndr); in altre occasioni ci possono essere anche 100 passaggi. Mi rendo conto però che applicando un limiter su sezioni di strumenti è possibile consegnare le tracce audio leggermente più loud, senza preoccuparsi troppo di eventuali clipping sulle parti orchestrali con più energia. In ogni caso, nel cinema ci sono sufficiente dinamica e headroom nel segnale da rendere inutile e controproducente ogni trattamento di mastering sulla colonna sonora.

MM: Hai qualche tecnica preferita per eventuali interventi di noise reduction?
CS: Oggi con la tecnologia digitale le maggiori sorgenti di rumore sono microfoni a valvole, outboard analogico e riverberi hardware, che non utilizzo molto. Talvolta ci sono però tracce di synth che sono state registrate a basso livello e che hanno quindi bisogno di tanto guadagno per essere collocate nel mix. Il mio intervento correttivo è solitamente quello di attenuare parte delle alte frequenze con un equalizzatore.

 

Fig. 3 – Un’immagine tratta dal film Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo
Fig. 3 – Un’immagine tratta dal film Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo

MM: Qual è il tuo ambiente hardware/software di riferimento e come lo gestisci durante la tua attività?
CS: Utilizzo Pro Tools sia come registratore/editor sia come mixing console. Nel primo caso, la pianificazione è l’elemento più importante: quando lavori continuamente con lo stesso gruppo di collaboratori, molti aspetti non sono più presi in considerazione ogni volta, perché si instaura un normale flusso di lavoro. Prima di tutto, nelle sessioni Pro Tools vengono importati i contributi dei compositori e create le tracce di click per la riproduzione nello scoring stage; dobbiamo inoltre essere sicuri che la frequenza di campionamento e il frame-rate aderiscano alle specifiche richieste per la consegna dei materiali per le successive lavorazioni. Per quanto riguarda il missaggio In The Box la quasi totalità del processamento del segnale è ottenuta dai plug-in. Se invece sto missando su una console esterna può succedere di non applicarne nessuno, fin quando non ho la necessità di intervenire chirurgicamente con un particolare plug-in di equalizzazione, e non esito certo a farlo. Capita spesso di aprire un riverbero per un effetto speciale su una traccia, ma non ho ancora trovato finora un beneficio dal punto di vista sonoro per includere outboard esterno nella sessione e perdere la possibilità del total recall, forse in poche eccezioni.

MM: Potresti spiegarci il tuo ruolo quando lavori con i compositori? Quali sono le responsabilità dello scoring mixer durante le registrazioni?
CS: Beh, in definitiva il compositore è il boss. È mia abitudine dare suggerimenti e fare osservazioni durante le sessioni che possono portare anche a cambiamenti di orchestrazione in alcuni momenti. Nella maggior parte dei casi sono consigli relativi alla dinamica dell’orchestra, per esempio se qualche singolo strumento deve essere più forte o più silenzioso durante il missaggio. Essendo responsabile del controllo qualità, preferisco ottenere la dinamica desiderata in sala, con i musicisti: qualche volta il compositore dimentica di valutare il bilanciamento delle proprie tracce musicali con gli altri contributi sonori, il che cambia parecchio le cose. Per questo verifico sempre ogni scena con la traccia dei dialoghi come riferimento.

 

Fig. 4 – Al lavoro sul progetto Fantastic Four
Fig. 4 – Al lavoro sul progetto Fantastic Four

MM: Hai lavorato e continui a frequentare diversi studi di registrazione. Hai qualche preferenza?
CS: Registrare nei classici Studios è sempre un piacere: MGM Scoring Stage (Sony Pictures Studios), The Newman Scoring Stage (20th Century Fox Film Studios), The Eastwood Scoring Stage (Warner Brothers Studios), AIR Lyndhurst Hall (AIR Studios), Abbey Road Studios. In passato ho lavorato in un piccolo studio residenziale con una console digitale Euphonix System 5; inoltre mi piace molto missare presso Todd AO West, dove hanno diversi piccoli dub stage e infine aggiungo The Village Recorder.

MM: Per concludere, consigli per chi vorrebbe intraprendere la tua attività.
CS: Devi essere affidabile, concentrato, appassionato, preciso, calmo quando sei sotto pressione, paziente, collaborativo. Devi avere naturalmente un’innata musicalità e formazione musicale… e un orecchio perspicace!

www.caseystone.com
casey@caseystone.com