Apertura taglio se serveCome tutti i progetti Thermionic Culture, anche The Freebird è completamente valvolare. L’altezza è di quattro unità rack e occupa in lunghezza mezza unità rack, così da poter accoppiare due Freebird per un totale di sei equalizzatori indipendenti o, nel futuro, accoppiarlo a The Nightingale, con due canali di preamplificazione e un compressore mono incluso. L’alimentatore è incluso nel modulo. L’equalizzatore è basato su circuiti Baxandall, con un shelving per le alte (Top con gain da +14 dB a -16 dB) con frequenze

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selezionabili con uno switch a 15 kHz o 9 kHz, e uno per le basse (Bass con gain da +/-11 dB) con frequenze a 100 Hz e 50 Hz. I due potenziometri impiegati sono a scatti, permettendo un perfetto recall. La banda per i medi è un circuito del 1960 studiato da Vic Keary, il progettista, per il controllo dei medi, e funziona come un Cut in modo simile a quello del Rooster, con sei differenti frequenze per il filtro e un’attenuazione massima di -20 dB. Il selettore Presence consente di scegliere tra cinque posizioni: L corrisponde a +3 dB a 1 kHz, M a +4 dB a 1,4 kHz, H a +3 dB a 3 kHz, H+ a +5 dB a 3 kHz e H++ a +8 dB a 3 kHz. Il potenziometro di Mid Cut non è a scatti. Gli ultimi controlli sono uno switch per il filtro HPF a 12 dB/oct a 65 Hz o 25 Hz, lo switch di bypass che esclude tutti i circuiti, e un potenziometro di gain con valori da -12 dB a +5 dB per controllare il livello e, volendo, ridurre il livello per confrontare la versione equalizzata da quella originale.

Hardware

Ognuno dei tre canali di equalizzazione ha ingresso e uscita su connettore XLR. Un trasformatore Sowter 3357C gestisce il bilanciamento del segnale in ingresso, mentre le uscite sono sempre sbilanciate. Ogni canale dispone di una valvola Mullard serie 68 e una valvola GE Jan 5965, quest’ultima simile alla classica 12AT7/ECC81 ma per usi militari con un livello di rumore inferiore. La costruzione e i componenti rispecchiano l’intera produzione Thermionic e non si discosta da quanto visto in precedenza sebbene questa volta sia più modulare del solito. È sufficiente rimuovere il coperchio superiore per accedere alle valvole. L’alimentatore, con trasformatore toroidale, si trova alla base dell’unità e posteriormente è presente il pulsante di accensione, con LED Power sul pannello frontale che indica la corretta alimentazione.

Fig. 1 - Le connessioni posteriori
Fig. 1 – Le connessioni posteriori

La risposta in frequenza va da 26 Hz a 60 kHz +/-0,5 dB. Il massimo livello operativo, con distorsione all’1% a 1 kHz, è di +19,5 dBu. Abbiamo misurato un rumore intorno ai -98 dBu da 200 Hz in su, mentre nella sottostante zona molto dipende dalla qualità della linea elettrica, dove è facile avere per esempio una seconda armonica a 100 Hz a -75 dBu, che è ancora un ottimo valore per un analogico valvolare.

Fig. 2 - Il piano che accoglie le sei valvole
Fig. 2 – Il piano che accoglie le sei valvole

 Analisi

Questa volta l’analisi della risposta delle tre bande di equalizzazione è stata fondamentale per capire come muoversi.

La fase non è modificata in bypass, mentre con i circuiti inseriti e senza equalizzazione il punto di fase a zero gradi è a circa 3 kHz. A 20 Hz c’è una differenza di fase di 43° mentre a 19 kHz siamo a 27° con una risposta di fase lineare. È interessante osservare che i filtri tendono a non esagerare mai con la modifica di fase rispetto al livello di modifica del segnale, rendendo Freebird una delle migliori scelte per preservare i rapporti tra tracce correlate, come per esempio le registrazioni di più microfoni per una batteria. I singoli tracciati dei filtri Mid Cut non rendono affatto giustizia al comportamento, perché Freebird è forse l’equalizzatore con la più ricca distorsione armonica che ci sia mai capitato di vedere. Per cominciare, il selettore 9/15 kHz non influenza il livello di distorsione armonica, mentre quello di 50/100 Hz determina un cambio di livello in base alla frequenza selezionata. A 50 Hz (Fig. 4) sono predominanti la seconda e terza armonica, con minimi contributi delle armoniche superiori. A 100 Hz (Fig. 5), invece, c’è un netto aumento del livello delle armoniche superiori. Oltre a questa regola empirica, osserviamo anche che più ci si sposta da Presence L a Presence H++, più il livello delle armoniche aumenta, fino ad arrivare alla rappresentazione della Figura 6, dove è evidente un contributo molto importante della distorsione armonica. Questo fenomeno porta anche a dover ridurre il livello del gain di Freebird per mantenere lo stesso livello d’ingresso. Volendo, si potrebbe pensare al selettore Presence come al controllo di distorsione armonica ma anche, contemporaneamente, al controllo di risposta in frequenza che tende ad aprirsi sulle alte. Gli esempi audio dimostrano questo fenomeno più che le curve di equalizzazioni. Studiando i filtri Top e Bass non ci sono sorprese: sono molto dolci nella loro risposta e il punto di partenza dell’azione è molto più basso di quel che ci si aspetta. Top a 15 kHz agisce a partire da 500 Hz (Fig. 7), mentre Bass a 50 Hz parte da circa 400 Hz (Fig. 8). Anche il filtro Mid Cut agisce in modo particolare, movimentando la risposta in frequenza di alcuni dB per le basse e le alte, con un comportamento che assomiglia all’associazione di due filtri piuttosto che di un semplice filtro.

Fig. 3 - Le sei valvole,  due per canale
Fig. 3 – Le sei valvole,
due per canale

 In prova

Scordatevi le regole sugli equalizzatori. Freebird vi metterà inizialmente in crisi se ragionate secondo i valori che riporta. È invece un equalizzatore poco chirurgico, da usare a orecchio, ricordandosi la regola che il selettore Presence controlla anche la quantità di distorsione armonica. In molte occasioni lo userete quasi al contrario, come è capitato a noi! Come esaltare i medi in un eq che prevede solo un taglio? La risposta è usare i filtri Top e Bass in attenuazione e impiegare Presence e Mid Cut, con poca attenuazione, per ribilanciare tutto. Funziona! Malgrado i pochi dB di riduzione del livello sulle alte, la combinazione con il comportamento di Mid Cut porta a una nuova percezione della alte frequenze e pulisce nella parte bassa definendo il basso e la cassa, quasi incidendo sui contorni delle armoniche. Tutto diventa immediatamente più chiaro, le tracce diventano più evidente all’interno del mix ma non si staccano. Se pensate che questo sia un eq per esaltare, dovrete lavorare quasi al contrario! I risultati sono molto naturali: qualsiasi impostazione porta a un suono colorato nuovo ma mai artificiale.

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Tutto sembra maledettamente naturale, tanto da ritenere Freebird un equalizzatore neutro, cosa mai vera. Non ci ha convinto l’idea dei tre canali e il formato. Va bene avere in mente la console, ma siamo convinti che una versione a due canali in due unità rack possa essere un vero successo, considerato che i risultati di Freebird sono unici come suono. Qualche volta ci si avvicina ai classici Pultec ma senza un suono valvolare. È perfetto per le voci e gli strumenti acustici in genere, perché la sua azione così naturale permette di essere gentili sull’equalizzazione ma comunque decisi sul colore da impartire, senza artificiosità. Non è un equalizzatore per ricercare effetti estremi, tuttavia la sua assenza si fa notare soprattutto sulla percezione dell’ambiente.

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La sua posizione ideale è in Insert sulle singole tracce di un mix ma ci sono molte occasioni sul mix stereo dove basta un tocco per estrarre aria e tridimensionalità, grazie anche al comportamento che ha sulla fase. Pochi passaggi e vi ritrovate con un suono aperto, spazioso e mai alterato nel balance generale, con un nuovo corpo che sembra quasi da toccare, grazie ai favori della distorsione armonica. È forse l’eq più indicato per cercare l’ambiente e definirne i contorni, così da avere una migliore intelligibilità degli strumenti e dei riverberi. Difetti? Sicuramente il formato hardware e le serigrafie dei livelli che, a parte il Gain, non riportano il valore in dB.

 Conclusioni

Freebird conferma l’eccellenza del suo progettista, il quale dimostra di avere una conoscenza profonda delle valvole e del colore che impartiscono sul suono. Freebird è un equalizzatore insolito, non solo per il formato, e si colloca in una posizione unica per i risultati che si possono ottenere. Qualcuno potrebbe ritenere che anche in software si possa riuscire ad arrivare a un risultato simile: ebbene al momento non è possibile. Freebird è una miscela di valvole, distorsione armonica, modifica di fase e suono che non è possibile replicare.

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La sua forza è la facilità con cui si ottengono risultati naturali e invisibilmente colorati, che sono tanto più validi quanto più si usano le orecchie invece che la testa. Nella sua semplicità, produce risultati che vanno oltre alle aspettative. Può senza dubbio fare la differenza in uno studio professionale. Una conferma, se ce ne fosse bisogno, della qualità sonora dei prodotti Thermionic.