Arena_FranceQuando l’integrazione trasforma un tecnico in un fabbricante di macchine.

Di Amedeo Guizzi e Cristiano Giavedoni

Il caso: Il service/noleggiatore [A] è proprietario di un ragguardevole numero di paranchi elettrici a catena [B], acquistati prevalentemente dal rivenditore [C]. L’azienda è anche proprietaria di sistemi di controllo [D] che utilizza per movimentare i paranchi elettrici [B].

Su richiesta di un committente, il service [A] installa una struttura temporanea composta da truss prodotte da [E], un palcoscenico costruito da [F] ed un sistema di sollevamento composto da un certo numero di paranchi [B], alcuni sistemi di controllo [D] e truss prodotte da [G]. I cablaggi sono parte realizzati dal service [A] e parte acquistati da [H].

Il service [A] pone quindi in opera un sistema formato da:

Paranchi [B] acquistati da [C], controller [D] comprati direttamente da [D], connessi da cablaggi realizzati da [A] o forniti da [H], installati su struttura prodotta da [E] che movimentano tralicci [G].

Il service [A] ha con sé la seguente documentazione:

  • Dichiarazione di Incorporazione per i paranchi [B], redatta dal costruttore [B], fornita dal rivenditore [C].
  • Il Manuale d’istruzioni dei paranchi [B] (che in realtà sono istruzioni di assemblaggio dato che il paranco viene considerato una quasi-macchina dal relativo fabbricante).
  • Dichiarazione di conformità dei controller [D], redatta dal costruttore [D].
  • Il Manuale d’istruzioni del controller [D].
  • Dichiarazione di conformità dei cavi [H], redatta da [H].
  • Relazione di calcolo delle singole truss [E] e [G].
  • Dichiarazione di avvenuta manutenzione ed ispezione dei paranchi a catena [B], redatta da [A].

Durante l’ispezione del cantiere, l’autorità di controllo chiede di visionare la documentazione riguardante le macchine di scena.

Vengono quindi presentate le Dichiarazioni di Incorporazione dei paranchi [B] e l’autorità di controllo ne vieta l’utilizzo poiché tali paranchi non possono essere messi in servizio: la conformità infatti si riferisce ad una macchina incompleta dal punto di vista dei requisiti minimi di sicurezza previsti per legge.

Inoltre, anche se fosse stata presentata la Dichiarazione di Conformità dei paranchi, l’autorità di controllo avrebbe potuto contestare la mancanza della dichiarazione d’impianto visto l’uso degli equipaggiamenti di sollevamento. Quando i paranchi hanno una funzione comune – movimentare e tenere in sospensione la truss – il funzionamento di ciascun paranco influisce direttamente sugli altri e tutta la macchina di scena viene controllata da sistema di comando comune (controller [D]).

Questo è uno dei tanti episodi che si possono verificare in Europa – ed anche in Italia – in cui la presunzione di conformità di un sistema di sollevamento non soddisfa i requisiti previsti dalle direttive e normative vigenti.

Ma come si interpretano la Direttive e come si possono evitare le situazioni di cui sopra?

Stage_USAMacchina e Quasi-macchina

Una macchina è un insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata. (definizione ufficiale tratta dalla Direttiva Macchine 2006/42/EC)

Si considera macchina anche un insieme come sopra descritto al quale mancano solamente elementi di collegamento al sito d’impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento.

Anche insiemi di macchine o di quasi-macchine che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale, sono considerate macchine. Una quasi-macchina invece è un insieme – un assemblato – che costituisce quasi una macchina, ma che da solo non è in grado di garantire un’applicazione ben determinata.

Quindi un paranco a catena – con catena e gancio di sospensione superiore e inferiore – può essere considerato una macchina allo stesso modo con cui un insieme di paranchi a catena comandati da un singolo controller devono essere ritenuti una macchina nel loro insieme.

Il fabbricante di paranchi a catena [B] ha venduto al rivenditore [C] un paranco sprovvisto di catena di carico e gancio di sospensione, senza equipaggiamento elettrico e privo di contenitore per la raccolta della catena di carico.

In questo caso l’interpretazione della Direttiva Macchine è semplice ed è palese che il fabbricante di paranchi a catena [B] ha venduto a [C] una quasi-macchina.

Un paranco venduto senza sospensione superiore, senza gancio inferiore, senza equipaggiamento elettrico e senza catena di carico non è in grado – in nessuna condizione – di svolgere la funzione preposta alla macchina, vale a dire che il paranco manca di taluni elementi necessari per assolvere alla sua applicazione ben determinata. Il legislatore sancisce che pertanto la quasi-macchina deve essere sottoposta a un’ulteriore fase di costruzione per diventare la macchina finale che possa assolvere alla propria applicazione ben determinata. Il costruttore di paranchi [B] quindi ha correttamente emesso una Dichiarazione di Incorporazione in cui ha specificato che per quanto concerne la quasi-macchina in oggetto, ha rispettato molti dei requisiti minimi di sicurezza previsti dalla direttiva macchine 2006/42/EC.
Ma non tutti. Il completamento della conformità alla Direttiva Macchine rimane responsabilità di colui che integra le parti o le funzioni mancanti e tale figura è anche tenuta ad emettere Dichiarazione di Conformità: il fabbricante della macchina di scena.

Stadium_SouthAfricaFabbricante di macchine

È importante distinguere fra un fabbricante di paranchi a catena – ovvero un’azienda che progetta, prototipa e costruisce paranchi a catena – ed un fabbricante di macchine – ovvero un azienda che completa l’assemblaggio dei paranchi integrandone componenti mancanti e (talvolta con marchio differente) immette le macchine complete sul mercato. Se un rivenditore acquista e rivende un paranco a catena senza modificarne la configurazione fornita dal costruttore, funge solo da distributore – in alcuni casi da importatore – ma non assume il ruolo di fabbricante di macchine. Se invece il rivenditore svolge anche un ruolo aggiuntivo nella trasformazione della quasi-macchina in macchina – mediante l’installazione della catena, delle sospensioni e dei connettori – allora il rivenditore diventa per legge un fabbricante di macchine.

Il fatto che il paranco a catena [B] – completo di catena, ganci e spina – non sia provvisto di sistema di controllo non fa di esso una quasi-macchina, quanto una macchina completa in presunta conformità. L’integrità dello stato di conformità della macchina viene dimostrata mediante le prescrizioni di sicurezza e le istruzioni di integrazione presenti nel manuale d’uso della macchina.

Se mancano tali informazioni – o se il manuale non risulta esaustivo – allora si può mettere in dubbio la validità della conformità della macchina che può essere determinata a questo punto solo dalla analisi del fascicolo tecnico.

Legenda
[A] Il noleggiatore; [B] paranchi elettrici a catena; [C] rivenditore del paranco; [D] sistemi di controllo; [E] produttore tralicci della struttura; [F] costruttore palcoscenico; [G] produttore tralicci da movimentare; [H] rivenditore cablaggi;

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Fabbricante dell’insieme di macchine

Possiamo quindi affermare che se il service [A] avesse esibito alle autorità competenti la Dichiarazione di Conformità della macchina redatta dal rivenditore (e non quella di Incorporazione prodotta dal costruttore di paranchi) avrebbe evitato qualsiasi contestazione?

No, non possiamo affermarlo.

Nel momento in cui il service [A] ha messo insieme un sistema composto da diverse macchine, comandate da un unico sistema di controllo (che non è stato ne specificato ne fornito dallo stesso fabbricante dei paranchi) connesso mediante cavi costruiti da lui stesso o a da terzi ed integrato con altri accessori (es. celle di carico) tutto questo per assolvere ad una funzione comune, allora ha composto un insieme di macchine secondo quanto previsto dalla Direttiva Macchine.

Se tale impianto viene installato, è necessaria una nuova dichiarazione di conformità – secondo la Direttiva Macchine 2006/42/CE – ed un manuale d’uso che considerino tutto l’insieme.

Che non può essere quello del costruttore di paranchi.

Che non può essere quello del rivenditore/assemblatore di macchine.

Che non può essere quello del sistema di controllo.

Tale dichiarazione di conformità d’impianto presume inoltre la redazione di un fascicolo tecnico (in parte composto dalla documentazione dei singoli elementi) e di una specifica analisi dei rischi per l’uso previsto dell’impianto stesso.

Conclusione

Nelle installazioni temporanee relative all’ambito del pubblico spettacolo, gli obblighi di legge riguardanti le apparecchiature ed ai sistemi di sollevamento toccano tutte le parti coinvolte nel processo di allestimento del sistema di sollevamento stesso. I fabbricanti di paranchi elettrici a catena devono fare attenzione a come considerano il prodotto che immettono sul mercato (macchina o quasi-macchina) ed informare di conseguenza il mercato degli ulteriori passi da fare e documentazioni da produrre prima di procedere all’installazione della macchina finale. I rivenditori, gli assemblatori, i fabbricanti di macchine che modificano, implementano o completano le macchine o le quasi-macchine devono informarsi e sapere quali sono le loro responsabilità e quale documentazione devono produrre a seconda dei casi. I service, gli installatori ed i system integrator che compongono insiemi di macchine integrando sistemi di controllo, devono leggere attentamente la documentazione tecnica consegnata a corredo dei singoli elementi fabbricati da terzi, in modo da capire se possano procedere all’installazione senza che sia necessaria la produzione di ulteriore documentazione. Infatti è possibile che anch’essi diventino fabbricanti ai sensi della Direttiva Macchine e che quindi debbano ottemperare agli stessi obblighi.

La comunità tecnica internazionale è concorde nell’affermare che esistono in taluni casi difficoltà nell’applicazione dei requisiti previsti dalla Direttiva Macchine e che alcune procedure indicate dal legislatore siano di difficile implementazione nell’ambito del pubblico spettacolo. Ciononostante, l’assunzione di responsabilità di un’installazione è un obbligo di legge e nonostante gli strumenti siano stati studiati per ambiti differenti da quello del pubblico spettacolo, vanno comunque applicati nei modi e nelle forme previste dal legislatore. Perché altrimenti, nessuno è in grado di capire chi abbia fatto cosa e chi ne sia responsabile.