Levini Pulce
Felice Levini – La pulce nell’orecchio

Fino a pochi giorni fa si pensava che l’altezza di un suono dipendesse da un aspetto cognitivo, ovvero che il cervello stesso elaborasse i segnali inviati dall’orecchio, mentre tutto ciò avviene all’interno della coclea, dove viene definita l’altezza del suono. Lo dimostrano Florian Gomez e Ruedi Stoop dell’Università e del Politecnico di Zurigo in uno studio su “Nature Physics”.

Lo studio ha dimostrato che il riconoscimento della frequenza del suono dipende solo dalla propagazione del fluido cocleare e quindi non da fattori cognitivi. Più complesso è il riconoscimento di suoni composti da più frequenze (accordi, o praticamente qualsiasi suono composto da fondamentale+armoniche); molti scienziati hanno trattato questo argomento, tra cui Helmoltz e Ohm. Anche questo processo si presumeva avvenisse attraverso la corteccia cerebrale.

coclea

Gli autori dello studio hanno verificato l’ipotesi che l’acquisizione dei dati sull’altezza delle varie componenti avvenisse fisicamente, tenendo conto della propagazione del liquido all’interno della coclea. La struttura a forma di chiocciola (da cui il nome) ha il compito di trasmettere le vibrazioni degli ossicini dell’orecchio medio (martello, incudine e staffa) messi in vibrazione dal timpano, all’organo dei Corti, responsabile della trasduzione in inpulsi nervosi (una sorta di convertitore A/D) da inviare al cervello.

Per la ricerca è stato messo a punto un modello biofisico realistico della coclea, studiando la propagazione delle onde all’interno del liquido cocleare. I dati acquisiti sono in totale accordo con i dati sperimentali ottenuti sugli esseri umani e con i test fisiologici condotti in laboratorio su coclee di gatto.