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Scratch My Back è stato registrato presso gli Air Studios (Lyndhurst Road, London) di George Martin e i Real World Studios (Box, Wiltshire), il prestigioso e pionieristico studio di registrazione dello stesso Gabriel. Abbiamo incontrato l’arrangiatore di Scratch My Back, John Metcalfe, compositore e violista inglese, e il tecnico personale di Peter Gabriel, Richard “Dickie” Chappell. Lo stile unico di Metcalfe è il risultato della sua vasta esperienza in Classica, Pop ed Elettronica. Ha iniziato a suonare la viola a 10 anni, prima di spostarsi in Gran Bretagna dalla Nuova Zelanda. Chappell ha lavorato a tempo pieno per Gabriel sin dal suo ingresso nel 1987 ai Real World Studios.

Matteo Milani: John, quali sono gli elementi che hanno formato il tuo background artistico?

John Metcalfe: La maggior parte delle mie influenze musicali hanno origine durante il periodo in cui ho vissuto a Manchester. A quel tempo, studiando viola, ho iniziato ad ascoltare enormi quantità di musica classica. Ero inoltre, e sono ancora, un grande fan dei Kraftwerk, ma anche dei Joy Division. Allora frequentavo il club The Hacienda, quando la musica house iniziava a infiltrarsi da Chicago e New York. Successivamente ho cominciato a interessarmi molto a musicisti leggendari come Steve Reich e Kevin Volans.

MM: Richard, puoi definire il tuo ruolo all’interno dei Real World Studios?

Richard Chappell: Sono il tecnico del suono personale di Peter Gabriel, quindi sono sempre al suo fianco quando scrive nuove canzoni o si esibisce dal vivo. Il metodo che utilizziamo in studio mi è stato trasmesso dal produttore e precedente sound engineer di Peter, Dave Bottrill. Con la mia presenza qualsiasi artista in studio non deve mai pensare alla tecnologia, può concentrarsi solo sull’ascolto e la scrittura. Devo fare in modo di evitare che l’attrezzatura e gli strumenti possano ostacolare il flusso creativo in studio. Se non sei veloce, c’è il rischio di perdere l’idea, e ciò non va bene.

MM: John, quale è il ruolo dell’elettronica nel tuo passato e nei tuoi prossimi progetti elettroacustici?

JM: Sono interessato al suono e non particolarmente al processo per ottenere il suono stesso. È interessante per me che ci sia una sovrapposizione e una somiglianza sonora tra strumenti acustici e suoni elettronici. Cerco di lavorare con suoni e musica per realizzare un forte impatto emotivo. Naturalmente in tutto questo c’è molta sperimentazione, gli incidenti di percorso sono una buona cosa!

Fig. 1 – La grafica del CD Scratch My Back
Fig. 1 – La grafica del CD Scratch My Back

MM: Quali sono le armi segrete collocate nel tuo studio?

JM: In passato ho amato molto l’outboard esterno, preferibilmente con molte lucine lampeggianti! Ma ora è tutto nel mio Mac. Preferisco aver acceso al minor numero di dispositivi possibile nello studio dove lavoro. Utilizzo Digital Performer con interfacce MOTU e un paio di KRK V4. Ho un Neumann TLM 103 che uso per tutto. Mi piacerebbe avere un microfono migliore, ma onestamente il suono della mia stanza è così brutto che non ne vale proprio la pena! Come plug-in mi piacciono i Waves, anche se credo che il supporto per i loro prodotti potrebbe essere migliorato, e OhmBoyz, groovy stuff! Speakerphone di Audioease è meraviglioso, così come Altiverb, naturalmente.

MM: Richard, quale è la configurazione che utilizzi con Peter durante le sue sessioni compositive?

RC: Il setup per la ripresa vocale è solitamente costituito da un microfono Sony C800 attraverso i pre ed eq della console digitale Sony Oxford OXF-R3 con una lieve attenuazione del compressore LA-2A. Usiamo Pro Tools come multitraccia attraverso l’Oxford oppure se non siamo nella Writing Room di Peter, utilizziamo sempre convertitori Prism Sound. Tutti i nostri soft synth e la libreria di suoni risiedono su una workstation a parte basata su Apple Logic Studio e controllata da una keyboard Kurzweil K2600. Inoltre è installato anche Ableton Live che utilizziamo costantemente via ReWire in Pro Tools, così come in tutti i live per gestire il playback. Ableton Live è il migliore, grande società e sofware sorprendente. Elaborare nuove idee con un’applicazione come questa è estremamente veloce.

MM: John, come e quando hai iniziato a lavorare con Peter Gabriel per Scratch my Back?

JM: Quasi tre anni fa. Avevo già fatto qualche lavoro ai Real World Studios, ma l’occasione è arrivata quando Dickie Chappell è venuto a sentire un concerto di composizione dal vivo al quale ho partecipato. In seguito ha fatto il mio nome a Peter e ci siamo incontrati più tardi nel 2008. Mi ha consegnato quattro brani demo dai quali siamo partiti con il progetto.

MM: Quale è stato il tuo ruolo nella scelta e nella reinterpretazione della musica con e per Peter?

JM: Peter ha scelto tutte le canzoni, accettando suggerimenti da varie persone, incluso Bob Ezrin, ma non da me, non ho partecipato alla selezione. Peter ha impostato il tono per tutte le canzoni, ha deciso chiavi, tempo e mood. Il processo di arrangiamento è partito da lì. L’obiettivo di ogni interpretazione era di favorire il testo e la voce di Peter, così noi (Peter, Bob Ezrin e il sottoscritto) siamo stati molto precisi nello scrivere la partitura.

Fig. 2 – La Big Room ai Real World Studios, photography: York Tillyer ©2011 Peter Gabriel Ltd.
Fig. 2 – La Big Room ai Real World Studios, photography: York Tillyer ©2011 Peter Gabriel Ltd.

MM: “Penso che John (Metcalfe) abbia una posizione difficile e delicata, un ponte tra musica classica e modernità.” Cosa pensi di questa citazione apparsa sul forum di Peter Gabriel? Sei d’accordo?

JM: Credo che questa citazione voglia dire che ci sono potenziali problemi per l’ascoltatore rock/pop (che solitamente non è abituato ad ascoltare strumenti orchestrali) nell’essere aperto a reinterpretazioni di canzoni rock che non hanno chitarre e soprattutto batteria. Sì, il lavoro non è facile, ma l’obiettivo è preservare la canzone e non usare questa opportunità per mostrare soltanto ciò che l’orchestra può fare.

MM: Scrittura, orchestrazione, preparazione della partitura: quale è la tua strumentazione virtuale durante il lavoro come arrangiatore?

JM: Prima di tutto, sono un esecutore e piuttosto che inseguire particolari tecniche compositive, cerco di ottenere il senso di come qualcosa emotivamente suonerà dal vivo. Con Peter abbiamo improvvisato molto, e molte idee hanno avuto spazio nell’arrangiamento. Fondamentali sono state le librerie orchestrali EastWest Samples. Di solito sono abbastanza veloci per trovare il giusto tipo di suono che funziona per le demo. Ho anche usato Synthogy Ivory per il pianoforte. Una volta approvate le demo, sono passato quindi a Sibelius per lo scoring.

MM: Richard, quale hardware e software ami maggiormente nel tuo lavoro (eq, dinamiche, unità effetti, ecc)?

RC: Per quanto riguarda gli equalizzatori, mi piacciono molti i Sonnox e gli URS, seguono i compressori McDSP e i riverberi Sonnox e

 

Fig. 3 – John Metcalfe alla viola, ©Rebecca Harman
Fig. 3 – John Metcalfe alla viola, ©Rebecca Harman

MM: John, quanti musicisti hanno suonato per Scratch My Back?

JM: Alla fine, i musicisti coinvolti sono stati oltre 50, coro compreso: una grande orchestra da camera. Gli esecutori sono tra i migliori al mondo e includono i più bravi strumentisti per colonne sonore orchestrali qui a Londra. Per la sezione degli archi abbiamo utilizzato il maggior numero di persone provenienti da diversi quartetti, la nostra notazione richiede questo tipo di approccio, per ottenere un suono ben amalgamato e forte allo stesso tempo. Una scelta appropriata per canzoni come “Listening Wind” (Talking Heads), per esempio.

MM: Parliamo di missaggio: come hai calibrato tutti gli elementi sulla voce di Peter?

JM: Impostando tutti i fader in unitario e partendo da lì! Usando le orecchie e non solo gli strumenti di misura, evitando di guardare lo schermo del computer e le forme d’onda. Naturalmente ci sono state numerose tappe che abbiamo attraversato per rendere il suono il più naturale possibile e far emergere la presenza di esseri umani che hanno suonato e cantato davvero nello studio, lasciando respirare la storia e l’emozione di parole e musica.

Fig. 4 (a sinistra) – La registrazione dell’orchestra presso gli Air Studios, photography: York Tillyer ©2011 Peter Gabriel Ltd.
Fig. 4 (a sinistra) – La registrazione dell’orchestra presso gli Air Studios, photography: York Tillyer ©2011 Peter Gabriel Ltd.

MM: Richard, potresti definire il Sony Oxford R3 come uno strumento musicale?

RC: Come tecnico cresciuto ai Real Word Studios, sono stato molto fortunato a lavorare con persone del calibro di Kevin Killen e Dave Bottrill. Loro mi hanno mostrato come trasformare un SSL in uno strumento, suonandolo e rompendo la linea di demarcazione tra missaggio e registrazione, comprendendo così a fondo il banco, da rendere inutili eventuali outboard esterni. Ho sempre cercato di applicare questo metodo sul Sony Oxford. Come professionista devo conoscere il mio banco, la console è il mio modo personale di produrre un disco in modo creativo, senza concentrarmi troppo sull’operatività. Daniel Lanois, con cui ho lavorato ad intermittenza per quasi 15 anni, mi direbbe: “Se non riesci ad arrivare su tutti i fader con entrambe le mani, non ne vale proprio la pena”! Lui ama missare nel suo studio di Toronto, dove ha un Midas e questi piccoli fader, con entrambe le mani può controllare 24 canali con i quali può danzare sul suono. È necessario conoscere i propri ferri del mestiere, non ci sono scuse. La musica è la cosa più importante: si può avere tutta la attrezzatura di cui hai bisogno, ma se l’esecuzione viene interrotta perché non sai cosa fare con i tuoi strumenti, ripeto, questo lavoro non fa per te.

MM: John, “My Body Is A Cage” (Arcade Fire) è meraviglioso, con i suoi pianissimi e fortissimi, il contrasto, la ricchezza timbrica e un coro fantastico. Il tutto senza perdere la presenza della voce solista sui passaggi più energici dell’orchestra.

JM: Ti ringrazio, sono contento che ti piaccia! A volte è bene avere la traccia vocale in lotta contro lo tsunami di un’orchestra, è un buon modo per ottenere più intensità, piuttosto che domare l’orchestra come se fosse un cavallo imbizzarrito.

MM: Nella fase di mastering siete riusciti a conservare la dinamica originale dei vostri mix?

JM: Sì, penso che la dinamica sia stata ben preservata. Scratch My Back è stato masterizzato al Townhouse Studios da Tony Cousins. Non è il tipo di album che può essere facilmente riprodotto dalle stazioni radiofoniche commerciali, così abbiamo potuto lasciar respirare i brani, contrariamente agli schemi della musica pop.

Fig. 5 (sopra) – John Metcalfe e Richard Chappell al lavoro, photography: York Tillyer ©2011 Peter Gabriel Ltd.
Fig. 5 (sopra) – John Metcalfe e Richard Chappell al lavoro, photography: York Tillyer ©2011 Peter Gabriel Ltd.

MM: Richard, quali sono i tuoi pensieri sull’argomento loudness?

RC: Tutte le case discografiche hanno enormi archivi di registrazioni in altissima qualità, ma il mercato degli MP3 è enorme e quello high-end così piccolo. Troppi dischi al giorno d’oggi hanno zero headroom, abbiamo bisogno di promuovere e rivendere l’idea che l’MP3 è spazzatura e smetterla di vendere dischi distorti! È questo quello che succede tutti i giorni, stanno uccidendo la musica…

MM: John, durante l’arrangiamento orchestrale dei brani per il tour di Peter Gabriel “New Blood”, ci sono state differenze rispetto alla scrittura per il disco?

JM: Molto poche in realtà. Siamo stati chiaramente un po’ in apprensione per la reazione del pubblico, ma è stato semplicemente incredibile, i fan si sono veramente divertiti! Le canzoni suonavano straordinariamente bene e con un bel punch, grazie al PA e al nostro sound engineer Richard Sharratt che ha fatto un ottimo lavoro con il suono. Abbiamo completato il tour europeo e americano nel mese di maggio 2010, raccogliendo ottime recensioni lungo la strada. Abbiamo usato l’orchestra britannica per gli spettacoli a Londra e Berlino, e riunito orchestre locali a Parigi, New York e Los Angeles. Nel luglio 2010 abbiamo registrato alcuni dei maggiori successi dal catalogo di Peter Gabriel agli Air Studios per il prossimo album, il cui rilascio è previsto per il mese di giugno 2011.

Un ringraziamento a John Metcalfe, Richard Chappell e Annie Parsons dei Real World Studios.

www.realworldstudios.com 

www.airstudios.com 

www.john-metcalfe.co.uk