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Tutti i monitor di PMC sono dedicati al segmento alto dei monitor professionali. L’hardware del cabinet non è cambiato e anche i driver sono gli stessi: il driver per i bassi utilizza in cestello in alluminio e ha un cono da 140 mm. Il tweeter è un soft dome da 27 mm e la frequenza di crossover è rimasta a 2 kHz. Il nuovo amplificatore, chiamato PMC DS-001, è un progetto PMC con una potenza di 200 watt e una distorsione armonica inferiore al precedente amplificatore Mole a 120 watt integrato nel modello attivo. Il DS-001 consuma 15 watt. La costruzione ha gli stessi canoni dei modelli precedenti: il cabinet è costruito con un materiale rugoso sui lati, l’alloggiamento per l’amplificatore è collegato con un Neutrik Speakon all’elettronica interna e la protezione anteriore è in tessuto, fornita di serie.ssionali, tuttavia ce ne sono un paio che sono molto interessanti per il project studio o in

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tutti gli ambienti di minime dimensioni, dove è richiesto un ascolto più preciso e dettagliato malgrado l’acustica non ottimale. È il caso di DB1S-A II, il più piccolo dei monitor amplificati a due vie di PMC a linea di trasmissione. Mentre le dimensioni e i componenti passivi del monitor sono rimasti identici al modello precedente, il maggior cambiamento è nello stadio di amplificazione, grazie a un nuovo amplificatore in Classe D sviluppato da PMC. Infatti la risposta in frequenza è rimasta identica, da 50 Hz a 25 kHz con un valore di 108 dB di SPL a 1 metro.

La curiosità è tanta e quindi smontiamo l’amplificatore e lo apriamo. Il progetto PMC è basato su prodotti OEM di Hypex. L’alimentatore switching è un Hypex SPMS400 e l’amplificatore è un Hypex UCD400 OEM affiancato da una scheda . Hypex produce amplificatori in classe D definiti universali, che hanno la caratteristica di lavorare indipendentemente dal carico, garantendo un basso livello di distorsione armonica, con caratteristiche tecniche interessanti. Maggiori informazioni possono essere trovate sul sito hypex.nl.

In prova

I monitor PMC richiedono un approccio differente. Ci vogliono ore di rodaggio per far sì che la linea di trasmissione suoni come si deve, guadagnando in livello i bassi ed estendendo la risposta in frequenza. Di per sé, i monitor passivi sono in grado di arrivare a 45 kHz in risposta in frequenza, ma qui il limite è dato dalle specifiche dell’amplificatore. La versione II delle DB1S-A conferma innanzitutto il suono PMC, sempre molto preciso sui transienti, mai gonfio o inscatolato come sui bass reflex di medesime dimensioni, e con un dettaglio sulle alte frequenze di qualità notevole. Il confronto con i modelli bass reflex non è fattibile, tanto è differente la rappresentazione del messaggio sonoro. Usando monitor PMC, il piano tridimensionale è molto più facile da comprendere, come anche gli spazi e le collocazioni. Il suono ha dimensioni maggiori rispetto al cabinet e il posizionamento è più facile rispetto a un bass reflex.

Fig. 1 - La linea di trasmissione di DB1S-A II
Fig. 1 – La linea di trasmissione di DB1S-A II

Il nuovo amplificatore è un passo avanti rispetto al già buon Mole impiegato in passato. C’è più corpo, maggior dettaglio e risposta più veloce. Avendo una potenza maggiore, è più facile lavorare su livelli più alti rispetto al precedente modello senza incorrere in incertezze nel mix che richiede molta dinamica. Il suono e il dettaglio è adatto a scovare errori di bilanciamento nel mix e permette di lavorare con buona sicurezza con i compressori. Essendo a linea di trasmissione, ci vogliono alcune ore per abituarsi alla rappresentazione del segnale sonoro: inizialmente vi sembrerà che manchi quasi la parte medio bassa dello spettro, che in realtà c’è tutta ed è descritta evitando i difetti del bass reflex. Una volta compreso come suonano, è un attimo definire i livelli e le dinamiche. Sono più delicate, come rappresentazione, rispetto ai più rudi monitor di mix. Siamo al lato opposto delle vecchie NS 10M di Yamaha, che portano tutto avanti quasi sullo stesso piano.

Fig. 2 - Le connessioni posteriori
Fig. 2 – Le connessioni posteriori

Sulle DB1S-A II i piani sono rispettati e a volte esaltati, sono molto adatte per la musica classica e acustica o per capire gli ambienti e la loro interazione sulle tracce. Per questa ragione possono diventare monitor interessanti anche per chi vuole approcciarsi a un minimo di mastering, fermo restando che i modelli a tre vie sono maggiormente indicati. Il suono PMC, trasparente e veloce, è evidente anche sulle DB1S-A II. Il confronto con il modello precedente indica una migliore risposta ai transienti e un suono meno rigido, ben bilanciato su tutto lo spettro con una certa prevalenza di alte frequenze che permette una maggiore visione sulle sibilanti e sugli eventuali difetti del digitale. Sono monitor eleganti nella descrizione e nel comportamento.

Fig. 3 - L’amplificatore  in Classe D
Fig. 3 – L’amplificatore
in Classe D

Conclusioni

Decidere di investire sui monitor PMC e, in particolare, partire con i piccoli DB1S-A II è quasi una scelta di vita: si rinuncia fin dall’inizio a suoni schiacciati o portati tutti in avanti, per trovare spazio, ambiente e dettaglio. Ci vuole del tempo per abituarsi a questo modello di ascolto, ma i risultati non tarderanno ad arrivare.

Distributore

DIGILAND 

Via Provenza, 18 – Padova

Tel. 049 8702237

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Prezzo: € 2.144,00 + IVA la coppia

Street Price: 1.600,00 + IVA la coppia

Lavorare sui bassi e sulle medio basse con PMC è sempre stato facile, conducendo a decisioni corrette. I monitor DB1S-A II non smentiscono il suono PMC ma anzi lo rafforzano, grazie al nuovo amplificatore. L’upgrade nell’amplificazione non rivoluziona le performance di questi ottimi monitor, ma partecipa a potenziare l’ascolto verso una maggiore definizione, con una maggiore aderenza alle finalità del suono PMC. Dato il costo, sono riservati a studi di grado medio alto che vogliono offrire un ascolto diverso da quello abituale, alla ricerca di dettagli e particolari meno visibili, anche negli studi secondari per la preproduzione.