Non so se vi è mai capitato di partecipare ad un convegno AES. Potreste imbattervi in un simpatico signore dal segno particolare di avere una vistosa serie di penne nel taschino della camicia. Beh, senza ombra di dubbio è D. Broadus Keele, Jr., noto come Don Keele, uno dei pilastri dell’elettroacustica moderna.

di Daniele Ponteggia

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Ad alcuni il nome di Don Keele potrebbe non essere familiare come quelli più noti, perché associati a parametri, configurazioni di altoparlanti e filtri come Thiele, Small, D’Appolito, Linkwitz, ma Don Keele nel corso della sua lunga carriera ha lavorato con le maggiori firme dell’audio professionale e non c’è argomento che non abbia trattato ed approfondito (in Backstage – N°6 – 2011 trovate nell’articolo “Misurare il massimo livello di output di un Subwoofer” una diretta applicazione di una ricerca condotta da Keele).

Biografia di Don Keele
Don Keele, è nato a Los Angeles, California nel 1940. Ha lavorato in Electro-Voice dal 1972 al 1976 come progettista, in particolare su trombe e sistemi bass-reflex. Nel 1976 ha lavorato per Klipsch. Dal 1977 al 1984 per JBL ancora come progettista di trasduttori, trombe e sistemi di monitoraggio. Dal 1984 al 1989 ha lavorato per Techtron dove ha sviluppato delle parti del sistema di misura TEF. Dal 1989 al 2000 ha operato come consulente come DBK Associates, lavorando principalmente per la rivista Audio Magazine dove ha scritto più di 100 recensioni di sistemi di altoparlanti. Nel 1996 è tornato in Electrovoice, e nel 2000 è entrato in Harman/Becker Automotive Systems. Lì ha diviso l’ufficio con un certo Richard Small (a cui sono riferiti i famosi parametri di Thiele-Small). Nel 2008 con la chiusura dello stabilimento presso cui era impiegato ha perso il lavoro. Da allora ha ricominciato la sua attività di consulente, DBK Associates and Labs, dove si occupa di progettazione di trombe, sistemi in array, programmazione di strumenti scientifici e simulazioni. Recentemente è diventato vicepresidente e capo della ricerca e sviluppo di Audio Artistry. Ha all’attivo numerosi brevetti, in particolare su alcune configurazioni di trombe.

 Un diffusore della serie CBT di JBL
Un diffusore della serie CBT di JBL

Quando ho proposto a Don un’intervista per Backstage ha accettato con entusiasmo:
E’ stato un peccato non esserci incontrati a New York. Pensavo che venissi, nel programma della Convention c’era inizialmente un tuo intervento ma poi cosa è successo?
DK Si, inizialmente dovevo presentare un mio lavoro sull’applicazione degli array Constant Beamwidth Transducer (CBT) nel sound reinforcement, ma poi per problemi personali ho dovuto rinunciare. Ero stato anche invitato ad un convegno in Cina ma non sono potuto andare neanche lì. L’unico viaggio che ho potuto affrontare, con l’azienda Audio Artistry, è stata una dimostrazione del sistema CBT36 alla Rocky Mountain Audio Fest in Denver (Colorado). È stata un’ottima esperienza.
Don,  tu hai fatto praticamente tutto nell’audio professionale… ma da dove è iniziato tutto quanto, da dove deriva il tuo interesse per l’audio?
DK Alle scuole superiori avevo un compagno. Suo padre era un musicista professionista, ed amava ascoltare musica classica. Questo mi ha influenzato molto, avevamo in comune la passione per l’audio e per l’alta fedeltà. Occorre tener conto che eravamo a metà degli anni 50, ancor prima che esistesse la stereofonia, era tutto mono. Così ci divertivamo a sperimentare con le apparecchiature. Ero a Los Angeles in California e ricordo che nel 1959 al Los Angeles Audio Show c’era una azienda che esponeva che si chiamava Audio Fidelity che presentò il primo LP Stereo, lo ricordo molto bene. Questo accadeva un sacco di tempo fa!
Quindi avevo un chiaro interesse per l’audio, di seguito mi sono iscritto al college statale in California per diventare tecnico elettronico. Prima di questo ero stato introdotto all’elettronica durante il servizio militare con l’United States Air Force, ho lavorato sui sistemi di navigazione aerea come radio e Radar, e apprezzavo molto questo, per cui poi mi sono iscritto al college per avere un diploma in ingegneria elettronica. Allo stesso tempo ho anche preso il diploma in fisica. L’altoparlante in fondo è strettamente legato alla fisica acustica.
Poi hai cominciato la tua carriera professionale con Electrovoice?
DK Si. Mi ero diplomato al California State College, ed ho cominciato a lavorare come diplomato alla Brigham Young University nello Utah. Nel dipartimento di fisica avevano alcuni corsi di acustica. Hai presente le curve di Fletcher–Munson? Harvey Fletcher era al dipartimento di fisica della Brigham Young, ricordo che c’era una grande camera anecoica e Flecher che faceva ricerche sugli strumenti musicali. All’università lavoravo come progettista di sistemi di altoparlanti ed audio al dipartimento Electronic Media. Tra i lavori ricordo i sistemi per lo studio di registrazione e per la sala concerti dell’università, ero molto contento del lavoro che svolgevo lì.
Mentre ero all’università, due laureati della Brigham Young lavoravano per Electrovoice. Electrovoice aveva un accordo con l’università per testare le proprie apparecchiature nei laboratori, così venni in contatto con Electrovoice. Allo stesso tempo con il lavoro mi pagavo gli studi universitari. Ottenni un colloquio con Electrovoice ed accettai la proposta di lavoro. Questo mi portò a non completare gli studi immediatamente.

Durante la mia permanenza alla Brigham Young ho lavorato ai miei primi due articoli tecnici per l’Audio Engineering Society, il primo era sui parametri di Thiele e Small e l’altro, dato che l’università non aveva i soldi per acquistare un analizzatore di spettro in real-time, era sulla progettazione di un Real Time Analyzer. Sai di cosa parlo? Avevamo dei VU-meter, analogici. Allora ho progettato un RTA utilizzando 30 VU-meter in un pannello, ciascuno con un filtro passa-banda da un terzo di ottava. Il problema era la generazione di un rumore rosa pseudo-casuale, quindi l’altro paper era sulla generazione del rumore attraverso uno shift register… questo era il secondo paper. Ecco come è cominciato tutto.

 Impianto costruito per la Marshall's Church
Impianto costruito per la Marshall’s Church

E poi la tua carriera da quel punto è stata incredibile, potremmo parlarne per settimane! Posso chiederti di parlarci della tua ultima ricerca sul Constant Beamwidth Transducer e dell’impatto che può avere nelle applicazioni dell’audio professionale?

Altra applicazione CBT: Ground-Plane CBT
Altra applicazione CBT: Ground-Plane CBT

DK Quando ero all’Electrovoice ero incaricato della progettazione delle trombe. E poi anche quando in seguito sono andato a lavorare alla JBL, James B. Lansing Sound, ho avuto il compito di progettare una serie di trombe, sempre a direttività costante, per fare concorrenza a quelle che avevo progettato per Electrovoice. Per cui ho lavorato molto sul tema di sistemi a direttività costante ed ad apertura costante, che abbiano cioè un diagramma di dispersione che non cambi in funzione della frequenza. Questo migliora l’intellegibilità e la copertura di una arena, di uno stadio o di una sala concerti. Alla fine degli anni 70 sono venuto a conoscenza di una serie di articoli dell’Acoustical Society of America. Una serie di ricerche su acustica sottomarina portate avanti dalla US Navy che descrivevano una nuova tipologia di trasduttore sottomarino, chiamato Constant Beamwidth Transducer. Mi sembrava promettente, ma non sapevo all’epoca come poterlo applicare ai sistemi di altoparlanti ed alle trombe che progettavo. Solo a metà degli anni 90 ho cominciato a pensare di poter applicare la tecnica CBT ad un array di altoparlanti disposti su una superficie che fosse una porzione di sfera. Questa era l’applicazione ottimale nel caso del trasduttore sottomarino. Nel caso degli altoparlanti la mia idea è stata quella di disporre una linea di altoparlanti sulla superficie della sfera, ottenendo quindi un arco circolare di altoparlanti. E funziona molto bene. È una cosa veramente semplice.Disponi gli altoparlanti su un arco circolare, applichi quello che è chiamato “amplitude shading”, ovvero si cambia il livello di pilotaggio degli altoparlanti, attenuando quelli esterni rispetto a quelli centrali. Il livello di attenuazione non deve essere dipendente dalla frequenza, non richiede alcun filtraggio.

Una possibile applicazione: Free-Standing CBT
Una possibile applicazione: Free-Standing CBT

Basta prendere una serie di altoparlanti identici, montarli su un arco circolare, applicare questa attenuazione e si ottiene un diagramma di copertura independente dalla frequenza. Cambiando le caratteristiche geometriche, la lunghezza dell’array ed i raggio di curvatura, è possibile generare uno specifico angolo di copertura. All’incirca nel 1999-2000 ho scritto il mio primo articolo tecnico sul CBT e ho di nuovo lavorato con Harman International, JBL. Qui ho potuto lavorare ad almeno altri quattro articoli AES sugli altoparlanti e sul CBT fino a che non ho perso il lavoro nel 2008, quando la fabbrica presso cui ero impiegato ha chiuso i battenti.
Poi ho cominciato a lavorare con un’azienda del North Carolina, chiamata Audio Artistry, produce sistemi hi-end. L’azienda è stata fondata da Marshall Kay che ne è attualmente presidente, ed io sono il vice-presidente e responsabile della ricerca e sviluppo. In passato Sigfried Linkwitz ha progettato dei sistemi per Audio Artistry, questa è una interessante coincidenza! Marshall Kay stava cercando una tecnologia per un sistema di altoparlanti che permettesse di sonorizzare una chiesa, una grossa chiesa in North Carolina, con una capienza di all’incirca 1200 posti. Alla fine la migliore tecnologia che è riuscito a trovare è stato il mio array CBT, quindi ha costruito tre grandi array CBT da quasi 3 metri e mezzo di altezza e li ha installati nella chiesa in configurazione LCR. Mi ha chiamato per aiutarlo nella progettazione, ci siamo conosciuti ed ora sono il vice-presidente e direttore della ricerca e sviluppo di Audio Artistry. Abbiamo ora sul mercato un sistema chiamato CBT36, è un arco circolare di 36 gradi, è un sistema hi-fi casalingo, hi-end. È un sistema ground-plane, ovvero è un sistema da pavimento alto circa 5 piedi (150 cm). Lo abbiamo dimostrato a Denver in Ottobre 2011.

Un paio di diffusori CBT progettati da Don Keele
Un paio di diffusori CBT progettati da Don Keele

Avete in progetto di dimostrare il sistema nella vecchia Europa?
DK Ci piacerebbe molto, ma per ora stiamo cercando di crescere nel mercato locale statunitense, e abbiamo anche idea di alcuni prodotti per il mercato professionale. Non ci poniamo alcun limite.
Sembra ci sia un certo fermento su soluzioni come altoparlanti con bobine multiple per la conversione diretta analogico digitale…
DK Si, questo ad esempio potrebbe essere un grande vantaggio. Soprattutto nella riduzione dei costi, con la possibilità di pilotare direttamente da una serie di finali grandi insiemi di altoparlanti. Sarebbe veramente un grosso passo in avanti.

Per chi volesse approfondire, nel sito di Don è scaricabile tutta la produzione scientifica in ambito AES, un intero CD di documentazione tecnica sulle ricerche sul CBT, ce n’è abbastanza per studiare una vita intera!