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Una lettura da condividere, pubblicata sulla Repubblica nel 2009 ma ancora amaramente in auge. Un punto di vista interessato e audace, ma per niente scontato e forse in parte profetico. Cosa è successo dopo questo articolo? C’è stata la “toppa” del governo Letta nel 2011 che ha ripristinato il FUS caricandone parte del peso economico sulle accise dei carburanti; un po’ di snellimento con il Ministro Bray grazie al decreto Valore Cultura, che dovrebbe – ma a quanto pare non ha risolto tutti i mali – rimettere in sesto almeno 10 delle 14 Fondazioni Liriche, mentre i musicisti del Teatro dell’Opera di Roma sono stati recentemente licenziati e molti piccoli teatri fanno appello all’attuale Ministro Franceschini, che con il nuovo FUS rischia di farli chiudere tutti. Dalle parole di Alessandro Baricco:

Sotto la lente della crisi economica, piccole crepe diventano enormi, nella ceramica di tante vite individuali, ma anche nel muro di pietra del nostro convivere civile. Una che si sta spalancando, non sanguinosa ma solenne, è quella che riguarda le sovvenzioni pubbliche alla cultura. Il fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni. Dato che il fiume si sta estinguendo, ci si interroga. Si protesta. Si dibatte. Un commissariamento qui, un’indagine per malversazione là, si collezionano sintomi di un’agonia che potrebbe anche essere lunghissima, ma che questa volta non lo sarà. Sotto la lente della crisi economica, prenderà tutto fuoco, molto più velocemente di quanto si creda.

L’articolo intero lo trovate qui.