Un sistema audio installato a Torino
Un sistema audio installato a Torino

di Antonio Paoluzi.

Per svolgere uno spettacolo teoricamente è sufficiente un luogo ove sia possibile montare un palco, una struttura che possa sostenere apparecchiature e strumenti per illuminare la scena e diffondere il suono, ed uno spazio che contenga pubblico sufficiente allo scopo.
Naturalmente tutto questo non è sufficiente a garantire uno spettacolo piacevole. Il pubblico paga, non dimentichiamolo, per “godere” di uno spettacolo, ed è nostro dovere cercare il modo di proporlo trasmettendo al meglio l’emozione ed il messaggio proposto dall’artista, senza lo spiacevole corollario dei disagi dovuti alla scarsa qualità del luogo prescelto per lo spettacolo. Una scarsa visibilità, difficoltà acustiche, sedie scomode, temperature inadeguate, confusione, illuminazione inadeguata, ecc., sono tutti fattori che possono essere considerati delle discriminanti fra l’essere un bello spettacolo godibile ed una sorta di tortura che solo un fan accanito è disposto a sopportare.
Il rispetto per il pubblico è la prima cosa da considerare nel nostro mondo, se vogliamo che continui a sostenere il nostro lavoro con la sua presenza. Dobbiamo perciò operare perché ogni spettacolo sia unico e piacevole, se vogliamo che la gente venga ancora. Ovvio che se non opereremo in questa direzione, continuando con la miope ottica del “pubblico da spremere finché c’è”, ben presto saremo fagocitati dal vortice della crisi e faremo la stessa fine della discografia. Lo spettacolo live sopravvive grazie al fatto che ancora esiste la voglia del contatto con l’artista, acuita ancor di più dal fatto che ora la musica è “virtuale” ed alla portata di tutti, svalutata se vogliamo ma molto più diffusa. Oggi se vuoi avere il contatto con il tuo artista te lo devi andare a vedere. Ma se tutto questo diventa una tortura…. meglio vederlo in DVD, comodamente a casa e sul divano.

Caratteristiche della venue

L’impianto audio che si cerca di realizzare deve garantire una distribuzione sonora quanto più omogenea possibile e che sia in grado di restituire il messaggio musicale nella maniera più fedele ed intelligibile, restando però nei limiti di pressione sonora previsti dalla legge.

Normalmente la soluzione che garantisce i migliori risultati è quella di sospendere l’impianto ad un’altezza opportuna, in modo da servire bene le zone più distanti dal palco, senza arrecare disturbo a chi invece si trova vicino. Possibili ostacoli alla realizzazione di un buon impianto possono essere rappresentati da problematiche di carattere logistico-meccanico, in riferimento alla possibilità di posizionare o sospendere l’impianto (presenza di travi adatte, portata del tetto etc.), o di carattere ambientale, per quanto riguarda la riverberazione del locale e la distribuzione del pubblico.

L'arena di Verona
L’arena di Verona

In base a questo principio viene subito individuata una caratteristica importante, spesso considerata marginale: Il pubblico deve vedere lo spettacolo dal “davanti”,

Un progetto per il Palalottomatica di Roma
Un progetto per il Palalottomatica di Roma

a meno che non si tratti di uno spettacolo appositamente studiato per conformazioni differenti. Troppo spesso capita di dover fare dei concerti in luoghi utilizzati costantemente, e a volte impropriamente, per spettacoli dal vivo, ma in cui l’audience che vede lo spettacolo da una posizione frontale è una quantità minima del totale. E gli altri? I più fortunati saranno di fianco, i meno fortunati addirittura dietro.

Vista dal basso del Palalottomatica di Roma
Vista dal basso del Palalottomatica di Roma

Da un punto di vista audio questo comporta l’aggiunta di diffusori laterali ed a volte addirittura posteriori, con conseguente peggioramento della qualità sonora, oltre all’inevitabile esborso per mezzi tecnici e risorse umane, senza considerare il fatto che, comunque, chi sarà seduto lateralmente difficilmente godrà della stessa qualità sonora e visiva di chi è di fronte. Qualche millennio fa avevano già risolto il problema: la forma del teatro greco o romano, con il pubblico disposto radialmente su un arco di massimo 120° con gradinate digradanti, è sicuramente la soluzione che garantisce visibilità ottimale in tutti i posti e diffusione sonora omogenea.
Oltre a questo in qualsiasi sala da concerto ci si trova a scontrarsi con l’inevitabile problema del riverbero della sala e delle risonanze ad esso connesse. L’intelligibilità del messaggio sonoro è una conseguenza diretta della buona qualità dell’acustica della sala e tempi di riverberazione troppo lunghi rendono impossibile ottenere un risultato soddisfacente, oltre ad aumentare considerevolmente la fatica d’ascolto. Una buona sala da concerto non deve essere necessariamente totalmente sorda, anzi a volte una certa quantità di riverbero può contribuire a rendere il messaggio musicale più ricco e può aiutare nella diffusione. Un esempio di riverberazione costruttiva può essere considerato il teatro classico,

05-Teatro

dove la conformazione della sala ed un sapiente uso dei materiali di rivestimento consentono di raggiungere in maniera più agevole le zone remote del pubblico, cioè la fine della sala ed il loggione. Ovviamente, con l’introduzione dell’uso dell’amplificazione nella storia del teatro e dei concerti, il problema si è ribaltato, e si tende a ricercare una situazione meno riverberante, avendo risolto il problema di raggiungere con la direttività dell’impianto audio le zone lontane. Quindi , specie per un tipo di spettacolo che comprenda la voce, o un genere di musica che non sia di tipo orchestrale o sinfonico, conviene mantenere i tempi di riverberazione sotto un certo valore.

Progetto per il Pala Isozaky
Progetto per il Pala Isozaky

Come si svolge il lavoro

Nella prima fase di progettazione di un impianto audio da concerto si parte valutando la “geografia” del posto, verificando con il direttore di produzione ed il promoter la distribuzione del pubblico. In base alla disposizione dell’audience si decide come intervenire e si stabilisce quale tipo di impianto utilizzare, in quale quantità e dove dislocarlo. Una volta che sono stati individuati i punti nei quali l’impianto sarebbe in una posizione ottimale, vengono decisi, anche grazie ad una simulazione al computer, tutti i parametri necessari: angolazione e numero delle casse, altezza, inclinazione, orientamento etc.

Simulazione meccanica della composizione del sistema audio
Simulazione meccanica della composizione del sistema audio

Durante la fase di progetto è anche possibile individuare qualcuna delle possibili carenze nella diffusione ed eventualmente decidere di intervenire integrando con altri diffusori o spostando qualcosa; mi viene in mente il caso della zona vicino al palco, a volte difficile da raggiungere con l’impianto principale, ma facilmente individuabile con l’ausilio dei software di simulazione, oppure le zone periferiche, dove l’impianto è al limite della copertura.

Allestimento

Risolti i problemi decisionali, quindi con le poche idee ben chiare in testa, si inizia la fase vera e propria di allestimento.
Viene scaricato il camion che, per chi non lo sapesse, è caricato con circa 20 tonnellate di materiale quasi tutto munito di ruote; efficaci se c’è un piano dove farle rotolare, ma di dubbia utilità in presenza di scale, gradini, prati, sabbia, selciati e ostacoli vari.

Tipica situazione di scarico all'interno del venue
Tipica situazione di scarico all’interno del venue

Ammesso che si sia riusciti a far arrivare il materiale in posizione, bisogna montarlo e, possibilmente, rispettare il progetto.
Il rispetto del progetto parte da un assunto fondamentale: il punto di appendimento dell’impianto deve essere nel punto prestabilito dal progetto: un punto di aggancio di sufficiente portata dove agganciare il motore elettrico che solleverà le casse. Parafrasando: datemi un punto e vi solleverò l’impianto

Impianto audio installato al Pala Isozaki
Impianto audio installato al Pala Isozaki

Questo quindi è il momento del rigger, personaggio qualificato a svolgere il compito di appendimento del motore, che utilizza tutte le sue conoscenze ed il suo allenamento per arrampicarsi sui tetti dei palasport o sui tralicci delle strutture approntate allo scopo di mantenere il carico delle apparecchiature audio e luci. E’ affidato alla specifica competenza del rigger il lavoro di tradurre un segno sul pavimento (mera rappresentazione del punto desiderato) in “gancio” per un motore, attraverso l’impiego di funi d’acciao ed imbraghi di opportuna portata. Le difficoltà che si incontrano in questa fase del lavoro esulano dal nostro argomento, a parte il fatto che se il rigging risulta difficoltoso a causa delle caratteristiche del tetto o della struttura utilizzati, lo stesso potrà porre delle limitazioni alla corretta esecuzione del progetto influendo naturalmente sul risultato finale. Posizionamenti non corretti rischiano di provocare interferenze distruttive o problemi di copertura, così come limiti di altezza si tradurranno in problemi di omogeneità della diffusione o di gittata.

 Identico allestimento, stavolta a Perugia, notare la diversa angolazione del sistema e il variato numero di casse.
Identico allestimento, stavolta a Perugia, notare la diversa angolazione del sistema e il variato numero di casse.

Una volta completato il lavoro di appendimento si passa alla fase di montaggio del cluster di diffusori, che negli impianti moderni è quasi sempre costituito da una fila di diffusori impilati e connessi fra loro da un sistema meccanico che permette di variarne l’angolo di copertura verticale. Un impianto audio siffatto si definisce line array e negli ultimi anni ha rimpiazzato, grazie alle sue caratteristiche meccanico-acustiche superiori, gli impianti tradizionali costituiti da un gran numero di casse disposte per file e colonne. Completato il sollevamento e la messa in sicurezza dei cluster si passa al posizionamento dei subwoofer, i diffusori che riproducono le frequenze basse, normalmente disposti a terra, possibilmente in corrispondenza della verticale dell’impianto. Posizionamenti molto diversi da quelli ideali possono rendere impossibile la correzione elettronica dell’allineamento, quindi il risultato sarà di scarsa qualità sonora; tra l’altro, la copertura completa dell’area di ascolto dalle frequenze basse, è una delle sfide maggiori.

Simulazione di sistema audio - vista frontale
Simulazione di sistema audio – vista frontale

A questa operazione segue il montaggio e il collegamento degli amplificatori e di tutte le apparecchiature elettroniche necessarie al funzionamento, oltre al posizionamento dei diffusori che integrano la copertura audio, come si diceva prima, nelle zone meno servite dall’impianto principale.

Analisi Acustica
Una volta organizzata l’area regia, posta al centro di fronte al palco ad una distanza media di 30-35 metri e connessi i cavi che la collegano al palco ed al resto delle apparecchiature, si passa alla fase di verifica ed analisi acustica. Da notare che la presenza del cavo di collegamento è un’esigenza tecnicamente imprescindibile e, spesso, non abbastanza considerata, mentre, analogamente, la posizione della regia audio in centro e non troppo distante è una discriminante che può determinare la buona riuscita o meno dello spettacolo.
Durante la fase di verifica verrà valutato il corretto funzionamento delle apparecchiature attraverso il collegamento alla rete di controllo del sistema e il test delle varie linee dei diffusori. Successivamente si passa alla fase di analisi, in cui con appositi sistemi viene valutata la risposta dell’impianto e quella dell’ambiente. Nel caso di un evento all’aperto naturalmente l’ambiente sarà piuttosto ininfluente, a meno che non ci si trovi in qualche situazione molto difficile, come ad esempio un muro di fronte che può arrecare grande disturbo con la sua riflessione, che genera una distinta eco. Per quel che riguarda gli spettacoli al chiuso, invece, c’è sempre da fare i conti con il riverbero della sala, le risonanze e i vari rimbalzi, più o meno evidenti dati, appunto, dalla presenza di muri o altro.
La correzione dell’impianto avviene dapprima misurando i tempi di arrivo dei vari sistemi di altoparlanti ed allineandoli con sistemi di correzione elettronica; è importantissimo che all’ascoltatore il suono arrivi “coerente”, e non come una serie di onde sonore sovrapposte, che all’orecchio risultano poco definite e, quindi, poco intelliggibili.

Installazione per il Papa
Installazione per il Papa

Durante l’analisi si cerca di rendere il suono dell’impianto quanto più trasparente, il che significa tentare di realizzare un impianto con una risposta in frequenza più lineare possibile.

Analisi in tempo reale della risposta in frequenza
Analisi in tempo reale della risposta in frequenza

Ciò avviene avvalendosi di sistemi di misura che rappresentano la risposta in frequenza captata da un microfono di riferimento e, in base a questa lettura, si riesce a correggere la risposta con opportune equalizzazioni.

Analisi in tempo reale della funzione di trasferimento (relazione tra audio immesso nel sistema e audio riprodotto dal sistema via microfono di misura)
Analisi in tempo reale della funzione di trasferimento (relazione tra audio immesso nel sistema e audio riprodotto dal sistema via microfono di misura)

Il lavoro vero sta nel valutare ciò che la lettura dello strumento restituisce, con tutto l’insieme degli “inganni” causati dall’ambiente, alla luce dell’esperienza e con l’uso delle orecchie, in modo da intervenire equalizzando solo ciò che è necessario. Un esempio di inganno tipico è la situazione di un palasport con grandi superfici in cemento che da vuoto risulta sicuramente ricco di frequenze medio alte che però, con la presenza del pubblico a rivestire le gradinate di materiale umano fonoassorbente, in serata risulterà molto più sordo. Risolvere il problema della riverberazione è quindi relativamente facile, basta applicare materiali fonoassorbenti sulle superfici esposte, riducendone così la riflettività. Il problema delle risonanze è, invece, di più difficile soluzione, specialmente in posti grandi. Ciò che normalmente viene avvertito come “rimbombo” è infatti ciò che succede ad una frequenza o ad un gruppo di frequenze che vengono messe in risonanza dall’ambiente, e che quindi decadono in tempi più lunghi. Ciò avviene perché le basse frequenze hanno lunghezze d’onda paragonabili a quelle dell’ambiente e quindi esistono alcune frequenze che saranno multipli delle dimensioni del locale stesso, che rimbalzando e sommandosi in maniera costruttiva vanno a rinforzare l’onda originaria. Trattandosi di onde di lunghezza considerevole e normalmente emesse con energia sufficiente ad eccitare il fenomeno, anche la soluzione del problema diventa di grandi dimensioni. Soluzioni adeguate sono le trappole acustiche ed i sistemi di smorzamento delle onde stazionarie realizzati con pannelli fonoassorbenti sospesi al soffitto in varie configurazioni, studiate per massimizzare l’effetto assorbente a determinate frequenze. Un esempio fra tutti è il Mandela Forum di Firenze, che è passato dalla condizione di “peggior suono possibile”, come era prima dell’installazione dei pannelli, ad essere uno dei posti con il miglior controllo della riverberazione (resta solo il fatto che il pubblico sta tutto da una parte…).

Verifica Musicale
Alla verifica strumentale segue una verifica che definirei musicale, fatta ad orecchio ascoltando alcuni brani musicali di riferimento, per capire la corrispondenza fra le misure e l’effettiva risposta del sistema. Qui entra in ballo anche un po’ la soggettività dell’ascolto musicale, che va anche regolato in base alle esigenze del fonico e del genere musicale.
Completato il lavoro di taratura, ed effettuate tutte le verifiche tecniche sul palco, si passa al soundcheck, momento in cui la band suona alcuni brani, in modo da verificare la correttezza degli ascolti e del monitoraggio, oltre a dare il modo al fonico di applicare sull’impianto il missaggio e verificarne l’effettiva qualità, correggendo di volta in volta quei suoni che risultassero non corretti.

Spettacolo

Durante lo spettacolo, specialmente e possibilmente all’inizio, si procede ad adattare l’equalizzazione dell’impianto alla nuova situazione, alcune cose infatti saranno cambiate: la sala sarà piena, quindi molto meno riverberante, alcune risonanze saranno sparite o saranno acuite ancor di più, e anche la temperatura ambiente sarà cambiata, anche di parecchi gradi, così come l’umidità dell’aria e si dovrà compensare la risposta del sistema audio in base a queste caratteristiche. Un giro a controllore fisicamente e con l’ausilio dell’udito l’uniformità della diffusione, anche lateralmente e sulle tribune sarà il completamento dell’opera di controllo.

Articolo tratto da Backstage n°6 2009