Assomusica

Diamo voce ad una lettera di Claudio Trotta pubblicata sul sito di Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal vivo), condividendone dubbi e opinini.

L’11 febbraio a Palazzo Marino il Comune di Milano ha presentato il progetto di ristrutturazione del Teatro Lirico, con grande risalto per il passato della struttura: spesa prevista 16,5 milioni di euro. E provocatoriamente chiedo: è proprio necessario riaprire il Lirico? Sarà concorrenziale con altri Teatri Europei? Attirerà compagnie internazionali? Pubblico Internazionale? Si sosterrà economicamente senza bisogno di accedere al Fondo unitario dello spettacolo che forse neanche esisterà più?
Qualcuno si è posto queste domande prima di stanziare 16,5 milioni di denaro pubblico? È stata chiesta agli operatori dello spettacolo o ai rappresentanti delle loro categorie, Agis/ Assomusica e altre, un’opinione? Si è utilizzata la loro consulenza gratuita per l’elaborazione del progetto? Credo di no e credo non siano state valutate le esigenze delle nuove generazioni per forme di intrattenimento moderne e linguaggi contemporanei, privilegiando il passato soprattutto istituzionale.
Per esempio penso: all’esigenza di spazi nei quali allestire, a proprie spese, strutture temporanee viaggianti che nel mondo presentano spettacoli multidisciplinari, di grande appeal per un pubblico internazionale e intergenerazionale; all’esigenza crescente di strutture per un pubblico infantile e adolescenziale, che partecipa in massa ad eventi musicali in spazi studiati per adulti, con i disagi del caso; all’esigenza di spazi all’aperto con capienza variabile da 1.500 a 6.000 persone per concerti, family show, spettacoli di edutainment, teatro moderno e danza; all’esigenza di ricreare le reali opportunità per la crescita di piccoli club e locali dove suonare con impianti adeguati e senza che il gestore rischi guai vari perché ospita musica dal vivo; all’esigenza di riattrezzare i parchi milanesi con i vecchi palchi stile Teatro Burri del Parco Sempione, dove suonare musica da camera, jazz, pop, folk e far recitare compagnie di teatro da piccolo palcoscenico; alle tante altre esigenze che la città manifesta e metterà in luce in futuro.
Siamo proprio sicuri che sia più importante spendere 16.5 milioni di euro (per ora…ricordiamoci del Teatro Strehler) per far rivivere un Teatro che sicuramente ha segnato un pezzo di storia di questa città, ma che forse ha anche fatto definitivamente il suo tempo?
Io il dubbio ce l’ho.

Claudio Trotta
Barley Arts