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La Orlando Eye Wheel con i colori della bandiera arcobaleno

La visione privilegiata della platea dalla regia luci può salvare delle vite. Può un lighting designer agire durante un attentato? Accendere le luci in sala oppure buio? 

La discussione nasce dopo il post su Facebook di Kathryn Blair, una lighting designer di Washington DC. Il giorno dopo la strage di Orlando, ha postato nel gruppo “You Know You’re A Stagehand If” la proposta di discutere e creare un protocollo di sicurezza per le situazioni d’emergenza e attentati. Ricordiamo che nella strage del Bataclan a Parigi, tra gli 89 morti, c’era Nathalie Jardin, lighting designer del locale dal 2011. La giornalista Corinne Segal ha richiamato l’attenzione in un articolo per PBS.

Un video di Snapchat girato dalla 25enne Amanda Alvear mostra i primi secondi della carneficina. Nel video il clima del club non è stato per nulla turbato per i primi secondi della sparatoria, la musica continuava ad andare e le luci continuavano a muoversi a ritmo, la maggior parte delle persone non se ne era ancora accorta. Alvear è morta durante l’attentato. Che sarebbe successo se dopo il primo sparo fosse intervenuto un sistema di sicurezza che spegne la musica e accende le luci in sala?

Finora l’unica strategia escogitata dalla polizia inglese in situazioni d’emergenza è: “Run, Hide, Tell” (Corri, Nasconditi, Chiama). Strategia che ha solo creato panico, con video e migliaia di volantini per le strade. Se fosse possibile usare la tecnologia delle venue a supporto della sicurezza, bisognerà capire come. Nook Schoenfeld , lighting designer per i Beastie Boys e Gloria Estefan, ha dichiarato che nei suoi 30 anni di esperienza, la gran parte dei locali in cui ha lavorato ha “assolutamente zero” preparazione per eventi simili. “Non c’è alcun dubbio nella mia mente che io sia uno dei primi obiettivi di una sparatoria”, ha detto. “Dalla mia postazione io sono l’ultima persona che può fuggire. Sarei circondato da persone che scappano in ogni direzione.” 

Nathalie Jardin, lighting designer del Bataclan, è stata una delle vittime dell’attentato di Parigi.

Per Richard Cadena, giornalista e production electrician di Austin, Texas, afferma che il punto centrale del dibattito è se accendere le luci o spegnerle completamente illuminando solo le uscite. Ross-Clausen (IATSE) propone luci in sala intermittenti, con un flash ripetuto lentamente, che indichi chiaramente una situazione di pericolo.

In Italia la normativa di riferimento è la UNI EN 1838, che specifica le esigenze dell’illuminazione di sicurezza ed emergenza. Nel caso di luoghi per lo spettacolo, l’illuminamento di emergenza medio deve essere di 2 lx in ogni ambiente dove ha accesso il pubblico e le segnalazioni di sicurezza devono essere attive, sempre, per ogni uscita di sicurezza.

Qui l’articolo originale.