Our Town Ford's'13200 Our Town, by Thornton Wilder Ford's Theater 1/24/13 Director Stephen Rayne Lighting Design: Pat Collins Set Design: Tony Cisek Costume Design:Kate Turner-Walker Sound Design: David Budries Photograph © T Charles Erickson tcepix@comcast.net http://tcharleserickson.photoshelter.com/Approfondiamo il tema della valutazione e stima dei rischi durante l’analisi di una movimentazione di scena, esaminando quali misure di riduzione del rischio possono essere adottate, come devono essere scelte e quale livello livello minimo d’Integrità sia richiesto nel caso in cui tali rischi vengano ridotti da funzioni di sicurezza presenti nel sistema di controllo della macchina.

Di Cristiano Giavedoni e Amedeo Guizzi

Riduzione del rischio

I rischi relativi all’uso di un attrezzatura scenotecnica devono essere mitigati con misure di protezione atte a raggiungere la riduzione del rischio a livelli accettabili.

Tali misure possono essere implementate in due modi: dal progettista o fabbricante, mediante un progetto intrinsecamente sicuro, protezioni e misure di protezione complementari, informazioni per l’uso, oppure dall’utilizzatore mediante misure organizzative, procedure di lavoro sicuro, sorveglianza, disposizione e uso di protezioni supplementari, utilizzo di dispositivi di protezione individuale e formazione.

Il progettista o fabbricante è tenuto in primis a eliminare i pericoli – o ridurre i rischi associati a determinati pericoli – modificando le caratteristiche di progettazione o di funzionamento della macchina senza ricorrere all’uso di ripari o dispositivi di protezione. Una macchina deve essere progettata per essere intrinsecamente sicura e, solo quando certi rischi non possano essere ridotti in maniera intrinseca, allora il fabbricante può ricorrere a misure di protezioni complementari e istruzioni per l’uso.

Questo approccio trova il suo fondamento nelle linee guida della EN ISO 12100:2010 in cui viene chiaramente spiegato che un progetto intrinsecamente sicuro va privilegiato rispetto a delle misure di protezione complementari poiché quest’ultime possono essere potenzialmente eluse o rese inefficaci da abusi o usi scorretti ragionevolmente prevedibili.

Facciamo un esempio

Un coefficiente di sicurezza meccanico maggiore di una fune o catena di sollevamento non può essere eluso da un utilizzatore nonostante la macchina possa essere soggetta ad abusi o usi scorretti ragionevolmente prevedibili.

I parametri di una cella di carico invece possono essere modificati o addirittura rimossi da un utilizzatore, nonostante la misura di protezione complementare sia necessaria e chiaramente illustrata nel manuale d’uso.

Lo stesso vale per le informazioni di sicurezza previste nei manuali d’uso che, come riduzione del rischio, non possono sostituirsi a un progetto intrinsecamente sicuro.

La riduzione del rischio di contatto con parti in tensione/scariche elettriche, non può essere ridotto con una nota sul manuale d’istruzioni: la macchina deve essere intrinsecamente sicura dal punto di vista della sicurezza elettrica.

Misure di riduzione del rischio

Nel precedente articolo analizzavamo uno dei rischi relativi ad un movimento di scena e facevamo il seguente esempio:

  • Tipo: Meccanico
  • Origine: Movimento non intenzionale
  • Possibili conseguenze: Schiacciamento/urto
  • Origine evento: Guasto o malfunzionamento del sistema di controllo
  • Evento pericoloso: Partenza o arresto non intenzionale.

Descrizione: Il sistema di controllo, un dispositivo di protezione o una funzione di sicurezza possono generare una partenza o un arresto non voluto di una delle macchine di sollevamento in gruppo, con conseguente pericolo di rilascio del carico – per cedimento strutturale del meccanismo di sollevamento o del carico stesso – e rischio di schiacciamento delle persone stanti sotto il carico movimentato.

La stima del rischio presentava i seguenti valori:

  • Gravità del danno [Se] = massima [4]

  • Frequenza di esposizione [Fr] = alta [2]

  • Possibilità di evitare il danno [Av] = scarsa [2]

  • Probabilità che il danno si verifichi [Pr] = possibile [2]

In questo scenario, in questo esempio, il rischio stimato corrispondeva a [32]: Rischio non accettabile.

Nel caso in cui la riduzione del rischio avvenga mediante una funzione di sicurezza (SRCF safety-related control function or SIf – safety integrated fucntion), deve essere condotta un’analisi per stabilire il livello prestazionale, il livello di integrità, richiesto.

L’analisi utilizza la medesima stima dei fattori di rischio ma si basa su tabelle di stima differenti.

Le modalità definite nella norma EN 62061 (EN 62061:2005 + Cor.:2010 + A1:2013 + A2: 2015) sono necessarie per determinare il livello SIL necessario mentre il metodo illustrato nella norma EN ISO 13849-1(EN ISO 13849-1:2008+Cor.:2009 +A1:2015) è utilizzato per la determinazione del Performace Level PL.

[NO Canada] *EXCLUSIVE* Montreal, Canada - Pop star Pink performs her sold out 'Truth About Love' Tour at Bell Centre Complex in Montreal, Canada. AKM-GSI March 12, 2013 [NO Canada] To License These Photos, Please Contact : Steve Ginsburg (310) 505-8447 (323) 4239397 steve@ginsburgspalyinc.com sales@ginsburgspalyinc.com or Keith Stockwell (310) 261-8649 (323) 325-8055 keith@ginsburgspalyinc.com ginsburgspalyinc@gmail.com
Pink sospesa a mezz’aria durante un concerto

Stima del PLr

La tabella 1 illustra il grafico da utilizzare per determinare il livello PLr di una funzione di sicurezza secondo la norma EN ISO 13849-1 (riferimento Figura A.1 – EN ISO 13849-1:2008)

plRiprendiamo i valori stimati in precedenza ed applichiamoli alla tabella 1.

Gravita’ [Se] del danno corrisponde a S, dove S1 è un danno lieve (normalmente reversibile) e S2 è un danno serio (normalmente irreversibile o fatale)

La stima evidenziava già che il danno alla persona era serio [4], quindi S2.

Frequenza [Fr] del danno corrisponde a F, dove F1 corrisponde ad un’esposizione al rischio rara o infrequente ed F2 ad un esposizione al rischio frequente o continua.

È difficile stabilire con certezza un valore di esposizione certa e le norme internazionali esitano nell’affermare criteri certi di valutazione.

È comunque possibile dire che un’esposizione della durata maggiore di 10 minuti con una frequenza di esposizione di almeno una volta al giorno deve essere considerata frequente o continua.

Manteniamo la stima dell’esempio, quindi F2.

Già a questo punto dell’analisi, prima ancora di aver identificato il fattore di rischio relativo alla possibilità di evitare il danno [P1 o P2], la tabella 1 permette due risultati: PLd o PLe.

Completiamo la stima inserendo l’ultimo dato, quello relativo alla possibilità di evitare il danno.

Possibilita’ [Av] di evitare il danno corrisponde a P, dove P1 si riferisce a possibile sotto specifiche condizioni mentre P2 significa scarsamente possibile.

Nell’esempio che stiamo analizzando, la trave americana truss sospesa su 3 paranchi a catena movimentata sopra la band che suona, non lascia molta possibilità ai musicisti di evitare il danno nel caso avvenga.

Quindi in questo caso il valore P diventa P2

Risultato della determinazione del PLr:

Nel caso in cui la riduzione del rischio avvenga mediante una funzione di sicurezza (monitoraggio del carico, sincronismo di movimento, arresto controllato etc.) la funzione di sicurezza specifica deve avere un PLr = PLd

Stima del SIL

La tabella 2 illustra i fattori da utilizzare per determinare il livello SIL di una funzione di sicurezza secondo la norma EN 62061 (riferimento Figura A.3 – EN 62061:2005)

In questo la norma contempla tutti i fattori del rischio, inclusa la probabilità che il danno si verifichi.

tabella2

Riprendiamo i valori stimati in precedenza ed applichiamoli alla tabella 2.

Gravità [Se] del danno è suddivisa in 4 categorie e la determinazione permette un maggior livello di dettaglio.

Nell’esempio che stiamo trattando, non è possibile escludere che la partenza o l’arresto incontrollato di uno dei paranchi che movimentano la truss al di sopra degli artisti, non possa portare ad un rilascio del carico, quindi l’ipotesi di un danno fatale va considerata.

Manteniamo Gravita’ [Se] = 4

Frequenza [Fr] del danno corrisponde a Fr, dove F1 e anche qui la tabella offre una gamma maggiore di valori di scelta.

Manteniamo per buone le considerazioni fatte in precedenza circa il calcolo del fattor F nella stima del PLr e identifichiamo la frequenza come <1 per ora – > per giorno.

Quindi Frequenza [Fr] = 5

Possibilità (Evitabilità) [Av] del danno corrisponde a Av, e qui possiamo scegliere fra Impossibile, possibile, probabile.

Come detto precedentemente le persone esposte sono impossibilitate ad evitare il danno.

Quindi Evtabilita’ [Av] = 5

Ci rimane un ultimo valore da determinare, ovvero la probabilità.

Probabilità [Pr] che il danno si verifichi va stimata secondo la metodologia spiegata nell’articolo scorso. (ndr. Vedi articolo backstage – Analisi dei rischi dei movimenti di scena – parte prima: la stima del rischio.).

Poniamo che manteniamo la probabilità su di un valore medio possibile.

Quindi Probabilità [Pr] = 3

Incrociamo i valori di stima

[Fr] 5 + [Av] 5 + [Pr] 3 = Classe Cl 13

Utilizzando la tabella 2 ed intersecando la riga [Se] 4 con la classe Cl 13 si identifica se è necessaria un azione.

Se la casella in cui i due valori si incrociano è vuota, la funzione di sicurezza non necessita di un livello SIL.

Se la casella di intersezione indica il valore OM, la norma raccomanda la riduzione del rischio con altre misure.

Se invece la casella di intersezione indica un valore SIL, allora la funzione di sicurezza implementata per ridurre il rischio specifico deve avere un livello SIL corrispondente.

Nel nostro esempio, deve aver un livello SIL3

Conclusione

Il progettista o fabbricante di un’attrezzatura scenotecnica analizza i rischi relativi alla macchina basandosi sull’uso inteso o ragionevolmente prevedibile che l’utilizzatore potrà fare della macchina.

Tali rischi verranno analizzati, stimati, valutati e poi ridotti con misure di protezione opportune. Nel caso tali misure fossero implementate da funzioni di sicurezza, il progettista o fabbricante adotterà uno dei due metodi descritti per valutare l’integrità necessaria per tale funzione di sicurezza.

Un utilizzatore finale – un integratore di sistemi, un operatore di macchine di scena – dovrà invece eseguire l’analisi dei rischi del movimento di scena specifico, identificare quali misure di protezione possono essere applicate all’installazione scenotecnica al fine di ridurre il rischio ad un livello tollerabile e – se tali misure sono fornite da funzioni di sicurezza presenti nell’attrezzatura scenotecnica – verificare con il progettista fabbricante che esse abbiano il livello SIL/PL adeguato.

La limitazione del danno, il ruolo che gioca il sistema di stop di emergenza all’interno di un attrezzatura scenotecnica, lo affrontiamo nel prossimo articolo.