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Di arch. Andrea Peruffo

Il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di concerto con il Ministero della Salute datato 22 luglio 2014 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 agosto 2014, n. 183, ed è meglio conosciuto come “decreto Palchi e Fiere”. Nato come diretta conseguenza dei tragici incidenti di Trieste nel dicembre 2011 e di Reggio Calabria nel marzo 2012 dopo un lungo dibattito, modifiche e stralci che hanno portato al testo definitivo.

Il decreto è articolato in due Capi:
• il Capo I riguarda gli “Spettacoli musicali, cinematografici e teatrali”
• il Capo II è inerente le “Manifestazioni fieristiche”

 

Il Capo I – Campo di applicazione

Le disposizioni del Titolo IV del D. Lgs. N.81/2008 si applicano:
“alle attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee, compreso il loro allestimento e disallestimento con impianti audio, luci e scenotecnici, realizzate per spettacoli musicali, cinematografici e teatrali.” mentre non operano per le attività:

a) che si svolgono al di fuori delle fasi di montaggio e smontaggio di opere temporanee;

b) di montaggio e smontaggio di pedane di altezza fino ai 2 m rispetto a un piano stabile, non connesse ad altre strutture o supportanti altre strutture;

c) di montaggio e smontaggio di travi, sistemi di travi o graticci sospesi a stativi o a torri con sollevamento manuale o motorizzato, il cui montaggio avviene al suolo o sul piano del palco e la cui altezza finale rispetto a un piano stabile, misurata all’estradosso, non superi 6 m nel caso di stativi e 8 m nel caso di torri;

d) di montaggio e smontaggio delle opere temporanee prefabbricate, realizzate con elementi prodotti da un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi massimi, previsti dallo stesso, la cui altezza complessiva rispetto a un piano stabile, compresi gli elementi di copertura direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 7 m.

Per comprendere che cosa siano le “opere temporanee”, una prima bozza del decreto aveva definito le opere temporanee come “opere di notevole importanza e complessità in rapporto o alle loro geometrie, per forme e dimensioni, o ai sovraccarichi o alle caratteristiche del sito di installazione e per le quali sia richiesta una specifica progettazione strutturale”.
Così come aggiunto dall’art. 88, comma 2-bis, Capo I, Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008 e dall’art. 32, legge n. 98/2013 il campo di applicazione è ampliato “agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività, …”. Inoltre nel D.Lgs. 81/2008 il cantiere temporaneo o mobile viene definito come “qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o d’ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’allegato X” ma non sono citati i lavori di “montaggio e smontaggio di opere temporanee”, escluso il montaggio e smontaggio degli elementi prefabbricati in cemento armato e cemento armato preconfezionato.
Rimane quindi da capire come possano essere considerati lavori edili o d’ingegneria civile il montaggio e lo smontaggio di opere temporanee come le strutture per gli spettacoli e ritengo che la discriminante sia la necessità di progettazione strutturale per strutture che molto spesso sono al di fuori degli schemi di montaggio standard previsti dal fabbricante.

Particolari esigenze

L’art. 2 specifica le particolari esigenze per cui si debbano applicare le disposizioni del decreto che caratterizzano le attività lavorative tipiche degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali:
b) compresenza di un elevato numero di lavoratori, autonomi o dipendenti, nelle aree di lavoro, con permanenza di durata variabile e con svolgimento di mansioni diverse tra loro;

c) frequente presenza di imprese e lavoratori di diverse nazionalità nelle aree di lavoro;

d) necessità di completamento dei lavori in tempi brevi, compatibili con lo svolgimento 
programmato degli spettacoli;

e)necessità di realizzazione dei lavori in spazi ristretti;
f) possibilità di operare in contesti caratterizzati da vincoli architettonici o ambientali;
g) rischi derivanti dalle condizioni meteorologiche e ambientali in relazione alle attività da svolgersi in luoghi aperti.

Particolarità che si riscontrano in molti cantieri di questo tipo ma che possono essere riscontrate anche in attività che non sono riconducibili a lavori edili o d’ingegneria civile e quindi gestibili con la redazione del DUVRI previsto dall’art. 26, D.Lgs. n. 81/2008.

Applicazione del capo I del Titolo IV D.Lgs. n. 81/2008

Il legislatore alla lettera a) definisce “cantiere” il luogo di lavoro dove sono svolte attività di montaggio e smontaggio per le opere temporanee estendendo l’applicazione del Decreto ad opere che in molti casi sono molto lontane da opere edili o di ingegneria civile.
La lettera b) definisce il Committente quale “il soggetto che ha la titolarità e che esercita i poteri decisionali e di spesa, per conto del quale vengono realizzate le attività di cui all’articolo 1, comma 2, indipendentemente da eventuali frazionamenti della loro realizzazione” Nel mondo dello spettacolo questa figura non è così facilmente identificabile e spesso ci si trova di fronte ad una molteplicità di figure che non permettono la necessaria chiarezza dei ruoli.
La lettera c) ha imposto al Committente o al Responsabile dei lavori di acquisire le informazioni di cui all’Allegato I al D.I. 22 luglio 2014:
• dimensioni del luogo di installazione dell’opera temporanea anche in relazione alla movimentazione in sicurezza degli elementi costituenti l’opera temporanea e le relative attrezzature;
• portanza del terreno o della pavimentazione relativa al luogo dell’installazione, in relazione alle sollecitazioni indotte dall’opera temporanea;
• portata di eventuali strutture già esistenti o di punti di ancoraggio da utilizzare per il sollevamento di americane o altre attrezzature;
• presenza di alberi, manufatti interferenti o sui quali intervenire, linee aeree o condutture sotterranee di servizi, viabilità;
caratteristiche di sicurezza degli impianti elettrici e di messa a terra;
Si tratta d’informazioni fondamentali che non escludono la necessità, in funzione dello specifico contesto, di acquisirne altre necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
La lettera d) ha previsto che il Committente o il Responsabile dei lavori, per le attività di montaggio/smontaggio, prenda in considerazione unicamente il PSC e non il fascicolo dell’opera vista la temporaneità delle strutture montate e le cui specifiche di manutenzione sono definite dal fabbricante.
La lettera e) ha evitato di far inserire i nominativi del CSP/CSE sul cartello di cantiere, per un “cantiere” attivo anche solo per pochi giorni.
La previsione della lettera f) con la quale il Committente o il Responsabile dei lavori è obbligato, ai fini dell’art. 90, comma 9, lettera a), D.Lgs. n. 81/2008, a verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi mediante l’acquisizione del certificato di iscrizione alla CCIA e del documento unico di regolarità contributiva (DURC), corredato di autocertificazione in merito al possesso dei requisiti previsti dall’Allegato XVII al D.Lgs. n. 81/2008.
Infine, il legislatore rendendosi conto che nei casi di grandi spettacoli, le attività di montaggio/smontaggio delle strutture sono spesso eseguite da aziende straniere che si spostano in tutto il mondo, dove gli eventi sono organizzati, ha previsto che la verifica dell’idoneità tecnico professionale può essere dimostrata per mezzo del modello di cui all’Allegato II.
Quindi le Imprese straniere non devono produrre alcun documento societario o di regolarità contributiva ma solo una autocertificazione in cui indicano che i lavoratori sono stati formati, hanno ottemperato agli obblighi in materia di salute e sicurezza e sono a conoscenza delle procedure aziendali utilizzate per le attività di cui ai lavori e hanno la competenza per applicarle.
In questi casi il Committente dovrà preventivamente richiedere documentazione e formazione analoga, nonché la garanzia dell’esperienza professionale pluriennale posseduta dagli operatori.
La lettera g) ha escluso l’applicazione, a carico del Committente o del Responsabile dei lavori, dei commi 10 e 11, art. 90, del comma 1, lettera b) , art. 91 (predisposizione del fascicolo adattato), e dell’art. 99, “Notifica preliminare”, D.Lgs. n. 81/2008.
La lettera h) ha rimandato agli Allegati III e III-1 per la definizione dei contenuti minimi del PSC e del POS che devono essere redatti per le attività di montaggio e smontaggio delle opere temporanee. In questi allegati sono stati modificati i contenuti dell’Allegato XV al D.Lgs. n. 81/2008, sia escludendo dall’applicazione alcuni contenuti, sia caratterizzandone altri in funzione della specificità dell’attività.
La lettera i) ha eliminato il vincolo temporale dei “10 giorni” previsto dall’art. 100, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008, per la “messa a disposizione” del PSC e del POS, per i RLS, da parte delle imprese esecutrici; i datori di lavoro delle imprese esecutrici devono mettere a disposizione il PSC e il POS “prima dell’inizio dei lavori”. Infine, la lettera j) ha previsto l’individuazione, tra i RLS delle imprese esecutrici, di un rappresentante dei lavoratori di sito produttivo ai sensi dell’art. 49, D.Lgs. n. 81/2008.

Applicazione del Capo II del Titolo IV

L’art. 4, D.I. 22 luglio 2014, riguarda l’applicazione, alle attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee, delle disposizioni contenute nel Capo II, Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008.
• ai fini degli artt. 111, “Obblighi datore di lavoro nell’uso di attrezzature per lavori in quota “, e 122, “Ponteggi e opere provvisionali”, D.Lgs. n. 81/2008, la costruzione delle opere temporanee può essere effettuata senza l’impiego di opere provvisionali distinte quando le opere temporanee costituiscono idoneo sostegno per i lavoratori;
• i lavoratori che impiegano sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi, incaricati delle attività di cui all’art. 1, comma 2, D.I. 22 luglio 2014, fermi restando gli obblighi di cui all’art. 116, D.Lgs. n. 81/2008, “Obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi”, devono ricevere, a cura del datore di lavoro, eventuali ulteriori formazione, informazione e addestramento adeguati e specifici, al fine di consentire lo svolgimento di queste attività in modo idoneo e sicuro;
• i lavoratori incaricati delle attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee hanno l’obbligo di formazione di cui all’Allegato XXI al D.Lgs. n. 81/2008, prevista per gli addetti al montaggio e allo smontaggio dei ponteggi; il datore di lavoro deve provvedere anche affinché questi lavoratori ricevano eventuali ulteriori formazione, informazione e addestramento adeguati e specifici, tali da consentire lo svolgimento di queste attività in modo idoneo e sicuro.

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Capo II – Manifestazioni fieristiche
Le definizioni e il campo di applicazione

Il Capo II, all’art. 5 contiene le definizioni delle figure riguardanti le manifestazioni fieristiche. L’art. 6 fornisce il campo di applicazione rispecchiando, in linea di massima, quanto previsto per gli spettacoli musicali cinematografici e teatrali. Il legislatore dice che “le disposizioni del Titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 si applicano alle attività di cui al comma 2 secondo le modalità previste dal Capo II del presente decreto e cioè quelle di “approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture od opere temporanee per manifestazioni fieristiche, fatte salve le esclusioni di cui al comma 3”.
Il legislatore ha precisato, al comma 3 che le disposizioni del D.I. 22 luglio 2014 e quelle di cui al Capo I, Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008, non operano per le attività di cui al comma 2, in caso di:
a) strutture allestitive che abbiano un’altezza inferiore a 6,5 m rispetto a un piano stabile;
b) strutture allestitive biplanari che abbiano una superficie della proiezione in pianta del piano superiore fino a 100 m2;
c) tendostrutture e opere strutturalmente indipendenti, realizzate con elementi prodotti da un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi massimi, previsti dallo stesso, la cui altezza complessiva, compresi gli elementi di copertura direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 8,5 m di altezza rispetto a un piano stabile.
Si vuole quindi limitare l’applicazione del Titolo IV alle strutture di notevole dimensione, altezza e complessità evitando, così, un’estensione degli obblighi previsti anche alle strutture tipiche di piccoli eventi.
L’art. 7 ripete che le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di cui al D.Lgs. n. 81/2008, siano applicate alle attività di cui all’art. 6, comma 2 tenendo conto delle particolari esigenze che le caratterizzano:
• compresenza di più imprese esecutrici nelle aree di lavoro, con permanenza di durata variabile;
• compresenza di un elevato numero di lavoratori, autonomi o dipendenti, nelle aree di lavoro, con permanenza di durata variabile e con svolgimento di mansioni diverse tra loro;
• frequente presenza di imprese e lavoratori di diverse nazionalità nelle aree di lavoro;
• necessità di completamento dei lavori in tempi brevi, compatibili con lo svolgimento programmato degli eventi;
• necessità di realizzazione dei lavori in spazi ristretti;
• possibilità di operare in contesti caratterizzati da vincoli architettonici o ambientali;
• rischi derivanti dalle condizioni meteorologiche e ambientali in relazione alle attività da svolgersi in luoghi aperti;
• presenza di più stand contigui nello stesso quartiere fieristico.

L’applicazione del Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008

L’art. 8 riguarda l’applicazione del Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008.

La lettera a) definisce “cantiere” come il luogo nel quale sono svolte le attività di “approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture od opere temporanee per manifestazioni fieristiche”. La lettera b) individua il Committente come il soggetto per conto del quale sono eseguite le attività di “approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture od opere temporanee per manifestazioni fieristiche”.
Vista anche qui la presenza di più soggetti il Committente dovrà essere individuato, caso per caso, riguardo alla presenza di un contratto con una o più imprese per l’esecuzione dei lavori.
Secondo quanto previsto dalla lettera c), comma 1, art.8 ciascun Committente o Responsabile dei lavori, ai sensi dell’assolvimento degli obblighi di cui all’art. 90, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 81/2008, dovrà acquisire le informazioni di cui agli Allegati IV e V, relative agli spazi dove realizzare le attività di cui all’art. 6, comma 2. L’Allegato IV è inerente alle informazioni minime concernenti il quartiere fieristico fornite dal gestore o dall’organizzatore relativamente:
a) a tutte le attrezzature permanenti presenti;
b) alla viabilità;
c) alla logistica in generale;
d) agli impianti a rete fissa installati.
L’Allegato V è inerente ai contenuti minimi del DUVRI (art. 26, D.Lgs. n. 81/2008) per le manifestazioni fieristiche. Così come per gli spettacoli del Capo I, D.I. 22 luglio 2014, l’art. 8, comma 1, la lettera d), ha previsto che il Committente o il Responsabile dei lavori, per le attività di approntamento e di smantellamento delle strutture allestitive, delle tendostrutture o delle opere temporanee per manifestazioni fieristiche, prenda in considerazione unicamente il PSC e non anche il fascicolo dell’opera.
Ritroviamo anche qui come per il Capo I le lettere e) e h) e f), riguardante la verifica dell’idoneità tecnico-professionale anche con riferimento alle imprese straniere.
La lettera g) ha previsto che, ai fini degli artt. 89, comma 1, lettera h) , e 91, comma 1, lettera a) , D.Lgs. n. 81/2008, i contenuti minimi, rispettivamente, del PSC e del POS sono definiti dall’Allegato VI al D.I. 22 luglio 2014. Questi documenti, secondo il legislatore, devono tenere conto delle informazioni di cui all’Allegato IV e delle informazioni contenute nel DUVRI di cui all’art. 26, D.Lgs. n. 81/2008, redatto dal gestore o dall’organizzatore, i cui contenuti minimi sono descritti nell’Allegato V. La lettera i) è inerente alla recinzione di cantiere che a seguito di specifica valutazione del rischio, può essere sostituita con opportuna sorveglianza. La lettera j) ha eliminato il vincolo temporale dei “10 giorni” previsto dall’art. 100, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008, per la “messa a disposizione” del PSC e del POS, per i RLS, da parte delle imprese esecutrici; i datori di lavoro delle imprese esecutrici devono mettere a disposizione il PSC e il POS “prima dell’inizio dei lavori “. Infine, la lettera k) ha previsto l’individuazione, tra i RLS delle imprese esecutrici, di un rappresentante dei lavoratori di sito produttivo ai sensi dell’art. 49, D.Lgs. n. 81/2008.

Applicazione del Capo II

L’art. 9 ha previsto che le disposizioni del Capo II, Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008, sono valide, in quanto applicabili, tenuto conto delle particolari esigenze connesse alle attività di cui all’art. 6, comma 2. La recinzione di cantiere di cui all’art. 109, comma 1, D.Lgs. n. 81/2008, a seguito di specifica valutazione del rischio, può essere sostituita con opportuna sorveglianza.

Monitoraggio

Infine, l’art. 10, D.I. 22 luglio 2014, ha previsto che, entro 24 mesi dall’entrata in vigore, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, d’intesa con il Ministero della Salute, debba provvedere al monitoraggio dell’applicazione di quanto previsto dalla stessa norma rielaborandone eventualmente i contenuti.

Il Decreto risulta sicuramente una diretta conseguenza dei tragici incidenti già citati e alcune disposizioni e richieste sono dirette conseguenze di questi.
Alcuni aspetti non sono stati affrontati o chiariti e rimangono sempre ad interpretazione del singolo o per la singola opera come ad esempio il già citato ruolo del Committente di difficile individuazione o il rientrare o meno all’interno del campo del Titolo IV del D.Lgs. 81/2008. Credo che la maggior parte degli eventi/allestimenti siano effettivamente “cantieri” o per la complessità delle strutture o per le particolari condizioni al contorno previste. Rimane comunque la necessità di capire in mancanza di questo cosa avviene per un evento/allestimento che non ha queste caratteristiche e per il quale l’eliminazione o la riduzione al minimo di questa tipologia di rischi fosse effettuata mediante l’applicazione dell’art. 26 con la predisposizione del DUVRI. Il problema è che in questo caso nessuna figura sarebbe incaricata della redazione di un piano di coordinamento né del controllo delle Imprese e dei lavori. E’ chiaro che non sia necessario in alcuni casi ma fa si che in alcuni casi non vi sia né controllo né coordinamento con la mancanza di un CSE e di un vero e proprio Direttore dei Lavori.
Oltre a questo è chiaro che essendo il settore degli eventi e dello spettacolo completamente diverso da quello delle opere edili le persone incaricate delle verifiche, dei controlli e della direzione lavoro dovrebbero essere appositamente formate o avere comprovata esperienza nel settore.

Alcuni aspetti logistici e organizzativi non sono stati affrontati dal decreto come i vincoli temporali tra uno spettacolo e un altro delle tournée che dovrebbero derivare da tanti fattori come le distanze tra siti, la complessità della struttura da realizzare, il personale a disposizione per realizzarle, modalità e orari, vincoli del luogo, ecc..

È sicuramente comunque un passo per cercare di fare chiarezza sull’applicazione di norme riguardanti la sicurezza dei lavoratori derivanti da leggi che fanno riferimento ad altri settori e che devono trovare applicazione in questo che ha tempi e modi completamente diversi.

ANS Asal Sicurezza

Osservazioni da parte dell’Ing. Amedeo Guizzi

La complessità dei nostri tempi, in cui nuovo e vecchio si sovrappongono evolutivamente con troppa velocità e le regole, coi loro attriti temporali di riconoscimento, arrivano sempre in ritardo, diventa arduo,occorre riconoscerlo, il compito del legislatore che deve promulgare Leggi e Decreti mirati utili e funzionali a tutto campo. Ciò domanda un lavoro di consultazione di gruppo ed un’eccellenza nella competenza ottenibili solo come frutto di consultazioni sul campo pratico, sul terreno scientifico e su quello regolamentare legislativo e politico. Occorre darsi, questo l’intento da perseguire, un obbiettivo integrato,mirato e studiato nei suoi momenti distinti, in mancanza del quale emergerà l’incapacità a mettere bene in ordine le cose quasi mancasse la volontà di farlo a fronte, appunto, della accertata complessità e delicatezza.
L’atteso decreto “Palchi”, emesso principalmente a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori addetti, avrebbe dovuto ampliare, come ci si poteva aspettare, il suo intervento normativo anche all’allestimento di tutte le opere temporanee contestuali all’effettuazione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali nonché alle manifestazioni fieristiche.
Pare di poter subito affermare che, invece, si è persa una buona occasione di fare completa, necessaria chiarezza sul contesto normativo che deve presiedere sempre all’esecuzione di opere temporanee tentando di allinearsi allo stesso tempo al contesto normativo europeo.
Poiché sono note le carenze in materia del “vecchio” D.lgs. 81/08 quando tratta di opere temporanee dato che rinvia all’allegato X che tutto include nel calderone generico dell’ingegneria, ci si aspettava almeno qualche precisa definizione adesso, nel nuovo Decreto.
Ma purtroppo il decreto “Palchi” non solo non soccorre con l’ attesa definizione delle opere temporanee, ma addirittura introduce i concetti di impianti scenotecnici, stativi e torri senza, a loro volta, definirli. Anzi li include nella grande pure indefinita famiglia delle opere temporanee.
Si può energicamente affermare che il Capo I è mancante di un articolo che reciti le definizioni. La riprova è data dal Capo II, quello riguardante le manifestazioni fieristiche, dove le definizioni sono chiaramente elencate.
É possibile interpretare questa mancanza come dovuta al fatto che il Legislatore ritenga non necessarie le definizioni per spettacoli musicali, cinematografici e teatrali in quanto per lui il concetto delle opere temporanee è già chiaro e ben esplicato nel D.lgs. 81/08? È un’ipotesi.
Oppure, di converso, va inteso che tutte le opere temporanee vadano intese essere assimilabili concettualmente a i ponteggi senza funzione di opera provvisionale? Può darsi, pare verosimile.
In ogni caso bisogna cercare e definire il concetto di opere temporanee. Esso ha concettualmente implicazioni dinamiche in quanto legato su un versante alle opere di ingegneria e sull’altro alle operazioni derivanti dall’uso nel provvisorio cantiere di macchine e di attrezzature speciali e dedicate.
Ne deriva quindi che tra le opere di ingegneria civile prestate nel settore degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e manifestazioni fieristiche possono essere sicuramente annoverate, la più laboriosa costruzione di torri e stativi. Ciò, infatti obbliga a riferirsi al concetto di speciali attrezzature e di appositi macchinari mobili, parte vitale dell’opera temporanea, che potremmo definire scenotecnici.
Ecco perché sarebbe stato utile avere un elenco di definizioni, se possibile, anche per il Capo I che rinvia agli articoli 88 e 89 ed All.X del D.leg.81/08, nonché agli articoli 69-70-71-72-73
dello stesso Decreto in cui vengono forniti i principi d’uso delle attrezzature di lavoro.
Si sono inoltre volute utilizzare le dimensioni delle opere temporanee per definire il campo di applicazione del Titolo IV. Bene, l’approccio è simile a quello utilizzato per i ponteggi dove viene definita come massima la quota dei 20 m oltre la quale risulta necessaria la redazione di uno specifico progetto. Qui il Legislatore sembra mettere in relazione le dimensioni in altezza dell’opera temporanea con il rischio residuo connesso al suo montaggio. É un approccio, questo, senz’altro giustificato per le pedane di altezza 2m dato che tale quota è anche quella oltre la quale si ha un rischio residuo elevato per il lavoratore da proteggere (articolo 107 D.lgs.81/08).
Ma invece non si capisce su quali valutazioni di rischio residuo vengano fissate le quote di 6m per strutture su stativi, 8 m per strutture su torri, 7 m per ground support (immaginando che si stia parlando di quelli) ed, infine, 8,5 m per tendostrutture.
Qui un chiarimento sulle modalità di valutazione applicate sembrerebbe necessario.
Risultano invece di indubbia utilità, e ne va dato atto, le disposizioni minime sul sito di installazione dell’opera temporanea riportate nell’allegato I laddove viene richiesta l’individuazione della capacità portante del terreno, di altre strutture esistenti e dei punti di sospensione per il sollevamento di truss americane e ci si ricollega, per quest’ultimo aspetto specifico, alle disposizioni della lettera circolare del Ministero dell’Interno Protocollo n.1689 SG 205/4 del 01/4/2011 sull’attività di controllo delle commissioni di vigilanza di pubblico spettacolo.
Al termine di queste osservazioni non rimane quindi che esprimere il rammarico per l’evidenziata carenza di informazioni di definizione sull’uso e allestimento di opere temporanee realizzate in occasione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di manifestazioni fieristiche.
Ma va anche sottolineato con piacere il fatto che con il provvedimento vengono riconosciute le particolari, specifiche esigenze del settore e finalmente definite alcune linee guida senz’altro immediatamente utili a far operare nell’applicazione più semplice rispetto al passato e rispettosa del D.lgs. 81/08.