vantablack

Si chiama Vantablack, ed è stato presentato dalla Surrey NanoSystems, azienda anglosassone.

Il Vantablack riesce ad assorbire fino al 99, 965 % della luce visibile, grazie alle proprietà ottiche dei nanotubi di carbonio. I nanotubi di carbonio sono composizioni atomiche 10 mila volte più sottili di un capello e possono essere orientati in varie disposizioni. In questo caso, l’orientamento è perpendicolare alla superficie, creando una sorta di “foresta” di nanotubi (VANTA è l’acronimo di Vertically Aligned NanoTube Arrays). La luce che irradia la superficie viene riflessa tra i nanotubi finché non si traforma (eventualmente) in calore. Nel caso specifico, l’azienda britannica è riuscita a ricreare materiali altamente assorbenti a 400°C, mentre la NASA era riuscita a raggiungere l’obiettivo usando molto più calore, a 750°C.  Il Vantablack può quindi rivestire anche materiali sensibili alle alte temperature.

I primi utilizzi del prodotto sono militari e scientifici, soprattutto per l’eliminazione delle “straylight”, ovvero riflessi spuri che non permettono una buona valutazione delle immagini nei telescopi e in altri dispositivi anche nello spettro del non visibile.

Facendo un paragone con altri “neri” famosi, il carbone vegetale assorbe circa il 95% della luce.