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Tommy Lee, batterista dei Motley Crue, bloccato a testa in giù durante un concerto

Di Amedeo Guizzi e Cristiano Giavedoni

Le attrezzature scenotecniche – siano esse installate permanentemente in teatri oppure incorporate in strutture per eventi itineranti – si differenziano dalle attrezzature di sollevamento industriali non tanto per la diversità degli elementi utilizzati quanto per la natura del loro utilizzo.

In genere un’attrezzatura di sollevamento, progettata per svolgere una specifica funzione all’interno di un cantiere o di un sito produttivo industriale, viene concepita e costruita per compiere movimentazioni di carichi senza la presenza diretta di persone nella cosiddetta zona di pericolo; nella maggior parte dei casi tale zona corrisponde a quell’area circoscritta in cui pericoli derivanti dall’azione di movimentazione e sospensione dei carichi possono mettere a rischio l’incolumità delle persone.

Nell’ambito dello spettacolo, il sollevamento di elementi scenotecnici in teatro o la movimentazione di altri carichi durante un concerto, implica spesso che artisti, tecnici e persone del pubblico siano esposti a pericoli che non possono essere eliminati utilizzando i tradizionali metodi di riduzione del rischio.

Un palcoscenico difficilmente si presta a essere suddiviso in aree sicure ed aree a rischio, poiché la segregazione di tali zone di pericolo non è di facile attuazione.

(ndr. Vedi articolo backstage – Conformità e certificazioni: è possibile semplificare?).

Il rischio riguardante il rilascio del carico – sia esso causato da un cedimento del meccanismo di sollevamento o da un malfunzionamento del sistema di controllo – è senza dubbio uno dei pericoli maggiori a cui una persona può essere esposta su di un palcoscenico qualora ci sia una movimentazione di carico in atto.

Prevenire tali situazioni e ridurre – ad un livello tollerabile – il rischio residuo alle operazioni di sollevamento è la diretta conseguenza dell’analisi dei rischi movimenti di scena.

I quattro grandi pericoli

Un’attrezzatura di sollevamento deve essere concepita, progettata e costruita in base all’utilizzo inteso dal fabbricante, utilizzo che deve comprendere anche l’uso scorretto ragionevolmente prevedibile. Ogni analisi dei rischi inizia con la definizione dei limiti della macchina e l’identificazione dei potenziali pericoli ad essa connessi.

Rischi meccanici, elettrici o ergonomici, rischi legati a vibrazioni, pressioni sonore, malfunzionamenti di apparecchiature di controllo o quant’altro, devono essere analizzati, stimati e valutati; il fabbricante ha l’obbligo – in fase di progettazione della macchina – di ridurre o eliminare i rischi derivanti dai potenziali pericoli identificati.

In base all’esperienza di settore le movimentazioni di scena che prevedono la presenza di persone sotto il carico movimentato, espongono quest’ultime a rischi che hanno origine sostanzialmente da quattro grossi potenziali pericoli:

  • Cedimenti strutturali
  • Movimentazioni/azioni non intenzionali
  • Guasti nei dispositivi di sicurezza
  • Operazioni non autorizzate

Questi eventi origine, hanno spesso come conseguenza rischi di schiacciamento, urto, intrappolamento, impigliamento, trascinamento e così via.

Nonostante i fabbricanti di attrezzature di sollevamento contemplino già tali pericoli nell’analisi dei rischi della macchina, le varie tipologie di movimentazione, le implicazioni riguardanti l’uso di insiemi di macchine, il sincronismo di movimento – laddove necessario – e le conseguenze relative ad un guasto o malfunzionamento variano in base alle applicazioni.

E sono proprio le applicazioni – i movimenti di scena – che determinano se le misure di riduzione del rischio approntate dal fabbricante in fase di progettazione della macchina siano adeguate al caso specifico oppure no.

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Tiziano Ferro in Volo

Classi e tipologie di attrezzature di sollevamento.

La comunità tecnica internazionale ha definito tre classi di attrezzature di sollevamento relative all’ambito dello spettacolo: attrezzature di sollevamento per l’installazione [setup], attrezzature di sollevamento per la movimentazione di scena [scenic], attrezzature di sollevamento per il volo di artisti (performer flying).

Le attrezzature di sollevamento per l’installazione [setup], sono insiemi di macchine comandate da un unico sistema di controllo, realizzati per movimentare e mantenere sospesi carichi di scena; in questa categoria, la movimentazione non prevede la presenza di persone nelle zone di pericolo (generalmente sotto il carico movimentato) ma permette la presenza di persone sotto il carico sospeso.

Nelle attrezzature di sollevamento [scenic] è implicito invece che la movimentazione dei carichi avvenga con presenza di persone sotto il carico poiché questo rientra nell’uso ragionevolmente prevedibile.

Le macchine per il volo di artisti [performer flying] prevedono misure di riduzione del rischio che vanno ben oltre la semplice prevenzione del rilascio del carico.

Se le classi delle attrezzature di sollevamento determinano gli ambiti d’utilizzo di una macchina, le tipologie invece ne stabiliscono i comportamenti prevedibili: Staticamente determinati o staticamente indeterminati. (ndr. Vedi articolo backstage – D8+ Facciamo un po’ di chiarezza – Condizioni di utilizzo).

Gli elementi del rischio

Il pericolo è una proprietà intrinseca di una situazione – non legata a fattori esterni – che per sue caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone. Il rischio invece è la combinazione della probabilità di accadimento di un danno e della gravità del danno stesso. Il rischio è un concetto probabilistico: è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone.

I fattori che concorrono alla stima del rischio sono fondamentalmente due: la gravità [Se] del danno e la probabilità [P] del suo accadimento, laddove il rischio [R] e’ uguale alla gravità del danno [Se] moltiplicata per la sua probabilità di accadimento [P].

R = Se x P

(ndr: le sigle Se, P, R si riferiscono alla terminologia internazionale: Se = Severity, P = probability, R = Risk)

La gravità del danno [Se] si suddivide in reversibile ed irreversibile; un danno stimato di gravità irreversibile viene a sua volta suddiviso nuovamente in due livelli: irreversibile: morte, perdita di un occhio o di un braccio [4] oppure irreversibile: rottura di un arto, perdita delle dita [3].

Lo stesso vale per una gravità del danno reversibile, che può essere suddivisa a sua volta in due ulteriori categorie.

La stima della probabilità del suo accadimento invece si basa su 3 distinti fattori di analisi:

  1. [FR] La frequenza e durata di esposizione al rischio.
  2. [AV] La possibilità di evitare o limitare il danno.
  3. [PR] La probabilità che si verifichi un evento pericoloso.

[Fr] la frequenza di esposizione è legata alla necessità di accedere alla zona pericolosa, la motivazione che determina l’esposizione al rischio.

Su di un palcoscenico la necessità di esposizione al rischio relativo ad un movimento di scena è molto spesso di natura artistica e tecnica (di supporto alla attività artistica)

[Av] la possibilità di evitare o limitare il danno è un parametro direttamente legato alla progettazione della macchina e si riferisce alla possibilità di evitare fisicamente il pericolo o alla possibilità per una persona di identificare un fenomeno pericoloso.

[Pr] la probabilità che si verifichi un evento pericoloso – la stima di tale eventualità – si basa invece sulla prevedibilità di accadimento; questo approccio è sia quantitativo che qualitativo.

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L’imponente Han Show Theatre

Stima del Rischio: Gravità del danno e Frequenza di esposizione

Durante un movimento di scena, la gravità [Se] del danno – dovuta al rilascio del carico o al cedimento strutturale di un componente del meccanismo di sollevamento – nella maggior parte dei casi viene considerata Irreversibile, Fatale.

Il danno provocato dal rilascio del carico di una truss d’alluminio – o di un tiro teatrale – che movimenta luci e video sopra artisti o pubblico raramente può essere stimato come “reversibile” poiché non è possibile escludere a priori il rischio di schiacciamento/urto con esiti fatali per le persone esposte al pericolo.

Quindi la gravità [Se] del danno in genere è sempre considerata massima.

La frequenza [Fr] di esposizione a tale rischio è un parametro complesso da valutare poiché tale l’esposizione – seppure in alcuni casi molto limitata – non si fonda su chi è esposto al rischio (il tecnico, l’artista, la persona del pubblico), quanto sull’intervallo di tempo fra un esposizione ed un’altra.

Se durante uno spettacolo teatrale – in scena per due giorni consecutivi – un artista, tecnico o persona del pubblico è esposto ad un rischio anche solo per un breve periodo di tempo, la frequenza di esposizione viene generalmente considerata “alta”.

Nell’ambito delle movimentazioni di scena, questi due parametri iniziali – [Se] e [Fr] – determinano il punto di partenza del processo di stima del rischio e – laddove non fosse possibile rimuovere la persona dalla zona di pericolo – il parametro iniziale di gravità [Se] del danno rimane invariato durante tutto il processo di analisi.

Stima del Rischio: Possibilità di evitare o limitare il danno

Un parametro di valutazione che permette di ridurre la componente di rischio di una movimentazione di scena è la stima della possibilità di evitare o limitare [AV] il danno.

La valutazione della possibilità di evitare un danno, si basa – fra le altre cose – sia sull’analisi delle caratteristiche delle persone esposte al pericolo che del modo in cui il pericolo si può manifestare.

La consapevolezza del pericolo, ad esempio, è una delle caratteristiche principali da valutare. Si presume che durante un movimento di scena, l’operatore e i tecnici esposti al rischio abbiano un maggiore grado di consapevolezza del pericolo rispetto all’artista; nonostante entrambi siano a conoscenza del potenziale evento origine – la movimentazione di carichi sopra la propria testa – si suppone che il personale tecnico abbia una preparazione tecnica adeguata all’identificazione tempestiva dell’insorgere del pericolo.

Nel caso in cui il movimento di scena accada sopra il pubblico, qui l’elemento di consapevolezza non può essere considerato poiché il pubblico non solo non ha le conoscenze tecniche specifiche per trarre valutazioni di merito, ma è anche completamente ignaro del verificarsi di un evento potenzialmente pericoloso.

La possibilità di evitare un pericolo [AV] è invece legata alla velocità – o all’imminenza – con cui il pericolo può manifestarsi; ad esempio un cedimento strutturale ha dei tempi di azione differenti dagli effetti relativi al guasto di un dispositivo di limitazione di corsa.

Infine, la limitazione del danno, la capacità di poter contener un danno già in essere, si basa spesso sulla presenza di misure di sicurezza supplementari (misure di emergenza) e sulla loro efficacia.

 

Stima del Rischio: La probabilità che si verifichi un evento pericoloso

L’ultimo aspetto della componente del rischio basa la sua valutazione sulla probabilità che l’evento si verifichi [Pr] e quindi sulla prevedibilità dei comportamenti pericolosi della macchina.

I fattori da tenere in considerazione durante la valutazione della probabilità [Pr] sono l’affidabilità della macchina e dei suoi componenti, lo storico di guasti ed incidenti su macchine o sistemi simili e la valutazione di rischi comparabili.

Generalmente i fabbricanti di attrezzature di sollevamento mantengono uno storico di guasti e/o incidenti relativi alle macchine immesse sul mercato, purtroppo però essi hanno pochi dati relativi a casistiche di guasti ed incidenti su installazioni o insiemi di macchine. Per questo motivo è difficile la stima della probabilità [Pr] basata su basi statistiche connesse ad installazioni.

Ecco che l’elemento di affidabilità della macchina e dei suoi componenti gioca un ruolo fondamentale per la determinazione del parametro di probabilità [Pr].

L’affidabilità di un sistema di sollevamento viene stimata e valutata in maniera quantitativa (note di calcolo, FMEDA, SFF, etc.) e qualitativa (test di laboratorio, prove di carico, etc.)

Nel caso in cui le misure per la riduzione del rischio si basino sull’efficacia di una specifica funzione di sicurezza (SS0, SS1, etc.) tali funzioni devono avere un’affidabilità pari al risultato della valutazione di rischio.

Approccio di analisi.

Rispetto ai quattro grandi pericoli citati prima, (cedimenti strutturali, movimentazioni o azioni non intenzionali, guasti nei dispositivi di sicurezza, operazioni non autorizzati) l’analisi dei rischi del movimento di scena applica l’approccio del singolo punto di vulnerabilità, ovvero analizza i modi in cui un singolo elemento può guastarsi e le conseguenze di tale malfunzionamento.

Un caso classico, l’evento origine più comune nell’ambito delle installazioni temporanee, è la truss sospesa su 3 paranchi a catena, movimentata sopra le persone.

Applichiamo a questo caso i concetti appena illustrati.

La classe dell’installazione è da considerarsi SCENIC, ovvero un sistema di sollevamento per la movimentazione di scena, velocità massima 0.5m/s, operatore con limitata visibilità della zona di pericolo.

La tipologia di sollevamento è Carico Staticamente Indeterminato, ovvero il carico applicato al singolo paranco a catena non può essere univocamente determinato dalle equazioni di equilibrio.

Ipotizziamo che le persone esposte al rischio siano degli artisti – una band musicale – che sosta sotto il carico movimentato.

Analizziamo uno dei rischi relativi al movimento di scena in oggetto.

  • Tipo: Meccanico
  • Origine: Movimento non intenzionale
  • Possibili conseguenze: Schiacciamento/urto
  • Origine evento: Guasto o malfunzionamento del sistema di controllo
  • Evento pericoloso: Partenza o arresto non intenzionale.

Descrizione: Il sistema di controllo, un dispositivo di protezione o una funzione di sicurezza possono generare una partenza o un arresto non voluto di una delle macchine di sollevamento in gruppo, con conseguente pericolo di rilascio del carico – per cedimento strutturale del meccanismo di sollevamento o del carico stesso – e rischio di schiacciamento delle persone stanti sotto il carico movimentato.

Stima del rischio: La gravità del danno [Se] è da ritenersi massima poiché le conseguenze di tale pericolo possono portare lesioni fatali agli artisti stanti sotto il carico.

Nel caso in cui la movimentazione di scena faccia parte del programma artistico di un tour, nel quale tale movimentazione si ripeta ad ogni rappresentazione, la frequenza di esposizioni [Fr] è da ritenersi frequente, con un esposizione al pericolo lunga.

La possibilità di evitare il danno [Av] è da ritenersi scarsa, poiché la consapevolezza del pericolo da parte delle persone esposte (gli artisti) e la loro capacità di identificarlo ed evitarlo è discutibile (scarsa visibilità, musica ad alto volume, concentrazione su altre attività, etc).

La probabilità che il danno si verifichi [Pr] è strettamente legata all’integrità dei macchinari installati (sicurezza meccanica, sicurezza elettrica, sicurezza funzionale).

Laddove un evento pericoloso può essere causato dal guasto di una funzione di sicurezza o dal malfunzionamento del sistema di controllo della macchina, il vecchio adagio “ha sempre funzionato bene, quindi è sicuro”, non è applicabile come valutazione statistica ai fini della riduzione del rischio.

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Conclusione

Esistono diversi modi per ridurre il rischio residuo di rilascio del carico relativo all’esempio appena citato. Alcune misure di sicurezza possono essere di carattere meccanico o strutturale, altre di natura funzionale, altre ancora di natura gestionale.

La ridondanza passiva o attiva è uno degli approcci più utilizzati per ridurre la probabilità che un danno si verifichi, nonostante misure di sicurezza accessorie possono essere implementate laddove la ridondanza non fosse praticabile.

L’analisi dei rischi di un movimento di scena deve contemplare tutti i potenziali pericoli derivanti dal guasto o malfunzionamento degli elementi di sicurezza di una macchina di sollevamento presi singolarmente (elementi meccanici o elettrici) e le misure di sicurezza implementate allo scopo di ridurre o eliminare tali rischi devono poter essere dimostrabili in maniera documentale.

L’esempio che abbiamo analizzato è puramente teorico e la valutazione degli elementi del rischio non tiene in considerazione i dettagli tecnici relativi all’installazione, alla tipologia di equipaggiamento utilizzato e alla natura del carico movimentato; ciononostante molte delle stime di rischio relative a un evento origine simile a quello descritto, non si discostano molto dalle conclusioni tratte in questo articolo.

Ecco allora che le misure di sicurezza e protezione – elencate nelle linee guida degli standard internazionali – trovano la loro ragion d’essere proprio se contestualizzate all’interno di un analisi dei rischi; Coefficienti di sicurezza amplificati rispetto a quelli minimi previsti dalla normativa cogente, doppi dispositivi di protezione e funzioni di sicurezza SIL3 sono tutte misure di sicurezza implementabili al fine di ridurre il rischio ad un livello tollerabile.

Nel prossimo articolo approfondiremo il concetto delle funzioni di sicurezza, del SIL adeguato e di come la limitazione del danno giochi un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio.