Apertura_Cubase6_box_12cmykdi Mauro Abbatiello

Schermata 2014-07-03 alle 15.43.13Cubase 6 ha introdotto finalmente una potente funzione di editing multitraccia in grado di quantizzare una batteria in pochissimo tempo. Il funzionamento è semplicissimo, basta selezionare le tracce, inserirle in una cartella (gli utenti Cubase sanno bene a cosa ci riferiamo) abilitare il tasto editing di gruppo, aprire il pannello di Quantizzazione (Fig. 1) e quantizzare come se stessimo usando delle semplici tracce MIDI. Dal pannello di Quantizzazione possiamo scegliere quale sarà la traccia di riferimento, cioè quella che Cubase userà per effettuare gli slice e quindi quantizzare tutte le tracce.

Dallo stesso pannello sarà possibile fare tutti i crossfade in modo automatico, potremo decidere i millisecondi delle dissolvenze incrociate, modificarne la curva con un editor, riempire gli spazi vuoti che si creano a causa della quantizzazione con i crossfade, oppure con il time stretching, sempre in modo automatico. Altra cosa molto importante è quella di poter annullare i tentativi di quantizzazione e ripristinare in qualsiasi momento il timing della registrazione originale semplicemente effettuando un Undo Quantize che, esattamente come per l’Undo Quantize MIDI, ci permette di ripristinare una traccia o un insieme di tracce (nel caso di una batteria) in qualsiasi momento, e intendiamo anche anni dopo e senza intaccare minimamente la storia delle modifiche, o se preferite l’Undo Globale.Abbiamo provato questa nuova funzione su una batteria di un brano di quattro minuti registrata su dieci tracce e abbiamo ottenuto un risultato perfetto in meno di cinque minuti, traguardo ottenibile in precedenza solo dopo ore di lavoro.

Fig. 1 - Editing di una batteria con particolare sulla traccia della cassa presa come riferimento per la quantizzazione
Fig. 1 – Editing di una batteria con particolare sulla traccia della cassa presa come riferimento per la quantizzazione

Interfaccia Grafica e occupazione CPU

L’interfaccia grafica è leggermente cambiata, risulta più rilassante e in un certo senso offre un impatto più ordinato e preciso. L’occupazione CPU è pressoché identica, mai superiore alla versione precedente. Chi si appresta a effettuare questo upgrade non dovrà temere la solita diminuzione di prestazioni che è il prezzo che solitamente si paga per passare a una release superiore. Cubase 6 sembrerebbe perfettamente compatibile con le versioni precedenti, non abbiamo avuto il minimo problema nell’aprire progetti vecchi realizzati con HALion One, anche se occorre precisare che la versione da noi utilizzata era un upgrade.

Rilevazione degli hitpoint perfetta

Gli Hitpoint possono essere definiti dei marker che identificano i transienti delle singole note all’interno di un loop o una traccia audio di batteria, basso, ecc. In Cubase sono fondamentali per poter realizzare diverse operazioni, come quantizzare le singole note di una registrazione, creare gli slice che possono essere successivamente importati in Groove Agent One o in un altro campionatore, editare una o più note, e creare dei marker.

Fig. 2 - Nuovo sistema di rilevazione degli Hitpoint basato sul parametro soglia
Fig. 2 – Nuovo sistema di rilevazione degli Hitpoint basato sul parametro soglia

La funzione di ricerca degli Hitpoint di Cubase 6 è stata migliorata moltissimo: grazie al nuovo parametro Soglia, che sostituisce il vecchio Sensibilità, è possibile definire i transienti anche in base al volume, o se preferite all’ampiezza delle note suonate all’interno del loop o della traccia. Poniamo il caso di dover trovare gli Hitpoint di una traccia di rullante (Fig. 2): tramite il parametro Soglia sarà possibile, grazie all’ausilio della grafica, trovare il giusto settaggio utile a identificare gli Hitpoint in modo corretto.

Quel rullante che non convince!

Sarà capitato mille volte di avere a che fare con un rullante di un loop o di una batteria registrata non benissimo e, nonostante il lavoro con decine di plug-in, proprio non si riesce a ottenere un risultato soddisfacente. In questi casi, per risolvere il problema in modo definitivo, un Drumagog o un Sound Replacer, in pratica uno strumento in grado di sostituire il rullante sfortunato, sarebbe sicuramente la soluzione più facile.

Cubase 6 ci permette facilmente di ottenere questo risultato grazie agli Hitpoint, e poi alla funzione Crea Note MIDI; potremo decidere che nota MIDI utilizzare e se gestire le velocity in modo che seguano l’esecuzione del batterista o impostarne una fissa. Con questi semplici passaggi Cubase creerà una traccia MIDI che sarà quindi la copia esatta della nostra traccia di rullante, basterà assegnare un VST Instrument come Groove Agent One o un altro plug-in dedicato come BFD2 della FXpansion e il gioco è fatto.

Il take perfetto

Un’altra utile funzione che ci farà risparmiare moltissimo tempo è quella legata principalmente alla voce e magari alle parti soliste di uno strumentista. Quando si registra la voce di un brano, a meno che non abbiate a che fare con un talento fuori dal comune, si registrano diversi take per poi scegliere, nel caso non ce ne fosse uno perfetto, le parti migliori. I take più interessanti saranno quindi copiati su una nuova traccia e creeranno la linea vocale che sarà poi quella definitiva. Le versioni precedenti di Cubase avevano la funzione Stacked che permetteva di registrare in loop creando delle sottotracce audio che potevano essere facilmente assemblate; il limite di questo sistema era il vincolo del solo utilizzo del loop. In Cubase 6, abbiamo la possibilità di incidere/registrare sulla stessa traccia quante volte vogliamo, premendo poi un tasto chiamato Mostra Le Corsie creeremo delle sottotracce chiamate appunto Corsie che potranno essere gestite esattamente come se fossero in modalità Stacked. La priorità di riproduzione è affidata all’ultimo take registrato e possiamo passare al take precedente semplicemente eliminando la frase che non ci soddisfa. Ogni corsia ha un tasto Solo che facilita ulteriormente la possibilità di identificare l’esecuzione migliore tra quelle registrate; dopo aver scelto basterà premere di nuovo il tasto Mostra Le Corsie per visualizzare un’unica traccia formata da tutti i take selezionati.

Edit Group

Fig. 3 - Tasto Edit Gruppo con il quale è possibile editare più tracce audio contemporaneamente
Fig. 3 – Tasto Edit Gruppo con il quale è possibile editare più tracce audio contemporaneamente

La nuova funzione Edit Group (Fig. 3), attivabile con il tasto presente nelle Tracce Cartella, ci permette di editare più tracce audio contemporaneamente. Gli utilizzi possono essere svariati: provate ad esempio a pensare a uno strumento ripreso con più microfoni, come una chitarra o una percussione, o anche la possibilità di editare più loop audio contemporaneamente.

Espressività con i VST Controller

Con la versione 6 di Cubase e il simultaneo aggiornamento allo standard VST 3.5, Steinberg ha introdotto una novità che aumenta le potenzialità espressive del MIDI in modo incredibile. Il VST Expression 2 e più in particolare i VST Controller rendono possibile modificare o creare effetti di espressione su ogni singola nota. È possibile modificare ad esempio il volume o il pan pot di una sola nota, anche se questa fa parte di un accordo; le modifiche effettuate sono memorizzate sulla nota e possono quindi essere modificate o copiate con essa.

Fig. 4 - Notare i disegni relativi al VST Controller su un bicordo la cui nota alta esegue un glissato all’inizio e alla fine della misura, passa dal canale destro al sinistro e va in fade out; le note basse passano invece dal canale sinistro al destro con un fade in
Fig. 4 – Notare i disegni relativi al VST Controller su un bicordo la cui nota alta esegue un glissato all’inizio e alla fine della misura, passa dal canale destro al sinistro e va in fade out; le note basse passano invece dal canale sinistro al destro con un fade in

Nella Figura 4 potrete notare una serie di disegni che mostrano le modifiche effettuate in modo totalmente differente a seconda della nota. Abbiamo suonato un bicordo la cui nota alta esegue un glissato all’inizio e alla fine della misura, passa dal canale destro al sinistro, e va in fade out mentre le note basse passano dal canale sinistro al destro in dissolvenza e non sono minimamente affette dal glissato della nota alta. Con la versione precedente di Cubase, era possibile eseguire un’operazione del genere solo dividendo la traccia in due Tracce Instrument, o due tracce MIDI alle quali si dovevano comunque assegnare due canali MIDI differenti. I VST Controller necessitano VST Instrument capaci di ricevere e trasmettere questi speciali eventi; HALion Sonic SE è in grado di lavorare in questo modo offrendo quindi una serie di possibilità creative che possono aggiungere maggiore realismo alle nostre composizioni.

Note Expression

Le Note Expression sono un’altra funzione del VST Expression 2; le note e i controller MIDI sono trattati come un evento unico, vale a dire un concetto simile a quello visto precedentemente ma con il vantaggio di poterle usare con qualsiasi VST Instrument e di conseguenza anche con tutte le limitazioni imposte dal protocollo MIDI. Consideratela un’alternativa per molti aspetti molto più comoda e veloce delle Controller Lane di Cubase; con le Note Expression possiamo copiare o spostare un accordo, una nota o una serie di note, e includere automaticamente tutte le eventuali modifiche effettuate con un Control Change o un evento di Pitch Bend (Fig. 5).

Fig. 5 - Le Note Expression sono un’altra funzione del VST Expression 2
Fig. 5 – Le Note Expression sono un’altra funzione del VST Expression 2

Tutte le modifiche effettuate possono essere gestite manualmente o da un controller esterno e convertite in qualsiasi momento alla Controller Lane grazie alla funzione Dissolvi Note Expression contenuta nel menu Note Expression.

 Dinamiche e Key Switch a portata di mano

Grazie alle Expression Map, ovvero un sistema di Cubase in grado di permetterci di configurare i Key Switch in modo da essere utilizzati direttamente in una apposita Controller Lane del Key Editor, potremo passare da un violino pizzicato a uno staccato semplicemente scrivendolo. HALion SE dispone di Preset denominati con il suffisso Exp alcuni dei quali realizzati appositamente per funzionare con i Key Switch nel Key Editor. Per mezzo della funzione Importa Key Switch, potremo importarli all’interno della Expression Map e successivamente usarli semplicemente nel Key Editor. L’Expression Map estrapola i nomi delle articolazioni associate ai Key Switch e di conseguenza, come ad esempio nel caso della Figura 6, potremo disporre delle diciture Harmonics, Open, SemiSlideUp relative alle diverse tecniche esecutive di una chitarra acustica e usarle a seconda delle necessità.

Fig. 6 - Notare le espressioni dinamiche  e i controlli relativi ai Key Switch
Fig. 6 – Notare le espressioni dinamiche
e i controlli relativi ai Key Switch

Tramite Il Pannello Expression Map possiamo comunque configurare in modo manuale i Key Switch dei campionatori che sfruttano tale caratteristica, a tal proposito sul sito www.rivetedstudios.com troverete diverse Expression Map relative, ad esempio, alla EWQL Symphonic Orchestra.

Let’s rock and roll! 

Ulteriori miglioramenti sul fronte chitarristico: Cubase 6 ha un nuovo plug-in che almeno graficamente si rifà ai simulatori di amplificazione per chitarra in stile Amplitube. Abbiamo la possibilità di gestire sette diversi amplificatori con i quali coprire tutte le sonorità dal Clean al Metal passando dal Crunch. In conformità con i plug-in di questo genere, possiamo scegliere un cabinet tra i sei a disposizione e usare tutti gli effetti a pedale che vogliamo: Overdrive, Fuzz, Wha, Chorus, Flanger, Delay, Tremolo e moltissimi altri. Non poteva mancare un accordatore e ovviamente la possibilità di gestire il posizionamento di due microfoni. Tutti questi accessori sono belli ed entusiasmanti. È bello sapere che possiamo scegliere le ruote dei cabinet e il colore della manopola del Gain, ma alla fine quello che più conta è che tutti questi gadget contribuiscano a non fare suonare le nostre chitarre distorte come un Minipimer. A tal proposito Steinberg è sicuramente riuscita nell’intento. VST Amp Rack suona decisamente meglio di tutti i suoi predecessori ed è un ottimo valore aggiunto.

HalION SONIC SE

HALion One va in pensione ed è rimpiazzato da HALion Sonic SE, una versione più limitata in termini di possibilità di editing rispetto al fratello maggiore HALion Sonic (vedi CM&PS di novembre 2010). Il plug-in ha la possibilità di gestire fino a 16 Program che possono essere salvati come Multi direttamente nel Media Bay (Fig. 7), gestisce fino a quattro effetti, dispone di una finestra MIDI dalla quale si possono effettuare diverse modifiche come, ad esempio, la possibilità di assegnare più suoni allo stesso canale MIDI, in modo da splittare la tastiera in più parti per poterne agevolare l’utilizzo dal vivo.

Fig. 7 - HALion Sonic  con un preset Multi Program e l’interfaccia relativa alla finestra Edit
Fig. 7 – HALion Sonic
con un preset Multi Program e l’interfaccia relativa alla finestra Edit

Con i Quick Control, i Pad e il pieno supporto VST 3.5, HALion Sonic SE diventa uno strumento perfettamente integrato in Cubase 6, facilissimo da utilizzare con un controller esterno, con le Note Expression e le Expression Map. Per quanto riguarda i suoni, si dispone di 900 preset più o meno di tutti i tipi, compreso un banco GM fondamentale per la riproduzione di MIDI file. La qualità di alcuni preset è degna di nota, tuttavia lo riteniamo più che altro uno strumento dedicato alla fase di arrangiamento, in quanto ci sono molti plug-in, magari dedicati a un unico aspetto timbrico, decisamente superiori.

Altre novità

LoopMash 2 è la nuova versione del sistema di editing e creazione di slice, uno strumento divertente, in grado di creare nuove e moderne sonorità. Possiamo disporre di 20 nuovi effetti come Scratches, Stutters, Tape Stops, Reverse, Staccato ed è possibile esportare mediante drag and drop i singoli slice in Groove Agent One. Il Key Editor (Fig. 8) dispone ora di un nuovo Inspector dal quale è possibile avere a portata di mano le funzioni di Quantize, il Legato, Delete Overlap, il Transpose, e le funzioni relative alla lunghezza delle note MIDI. Tutti i parametri degli effetti possono essere facilmente assegnati ai Quick ControI semplicemente premendo il tasto destro del mouse in prossimità del parametro interessato.

Fig. 8 - Il Key Editor e il nuovo Inspector dal quale è possibile avere a portata di mano le funzioni più importanti per editare le note MIDI
Fig. 8 – Il Key Editor e il nuovo Inspector dal quale è possibile avere a portata di mano le funzioni più importanti per editare le note MIDI

La griglia del progetto visualizza la suddivisione ritmica impostata nella quantizzazione, sarà quindi più facile fare editing soprattutto quando ci si imbatte in suddivisioni a terzine. I plug-in sono gli stessi della versione precedente tranne per il DeEsser (che finalmente assomiglia a un deesser serio), un Surround Panner, un Mixer Delay, un SMPTE Generator, e un utilissimo Test Generator. Un’altra caratteristica di rilievo è l’algoritmo di Timestretch che con Cubase 6 ha raggiunto un livello ottimo. Un’ultima cosa da sottolineare è la possibilità di salvare i loop e i campioni su un hard disk esterno, in tal modo è possibile lavorare su un altro Cubase importando i database dei propri suoni.

Nuovo strumento di editing

Utilissimo il nuovo strumento dedicato all’editing (Fig. 9) dei dati di automazione e dei controller. Questo tool ci permette, ad esempio, di mantenere la relazione tra i diversi valori di velocity delle note suonate per dare groove a un hi hat ed effettuare un crescendo. Il funzionamento è semplicissimo ed è tutto grafico, in pratica con il mouse possiamo inclinare, abbassare, allargare, comprimere gli eventi selezionati.

Fig. 9 - Il nuovo strumento dedicato all’editing dei dati di automazione e dei controller
Fig. 9 – Il nuovo strumento dedicato all’editing dei dati di automazione e dei controller

61 bit In prova

Il supporto a 64 bit che su ambiente Windows esiste già da diverso tempo, è stato finalmente implementato anche per Mac OS 10.6, quindi anche gli utilizzatori della mela potranno finalmente sfruttare più di 4 GB di RAM, limite imposto dai sistemi a 32 bit. Personalmente usiamo da molto Cubase su un PC con Windows 7 a 64 bit con 24 GB di RAM, ed è di una potenza e stabilità incredibile. Per la prima volta in tanti anni si riesce a comporre non convertendo le Tracce Instrument in audio (per risparmiare risorse), si compone e si realizza il mix con tutti i VST Instrument aperti, e parliamo di diversi Trilian, Omisphere, BFD2, Ivory, EWQL SO Platinum Pro, progetti con video e una cinquantina di tracce.

La cosa inverosimile è che l’occupazione CPU non raggiunge quasi mai il 50%, e gli sporadici problemi di stabilità incontrati sono sempre da imputare a plug-in di terze parti. Su Mac OS non abbiamo avuto modo di provare per altrettanto tempo perché è una novità esclusiva di questa nuova release e non ce la sentiamo di dare giudizi obbiettivi sull’effettivo buon funzionamento del sistema.

Per quel poco che abbiamo potuto vedere ci sono delle limitazioni non presenti nella versione a 32 bit, dovute alla mancanza dei plug-in Tonic, Monologue e Embracer, manca la possibilità di esportare e importare MP3, manca il supporto ReWire. I plug-in che funzionano in compatibilità 32 bit con il VST Bridge hanno comunque il limite dei 4 GB di RAM. Occorre inoltre sottolineare che per sfruttare la versione a 64 bit per Mac OS è necessario recarsi sull’icona dell’eseguibile di Cubase, premere Command+I, e togliere il segno di spunta sulla dicitura per eseguire in modalità 32 bit (Fig. 10).

Fig. 10 - Per sfruttare la versione a 64 bit per Mac OS occorre recarsi sull’icona dell’eseguibile di Cubase premere Command+I e togliere il segno di spunta sulla dicitura Apri In Modalità A 32 Bit
Fig. 10 – Per sfruttare la versione a 64 bit per Mac OS occorre recarsi sull’icona dell’eseguibile di Cubase premere Command+I e togliere il segno di spunta sulla dicitura Apri In Modalità A 32 Bit

In prova

L’editing audio di Cubase 6 ha una marcia in più, attualmente non immaginiamo funzioni o operazioni di routine che non si possano fare bene e velocemente. VariAudio, presente dalla versione precedente di Cubase, ci permette di fare editing sulle voci e correggerne l’intonazione con facilità e qualità; l’editing multitraccia della batteria quantizza facilmente un’esecuzione poco brillante, la registrazione su più corsie (lane in inglese) ci facilita velocemente la scelta di un take perfetto, la possibilità di convertire eventi audio in MIDI ci consente di sostituire facilmente un campione di batteria, e apre una serie di possibilità creative di notevole interesse. Il Timestretch, qualitativamente ottimo, ci permette di modificare la velocità di un brano e l’intonazione con un click di mouse.

La nuova funzione di riconoscimento del tempo adatta la Tempo Track automaticamente, anche nel caso di tracce registrate non a click. Il VST Expression, e in particolare lo standard VST 3.5, ci rende possibile fare cose altrimenti impensabili, il Key Editor con il suo rinnovato Inspector ci permette di editare velocemente una traccia MIDI. Il nuovo tool, in grado di manipolare a piacimento i dati d’automazione e le Velocity, offre una marcia in più alla nostra espressività. Per quanto riguarda i suoni, HALion Sonic SE è notevolmente più professionale di HALion One, ed è uno strumento perfettamente integrato in Cubase 6, ideale per comporre anche se con dei limiti qualitativi riferiti alla qualità dei preset, soprattutto quelli acustici.

Ci preme precisare che HALion Sonic SE è nella media qualitativa dei plug-in del suo genere, in molti casi ci è capitato di usare mega plug-in di altre software house, magari con decine di gigabyte e migliaia di preset dei quali se ne salvavano una percentuale bassissima. Sul fronte 64 bit crediamo che, a oggi, su Mac OS sia possibile lavorare ma occorrerà testare con cura tutti i plug-in e il sistema, prima di occuparsi di progetti importanti. Per la versione a 64 bit su piattaforma Windows, basandoci sulla nostra personale esperienza, la situazione è decisamente positiva.

Conclusioni

Cubase 6 è un upgrade molto importante, necessario a chiunque lavori professionalmente in produzione audio. Considerando che le richieste di sistema, su PC, non sono affatto aumentate, mentre sono stati migliorati molti plug-in e algoritmi importanti per l’editing audio e MIDI, la versione 6 è molto più di un semplice upgrade ed è in grado di migliorare notevolmente il flusso di lavoro e i risultati.