2-milano_0Sentiamo sempre parlare di stime di affollamento per ogni tipo di evento che indicano cifre molto discordanti a seconda della parte da cui arrivano. Come arrivare a definire un dato corretto? Ecco alcuni metodi di calcolo

Sentiamo a volte parlare di eventi e manifestazioni di tipo politico con dati esagerati dal punto di vista degli organizzatori e molto più bassi da parte degli organi ufficiali. La difficoltà di questo processo di stima è nel valutare la densità della folla e come risulta da studi realizzati nel passato si sa che una folla come questa può avere una densità che va da meno di una persona per metro quadro fino a circa quattro persone per metro quadro. In casi estremi, come gli affollamenti sotto il palco di un concerto o in punti in cui si creano imbuti, si può arrivare a sei persone per metro quadro.

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Partendo da questo riferimento basta calcolare l’area di una piazza qualunque con gli strumenti messi a disposizione online dai maggiori servizi di mappe e si arriva ad un primo dato. Da questo dato si può affinare il risultato, tenendo conto delle strutture presenti come ad esempio un palco, zone di servizio, ostacoli ecc. e anche che un riempimento uniforme che non è quasi mai realistico. Inoltre la folla ha una zona “stabile” riempita in modo uniforme che si avvicina alla capacità massima, ed una serie di zone “periferiche”, più fluide e occupate in modo molto minore. Ad esempio se guardiamo le foto aeree di un evento si può vedere come solo parti dello spazio siano riempite in modo stabile mentre il resto è popolato da figure in movimento più o meno distanziate tra loro. Ad esempio, senza entrare nei dati forniti per qualche manifestazione politica spesso troviamo titoli e dichiarazioni come ad esempio: “eravamo in centomila!”.

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Guardando le foto satellitari e facendo qualche calcolo, avvalendoci dello strumento di misura online, misurando piazza Duomo a Milano lungo i muri ma lasciando fuori il sagrato e il fondo piazza risulta avere una superficie di circa 12700 m².
Ipotizziamo di includere anche il sagrato, tutta la parte sotto i portici, e la parte finale della Piazza dove passa la viabilità e arriviamo a circa 17500 m².
Escludendo poi il monumento a Vittorio Emanuele II e le uscite della metropolitana oltre ai vari oggetti come i pali della luce, dobbiamo sottrarre almeno 500 mq arrivando a circa 17000 m². Con questo dato, immaginando la piazza stipata da un palazzo all’altro e dunque ipotizzando una densità di 4 persone a metro quadro, la piazza potrebbe contenere al massimo 68000 persone ma anche questa cifra può essere lontana, perché durante una manifestazione come ad esempio un concerto la superficie davvero calpestabile è molto minore ospitando il palco con relativo backstage, le aree transennate, le tende e le altre strutture presenti. In definitiva si deve valutare un’area decisamente inferiore. Oltre a questo si potrebbe ipotizzare una densità che per metà è pari a 4 persone/m² e per l’altra metà pari a 2-3 persone /m² arrivando ad un dato di circa 55250 persone. In caso si possono valutare anche le vie limitrofe che hanno visibilità dell’evento ma sempre con stime molto basse.

Ma queste sono sempre e solo stime! Ci sono anche altri strumenti per arrivare a dati più certi come ad esempio un conteggio delle teste visibili nelle foto dall’alto o utilizzando software appositi che analizzano il passaggio di persone nelle vie d’accesso.

Dal punto di vista normativo il discorso parte da un punto di vista opposto. Non si parte più da quante persone ci sono per metro quadrato di superficie ma di quante persone possono evacuare lasciando in piena sicurezza lo spazio dell’evento. La gestione delle emergenze di un evento è uno degli aspetti più importanti dello stesso e parte dal presupposto che tutte le persone presenti devono lasciare in caso di emergenza e/o in uscita a fine evento. Il calcolo si basa sulla larghezza delle vie di uscita e quindi in uno spazio pubblico, come una piazza, le vie che escono dalla piazza dividendo la loro larghezza in moduli da 60 cm di larghezza e ipotizzando che per ogni modulo possano uscire 250 persone.

Ad esempio sempre Piazza Duomo ha sfoghi sulle vie laterali per circa 105 m di larghezza pari a 175 moduli e quindi una capacità di evacuazione pari a 43750 persone, superiore a quelle stimate dal conto precedente ma decisamente inferiori a quelle indicate in qualche caso dagli organizzatori.

Alcuni studi hanno valutato la pericolosità o meno degli affollamenti indicando che folle con densità da 2 a 4 persone a m² possono ancora permettere al singolo individuo di muoversi in una direzione o nell’altra indipendentemente mentre una densità superiore di 6 persone o più produce un movimento della folla ad onda che non permette più al singolo individuo di decidere dove andare e può provocare malori per schiacciamenti, soffocamenti, cadute che creano un “vuoto” nella struttura compatta che automaticamente viene riempito dal resto della folla o a sua volta provoca un crollo più ampio portando a feriti o addirittura a vittime.

Luoghi chiusi
Differenti sono i criteri per i luoghi chiusi o delimitati: la capienza di un luogo di pubblico spettacolo senza posti a sedere viene infatti esplicitata da un altro parametro che indica in 1,2 persone a m². Un parterre di un palazzetto, un salone di 500 m² può quindi ospitare al massimo 600 persone sempre dovendo verificare il sistema delle vie di uscita.
Il Decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015, Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, ha un nuovo approccio alla prevenzione e quindi anche alla valutazione dell’affollamento, della capienza dei vari luoghi con regole meno prescrittive e più prestazionali e con un approccio più ingegneristico che in base allo studio dei vari parametri del luogo, ai rischi, alla presenza di più o meno persone (con la valutazione del grado di mobilità, disabilità sia temporanea che permanente), alle strategie antincendio ecc. arriva a dati e soluzioni su misura per ogni luogo.

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