Apertura 2 Sym_IO_NeveSchermata 2014-07-03 alle 10.41.51Symphony I/O è un convertitore modulare che nasce con la connessione di serie a sistemi Pro Tools HD o Symphony 64 PCI, affiancato a connessioni Ethernet e USB 2.0, e I/O di Word Clock con pulsante per la terminazione. A questa base, comune a tutte le configurazioni, è necessario aggiungere una scheda a scelta tra 8 I/O Analog + 8 AES I/O, 8 Analog I/O + 8 Optical I/O, 16 Analog In + 16 Optical Out e 16 Analog Out + 16 Optical In e scheda 8 Mic Preamp con otto preamplificatori microfonici. Poiché lo chassis, in due unità rack, dispone di due slot, è possibile aggiungere una seconda scheda tra quelle già citate per espandere il sistema, in qualsiasi combinazione. Per questo test, abbiamo chiesto una configurazione base con 8 I/O analogici e 8 I/O AES/EBU da usare con Pro Tools HD.

Indipendente dalla configurazione, Apogee permette di usare il convertitore in modalità differenti, che dipendono dalla connessione. Oltre a Pro Tools HD o Symphony 64 PCI, è possibile usare Symphony in modalità Standalone come convertitore puro con uscite e ingressi digitali secondo le schede installate e, in futuro, come interfaccia audio USB 2.0. Il software di controllo Maestro 2, per il quale è necessaria la connessione USB 2.0, sarà reso compatibile con Duet, One e serie X in una prossima release. Al momento non tutte le funzioni sono implementate e siamo alla versione beta 3 di Maestro 2. È previsto l’uso di quattro Symphony I/O con scheda Symphony PCI e di due Symphony I/O su sistemi Pro Tools HD.

La compatibilità con Pro Tools HD parte dalla versione 7.4 su schede PCI e PCIe e richiede Mac OS X 10.5.8 o 10.6.4 o superiori. Poiché la programmazione di Symphony, in alcuni dei suoi parametri, è esclusiva di Maestro 2, gli utenti di PT HD su Windows o su PowerPC necessitano di un computer Apple Mac Intel con USB 2.0, anche di minime specifiche, per poter accedere a Maestro. È da rimarcare che una volta programmato Maestro per impostare i parametri, è possibile scollegare Symphony dalla connessione USB 2 e proseguire a lavorare secondo la modalità scelta.

Hardware

Il pannello frontale ospita il pulsante di standby retroilluminato e le due uscite cuffia. In mezzo c’è il display che mostra la frequenza di campionamento, la sorgente di clock, l’assegnazione delle 16 barre LED a 10 segmenti per In e Out analogici/digitali e due encoder, con funzione di pulsanti per il richiamo di alcune funzioni, tra le quali la modalità d’uso del convertitore.

Il modello in prova è dotato di scheda 8 Analog I/O + 8 AES I/O, per cui troviamo ingressi e uscite analogiche di connettore DB25 bilanciato in formato Tascam, seguiti dalla connessione AES/EBU su DB25 in formato Yamaha, un S/PDIF In e un Out su RCA. Tutte le schede implementano le connessioni analogiche su connettore DB25, con le relative porte digitali.

Fig. 1 - Le connessioni dell’unità in prova, con scheda 8 I/O Analog + 8 AES/EBU I/O
Fig. 1 – Le connessioni dell’unità in prova, con scheda 8 I/O Analog + 8 AES/EBU I/O

Aprendo il coperchio si scoprono aspetti originali del progetto: è presente un Coiltronics VPH5-0155, che mette a disposizione numerosi induttori, e due controlli digitali di volume (Cirrus Logic CS3318 CQZ) che hanno 127 dB di dinamica con livelli a step di 1/4 di dB da -96 dB a +22 dB. Gli operazionali sono spesso Burr-Brown OPA 1632, che hanno uno slew rate di 50 V/µsec con bassissima distorsione. Presenti anche dei Burr-Brown OPA 1612 con slew rate di 27 V/µsec facenti parte della serie SoundPlus per applicazioni audio di classe elevata. I convertitori A/D sono quattro Cirrus Logic CS5381 KZZ con 120 dB di dinamica mentre il convertitore D/A è un progetto custom di Apogee, con impedenza all’uscita analogica di soli 25 Ω. Il flusso del segnale digitale è gestito da uno Xilinx Spartan. Presenti due convertitori D/A CS4398, probabilmente assegnati alle uscite cuffie.

L’alimentatore switching opera in sync multiplo con la frequenza di campionamento dei convertitori. Presente la ventola di raffreddamento, controllata da sensori termici e non programmabile. Symphony I/O utilizza il generatore di clock C777. Le specifiche parlano di un range dinamico D/A di 129 dB (A Weighted) e di 120 dB in A/D, con livelli di distorsione inferiori a 0,00024% in A/D e 0,00014% in D/A.

Software

Maestro 2 è l’applicazione per Mac OS X che consente di controllare i parametri hardware e software di Symphony I/O. Per utilizzarla è necessario collegare un cavo USB 2.0 al Mac, evitando hub USB perché la connessione è particolarmente sensibile. Via USB 2.0 è possibile l’upgrade del firmware interno di Symphony I/O. Maestro 2 è in grado di controllare tutte le Symphony I/O collegate. I primi controlli del software sono dedicati al livello delle uscite audio usate per i monitor e per le due cuffie, i cui canali audio di riferimento sono impostati nella pagina Output, con relativi comandi di Mute. La corrispondenza dei parametri segue le impostazioni da pannello, dove è possibile, usando gli encoder, stabilire il livello d’uscita per i monitor e per le cuffie e, premendo il secondo encoder, attivare il Mute.

Fig. 2 - L’interno  di Symphony I/O
Fig. 2 – L’interno
di Symphony I/O

La pagina di Input permette, per ogni canale analogico, di stabilire il livello analogico di riferimento (+4 dBu, -10 dBV o variabile), il livello di riferimento digitale (da -20 dBFS a -10 dBFS con valori intermedi) e l’attivazione del limiter analogico (-2 dBFS, -4 dBFS, Soft Saturate, Soft Crash). Ogni canale dispone del proprio trimmer analogico graduato in una scala di +/-2 step oppure con una scala da 0 a 25 quando il livello analogico di riferimento è impostato su variabile. Per gli ingressi digitali è possibile definire la coppia di canali analogica o digitale che avrà come sorgente l’ingresso S/PDIF.

La pagina Output ripropone la scelta del livello di +4 dBu o -10 dBV per le uscite analogiche con trimmer per singolo canale con scala da +2/-2, l’assegnazione della coppia di uscita analogica o digitale indipendente per le due uscite cuffia, e il formato di uscita per i monitor tra Stereo, 5.1 e 7.1. Al momento, Maestro 2 assegna le uscite analogiche 1-2 alla funzione di Speaker e non è possibile richiamare altri canali. Troviamo qui la possibilità di inviare all’uscita S/PDIF una qualsiasi coppia di canali analogici o digitali.

La pagina di Standalone Routing consente di reindirizzare gli ingressi stereo analogici o digitali alle uscite e, non avendo Maestro 2 un mixer interno (previsto in un update), non è possibile assegnare più ingressi alla medesima coppia di uscita, mentre invece è possibile assegnare una coppia di ingressi a più uscite contemporaneamente.

L’ultima pagina di System Setup permette di definire la sorgente di clock, la frequenza di campionamento, la durata del peak meter e dell’Over. L’utilità di Maestro è legata alle impostazioni dei livelli di riferimento analogici e digitali, nonché all’eventuale routing in standalone. Le impostazioni di Maestro rimangono memorizzate in Symphony I/O, per cui una volta programmata è possibile dimenticarsi Maestro. Ogni modalità operativa del convertitore può avere impostazioni differenti.

Utilizzando una connessione con scheda Symphony 64 PCI è possibile accedere ad alcune funzioni ulteriori e integrare Symphony I/O come interfaccia audio in CoreAudio.

Symphony I/O e Avid Pro Tools HD

Ogni modulo di Symphony I/O è visto da Pro Tools HD come un’interfaccia 192 in grado di gestire 16 canali audio bidirezionali (12 a 176,4/192 kHz), per cui usando due moduli su una sola Symphony I/O vedremo due 192. Il collegamento avviene tramite cavo DigiLink. La programmazione del clock e della frequenza di campionamento è controllata direttamente da Pro Tools. Maestro 2 è necessario per la calibrazione, la configurazione dei meter, il formato degli I/O digitali e in futuro per la programmazione della scheda con preamplificatori microfonici. Non occorre che Maestro giri sullo stesso computer sui cui è installato PT HD. Rimangono attivi gli encoder per i livelli dei monitori e delle cuffie. Il routing avviene invece dalle pagine di Pro Tools HD. Le informazioni delle pagine di supporto di Apogee, inoltre, spiegano bene come utilizzare Symphony I/O assieme a una 192 e a più moduli, e come impostare il clock secondo le connessioni digitali disponibili. Symphony I/O ignora i comandi di Pro Tools HD relativi alla calibrazione e al formato digitale, tuttavia assicura la perfetta compensazione del delay come fosse una 192, tanto che i tempi che abbiamo misurato sono identici a quella di una 192. Le connessioni DB25 digitali sono compatibili con il formato Yamaha, cosa di cui tener contro, e quelle analogiche sono in formato Tascam. Durante i test non abbiamo mai avuto alcun crash di sistema, sia su Pro Tools HD su PCIe che su bridge PCI/PCIe.

In prova

I componenti elettronici sono di primissima qualità e giustificano immediatamente gli ottimi risultati che si ottengono. L’architettura è evidentemente stata realizzata senza scendere a compromessi ed è possibile che una parte importante delle prestazioni sia data anche dall’uso del convertitore D/A proprietario e da un progetto custom che dimostra una conoscenza eccellente sui temi della conversione. Gli encoder non danno una grande impressione di robustezza. La ventola si fa sentire e non è meno silenziosa di una Digidesign 192: si percepisce chiaramente il suo lavoro.

Fig. 3 - Il componente Coiltronics
Fig. 3 – Il componente Coiltronics

La compensazione del delay su Pro Tools HD è identica a quella della 192, emulando necessariamente i tempi di una 192, ma in realtà Symphony è in grado di essere più veloce rispetto ai valori rilevati. Per avere latenze ancora migliori della 192 è però necessario abbandonare la piattaforma Pro Tools HD con schede TDM e rivolgersi alla scheda Symphony 64 PCI.

Fig. 4 - Il DAC Apogee
Fig. 4 – Il DAC Apogee

Chi sceglie una Symphony I/O per Pro Tools HD sa di avere una Ferrari con un limitatore sull’acceleratore dei tempi, dovuto al necessario rispetto della compensazione del delay emulando una 192. Il vantaggio di una Symphony I/O con un sistema HD è la qualità di conversione. A oggi non tutte le funzioni sono implementate ma la timeline di Apogee è già tracciata e seguita con buona coerenza. Noi l’abbiamo provata con la versione 3 beta e ha funzionato senza problemi. In futuro la connessione USB 2.0, sensibile su Mac tanto da escludere l’uso di hub, potrà aprire le porte all’uso di Symphony anche a tutte le altre DAW e, visto l’aspetto elegante, al mercato dell’alta risoluzione Hi-Fi. Già ora Symphony I/O si pone come un investimento interessante per chi cerca un’interfaccia versatile in termini di connessioni. Leggendo la timeline, è chiaro che Symphony I/O sia da vedere come un convertitore e un router analogico/digitale piuttosto completo con caratteristiche da implementare in futuro.

Un giudizio sulle reali capacità software rimane quindi sospeso fino a completamento delle release. Per esempio, le funzioni di monitor controller sono oggi ridotte all’uso della prima coppia di uscite analogiche, il cui volume è controllato dall’encoder su pannello. Poco male. Il motivo per cui Symphony I/O troverà grandi estimatori non è nel software attuale ma nel suono, e qui arriviamo al punto. Lo abbiamo messo a confronto diretto con Prism ADA-8XR e Avid Omni HD, quest’ultima con gli stessi convertitori di Avid I/O ma con un circuito di clock inferiore. La sorpresa c’è stata! Symphony I/O ha una conversione A/D che è allo stesso livello di Prism ADA-8XR, a qualsiasi frequenza di campionamento, mentre in D/A è oggi il miglior convertitore multicanale presente sul mercato che abbiamo mai ascoltato. Il suono è vivo e presente, quasi analogico, mai sgranato, con transienti che non faticano a emergere ma senza picchi anomali, con un pieno di dinamica che rende il suono piacevolissimo all’ascolto.

Fig. 5 - Le impostazioni  di Output su Maestro 2
Fig. 5 – Le impostazioni
di Output su Maestro 2

Ogni tanto abbiamo creduto che ci fosse un trasformatore in uscita per quanto i bassi tendevano a essere ben disegnati in dinamica e attacco, più presenti e potenti, ma mai confusi o con zone d’ombra. Symphony I/O restituisce un’immagine tridimensionale più precisa degli altri convertitori, più naturale e più ampia. C’è una maggiore profondità e un orizzonte più ampio.

Fig. 6 - Il routing su Maestro 2
Fig. 6 – Il routing su Maestro 2

Ogni singolo strumento del mix ha la sua collocazione più vera e soprattutto non c’è mai un cedimento sulla resa dinamica, neanche in mix particolarmente affollati. È impressionante sentire quasi l’aria attorno alla cassa della batteria, che assume un corpo di reali proporzioni, spesso più ridotto su altri convertitori. Quando c’è bisogno di spinta o di tratteggiare i dettagli più fini, Symphony non ha alcun problema e nella naturalezza del messaggio sonoro, soprattutto sulle basse frequenze, traspare un disegno diverso dai classici convertitori. Fa sembrare i precedenti AD-16X e DA-16X vecchi di qualche anno, e dispiega le ali della dinamica in voli a largo raggio dove ogni elemento è vitale e meno artificiale rispetto a quanto abbiamo sentito fino a oggi su convertitori simili. Il modello timbrico è diverso da Prism e Avid, con caratteri tipicamente americani, ma mai eccessivi, dove le medie sono più presenti assieme ai bassi, che comporta una sensazione di loudness maggiore a parità di livello d’uscita. È cambiato anche l’approccio al timbro di Apogee: se siete abituati ai precedenti convertitori Apogee avrete una sorpresa ascoltando Symphony I/O. Qualcuno potrebbe trovarlo colorato, quasi analogico, rispetto ad altri convertitori di riferimento, ma a questi livelli la sensazione di colore è un aspetto personale. A noi piace, soprattutto sui brani più acustici. La differenza si percepisce già a partire da monitor a due vie di buona qualità e diventa evidente salendo con la qualità d’ascolto. Un accenno anche ai limiter interni: la loro qualità è adatta al compito di preservare gli overload, tuttavia sono da usare con cautela per non caratterizzare troppo i transienti quando si esagera.

 Conclusioni

Se saranno mantenute tutte le promesse, come sembra, e sarà confermata l’affidabilità dell’hardware, Apogee ha fatto centro. Sebbene il software di controllo e il progetto non siano ancora completati in ogni caratteristica prevista, il convertitore funziona senza incertezze e, soprattutto, segna un passo avanti circa la musicalità del suono dal digitale all’analogico e viceversa. C’è musica, definizione e carattere: l’udito ringrazia e la qualità del lavoro ne guadagna.

Distributore

Sound Wave Distribution

Via Marmolada 2/G – Spresiano (TV)

Tel. 0422 887465

soundwave@soundwave.it

www.soundwave.it

Prezzo Symphony I/O: € 1.699,00 IVA inclusa

Prezzo 8 Analog I/O + 8 AES I/O: € 1.999,00 IVA inclusa

Prezzo 8 Analog I/O + 8 Optical I/O: € 1.999,00 IVA inclusa

Prezzo 16 Analog In + 16 Optical Out: € 1.999,00 IVA inclusa

Prezzo 16 Analog Out + 16 Optical In: € 1.999,00 IVA inclusa

Prezzo 8 Mic Preamp: € 1.999,00 IVA inclusa

 

L’emozione si fa più intensa. L’accoppiata tra Symphony I/O e Symphony 64 PCI è quella che garantisce i migliori risultati possibili in termini di potenza, latenza e caratteristiche ma nulla vieta di usarlo come puro convertitore per Pro Tools HD e, nel futuro, come interfaccia audio USB 2.0 indipendente. Da oggi c’è un nuovo re nel regno dei convertitori multicanale che, probabilmente, segnerà nuovi confini nelle prossime produzioni, prima di tutto americane. Symphony I/O ha messo in fila i concorrenti più prestigiosi quando si parla di qualità sonora, con un prezzo che scende verso i limiti del project studio e si fa davvero interessante per chi cerca otto o sedici canali della migliore qualità. Un vento nuovo in un settore di alto livello dove ci vogliono anni per ascoltare qualcosa di innovativo nel suono.